<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>istria &#8211; imagazine.it</title>
	<atom:link href="https://imagazine.it/home_desk/tag/istria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<description>imagazine la voce autentica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Apr 2024 07:28:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/cropped-imagazine_icona-150x150.png</url>
	<title>istria &#8211; imagazine.it</title>
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Gian Paolo Polesini: il figlio unico</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/gian-paolo-polesini-il-figlio-unico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 16:42:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[il figlio unico]]></category>
		<category><![CDATA[istria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[parenzo]]></category>
		<category><![CDATA[polesini]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=52326</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per secoli la sua è stata una famiglia ricca e potente dell’Istria. Poi il dramma dell’esodo con la confisca di beni e possedimenti, e la fuga a Udine per ricominciare da zero. L’ultimo discendente di quella dinastia rivive un’epopea che ora anche a Parenzo hanno deciso di tramandare nel tempo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/a_Gian-Paolo-Polesini.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gian-paolo-polesini-il-figlio-unico/">Gian Paolo Polesini: il figlio unico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia dei <strong>marchesi Polesini </strong>torna a casa a Parenzo, a 80 anni dal tragico agosto del 1944 quando con l’arrivo dei titini i nobili dovettero fuggire per avere salva la vita.</p>
<p>L’arte e la cultura ricompongono quanto la storia disgregò. <strong>Gian Paolo Polesini</strong>, noto e apprezzato giornalista e scrittore udinese, esperto di cinema e televisione, ultimo discendente della aristocratica famiglia, fra le più influenti, ricche e stimate dell’Istria, da Montona a Parenzo, ha infatti voluto che l’importante quadro che ritrae i suoi avi, unitamente a centinaia di fotografie e documenti, gioielli, oggetti preziosi e importanti, torni nella terra di origine del casato.</p>
<p>Saranno il corpus del <strong>fondo dedicato alla nobiltà istriana </strong>che il <strong>Museo del territorio parentino </strong>allestirà in una delle sale più prestigiose del barocco Palazzo Sinčić, edificio nel cuore della città.</p>
<p>«Il fondo Polesini, ricco di pezzi unici di grande valore storico-artistico – spiega la direttrice dell’istituzione culturale, <strong>Elena Uljan</strong><strong>č</strong><strong>i</strong><strong>ć </strong>–, racconterà il periodo più importante della vita del nostro territorio nei due secoli dal ’700 all’’800. Verrà esposto in una delle sale più belle del futuro museo al quale stiamo lavorando con grande impegno e che, dopo il completamento del restauro delle facciate, andremo a ultimare nei prossimi anni, non appena avremo la disponibilità dei fondi necessari. Si tratta di un investimento di parecchi milioni di euro per i quali stiamo esaurendo le procedure di richiesta per finanziamenti anche europei».</p>
<p>Il quadro, attribuito a Giuseppe Tominz (1790-1866), ritrattista della nobiltà e della borghesia fra i più importanti e famosi del suo periodo, si presenta in ottime condizioni di conservazione. Raffigura alla maniera della moda del tempo da sinistra Marianna Cridelli, il marito Benedetto, le figlie Nicolina ed Elena, accanto a Gian Paolo e Francesco, padre e fratello di Benedetto.</p>
<figure id="attachment_52329" aria-describedby="caption-attachment-52329" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-52329 size-full" src="http://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/polesiniTominz-1.jpg" alt="I Polesini nel quadro di Tominz" width="1000" height="815" title="Gian Paolo Polesini: il figlio unico 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/polesiniTominz-1.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/polesiniTominz-1-300x245.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/polesiniTominz-1-768x626.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-52329" class="wp-caption-text">I Polesini nel quadro di Tominz</figcaption></figure>
<p>Una <strong>storia lunga 500 anni </strong>quella dei marchesi Polesini, originari di Montona e giunti a Parenzo nel ’700, che Gian Paolo ha raccontato in due libri: “<strong><em>Sangue blu</em></strong>” (Cre@ttiva, 2007) e nel recente “<strong><em>Polle – Il figlio unico</em></strong>” (L’Orto della Cultura).</p>
<p>Un’epopea che, dopo il dramma dell’esodo a seguito dalla confisca e nazionalizzazione delle terre, dei palazzi e di ogni altro bene, portò il padre e il nonno del giornalista, Benedetto (1915-1998) e Gian Paolo (1886-1967) (ebbene sì, i nomi si ripetono spesso nelle famiglie di alto lignaggio) a ricominciare da zero a Udine, privati degli agi e della ricchezza nei quali la famiglia aveva vissuto per secoli.</p>
<p>Anche recentemente la storia ha giocato un altro tiro mancino; ce lo racconta lo scrittore che, suo malgrado, si è trovato impastoiato in una vertenza che sarebbe il plot perfetto per una commedia dell’assurdo, vista la passione anche per il teatro dell’ultimo discendente del casato.</p>
<p>«A cavallo fra il 2010 e il 2011 – confida – ebbi la gradita sorpresa di ricevere la comunicazione ufficiale che 20 ettari dalle parti di Montona erano sfuggiti, non si sa come, alla nazionalizzazione ed erano ancora intestati ai miei nonno, padre e zio. Avviai lunghe e laboriose pratiche di successione e quando il tribunale locale mi annunciò che ero titolare della proprietà, attestato dalle mappe catastali, accettai l’offerta di un imprenditore austriaco che volle acquistare i terreni per realizzarvi un campo da polo».</p>
<p><strong>Tutto bene dunque?</strong></p>
<p>«Per niente; firmato l’atto ricevetti una comunicazione sempre statale ma di “altro ufficio competente” che mi accusava di aver venduto terre della Repubblica. Si immagini! Sono stati anni di battaglie legali e di tante preoccupazioni e arrabbiature».</p>
<p><strong>Al momento come stanno le cose?</strong></p>
<p>«Tutto tace, spero che gli uffici croati si siano parlati e chiariti, altrimenti c’è il rischio che mi ritrovi inquisito, in quel caso non mi resterebbe che la latitanza (<em>sorride ironico, ndr</em>). Mi creda sono stati anni di fatica psicologica, sempre alle prese con avvocati e carte da bollo, stavo male ogni volta che andavo in Croazia. Oggi sono abbastanza tranquillo, ma non si sa mai!»</p>
<p><strong>La sua era una famiglia potente, ricca e di grande prestigio.</strong></p>
<p>«Nel ’700 i Polesini raggiunsero l’apice della ricchezza, influenza culturale e politica e vennero nominati marchesi dal doge Paoli Ranieri. Ma già alla fine del XIII secolo il mio avo Nicolò era Guastaldo di Montona. Le nostre terre si estendevano per 480 ettari coltivati a vigne, mais, ma anche tenute a bosco. Terrazze di stupefacente bellezza sul mare. Vi vivevano molte famiglie di coloni. In città avevano palazzi e molti edifici nelle campagne. Nel 1870 il mio bisnonno costruì sull’isola di San Nicolò, precedentemente acquistata, il castello in stile palladiano dedicato alla moglie Isabella».</p>
<figure id="attachment_52330" aria-describedby="caption-attachment-52330" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-52330 size-full" src="http://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Castello-Isabella.jpg" alt="Il castello sull’isola di San Nicolò a Parenzo" width="1000" height="750" title="Gian Paolo Polesini: il figlio unico 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Castello-Isabella.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Castello-Isabella-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Castello-Isabella-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-52330" class="wp-caption-text">Il castello sull’isola di San Nicolò a Parenzo</figcaption></figure>
<p><strong>Nella casa sull’isola crebbe suo padre?</strong></p>
<p>«Visse da figlio unico molto amato fino alla tragica estate del 1944. Pensi che, dopo varie brutte trasformazioni in chiave turistica dagli anni ’60 in poi, nel 2015, centenario della nascita di mio padre, la villa è stata restaurata e trasformata in un elegante grand hotel di proprietà della Valamar. Il 5 dicembre, giorno del suo compleanno, a struttura chiusa in quanto stagionale, la proprietà mi concesse il permesso di andarvi per restare un paio d’ore. Portai dei fiori e una lettera indirizzata a mio padre, lasciai tutto davanti alla porta di “casa”. Sono sicuro che qualcuno vide e prese la busta, non so chi; ma mi piace pensare che ancora la conservi, magari facendosi tante domande».</p>
<p><strong>Non era mai tornato sull’isola prima?</strong></p>
<p>«Da bambino con i miei genitori e poi da studente universitario. Faceva figo portare gli amici e le fidanzatine sull’isola di famiglia».</p>
<p><strong>Fra i suoi avi ce n’è uno in particolare a cui assomiglia?</strong></p>
<p>«Mi sento affine a mio nonno, anche lui Gian Paolo, gli assomiglio anche un poco. Da lui ho imparato ad amare le auto, soprattutto le sportive decapottabili e veloci. Ne possedeva varie e ai suoi tempi era un privilegio di pochi. Uomo molto elegante, amava il bel vivere ed era un gran fumatore. Anche quando si viveva in un appartamento a Udine, per cena si cambiava come ai tempi della vita in palazzo. Ogni giorno nel suo diario annotava, preciso e regolare, i fatti per lui significativi. Entrambi amiamo il mare ma lui, a differenza di me, navigò. Io preferisco lo sguardo dalla spiaggia. Si fece costruire un <em>cutter</em>, imbarcazione trialbero battezzata “<em>Eta</em>”, nomignolo di sua moglie Margherita. Il suo equipaggio si componeva di un cameriere, un cuoco e un marinaio, lui era il comandante, <em>ça va sans dire</em>. Faceva lunghe traversate e partecipava, vincendo, a importanti regate. Conservo una grande coppa, primo premio, d’argento massiccio. Morì lontano dal mare. Nella mia camera da letto c’è un disegno ad acquarello della sua barca a vela. Lo penso sempre quando lo guardo».</p>
<figure id="attachment_52331" aria-describedby="caption-attachment-52331" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-52331 size-full" src="http://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita.jpg" alt="Gian Paolo e Margherita, nonni di Polesini" width="1000" height="1151" title="Gian Paolo Polesini: il figlio unico 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita-261x300.jpg 261w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita-890x1024.jpg 890w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita-768x884.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-52331" class="wp-caption-text">Gian Paolo e Margherita, nonni di Polesini</figcaption></figure>
<p><strong>In euro a quanto ammonterebbe oggi il valore della proprietà?</strong></p>
<p>«Difficile fare una trasposizione: ma credo che si potrebbe parlare di un patrimonio di oltre 150 milioni di euro. Gli indennizzi riconosciuti nel dopoguerra da parte dello Stato italiano furono misere briciole».</p>
<p><strong>Cosa rappresenta lo stemma dai marchesi Polesini?</strong></p>
<p>«Il gallo è il simbolo della casata, accanto a una zampa di leone, ricordo della Serenissima alla quale la famiglia era fedele nutrendo forti sentimenti antiaustriaci. Tre stelle su campo rosso e blu completano il blasone che porto tatuato sul polso».</p>
<p><strong>Con quali figure comporrebbe un suo scudo araldico parlante?</strong></p>
<p>«Con i simboli del mio carattere e delle mie passioni. Il sorriso: le mie battute, dote naturale e retaggio del mio passato di <em>cabaret </em>e di <em>clownerie</em>. La penna, passione estetica da collezionista ma anche strumento di lavoro, dal 1985 sono giornalista per il Messaggero Veneto. Infine l’orologio: ne possiedo vari ma sono  affascinato in modo particolare dalla funzione di meccanismo pensato per scandire lo scorrere del tempo. Passato, presente, futuro: mi piacerebbe rivedermi negli anni ’70 mentre sto vivendo un momento importante, ad esempio il primo bacio a una fanciulla in un parco. Vorrei poter viaggiare nel tempo senza tempo. Non a caso il mio film preferito è “<em>Ritorno al futuro</em>”».</p>
<p><strong>“</strong><strong><em>Polle. Il figlio unico</em></strong><strong>” avrà un seguito?</strong></p>
<p>«Ho scritto anche troppo dei Polesini. Non voglio che la gente dica: sa scrivere solo di quello!»</p>
<p><strong>Si sente un nobile decaduto?</strong></p>
<p>«Il nostro addio ai fasti e alla ricchezza è stato causato dalla Storia, non fu dunque nostra causa. Abbiamo perduto la ricchezza ma conservato l’onore morale, mantenendo stima e rispetto. Mi accade spesso di incontrare persone di ceti diversi che mi attestano questi sentimenti verso la mia famiglia. Sono fiero delle mie origini. Io non credo di aver fatto molto, cerco però di vivere secondo un’educazione ligia ai principi etici di onestà e disciplina morale. Non ho potuto riacquistare palazzi e terre ma con la scrittura ho riconsegnato alla mia famiglia la sua storia e memoria. Le carte sono per sempre, spero!»</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgian-paolo-polesini-il-figlio-unico%2F&amp;linkname=Gian%20Paolo%20Polesini%3A%20il%20figlio%20unico" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgian-paolo-polesini-il-figlio-unico%2F&amp;linkname=Gian%20Paolo%20Polesini%3A%20il%20figlio%20unico" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgian-paolo-polesini-il-figlio-unico%2F&amp;linkname=Gian%20Paolo%20Polesini%3A%20il%20figlio%20unico" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgian-paolo-polesini-il-figlio-unico%2F&amp;linkname=Gian%20Paolo%20Polesini%3A%20il%20figlio%20unico" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgian-paolo-polesini-il-figlio-unico%2F&amp;linkname=Gian%20Paolo%20Polesini%3A%20il%20figlio%20unico" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgian-paolo-polesini-il-figlio-unico%2F&#038;title=Gian%20Paolo%20Polesini%3A%20il%20figlio%20unico" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/gian-paolo-polesini-il-figlio-unico/" data-a2a-title="Gian Paolo Polesini: il figlio unico"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/a_Gian-Paolo-Polesini.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gian-paolo-polesini-il-figlio-unico/">Gian Paolo Polesini: il figlio unico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Histri in Istria</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/histri-in-istria/</link>
					<comments>https://imagazine.it/home_desk/events/histri-in-istria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 10:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[histri]]></category>
		<category><![CDATA[istria]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/?post_type=mec-events&#038;p=50742</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Histri-in-Istria_ph.-Matteo-Prodan1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Histri in Istria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Histri-in-Istria_ph.-Matteo-Prodan1.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Histri-in-Istria_ph.-Matteo-Prodan1-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Histri-in-Istria_ph.-Matteo-Prodan1-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Histri-in-Istria_ph.-Matteo-Prodan1-391x260.jpg 391w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" title="Histri in Istria 4"> Oltre 200 reperti archeologici per scoprire il popolo che ha dato il nome alla penisola istriana</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Histri-in-Istria_ph.-Matteo-Prodan1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/histri-in-istria/">Histri in Istria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">(ph. Matteo Prodan)</span></em></p>
<p><strong>“<em>Histri in Istria</em>”</strong> resterà aperta al pubblico fino all’1 aprile 2024, <strong>da martedì a domenica, dalle 10 alle 17</strong>.</p>
<p>Oltre 200 reperti archeologici per scoprire il popolo che ha dato il nome alla penisola istriana e che ne ha abitato le terre fino alla caduta del centro fortificato di Nesazio nel 177 a.C.: si possono ammirare da <strong>venerdì 15 dicembre 2023</strong> al <strong>Museo di Antichità “J.J. Winckelmann” di Trieste</strong>, esposti per la prima volta in Italia per la mostra “<em>Histri in Istria</em>”, realizzata dalla Comunità Croata di Trieste/Hrvatska Zajednica u Trstu insieme al Museo Archeologico dell&#8217;Istria/Arheološki Muzej Istre u Puli, in coorganizzazione con il Comune di Trieste.</p>
<p>Curata da <strong>Martina Blečić Kavur</strong>, Univerza na Primorskem/Università del Litorale Koper/Capodistria, la mostra è allestita nel Museo di piazza della Cattedrale 1, nelle sale al secondo piano, ed è volta a diffondere la conoscenza dell&#8217;antico popolo di origini indoeuropee che ha abitato la penisola istriana durante l&#8217;età del bronzo.<strong><br />
</strong></p>
<p>La mostra sugli Istri, realizzata in collaborazione con il Museo Archeologico dell&#8217;Istria di Pola/Arheološki Muzej Istre u Puli e in coorganizzazione con il Comune di Trieste, è al suo primo allestimento in Italia. È incentrata su storia, usi e costumi degli Istri, il popolo che ha dominato la vicina penisola istriana dal XII secolo a.C. fino alla definitiva conquista romana avvenuta nel 177 a.C. Attraverso un percorso visuale ed espositivo, allestito nelle sale al secondo piano del Museo di Antichità “J.J. Winckelmann” di Trieste, i visitatori possono ammirare oltre 200 reperti, tra i più significativi del patrimonio artistico e culturale istriano, che sono stati oggetto di allestimento nel 2013 nello spazio espositivo “Sacri Cuori” a Pola.</p>
<p>I reperti presentati sono il risultato di lunghe attività di ricerca e di attenti scavi archeologici nelle ricche necropoli e tombe degli Istri: provengono da tutta l&#8217;Istria, ma soprattutto dalla capitale del regno degli Istri, Nesazio, e poi da Pizzughi e dal Castelliere di Leme. Sono oggetti che ci parlano degli usi e costumi di questo popolo e della sua cultura dell&#8217;aldilà. Fulcro della mostra è la tomba esplorata nelle fondamenta del tempio romano B, nel 1981 a Nesazio, ricca di materiale archeologico. Tra i reperti certamente oggetto di interesse per i visitatori si segnalano le situle e un esemplare di imbarcazione che si fa risalire al 1200 a.C.</p>
<p><strong>L&#8217;arte della situla</strong>: le situle sono vasi di bronzo con decorazioni floreali o raffiguranti momenti di vita quotidiana, come la caccia o le battaglie navali. Un&#8217;arte di cui si trovano testimonianze non solo in Istria ma anche in Slovenia e nel nord Italia, tra i Veneti e le popolazioni alpine, e in Europa centrale.</p>
<p><strong>La nave degli Istri</strong>: rinvenuta 10 anni fa a due metri di profondità nel mare di Zambrattia, un villaggio del comune di Umago nell&#8217;Istria del nord, rappresenta uno dei più antichi esemplari di imbarcazione del Mediterraneo. Lunga circa 10 metri, è fatta risalire al 1200 a.C., è uno dei pochi esempi rappresentativi di una tecnica di costruzione utilizzata in un’epoca così antica: l&#8217;imbarcazione è costruita senza chiodi e le sue tavole di legno sono assemblate soltanto con cordame.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fhistri-in-istria%2F&amp;linkname=Histri%20in%20Istria" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fhistri-in-istria%2F&amp;linkname=Histri%20in%20Istria" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fhistri-in-istria%2F&amp;linkname=Histri%20in%20Istria" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fhistri-in-istria%2F&amp;linkname=Histri%20in%20Istria" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fhistri-in-istria%2F&amp;linkname=Histri%20in%20Istria" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fhistri-in-istria%2F&#038;title=Histri%20in%20Istria" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/histri-in-istria/" data-a2a-title="Histri in Istria"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Histri-in-Istria_ph.-Matteo-Prodan1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/histri-in-istria/">Histri in Istria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://imagazine.it/home_desk/events/histri-in-istria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Istria – Immagini di Francesco Penco</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/istria-immagini-di-francesco-penco/</link>
					<comments>https://imagazine.it/home_desk/events/istria-immagini-di-francesco-penco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 10:37:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[istria]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[penco]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/?post_type=mec-events&#038;p=50735</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="801" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Santin-a-TriesteOK.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Santin a Trieste" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Santin-a-TriesteOK.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Santin-a-TriesteOK-300x176.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Santin-a-TriesteOK-1024x600.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Santin-a-TriesteOK-768x450.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Istria – Immagini di Francesco Penco 5"> Oltre duecento immagini sia fotografiche che tratte da filmati in 35 mm</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Santin-a-TriesteOK.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/istria-immagini-di-francesco-penco/">Istria – Immagini di Francesco Penco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Nella foto Santin a Trieste</span></em></p>
<p>La mostra, aperta ogni giorno con orario <strong>10.30-12.30 e 16.30-18.30, sabato e domenica compresi,</strong>  è corredata da un ricco catalogo, curato da Claudio Ernè, e sarà visitabile fino al 15 marzo 2024 con <strong>ingresso libero</strong>.</p>
<p>“<em>Istria – Immagini di Francesco Penco</em>” è la mostra realizzata dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata ed è curata da <strong>Claudio Ernè e Piero Delbello</strong>, e che offre al pubblico la visione di oltre duecento immagini sia fotografiche che tratte da filmati in 35 mm che il fotografo e cineoperatore <strong>Francesco Penco</strong> realizzò fra gli anni ’10 e tutti gli anni ’40 del ‘900 in varie località istriane.</p>
<p>Il percorso mostra una sorta di “arcipelago” di idee e momenti diversi che esplorano soprattutto il sociale e il quotidiano delle terre giulie: dal reportage sul sanatorio di Ancarano degli anni ’10 agli squeri piranesi e capodistriani fino agli anni ’40, alle colonie estive degli anni ’30 e, in particolare, a quella di Sesana, inaugurata nel 1938. Non mancano gli eventi e le situazioni particolari con le riprese filmate sia dell’annessione di Capodistria (1921) che di quella di Fiume (1924) o l’imponente servizio fotografico per il Congresso Eucaristico di Pola del 1937 con la presenza dei vescovi Pederzolli e Santin. Si può vedere anche l’Istria della sofferenza testimoniata, per esempio, dalle fotografie che riprendono il mesto corteo funebre per i funerali del maestro Sema, svoltisi nel 1946 in una Pirano blindata da guardie con la bustina con la stella rossa e le armi in spalla.</p>
<p>La rassegna si conclude, da una parte, proprio con la Trieste occupata dai titini nel maggio del 1945 e, dall’altra, con una serie di scatti, opera dello studio Penco, che riprendono le lotte per l’italianità di Trieste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fistria-immagini-di-francesco-penco%2F&amp;linkname=Istria%20%E2%80%93%20Immagini%20di%20Francesco%20Penco" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fistria-immagini-di-francesco-penco%2F&amp;linkname=Istria%20%E2%80%93%20Immagini%20di%20Francesco%20Penco" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fistria-immagini-di-francesco-penco%2F&amp;linkname=Istria%20%E2%80%93%20Immagini%20di%20Francesco%20Penco" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fistria-immagini-di-francesco-penco%2F&amp;linkname=Istria%20%E2%80%93%20Immagini%20di%20Francesco%20Penco" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fistria-immagini-di-francesco-penco%2F&amp;linkname=Istria%20%E2%80%93%20Immagini%20di%20Francesco%20Penco" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fistria-immagini-di-francesco-penco%2F&#038;title=Istria%20%E2%80%93%20Immagini%20di%20Francesco%20Penco" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/istria-immagini-di-francesco-penco/" data-a2a-title="Istria – Immagini di Francesco Penco"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/Santin-a-TriesteOK.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/istria-immagini-di-francesco-penco/">Istria – Immagini di Francesco Penco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://imagazine.it/home_desk/events/istria-immagini-di-francesco-penco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
