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	<title>ragogna &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Daniele Petri e Alex Bassetti: bersaglio mondiale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/daniele-petri-e-alex-bassetti-bersaglio-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 14:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[medea. freccette]]></category>
		<category><![CDATA[ragogna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta, due italiani sono campioni del mondo a coppia di freccette. Entrambi friulani, in un'intervista doppia ripercorrono le tappe attraverso cui hanno riscritto la storia di questo sport</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/a_freccette-2025-pedro-con-pizzetto-alex-giovane.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/daniele-petri-e-alex-bassetti-bersaglio-mondiale/">Daniele Petri e Alex Bassetti: bersaglio mondiale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Da sinistra Pedro e Alex</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Daniele “Pedro” Petri </strong>di Ragogna e <strong>Alex “Hollywood” Bassetti </strong>di Cervignano del Friuli (fresco di trasferimento in quel di Medea), che attualmente militano entrambi nel <em>Dart Club Joe Bar </em>(club “bisiaco” nato nel 1993 a Monfalcone in via Parini, sede dell’omonimo pub, ora ospite presso il Bar La Rosa rossa di Terzo di Aquileia) sono diventati <strong>campioni mondiali di freccette</strong>.</p>
<p>Sono loro infatti i primi italiani senior a salire sul tetto del mondo vincendo i Campionati a Coppie della Federazione Mondiale (WDF) disputati in Corea del Sud.</p>
<p><strong>Partiamo dall’inizio: com’è nata la vostra passione per le freccette?</strong></p>
<p><em>Pedro </em>«A fine 2002, come puro passatempo al bar con gli amici. Erano freccette elettroniche, non avevo mai visto un bersaglio tradizionale, ovvero quello con cui gioco ora. Non sapevo nemmeno esistessero campionati o tornei».</p>
<p><em>Hollywood </em>«La mia passione per le freccette è nata andando in bagno in un locale dove eravamo a cena. In quell’occasione vidi una saletta con un po’ di persone che giocavano a freccette: mi invitarono a entrare e provai a tirare qualche freccetta sul bersaglio. Da quel momento non sono riuscito più a smettere».</p>
<p><strong>Quando il gioco si è fatto “serio”?</strong></p>
<p><em>P </em>«Circa 3 anni dopo, quando ho capito di avere talento. Ma già dal principio ci mettevo l’anima, giocare tanto per passare il tempo mi interessava poco&#8230;»</p>
<p><em>H </em>«Io sono un agonista, mi è sempre piaciuta la competizione, fin da subito non ho mai pensato di giocare solo per divertirmi, ma di divertirmi vincendo».</p>
<p><strong>Chi è stato il vostro primo “maestro”?</strong></p>
<p><em>P </em>«Sono stati molti, perché fortunatamente ho giocato da subito con giocatori che praticavano il gioco dai suoi albori in Italia. Ogni sera al pub imparavo qualcosa».</p>
<p><em>H </em>«Il mio primo e unico maestro è Alessio Marchesan, che gioca nel Dart Club Aquileia. A lui sarò sempre grato per tutto quello che ha fatto e probabilmente farà ancora per me».</p>
<p><strong>Perché la scelta dei soprannomi “Pedro” e “Hollywood”?</strong></p>
<p><em>P </em>«Nasce da una storpiatura del cognome. Non mi è mai piaciuto granché, ma ormai è diventato “mio” e non lo lascio più».</p>
<p><em>H </em>«Il mio soprannome me l’ha dato Simone Micolini, un po’ perché gli ricordavo l’attore che ha interpretato “Hollywood” nel film <em>Top Gun</em>. Da lì hanno iniziato a chiamarmi così».</p>
<p><strong>Quando avete capito che le freccette potevano diventare più di un hobby, una vera e propria attività agonistica?</strong></p>
<p><em>P </em>«La prima esperienza tra i professionisti, a gennaio 2013, mi ha aperto un mondo nuovo che non avrei mai immaginato. Lì ho capito che dovevo dedicarmi più alle freccette tradizionali che a quelle elettroniche».</p>
<p><em>H </em>«L’ho pensato fin da subito, perché senza allenamento sia mentale che tecnico non si può arrivare a livelli altissimi e competere con nazioni estere dove c’è una tradizione e una introduzione fin da piccoli a questo sport».</p>
<figure id="attachment_70674" aria-describedby="caption-attachment-70674" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-70674" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/freccette-2025-01.jpg" alt="freccette 2025 01" width="1000" height="753" title="Daniele Petri e Alex Bassetti: bersaglio mondiale 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/freccette-2025-01.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/freccette-2025-01-300x226.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/freccette-2025-01-768x578.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-70674" class="wp-caption-text">Pedro e Alex sul gradino più alto del podio a Seul</figcaption></figure>
<p><strong>Come è nata l’idea di formare un doppio?</strong></p>
<p><em>P </em>«Il doppio è una disciplina in cui mi sono sempre contraddistinto, pur raccogliendo poco. Con Alex è stata subito intesa e abbiano raccolto ben più del previsto, anche se giochiamo assieme da soli 2 anni».</p>
<p><em>H </em>«L’idea è partita per il semplice fatto che eravamo gli unici due della nostra squadra a cercare di entrare in Nazionale. Volevamo darci una mano a vicenda per qualificarci e ci siamo trovati quasi subito bene a giocare assieme».</p>
<p><strong>Com’è cambiato il vostro approccio all’allenamento con l’innalzamento del livello delle competizioni?</strong></p>
<p><em>P </em>«Forse è uno dei nostri segreti. L’approccio è sempre lo stesso, ci alleniamo divertendoci. Abbiamo un nostro gioco di riscaldamento diventato ormai abitudine fissa, in Italia succede che ci osservino senza capire cosa stiamo facendo&#8230;»</p>
<p><em>H </em>«Il mio approccio non è mai cambiato, ho sempre preso le gare seriamente e con impegno. Ho solo iniziato a credere un po’ di più nelle mie capacità».</p>
<p><strong>Qual è stato il percorso di qualificazione per la WDF World Cup 2025 in Corea?</strong></p>
<p><em>P </em>«Cinque gare nazionali più il titolo italiano di doppio e quello di singolo. Alex ha vinto una tappa proprio contro di me in finale, e poi abbiamo vinto il doppio nazionale. Abbiamo macinato migliaia di chilometri, la somma dei punteggi ci ha portato tra i quattro più forti e così siamo volati a Seul».</p>
<p><em>H </em>«Il percorso è partito abbastanza bene: ci sono in totale sette tornei per accumulare punti per qualificarsi. Ovviamente vincere un torneo consente di accumulare molti punti per assicurarsi un posto tra i quattro ragazzi che rappresentano la Nazionale. Ci sono stati dei momenti in cui io credevo di non riuscire a reggere la pressione per rappresentare i nostri colori, ma alla fine è andato tutto per il meglio».</p>
<p><strong>C’è stato un momento chiave in Corea in cui avete pensato: “Ce la possiamo fare”?</strong></p>
<p><em>P </em>«Sinceramente, no. In ogni partita gioco quasi in apnea, non penso, realizzo quanto ho ottenuto solo a incontro ultimato. Il pensiero di vincere o perdere può essermi dannoso. Resteranno indimenticabili quei 10 secondi di silenzio assoluto prima della freccetta decisiva lanciata da Alex&#8230;»</p>
<p><em>H </em>«Poco prima dei quarti di finale Pedro è venuto da me dicendomi “Facciamoci un regalo, conquistiamo una medaglia”. In quel momento la tensione delle partite è calata e sono riuscito a giocare molto più sciolto e tranquillo, poi la strada è stata in discesa».</p>
<figure id="attachment_70675" aria-describedby="caption-attachment-70675" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-70675" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/freccette-2025-06.jpg" alt="freccette 2025 06" width="800" height="941" title="Daniele Petri e Alex Bassetti: bersaglio mondiale 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/freccette-2025-06.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/freccette-2025-06-255x300.jpg 255w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/freccette-2025-06-768x903.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-70675" class="wp-caption-text">La medaglia conquistata in Corea</figcaption></figure>
<p><strong>Come gestite la pressione in un doppio decisivo, specialmente quando un compagno sbaglia un tiro importante? </strong></p>
<p><em>P </em>«Ovviamente del compagno devo fidarmi ciecamente. Non guardo il suo tiro, e nemmeno quello degli avversari. È un gioco mentale».</p>
<p><em>H </em>«La pressione non è facile da gestire, molti non ci riescono, io personalmente cerco di tenerla tutta dentro senza farla vedere a nessuno finché la partita non è finita, specialmente al mio compagno».</p>
<p><strong>Qual è stata la sensazione al momento della chiusura del <em>match </em>che via ha resi campioni del mondo?</strong></p>
<p><em>P </em>«Al momento della vittoria l’incredulità l’ha fatta da padrona. La consapevolezza del risultato&#8230; deve ancora arrivare».</p>
<p><em>H </em>«La sensazione è stata di liberazione, di traguardo, di orgoglio, un peccato però non aver ancora metabolizzato il fatto che siamo campioni del mondo. Non so quanto tempo mi ci vorrà per capirlo».</p>
<p><strong>Questa vittoria cosa cambia per voi e per il movimento delle freccette in Italia?</strong></p>
<p><em>P </em>«Per me cambia pochissimo, a parte un aumento di consapevolezza. Per il movimento in Italia può essere una spinta non da poco».</p>
<p><em>H </em>«Per noi spero non cambi nulla, mi piace come siamo e non c’è motivo di cambiamento. Invece per il movimento italiano dev’essere uno stimolo, perché per la prima volta due italiani sono riusciti a battere tutte quelle nazioni come Inghilterra, Olanda e Irlanda che hanno sempre dominato questo sport. Se ce l’abbiamo fatta noi qualcun altro può provarci e magari regalare altre medaglie all’Italia in questo sport».</p>
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		<item>
		<title>Il secolo di Cemento Armato</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-secolo-di-cemento-armato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 15:21:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[ragogna]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="829" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/il-secolo-di-cemento-armato.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="il secolo di cemento armato" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/il-secolo-di-cemento-armato.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/il-secolo-di-cemento-armato-300x182.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/il-secolo-di-cemento-armato-1024x621.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/il-secolo-di-cemento-armato-768x466.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Il secolo di Cemento Armato 3"> Mostra fotografica sulla valorizzazione delle strutture fortificate e militari che hanno caratterizzato il territorio friulano nel corso del Novecento</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/il-secolo-di-cemento-armato.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-secolo-di-cemento-armato/">Il secolo di Cemento Armato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Dopo il successo riscosso al Museo della Guerra Fredda di Chiusaforte, dove si è conclusa lo scorso 24 settembre, la mostra fotografica <i>&#8220;Il secolo di Cemento Armato&#8221;</i> si sposta a <strong>Ragogna</strong>.</p>
<p align="justify">Sarà ospitata dal Museo Civico A. Cerutti di via Roma, 23 a Ragogna, grazie alla collaborazione con il <b>Gruppo Ricerca e Documentazione Reunia APS</b>, dall<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>11ottobre al 5 novembre 2025 proseguendo così il suo percorso di valorizzazione delle strutture fortificate e militari che hanno caratterizzato il territorio friulano nel corso del Novecento.</p>
<p align="justify">Il progetto, promosso da <b>Storigrafica APS</b> con il contributo della <b>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia</b>, nasce da un<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>ampia documentazione fotografica e storica e si propone di raccontare il ruolo del cemento armato come elemento che, oltre a definire il paesaggio, diventa testimonianza materiale di eventi, memorie e trasformazioni di un secolo segnato da guerre e conflitti.</p>
<p align="justify">La tappa di Ragogna rappresenta un momento particolarmente significativo: il territorio di Ragogna è infatti custode di un patrimonio unico, offrendo un contesto ideale per collegare la memoria delle fortificazioni del Novecento con le vicende belliche della Prima Guerra Mondiale.</p>
<p align="justify">La mostra<i> &#8220;Il secolo di Cemento Armato&#8221;</i> è realizzata con la collaborazione di <b>FST &#8211; Friuli Storia Territorio</b>, della <b>Società Friulana di Archeologia ODV</b>, della <b>Federazione Grigioverde</b>, del <b>Gruppo Storico Friuli Collinare | Museo della Grande Guerra di Ragogna</b> e dell<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span><b>Associazione Musica Libera</b> e con il supporto del <b>Gruppo Archeo-naturalistico Reunia</b> che mette a disposizione la sede espositiva. L<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>iniziativa gode inoltre del patrocinio dei Comuni di Chiusaforte e Ragogna e si inserisce nel programma del Festival <i>&#8220;Un Mare di Archeologia&#8221;</i> che si svolge in coorganizzazione con il Comune di Trieste.</p>
<p align="justify">Parallelamente alla mostra, tra ottobre e novembre saranno organizzate delle uscite sul campo per conoscere la storia delle fortificazioni del &#8216;900 del territorio a cura di Marco Pascoli.</p>
<p align="justify"><i>&#8220;Con questa seconda tappa – </i>dichiara Massimo Sgambati, Presidente di Storigrafica APS <i>– rafforziamo il legame tra i luoghi della memoria e la loro capacità di parlare ancora oggi attraverso le tracce materiali del passato. Ogni bunker, ogni fortificazione diventa pagina di un racconto che appartiene a tutti noi&#8221;.</i></p>
<p align="justify">L’inaugurazione, alla quale interverrà il Presidente di Storigrafica APS, Massimo Sgambati &#8211; è prevista per domani, <b>sabato 11 ottobre</b> alle ore <b>16.00</b>.</p>
<p align="justify">La mostra sarà poi visitabile dall<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>11ottobre al 5 novembre 2025 martedì e giovedì dalle 14 alle 17.30 e sabato e domenica dalle 15.30 alle 18 con ingresso libero.</p>
<p align="justify">Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.storigrafica.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.storigrafica.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1760180234320000&amp;usg=AOvVaw2m1qfqTtETZlGkzluUTYdc">www.storigrafica.it</a></span>.</p>
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