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	<title>salute &#8211; imagazine.it</title>
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	<item>
		<title>Alzheimer: un&#8217;accademia per sostenere i caregiver</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 10:01:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Trieste incontri con specialisti per offrire supporto e orientamento a chi vive in prima linea l’esperienza di cura. Ritorna il Pulmino Viola sia in città che in provincia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/CasaViola-D-Caregiver-Academy.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/alzheimer-unaccademia-per-sostenere-i-caregiver/">Alzheimer: un&#8217;accademia per sostenere i caregiver</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Un incontro dell&#8217;Academy a CasaViola</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Riparte <strong>lunedì 13 aprile </strong>a Trieste la<strong> (D) Caregiver Academy</strong> attività della <strong>Fondazione Goffredo de Banfield</strong>, un percorso gratuito che negli anni si è affermato come un’iniziativa capace di offrire competenze, supporto e orientamento a chi vive in prima linea l’esperienza di cura.</p>
<p><strong>Le iscrizioni sono già aperte</strong> per il nuovo ciclo di <strong>cinque incontri in presenza a CasaViola</strong> (via Filzi 21/1, in orario dalle 17.30 alle 19) la prima “casa” in Italia dedicata ai caregiver, nata su ideazione della Fondazione triestina impegnata da oltre trentacinque anni accanto alle persone fragili.</p>
<p>È proprio da questa pluriennale esperienza che è nata la <strong>(D)</strong> <strong>Caregiver Academy</strong>: un progetto distintivo che riconosce il ruolo fondamentale – e spesso invisibile – dei <strong>caregiver</strong>, offrendo strumenti concreti e accompagnamento qualificato.</p>
<p>Gli incontri, condotti da professioniste esperte, propongono un <strong>percorso strutturato che affronta in modo progressivo le principali sfide richieste a un caregiver</strong>.</p>
<p>Si parte <strong>lunedì 13 aprile</strong> con “<strong><em>Alzheimer e altre demenze</em></strong>”, a cura di <strong>Antonella Deponte</strong>, per comprendere le <strong>differenze tra le diverse forme di demenza</strong>, i sintomi e la loro evoluzione, adottando uno sguardo centrato sulla persona.</p>
<p>Il 20 aprile <strong>Barbara Fabro</strong> guiderà l’incontro dedicato alla <strong>comunicazione</strong>, offrendo strategie pratiche per relazionarsi in modo efficace anche quando il linguaggio cambia, imparando a entrare nel mondo della persona e valorizzarne le capacità residue.</p>
<p>Il <strong>27 aprile</strong> <strong>Rosanna Palmeri</strong> affronterà il tema dei <strong>sintomi comportamentali e dei trattamenti non farmacologici</strong>, fornendo strumenti per gestire agitazione, ansia e altri disturbi attraverso approcci efficaci che affiancano e integrano le terapie.</p>
<p>Il <strong>4 maggio</strong>, con <strong>Roberta Varesano</strong>, si entrerà nel merito dei bisogni assistenziali, con indicazioni pratiche sulla <strong>cura quotidiana</strong> – dall’igiene all’alimentazione, dalla sicurezza all’organizzazione dell’ambiente domestico – per garantire il benessere di tutti.</p>
<p>A chiudere il ciclo, <strong>l’11 maggio</strong>, sarà nuovamente <strong>Antonella Deponte</strong> con un incontro dedicato allo <strong>stress del caregiver</strong>: un momento fondamentale per riconoscere e gestire fatica, carico emotivo e fragilità, nella consapevolezza che prendersi cura di sé è parte integrante del prendersi cura degli altri.</p>
<p>Si tratta di un percorso <strong>pensato per fornire strumenti concreti</strong>, ma anche per <strong>costruire una rete di supporto</strong> che renda più sostenibile il ruolo di cura, rafforzando sicurezza, consapevolezza e qualità della vita. Iscrizioni al numero <strong>040.362766</strong> o inviando una mail a <strong>casaviola@debanfield.it</strong></p>
<p>Accanto alla <strong>formazione</strong>, la de Banfield rinnova anche il proprio impegno sul territorio nell’ambito della <strong>prevenzione</strong>: torna infatti nelle strade di Trieste il <strong>Pulmino Viola</strong> di “<strong>Metti in moto il cervello</strong>”, il <strong>servizio itinerante</strong> che porta informazione e <strong>consulenze gratuite</strong> direttamente vicino alle persone, sempre con orario 9-12.</p>
<p><strong>Mercoledì 15 aprile</strong> appuntamento in Piazza tra i Rivi (Roiano), seguito dagli incontri del <strong>22 aprile</strong> in Piazza Cavana e del <strong>29 aprile</strong> in Via San Lazzaro.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72996" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Pulmino-viola-de-Banfield3.jpg" alt="Pulmino viola de Banfield3" width="800" height="572" title="Alzheimer: un&#039;accademia per sostenere i caregiver 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Pulmino-viola-de-Banfield3.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Pulmino-viola-de-Banfield3-300x215.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Pulmino-viola-de-Banfield3-768x549.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Parallelamente, il pulmino raggiungerà anche i <strong>comuni della provincia</strong>: il primo appuntamento è giovedì 16 aprile a <strong>Muggia</strong>, in Piazza della Repubblica, dando così avvio a un calendario diffuso che nei mesi successivi toccherà diversi centri del territorio, tra Duino Aurisina, Monrupino, San Dorligo della Valle – Dolina e Sgonico.</p>
<p>A bordo del <strong>Pulmino Viola</strong> è possibile ricevere <strong>supporto individuale</strong>, consulenze sociosanitarie, indicazioni per la prevenzione della demenza e materiali informativi sui servizi disponibili: un <strong>presidio mobile</strong> <strong>attivo fino al prossimo 18 giugno</strong> pensato per intercettare i bisogni e avvicinare le famiglie.</p>
<p><strong>Formazione e prossimità</strong>: la <strong>(D) Caregiver Academy e il Pulmino Viola</strong> rappresentano <strong>due strumenti complementari</strong> di uno stesso impegno, quello della Fondazione de Banfield, per sostenere concretamente chi si prende cura ogni giorno dei propri cari e per dare sempre più spazio e importanza alla prevenzione e alla salute del cervello. Per informazioni e calendario completo: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.debanfield.it" target="_blank" rel="noopener">www.debanfield.it</a></span>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Falzheimer-unaccademia-per-sostenere-i-caregiver%2F&amp;linkname=Alzheimer%3A%20un%E2%80%99accademia%20per%20sostenere%20i%20caregiver" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Falzheimer-unaccademia-per-sostenere-i-caregiver%2F&amp;linkname=Alzheimer%3A%20un%E2%80%99accademia%20per%20sostenere%20i%20caregiver" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Falzheimer-unaccademia-per-sostenere-i-caregiver%2F&amp;linkname=Alzheimer%3A%20un%E2%80%99accademia%20per%20sostenere%20i%20caregiver" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Falzheimer-unaccademia-per-sostenere-i-caregiver%2F&amp;linkname=Alzheimer%3A%20un%E2%80%99accademia%20per%20sostenere%20i%20caregiver" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Falzheimer-unaccademia-per-sostenere-i-caregiver%2F&amp;linkname=Alzheimer%3A%20un%E2%80%99accademia%20per%20sostenere%20i%20caregiver" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Falzheimer-unaccademia-per-sostenere-i-caregiver%2F&#038;title=Alzheimer%3A%20un%E2%80%99accademia%20per%20sostenere%20i%20caregiver" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/alzheimer-unaccademia-per-sostenere-i-caregiver/" data-a2a-title="Alzheimer: un’accademia per sostenere i caregiver"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/CasaViola-D-Caregiver-Academy.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/alzheimer-unaccademia-per-sostenere-i-caregiver/">Alzheimer: un&#8217;accademia per sostenere i caregiver</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cividale: inaugurato il nuovo Centro Dialisi</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/cividale-inaugurato-il-nuovo-centro-dialisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:31:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cividale]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[servizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La struttura decentrata del Presidio ospedaliero di Udine opererà su due fasce giornaliere, dal lunedì al sabato</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/centro-dialisi-cividale.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/cividale-inaugurato-il-nuovo-centro-dialisi/">Cividale: inaugurato il nuovo Centro Dialisi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Una delle postazioni del centro dialisi a Cividale (ph. Regione FVG)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CIVIDALE DEL FRIULI – Inaugurato il <strong>nuovo centro dialisi</strong> di Cividale.</p>
<p>Si tratta di un Centro ad assistenza decentrata incardinato nella Struttura operativa complessa (Soc) di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale del Presidio ospedaliero &#8220;Santa Maria della Misericordia&#8221; di Udine.</p>
<p>La struttura è stata aperta nell&#8217;ambito del progetto del <strong>nuovo Padiglione di Levante</strong>, partito nel 2007 con un finanziamento iniziale di 7.150.000 euro con l&#8217;obiettivo di ospitare la sede del distretto sanitario.</p>
<p>Il definitivo completamento e la conseguente attivazione della dialisi sono stati resi possibili solo recentemente dall&#8217;Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, grazie all&#8217;integrazione di 470.000 euro di fondi già disponibili con un&#8217;ulteriore quota di 389.077 euro, assegnata dalla Regione.</p>
<p>Il nuovo centro si distingue per le sue caratteristiche tecnologiche e organizzative all&#8217;avanguardia, con <strong>15 posti tecnici in area clinica</strong>, un <strong>posto dedicato all&#8217;osservazione post-dialisi</strong> e <strong>20 apparecchiature di ultima generazione</strong>.</p>
<p>Sono <strong>49 i pazienti emodializzati cronici attualmente presi in carico</strong>, il 30% del totale dei pazienti dializzati afferenti alla Soc di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale di Udine.</p>
<p>L&#8217;equipe medica è composta da <strong>22 operatori</strong> del personale del comparto (infermieristico e di supporto), mentre è garantita la presenza del personale medico della struttura di Udine in tutti i turni di cura, articolati su <strong>due fasce giornaliere</strong> (mattina e pomeriggio) <strong>dal lunedì al sabato</strong>.</p>
<p>L&#8217;utenza servita è considerata fragile con un&#8217;<strong>età</strong> <strong>media di 76 anni</strong> e pazienti spesso affetti da diabete e cardiopatie, immunodepressi e con necessità di trasporti organizzati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuovi strumenti per le terapie a onde d&#8217;urto</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/nuovi-strumenti-per-le-terapie-a-onde-durto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 13:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[asugi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Donati a Trieste due dispositivi di ultima generazione da impiegare sia in ambito urologico che neurologico</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/strumenti-onde-urto.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nuovi-strumenti-per-le-terapie-a-onde-durto/">Nuovi strumenti per le terapie a onde d&#8217;urto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Conferenza stampa di ringraziamento alla <strong>Fondazione CRTrieste</strong> per le donazioni alla SC (UCO) Clinica Neurologica e alla SC (UCO) Clinica Urologica, alla presenza dell’assessore <strong>Riccardo Riccardi</strong>, del direttore generale ASUGI <strong>Antonio Poggiana</strong>, del vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRTrieste <strong>Francesco Peroni</strong>, del direttore della Clinica Neurologica <strong>Paolo Manganotti</strong>, del direttore della Clinica Urologica <strong>Giovanni Liguori</strong> e della direttrice vicaria del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste, <strong>Milena Cadenaro</strong>.</p>
<p>Al centro dell’iniziativa, la donazione di <strong>due dispositivi DUOLITH® SD1 T-TOP ULTRA</strong>, strumenti di ultima generazione per la terapia a onde d’urto.</p>
<p>Le apparecchiature entrano nella dotazione dell’Università di Trieste, attraverso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, e saranno messe a disposizione dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina.</p>
<p>La tecnologia a onde d’urto rappresenta una soluzione terapeutica avanzata e non invasiva, in grado di favorire la rigenerazione dei tessuti e la neoformazione di nuovi vasi sanguigni.</p>
<p>Grazie a queste caratteristiche, i dispositivi consentono di ampliare le possibilità di trattamento in diversi ambiti clinici, con benefici significativi per i pazienti in termini di efficacia, sicurezza e qualità della vita.</p>
<h3><strong>Applicazioni in ambito urologico</strong></h3>
<p>Uno dei dispositivi sarà utilizzato presso la <strong>Clinica Urologica</strong>, diretta da Giovanni Liguori, per il <strong>trattamento non invasivo della disfunzione erettile</strong>, della <strong>malattia di La Peyronie</strong> e del <strong>dolore urologico cronico</strong>.</p>
<p>La disfunzione erettile è una condizione molto diffusa, che in Italia interessa circa il 13% della popolazione maschile adulta, con una prevalenza che aumenta progressivamente con l’età.</p>
<p>Anche la malattia di La Peyronie, spesso sotto diagnosticata, ha un impatto rilevante sul piano funzionale e psicologico.</p>
<figure id="attachment_72846" aria-describedby="caption-attachment-72846" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-72846" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/strumenti-onde-urto-dettaglio-779x1024.jpg" alt="strumenti onde urto dettaglio" width="640" height="841" title="Nuovi strumenti per le terapie a onde d&#039;urto 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/strumenti-onde-urto-dettaglio-779x1024.jpg 779w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/strumenti-onde-urto-dettaglio-228x300.jpg 228w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/strumenti-onde-urto-dettaglio-768x1010.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/strumenti-onde-urto-dettaglio.jpg 800w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-72846" class="wp-caption-text">Una delle strumentazioni donate</figcaption></figure>
<p>L’introduzione della terapia a onde d’urto consente di offrire trattamenti mirati e minimamente invasivi, particolarmente efficaci nei casi di origine vascolare e utili anche nel contesto della riabilitazione dopo trattamenti oncologici, come quelli per tumori della prostata e del colon-retto. In questo ambito, la Clinica Urologica opera attraverso un approccio multidisciplinare, accompagnando il paziente lungo tutto il percorso di cura.</p>
<h3><strong>Applicazioni in ambito neurologico</strong></h3>
<p>Il secondo dispositivo sarà impiegato presso la <strong>Clinica Neurologica</strong>, diretta da Paolo Manganotti, per il <strong>trattamento degli spasmi</strong> e del dolore in pazienti affetti da patologie neurologiche quali <strong>ictus, sclerosi multipla, Parkinson e distonie</strong>.</p>
<p>In questo contesto, l’associazione tra onde d’urto e tossina botulinica consente di ridurre dolore e contratture muscolari, migliorando la mobilità e la qualità della vita dei pazienti, sia nelle fasi acute sia in quelle croniche delle malattie neurologiche.</p>
<p>Negli ultimi anni, l’impiego di questa tecnologia ha già permesso di trattare numerosi pazienti ambulatoriali, con risultati significativi in termini di riduzione del dolore e miglioramento funzionale.</p>
<p>La donazione della Fondazione CRTrieste rappresenta un contributo concreto allo sviluppo tecnologico della sanità pubblica e al miglioramento dei percorsi di cura, valorizzando la collaborazione tra Università di Trieste e ASUGI.</p>
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		<title>Ridurre il dolore cronico con la realtà virtuale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/ridurre-il-dolore-cronico-con-la-realta-virtuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 09:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto di Luca Quartuccio, professore di reumatologia dell’Università di Udine, conquista il “Mattia Crosetto Award”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Luca-Quartuccio.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/ridurre-il-dolore-cronico-con-la-realta-virtuale/">Ridurre il dolore cronico con la realtà virtuale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Luca Quartuccio</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – È <strong>Luca Quartuccio</strong>, professore di reumatologia dell’Università di Udine, il vincitore della prima edizione del “<em>Mattia Crosetto Award</em>”, riconoscimento in memoria del manager udinese attivo nei settori più innovativi della sanità.</p>
<p>Quartuccio è stato premiato per il suo progetto sull’“<em>Approccio di realtà virtuale immersiva nel dolore cronico non oncologico</em>”.</p>
<p>L’iniziativa è promossa da <em>Bio4Dreams</em>, incubatore di startup internazionali nel settore delle scienze della vita, e dal Dipartimento di Medicina dell’Ateneo friulano. Il premio, del <strong>valore di 30mila euro</strong>, sostiene la nascita di nuove realtà imprenditoriali tramite un percorso di incubazione che offre supporto strategico, accesso ai bandi e opportunità di networking.</p>
<p>Il “<em>Mattia Crosetto Award</em>” è rivolto a idee imprenditoriali e startup focalizzate su strumenti e modelli gestionali per la sanità del futuro nate dall’attività di ricerca del Dipartimento.</p>
<h3><strong>Il progetto</strong></h3>
<p>Luca Quartuccio, con il suo progetto, punta a validare un sistema di realtà virtuale immersiva di supporto al trattamento per la fibromialgia, con l’obiettivo di ridurre il dolore cronico e lo stress.</p>
<p>Grazie all’interazione tra la realtà virtuale e la risposta multisensoriale del corpo a questi stimoli i pazienti vengono guidati sia nello svolgimento di attività fisiche che in tecniche di rilassamento. Il sistema è progettato per incrementare l’aderenza dei pazienti ai protocolli di attività fisica e favorire un miglioramento misurabile della qualità della vita.</p>
<p>Quartuccio dirige la Scuola di specializzazione in Reumatologia dell’Ateneo e la Clinica di Reumatologia dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale e collabora con <strong>Luca Chittaro</strong>, direttore dello <em>Human-Computer Interaction Lab</em>, del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche.</p>
<p>Alla premiazione hanno partecipato, fra gli altri: il prorettore <strong>Giorgio Alberti</strong>; il direttore del dipartimento, <strong>Gianluca Tell</strong>; per Bio4Dreams, <strong>Elisabetta Borello</strong> e <strong>Marco Dal Ferro</strong>, rispettivamente co-fondatrice, VP Strategy &amp; External Relations e Fvg Ecosystem Manager, e, per la Regione Friuli Venezia Giulia, <strong>Ketty Segatti</strong>, della Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia.</p>
<figure id="attachment_72788" aria-describedby="caption-attachment-72788" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72788" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Da-sinistra-Gianluca-Tell-Ketty-Segatti-Luca-Quartuccio-Elisabetta-Borello-Marco-Dal-Ferro-Giorgio-Alberti.jpg" alt="Da sinistra Gianluca Tell Ketty Segatti Luca Quartuccio Elisabetta Borello Marco Dal Ferro Giorgio Alberti" width="800" height="491" title="Ridurre il dolore cronico con la realtà virtuale 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Da-sinistra-Gianluca-Tell-Ketty-Segatti-Luca-Quartuccio-Elisabetta-Borello-Marco-Dal-Ferro-Giorgio-Alberti.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Da-sinistra-Gianluca-Tell-Ketty-Segatti-Luca-Quartuccio-Elisabetta-Borello-Marco-Dal-Ferro-Giorgio-Alberti-300x184.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Da-sinistra-Gianluca-Tell-Ketty-Segatti-Luca-Quartuccio-Elisabetta-Borello-Marco-Dal-Ferro-Giorgio-Alberti-768x471.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-72788" class="wp-caption-text">Da sinistra Gianluca Tell, Ketty Segatti, Luca Quartuccio, Elisabetta Borello, Marco Dal Ferro, Giorgio Alberti</figcaption></figure>
<p>«Per Bio4Dreams – hanno affermato <strong>Elisabetta Borello</strong> e <strong>Marco Dal Ferro </strong>– questo premio ha un valore particolarmente importante, perché ricorda un amico con il quale abbiamo iniziato un percorso dedicato all’innovazione e al trasferimento tecnologico nell’Università di Udine. Mattia ha lasciato un segno autentico che abbiamo voluto portare avanti per mettere in relazione ricerca e impresa. Con il Mattia Crosetto Award vogliamo dare continuità e concretezza a questa visione, accompagnando un’idea imprenditoriale capace di generare innovazione per la sanità del futuro».</p>
<h3><strong>Mattia Crosetto</strong></h3>
<p>Nella sua attività Mattia Crosetto si è concentrato sull’ideazione, la progettazione, la gestione e l’utilizzo delle infrastrutture sanitarie avendo come prospettiva un sistema in rapida trasformazione. La sua carriera è stata caratterizzata da progetti di respiro internazionale.</p>
<p>Ha collaborato con la Commissione europea su misure operative per il sostegno alle start up e sulla promozione di partnership internazionali, oltre che con enti e istituzioni nazionali.</p>
<p>All’Università di Udine ha svolto attività di formazione nell’ambito delle progettualità europee, ha coordinato team multidisciplinari per la realizzazione del progetto “Age Labs”, ha gestito progetti e fondi di ricerca europei e ha seguito lo sviluppo di nuove imprese nate dalla ricerca scientifica.</p>
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		<title>Da Trieste una nuova frontiera per la vista</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/da-trieste-una-nuova-frontiera-per-la-vista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 16:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla Clinica Oculistica i primi impianti di cornea artificiale: passo fondamentale per trattare patologie complesse e casi clinicamente difficili</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Foto-fine-chirurgia-cornea-artificiale-Tognetto.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/da-trieste-una-nuova-frontiera-per-la-vista/">Da Trieste una nuova frontiera per la vista</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Il professor Tognetto e la sua equipe dopo aver eseguito il primo impianto</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Due <strong>impianti di cornea artificiale</strong> EndoArt su pazienti per i quali il trapianto convenzionale non era più un’opzione praticabile, sono stati eseguiti per la prima volta con successo dalla Clinica Oculistica ASUGI di Trieste, diretta dal professor <strong>Daniele Tognetto</strong>.</p>
<p>Un risultato di grande rilievo nel campo della chirurgia corneale, che rappresenta un passo fondamentale nell’applicazione di tecnologie avanzate per trattare patologie corneali complesse e casi clinicamente difficili.</p>
<p>«<em>Si tratta di un risultato molto significativo</em> – spiega il professor Tognetto, che ha effettuato gli interventi insieme alla sua <em>equipe</em> – <em>perché ci consente di offrire nuove possibilità di cura e di miglioramento visivo a pazienti che, fino a oggi, avevano poche o nessuna alternativa. La cornea artificiale rappresenta una nuova frontiera nella chirurgia corneale e apre prospettive concrete di recupero visivo anche nei casi più complessi».</em></p>
<p>La cornea artificiale EndoArt rappresenta, infatti, una frontiera avanzata nella cura dell’edema corneale cronico, in particolare nei casi in cui il tessuto biologico prelevato da donatore non possa essere utilizzato per un trapianto o presenti un elevato rischio di fallimento. Il dispositivo consiste in una membrana endoteliale artificiale realizzata con un materiale biocompatibile e progettata per sostituire la funzione dell’endotelio corneale.</p>
<p>«<em>Questo dispositivo agisce come una vera e propria barriera funzionale</em> – sottolinea Tognetto – <em>regolando il passaggio dei liquidi all’interno della cornea e permettendo il progressivo recupero della sua trasparenza e quindi della funzione visiva</em>».</p>
<p>I dati scientifici disponibili confermano la sicurezza dell’impianto e il suo potenziale nel migliorare l’acuità visiva e ridurre lo spessore corneale, con un profilo di complicanze contenuto e senza eventi avversi gravi.</p>
<p>In particolare, gli studi clinici internazionali ed i primi impianti sull’uomo, hanno documentato risultati incoraggianti con un aumento della trasparenza corneale associato in molti casi a un recupero significativo della vista.</p>
<p>Il successo ottenuto a Trieste conferma il ruolo della Clinica Oculistica come centro di riferimento nell’ambito dell’innovazione oftalmologica e della chirurgia corneale avanzata, collocandolo tra le realtà nazionali più attive nello sviluppo e nell’applicazione di tecnologie d’avanguardia.</p>
<p>«<em>Il nostro obiettivo</em> – conclude Tognetto – <em>è continuare a sviluppare e introdurre tecniche sempre più innovative, in grado di migliorare le possibilità di cura e la qualità di vita dei pazienti. L’impianto di cornea artificiale si inserisce in un percorso di crescita tecnologica e scientifica che la nostra Clinica porta avanti da anni».</em></p>
<figure id="attachment_72448" aria-describedby="caption-attachment-72448" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-72448" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Chirurgia-Cornea-Artificiale-Tognetto.jpg" alt="Chirurgia Cornea Artificiale Tognetto" width="800" height="600" title="Da Trieste una nuova frontiera per la vista 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Chirurgia-Cornea-Artificiale-Tognetto.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Chirurgia-Cornea-Artificiale-Tognetto-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Chirurgia-Cornea-Artificiale-Tognetto-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-72448" class="wp-caption-text">L&#8217;equipe del professor Tognetto in azione</figcaption></figure>
<p>L’impianto di cornea artificiale si aggiunge alle potenzialità della chirurgia corneale del centro ASUGI, che hanno visto di recente l’acquisizione di sofisticate strumentazioni per la diagnostica e per l’esecuzione di trapianti di cornea lamellari, resi ora possibili grazie a <strong>due microbisturi automatici con 15.000 tagli al secondo</strong> per la preparazione di lembi ultrasottili direttamente in sala operatoria.</p>
<p>Il traguardo rappresentato dall’impianto di cornea artificiale ha aperto nuove opportunità nella cura di pazienti con gravi patologie corneali, contribuendo a ridurre la dipendenza dalla disponibilità di tessuto donato e aprendo la strada a interventi prima impossibili anche nei casi clinicamente più complessi.</p>
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		<title>Trauma spinale: tutto parte dai meccanocettori</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/trauma-spinale-tutto-parte-dai-meccanocettori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Scarmignan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sissa]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bloccandoli il danno si riduce. A dirlo è una ricerca della SISSA pubblicata sulla rivista "The Journal of Physiology"</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/maxim-potkin-lYAC1hk919s-unsplash.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/trauma-spinale-tutto-parte-dai-meccanocettori/">Trauma spinale: tutto parte dai meccanocettori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE – Si trovano nel midollo spinale fin dalla nascita, sono sensibili agli stimoli meccanici e svolgono un ruolo importante nel dare via agli eventi patologici che seguono un trauma. Se si blocca il loro funzionamento? L’entità del danno si riduce.</p>
<p>A dirlo è una nuova <a href="https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1113/JP289194" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">ricerca pubblicata su</span> <em>The Journal of Physiology</em> </a>e condotta da un’equipe della <strong>SISSA</strong> guidata dal professor <strong>Giuliano Taccola</strong> e con prima autrice <strong>Atiyeh Mohammadshirazi</strong>.</p>
<p>Tutto succede già nei primissimi millisecondi dal trauma, ha spiegato il gruppo di scienziati. È in questo lasso di tempo che questi meccanorecettori del midollo entrano in azione, dando il via a una compromissione di quei segnali elettrici che sono alla base della normale comunicazione nervosa. Questo primo evento innesca una catena di fattori neurotossici chiamata danno secondario che amplifica ed estende la prima lesione traumatica nelle ore e nei giorni successivi.</p>
<p>Capire il ruolo di questi recettori, secondo gli autori, è importante non solo per fare luce su cosa succede durante lo shock spinale. Come dimostrato negli esperimenti, infatti, se la loro azione viene fermata anche il danno funzionale si riduce.</p>
<p>Per questo i meccanocettori del midollo sono un possibile target per possibili strategie volte a ridurre le disabilitanti conseguenze di una lesione al midollo spinale.</p>
<p>Lo studio è stato realizzato grazie al finanziamento 5xmille alla SISSA presso il laboratorio del professor Taccola nell’<strong>Ospedale</strong> <strong>Gervasutta di Udine</strong>.</p>
<h3>Il trauma fisico porta a un blocco nei segnali elettrici</h3>
<p>“È ben noto – spiegano Atiyeh Mohammadshirazi e Giuliano Taccola – che il trauma fisico al midollo spinale compromette il flusso dei segnali elettrici che sono alla base del funzionamento delle nostre fibre nervose. Si tratta della cosiddetta <em>DIP (Depolarizing Injury Potential)</em> che inizia a pochissimi istanti dal trauma e che continua propagando il danno primario fino alle settimane successive, rendendo la lesione via via più seria. Le origini di questo fenomeno non sono completamente note”.</p>
<p>Eppure, con i loro esperimenti effettuati con <a href="https://www.valorisation.sissa.it/device-mechanically-stimulating-biological-material-and-its-procedure" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">una sofisticata strumentazione inventata dal professor Taccola e</span> <strong>John Fischetti</strong> e brevettata dalla SISSA</a>, raccontano i due scienziati, “siamo riusciti a scoprire qualcosa di davvero nuovo”.</p>
<h3>I meccanocettori e il loro ruolo nell’espansione del danno</h3>
<p>I recettori sono strutture delle nostre cellule che rispondono a segnali selettivi. Tra questi esistono i meccanocettori, speciali proteine presenti sulla membrana delle cellule sensibili che funzionano come sensori di forze meccaniche quali la compressione, per esempio.</p>
<p>I meccanocettori sono presenti in quasi tutto il corpo e anche attorno al midollo spinale e nel suo canale interno. In questo ambiente, secondo la ricerca della SISSA, sembrano svolgere un ruolo importante nella propagazione della eventuale lesione.</p>
<p>Spiegano i due autori: “Nella progressione del danno la depolarizzazione precede altri fenomeni noti quali il rilascio di agenti neurotossici, la risposta infiammatoria che poi porta alla morte neuronale, l’ipossia spinale transitoria e una rapida morte delle cellule nella zona della lesione primaria”.</p>
<p>In questo contesto, a contribuire a dare il via alla depolarizzazione sembrano essere proprio i meccanorecettori.</p>
<p>Confermano Mohammadshirazi e Taccola: “Bloccando la loro azione, infatti, nei nostri esperimenti abbiamo visto che il danno funzionale risulta arginato e limitato”.</p>
<p>Una possibile strada da esplorare per ridurre i danni da trauma “Il nostro lavoro – commentano in conclusione Giuliano Taccola e <strong>Carmen Falcone</strong>, che ha collaborato allo studio per l’analisi istologica – ha esplorato ciò che avviene a livello cellulare immediatamente dopo un trauma spinale. Come abbiamo spiegato, in questi casi non c’è solo un danno iniziale, dovuto al trauma, ma si innesca anche una cascata di eventi neurotossici che amplificano e peggiorano il danno cellulare e la comunicazione tra i neuroni. Con i nostri esperimenti su modelli di laboratorio abbiamo dimostrato che bloccando i recettori meccanosensibili si possono ridurre efficacemente gli effetti patologici immediati di un trauma spinale. La nostra, ovviamente, è una ricerca di base e quindi le applicazioni possibili sono molto lontane. Ma sicuramente può offrire una possibile strada da esplorare nel futuro per ridurre lo shock spinale e i danni successivi al trauma”.</p>
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		<title>Trieste: nuovo reparto di Medicina d’Urgenza</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/trieste-nuovo-reparto-di-medicina-durgenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 14:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cattinara]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inaugurato nella Torre Medica di Cattinara: 24 posti letto con due aree assistenziali distinte e una sezione dedicata ai pazienti semi-intensivi</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/20260311_101748.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/trieste-nuovo-reparto-di-medicina-durgenza/">Trieste: nuovo reparto di Medicina d’Urgenza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Alcuni dei 24 posti letto</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Inaugurato oggi al 12° piano della <strong>Torre Medica dell’ospedale di Cattinara</strong> il <strong>nuovo reparto di Medicina d’Urgenza</strong>.</p>
<p>L’intervento rientra nelle azioni di riorganizzazione degli spazi del presidio ospedaliero, in attesa della più ampia ristrutturazione del polo di Cattinara che interesserà l’intera area delle degenze.</p>
<p>Il reparto è stato realizzato negli spazi precedentemente allestiti per la gestione dell’emergenza pandemica da COVID-19. La soluzione, individuata a seguito di una valutazione collegiale, consente di rispondere alle attuali esigenze organizzative e alla carenza di spazi assistenziali, valorizzando ambienti già predisposti per situazioni di emergenza.</p>
<p>La nuova unità operativa dispone complessivamente di <strong>24 posti letto</strong> ed è organizzata secondo un modello basato sull’intensità di cura, con <strong>due aree assistenziali distinte</strong> e una sezione dedicata ai <strong>pazienti semi-intensivi</strong>.</p>
<p>È inoltre presente una stanza di degenza destinata all’isolamento dei pazienti, dotata di filtro di ingresso e uscita e di servizio igienico dedicato.</p>
<p>Gli interventi sono stati eseguiti nel rispetto del Piano Pandemico Aziendale, con l’obiettivo di garantire la massima flessibilità degli spazi.</p>
<p>L’assetto strutturale e impiantistico consente infatti la riconversione del reparto a funzioni di terapia intensiva in un tempo massimo di 72 ore, qualora si rendesse necessario fronteggiare nuove emergenze sanitarie.</p>
<figure id="attachment_72325" aria-describedby="caption-attachment-72325" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-72325" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9378.jpeg" alt="IMG 9378" width="800" height="810" title="Trieste: nuovo reparto di Medicina d’Urgenza 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9378.jpeg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9378-296x300.jpeg 296w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9378-768x778.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-72325" class="wp-caption-text">Il taglio del nastro</figcaption></figure>
<p>Tra le soluzioni adottate figurano <strong>pareti modulari amovibili</strong> con ampie <strong>superfici vetrate per il monitoraggio dei pazienti</strong>, sistemi di separazione nelle stanze di degenza con <strong>divisori pensili modulabili e rimovibili</strong>, pavimentazioni e controsoffitti continui compatibili con diverse configurazioni di <em>layout</em> e impianti tecnologici progettati per garantire prestazioni adeguate sia nell’attività sanitaria ordinaria sia in contesti emergenziali.</p>
<p>L’investimento complessivo <strong>supera il milione di euro</strong>: 894.342 euro per i lavori – al netto degli oneri per la sicurezza – e 199.958 euro per gli arredi.</p>
<figure id="attachment_72326" aria-describedby="caption-attachment-72326" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-72326" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/20260311_100013.jpg" alt="20260311 100013" width="800" height="570" title="Trieste: nuovo reparto di Medicina d’Urgenza 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/20260311_100013.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/20260311_100013-300x214.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/20260311_100013-768x547.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-72326" class="wp-caption-text">L&#8217;interno del reparto</figcaption></figure>
<p>Il finanziamento è stato assicurato attraverso le risorse stanziate ai sensi dell’articolo 2 del Decreto-Legge n. 34 del 2020, come previsto dalla deliberazione della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia n. 1224/2020.</p>
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		<title>Burlo: scoperta nuova malattia genetica rara</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/burlo-scoperta-nuova-malattia-genetica-rara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:29:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[burlo]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio coordinato dall’IRCCS materno - infantile identifica per la prima volta il gene SF3B3 come causa di una sindrome del neurosviluppo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Luciana-Musante.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/burlo-scoperta-nuova-malattia-genetica-rara/">Burlo: scoperta nuova malattia genetica rara</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>La dottoressa Luciana Musante</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Uno studio diretto dall’<strong>IRCCS materno – infantile Burlo Garofolo</strong> ha identificato per la prima volta il <strong>gene <em>SF3B3</em></strong> come causa di una malattia umana.</p>
<p>La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica <em>Genome Medicine </em>(<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://link.springer.com/article/10.1186/s13073-026-01610-4" target="_blank" rel="noopener">link</a></span>) e aiuta a chiarire i meccanismi di alcuni rari disturbi del <strong>neurosviluppo</strong>.</p>
<p>La ricerca, coordinata dalla dottoressa <strong>Luciana</strong> <strong>Musante</strong> della Genetica Medica del Burlo e dal professor <strong>Flavio</strong> <strong>Faletra</strong> dell’Istituto di Genetica Medica di ASUFC e dell’Università di Udine, ha preso avvio dal caso di un paziente, seguito proprio al Burlo.</p>
<p>Grazie all’analisi genetica, è stata individuata <strong>una mutazione nel gene <em>SF3B3</em></strong> che, finora, non era mai stato associato allo sviluppo di una patologia. Quindi, incrociando i dati relativi a <strong>24 pazienti nel mondo</strong>, i ricercatori hanno dimostrato il suo diretto coinvolgimento nel provocare una nuova sindrome.</p>
<p>SF3B3, infatti, è coinvolto nello <em>splicing</em>, il processo con il quale le cellule rielaborano le istruzioni genetiche prima di produrre le proteine: quando questo meccanismo si altera possono insorgere le cosiddette <strong><em>spliceosomopatie</em>, malattie rare spesso associate a disturbi del neurosviluppo</strong>.</p>
<p>Il lavoro si è sviluppato grazie a <strong>un’importante rete di collaborazioni nazionali e internazionali</strong> e al contributo di due istituzioni della ricerca triestine, ovvero l’<strong>ICGEB </strong>(<em>International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology</em>) con il dottor <strong>Emanuele</strong> <strong>Buratti</strong> e il gruppo <strong>CNR &#8211; Istituto Officina dei Materiali</strong> coordinato dalla dottoressa <strong>Alessandra</strong> <strong>Magistrato</strong>, che hanno aiutato a chiarirne il meccanismo molecolare.</p>
<p>“Parliamo di una sindrome con caratteristiche cliniche variabili”, spiega la dottoressa Musante, prima autrice dello studio. “Si può presentare con ritardi nello sviluppo, nel linguaggio e nei movimenti, difficoltà cognitive e, in alcuni casi, malformazioni congenite multiple. In una parte dei piccoli pazienti osserviamo anche tratti dello spettro autistico. Nel loro insieme, questi elementi definiscono un quadro clinico riconoscibile, che si può presentare con forme molto severe, già in fase prenatale, o più lievi. Nel nostro studio abbiamo anche dimostrato che le mutazioni di <em>SF3B3</em> modificano l’attività di centinaia di altri geni, alterando il funzionamento delle cellule”.</p>
<p>La possibilità di prendere in esame 24 pazienti, un numero piuttosto consistente nel caso di una malattia rara, consentirà d’inserire questa scoperta nel <strong>database internazionale OMIM</strong> (<em>Online Mendelian Inheritance in Man</em>), che cataloga le malattie genetiche ed è aggiornato regolarmente sulla base delle nuove pubblicazioni scientifiche.</p>
<p>“Ogni gene in più che riusciamo a collegare a una malattia significa una risposta in più per i pazienti e per le loro famiglie. Identificare il gene associato a una sindrome è solo il primo passo: ora possiamo studiare meglio i meccanismi biologici alla base della malattia e capire come si sviluppa. Il nostro obiettivo – conclude Musante &#8211; è continuare su questa strada e far diventare il Burlo un punto di riferimento per la diagnosi e lo studio di queste condizioni genetiche rare”.</p>
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		<item>
		<title>Una panchina lilla ai Giardini Pubblici di Gorizia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/una-panchina-lilla-ai-giardini-pubblici-di-gorizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 17:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=72252</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come simbolo alla lotta contro i disturbi del comportamento alimentare. Coinvolte tutte le realtà attive nel settore</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Presentazione-panchina-lilla.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/una-panchina-lilla-ai-giardini-pubblici-di-gorizia/">Una panchina lilla ai Giardini Pubblici di Gorizia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;incontro odierno ai Giardini Pubblici</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – Una <strong>panchina lilla</strong> ai Giardini Pubblici di Gorizia.</p>
<p>Ad annunciare la sua installazione entro la fine del mese di marzo è l’amministrazione comunale del capoluogo isontino a ridosso della Giornata del Fiocchetto lilla (15 marzo), dedicata alla sensibilizzazione, all’informazione e alla riflessione sui Disturbi della Nutrizione e dell&#8217;Alimentazione (DNA).</p>
<p>Si tratta di patologie complesse e multifattoriali che richiedono un approccio integrato tra competenze mediche, psicologiche e nutrizionali e interventi tempestivi.</p>
<p>Sono più di 1.500 le persone seguite dalle strutture pubbliche del Friuli Venezia Giulia, ma risulta molto difficile quantificare il numero di coloro che si rivolgono al privato e soprattutto delle persone che non accedono alle cure per impossibilità economica o per la vergogna legata ai pregiudizi che accompagnano queste malattie.</p>
<p>Come rimarcato dall’assessore comunale al Welfare, <strong>Silvana Romano</strong>, e dalla consigliera comunale per le Pari opportunità, <strong>Marilena Bernobich</strong>, il Fiocchetto lilla è il simbolo della lotta contro i DNA e di una nuova cultura che abbatte il muro dei pregiudizi.</p>
<p>Per questo il Comune, con la collaborazione di <strong>Farmacie Comunali</strong>, <strong>ASUGI</strong>, <strong>La Fenice</strong>, <strong>Ali di Vita</strong> e <strong>Silf &#8211; Sindacato Italiano Lavoratori Finanzieri</strong>, posizionerà entro marzo una panchina lilla ai Giardini pubblici, nel viale centrale.</p>
<p>Al sopralluogo odierno ai Giardini Pubblici erano presenti <strong>Giuseppe Tenaglia</strong> in rappresentanza di Ali di Vita, <strong>Corinna Michelin</strong>, responsabile del servizio per i disturbi alimentari dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, il presidente delle Farmacie Comunali di Gorizia, <strong>Alessandro Gallo</strong>, e il direttore <strong>Stefano Clarizio</strong>, <strong>Donatella Martini</strong>, presidente di Fenice Fvg Odv, associazione fondata nel 2008 da genitori e famiglie di persone con disturbi del comportamento alimentare, e il segretario generale regionale SILF, <strong>Armando Gallucci</strong>.</p>
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		<title>Nuovi carrelli sanitari a Casa Mafalda</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/nuovi-carrelli-sanitari-a-casa-mafalda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 16:01:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[aiello]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consegna ufficiale nella struttura protetta per anziani ad Aiello del Friuli. Destinati alle medicazioni e alle emergenze</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/due-nuovi-carrelli-02.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nuovi-carrelli-sanitari-a-casa-mafalda/">Nuovi carrelli sanitari a Casa Mafalda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Foto di gruppo alla consegna</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>AIELLO DEL FRIULI – Presso la Casa di Riposo Protetta &#8220;Mafalda&#8221; si è tenuta la consegna ufficiale di <strong>due nuovi carrelli sanitari di ultima generazione</strong> (uno destinato alle medicazioni e uno per le emergenze) acquistati grazie al contributo della Cassa Rurale FVG, filiale di Aiello del Friuli.</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha visto la partecipazione delle autorità locali, dei referenti della struttura e della banca: presenti il sindaco <strong>Roberto Festa</strong>, l’assessore comunale delegato <strong>Luca Mucchiut</strong>, il responsabile del servizio <strong>Emanuele Barbangelo</strong> con <strong>Daniela Tommasini</strong> della segreteria, <strong>Ilaria Panizzolo</strong>, RGA (Responsabile del Governo Assistenziale), <strong>Elisabetta Del Pin</strong>, in rappresentanza della Cooperativa &#8220;La Cisile&#8221;, <strong>Denis Puntin</strong>, responsabile della filiale Cassa Rurale FVG.</p>
<p>I nuovi carrelli, scelti per la loro maneggevolezza e funzionalità avanzata, rappresentano un salto di qualità tecnologico per la struttura.</p>
<p>La loro introduzione persegue due obiettivi principali: agevolare le mansioni quotidiane degli operatori sanitari grazie a una progettazione ergonomica e funzionale e risultare determinanti nel percorso di accreditamento della struttura presso l’Azienda Sanitaria, garantendo elevati parametri di sicurezza e gestione delle cure.</p>
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