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		<title>SamuExpo: a Pordenone la più grande edizione di sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 17:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[fiera]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="752" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/102A0955-Enhanced-NR.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="102A0955 Enhanced NR" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/102A0955-Enhanced-NR.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/102A0955-Enhanced-NR-300x165.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/102A0955-Enhanced-NR-1024x564.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/102A0955-Enhanced-NR-768x423.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="SamuExpo: a Pordenone la più grande edizione di sempre 1"> Oltre 540 aziende all’evento che mette in mostra le filiere industriali e le tecnologie per le imprese manifatturiere del futuro</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/102A0955-Enhanced-NR.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/samuexpo-a-pordenone-la-piu-grande-edizione-di-sempre/">SamuExpo: a Pordenone la più grande edizione di sempre</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il quartiere fieristico di Pordenone si prepara a tornare protagonista sulla scena industriale internazionale con <strong><em>SamuExpo 2026</em></strong>, il salone biennale dedicato alla metalmeccanica, alla plastica e alla subfornitura, in programma <strong>dal 5 al 7 febbraio 2026</strong>.</p>
<p>SamuExpo rappresenta la manifestazione più grande e impegnativa organizzata direttamente da <strong>Pordenone Fiere</strong> e si conferma tra gli eventi specializzati più rilevanti a livello internazionale per i settori coinvolti. Nonostante l’ampliamento degli spazi espositivi con l’allestimento ad hoc della tensostruttura del Padiglione 10, la fiera registra il tutto esaurito su <strong>37.000 metri quadrati coperti</strong>.</p>
<h3><strong>Una crescita costante nei numeri e nella qualità</strong></h3>
<p>I numeri dell’edizione 2026 raccontano una crescita costante: <strong>540 aziende espositrici</strong>, <strong>845 marchi rappresentati</strong> e una significativa presenza estera, pari a circa il <strong>16% del totale</strong>.</p>
<p>Dopo il record di espositori e di fatturato registrato nell’edizione 2025, l’obiettivo per il 2026 è superare i <strong>17.000 visitatori</strong>, con un pubblico sempre più internazionale.</p>
<h3><strong>Un percorso espositivo articolato e coerente</strong></h3>
<p>SamuExpo è un appuntamento di fondamentale importanza anche per i visitatori, grazie a una proposta espositiva strutturata in modo chiaro e funzionale attraverso <strong>quattro saloni tematici</strong>.</p>
<p>Il <strong>SamuPlast</strong>, ospitato nel Padiglione 1, è dedicato ai macchinari, alle tecnologie e ai materiali per la lavorazione delle plastiche, includendo trattamenti termici e verniciatura. Il <strong>SamuMetal</strong>, che occupa i Padiglioni dal 2 al 7, rappresenta il cuore della manifestazione con un’ampia offerta di macchine utensili, soluzioni per la lavorazione dei metalli, robotica e automazione.</p>
<p>La subfornitura è protagonista con <strong>SubTech</strong>, distribuito tra i Padiglioni 8, 9 e parte del 10, mentre <strong>Fabbrica 5.0</strong>, nel Padiglione 10, è dedicata alla digitalizzazione dei processi, alle tecnologie interconnesse e alle soluzioni per l’industria del futuro.</p>
<h3><strong>Incontri, relazioni e networking</strong></h3>
<p>Lungo i percorsi espositivi, i visitatori possono fare il punto sulle novità dei settori protagonisti, cogliere le dinamiche di mercato e confrontarsi su nuove opportunità di business.</p>
<p>A completare l’esperienza fieristica, <strong>Pordenone Fiere</strong> promuove momenti di networking in un clima informale e accogliente, offrendo a espositori e visitatori un aperitivo presso il <strong>Padiglione 10</strong>, realizzato in collaborazione con <strong>Eurobevande, Birra Castello e Sant’Anna</strong>.</p>
<h3><strong>Una vetrina per le PMI e le filiere produttive</strong></h3>
<p>Fondamentale il ruolo di SamuExpo come vetrina per le <strong>piccole e medie imprese</strong>, realtà dinamiche e flessibili che costituiscono l’ossatura delle filiere produttive italiane.</p>
<p>Per valorizzare questo patrimonio imprenditoriale, Pordenone Fiere ha sviluppato nel tempo collaborazioni strutturate con associazioni e organizzazioni territoriali, favorendo la presenza in fiera attraverso collettive e aree dedicate.</p>
<h3><strong>Le principali collaborazioni e presenze istituzionali</strong></h3>
<p>Tra le presenze più significative dell’edizione 2026 si conferma <strong>COMET – Cluster della Metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia</strong>, presente nel Padiglione 8 con una superficie di circa <strong>1.100 mq</strong> e <strong>78 imprese rappresentate</strong>.</p>
<p>In fiera sarà allestita <strong>Piazza COMET</strong>, uno spazio pensato per favorire relazioni e scambi tra espositori e visitatori, oltre a incontri B2B con buyer esteri e iniziative dimostrative sul tema dell’interazione uomo-macchina.</p>
<p>Ritorna a SamuExpo anche <strong>Confartigianato Imprese Veneto</strong>, con il Villaggio Confartigianato di circa <strong>450 mq</strong>, articolato tra il Padiglione 1 e il Padiglione 9, che ospiterà anche lo stand istituzionale della <strong>Regione Veneto</strong>, un laboratorio 5.0 e uno spazio dedicato all’orientamento al lavoro per gli studenti.</p>
<p>Presente per la seconda volta anche <strong>CONFAPI Brescia</strong>, con una collettiva di aziende della subfornitura nel Padiglione 9.</p>
<h3><strong>Orari</strong></h3>
<p>Giovedì 5 e venerdì 6 febbraio dalle 9.30 alle 18, sabato 7 febbraio dalle 9.30 alle 17.</p>
<p>L’ingresso è gratuito, riservato agli operatori professionali, con registrazione online su ww.samuexpo.com o direttamente in fiera.</p>
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		<title>Nasce a Trieste la valvola dei record</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/nasce-a-trieste-la-valvola-dei-record/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 16:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’azienda Orion Valves entra nel Guinness mondiale per la Wedge Gate Valve più grande mai costruita: classificata 114 pollici, alta 14 metri per un peso di 120 tonnellate</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/11122025_LT058.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nasce-a-trieste-la-valvola-dei-record/">Nasce a Trieste la valvola dei record</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La certificazione del Guinness World Record </em></span></p>
<p>TRIESTE<em> </em>– Orion Valves, nell’anno del suo 75° anniversario di attività, entra nel <strong><em>Guinness World Record</em> </strong>per la Wedge Gate Valve più grande mai costruita.</p>
<p>Il giudice del <em>Guinness World Record</em> ha infatti certificato oggi, durante l’evento di presentazione, il risultato raggiunto dall’azienda triestina che ha completato con successo la realizzazione di una <strong>valvola con una classificazione di 114 pollici</strong>.</p>
<p>L&#8217;evento, tenutosi presso gli stabilimenti <strong><em>Innoway</em></strong> a Trieste, ha visto la partecipazione di oltre 600 ospiti tra cui il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, <strong>Massimiliano Fedriga</strong>, il sindaco di Trieste, <strong>Roberto Dipiazza</strong>, rappresentanti dei committenti, Saudi Aramco e Hyundai, e tutti i dipendenti di Orion Valves.</p>
<p>La cerimonia, con la valvola esposta al centro del palcoscenico come simbolo tangibile dell&#8217;ingegno tecnico e della capacità produttiva del territorio, ha rappresentato un momento di riconoscimento internazionale non solo per Orion Valves, ma anche per la filiera produttiva che ha visto coinvolte diverse importanti realtà industriali della regione.</p>
<p>Da <strong>SAIPH</strong>, società controllata da Orion che è stata il centro logistico e di coordinamento della componentistica, alle <strong>Acciaierie di Cividale</strong> che hanno realizzato la fusione dell’acciaio, ma anche <strong>Innoway</strong>, che ha ospitato nei suoi stabilimenti le fasi finali della lavorazione, <strong>Petrolavori</strong>, che ha curato la verniciatura, fino a <strong>Top Sistema</strong> che curerà l’imballaggio della valvola per il trasporto.</p>
<p>La valvola, classificata <strong>114&#8243; – 150 Class Rating Cast Steel Wedge Gate Valve API 600</strong>, rappresenta il primo <em>World Record</em> per l’azienda triestina, un risultato raggiunto in un anno particolare: il 2025 segna infatti il 75° anniversario della fondazione di Orion che così vede consolidarsi la sua posizione come operatore di riferimento nel panorama globale dell’energia.</p>
<h3><strong>Le dimensioni record</strong></h3>
<p>La valvola raggiunge un&#8217;altezza di <strong>13.950 millimetri e un peso di circa 120 tonnellate</strong> ed è stata sviluppata per il <strong>progetto Amiral</strong>, il complesso petrolchimico di classe mondiale in corso di realizzazione a Jubail, in Arabia Saudita, attraverso una <em>joint venture</em> tra Saudi Aramco e TotalEnergies.</p>
<p>La valvola sarà installata nel sistema collettore della linea di <em>flare</em>, una delle componenti critiche degli impianti di produzione petrolifera destinata al controllo e alla gestione dei gas di processo.</p>
<p><em>&#8220;Questa valvola </em>– ha commentato <strong>Luca Farina</strong>, presidente di Orion Valves – <em>è l&#8217;opera dell&#8217;ingegno e delle mani di centinaia di persone, di tutti i dipendenti e collaboratori di Orion Valves così come dei nostri partner e fornitori. Per la nostra azienda questo riconoscimento corona 75 anni di impegno costante, che soprattutto negli ultimi anni ci ha portati ad ampliare in maniera significativa il nostro ruolo nel settore, e rappresenta allo stesso tempo uno stimolo per ripartire con ancora maggiore slancio per i prossimi 75, forti della qualità del Made in Italy, e del Made in Friuli Venezia Giulia, che viene riconosciuta in tutto il mondo”.</em></p>
<h3><strong>Un progetto di ingegneria complessa</strong></h3>
<p>La realizzazione della valvola ha richiesto una progettazione avanzata con analisi agli elementi finiti (FEA) condotta in multiple iterazioni per verificare le condizioni di carico più critiche e assicurare una classe di tenuta a pressione completamente certificata.</p>
<p>La particolarità tecnica risiede nell&#8217;orientamento invertito della valvola nella sua installazione finale, fattore che ha richiesto protocolli di test specifici e lo sviluppo di strumenti e adattamenti dedicati, quali un sistema di doppia chiave idraulica sincronizzata per il serraggio dei bulloni in posizione capovolta.</p>
<p>La valvola è stata testata in una vasca di prova di dimensioni straordinarie – 4.760 mm di lunghezza per 4.900 mm di larghezza e 5.000 mm di profondità – dove è stata sottoposta a verifiche funzionali nella medesima orientazione in cui opererà in fase di esercizio.</p>
<figure id="attachment_70214" aria-describedby="caption-attachment-70214" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-70214" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/11122025_LT065-2.jpg" alt="11122025 LT065 2" width="1000" height="667" title="Nasce a Trieste la valvola dei record 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/11122025_LT065-2.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/11122025_LT065-2-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/11122025_LT065-2-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/11122025_LT065-2-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/11122025_LT065-2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-70214" class="wp-caption-text">Il team di Orion Valves davanti alla valvola dei record</figcaption></figure>
<h3><strong>La filiera produttiva territoriale</strong></h3>
<p>La realizzazione ha coinvolto più di venti aziende localizzate in Friuli Venezia Giulia, ma anche in Veneto e Croazia.</p>
<p>Durante la fase di costruzione, la valvola ha percorso diverse centinaia di chilometri attraverso il territorio, transitando per i centri di lavorazione e assemblaggio.</p>
<p>La collaborazione del <strong>Gruppo Galperti</strong> per la produzione e la lavorazione delle flange di collaudo è stata determinante: l&#8217;azienda, riconosciuta tra i fornitori approvati di Saudi Aramco, ha garantito gli standard qualitativi richiesti dagli operatori internazionali del settore petrolifero.</p>
<p>Questo ecosistema produttivo rappresenta un&#8217;eccellenza distintiva del Friuli Venezia Giulia, dove la tradizione industriale si coniuga con l&#8217;innovazione tecnologica.</p>
<p>La valvola sarà spedita via mare nei prossimi mesi secondo le tempistiche concordate con Saudi Aramco.</p>
<p>L&#8217;installazione presso il sito di Jubail è prevista nel corso del 2026. Una nave specializzata trasporterà il componente attraverso i porti internazionali, garantendo le condizioni di protezione e sicurezza necessarie per un equipaggiamento di questa portata.</p>
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		<item>
		<title>Un nuovo impianto alla Caffaro di Torviscosa</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/un-nuovo-impianto-alla-caffaro-di-torviscosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 16:12:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[caffaro]]></category>
		<category><![CDATA[farmaceutica]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[torviscosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà dedicato alla produzione di uno starting material nel settore farmaceutico. A pieno regime entro il 2027</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Caffaro_Stabilimento-Torviscosa_Friulia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/un-nuovo-impianto-alla-caffaro-di-torviscosa/">Un nuovo impianto alla Caffaro di Torviscosa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Lo stabilimento della Caffaro a Torviscosa</em></span></p>
<p>TORVISCOSA – <strong>Friulia </strong>sostiene con un<strong> investimento da 5 milioni di euro </strong>lo sviluppo di<strong> Caffaro Industrie</strong>, realtà che opera nel settore della chimica fine, producendo diverse tipologie di composti per l’industria farmaceutica, agrochimica, colle e vernici, solventi, <em>coating</em> e poliuretani.</p>
<p>La società fa parte del Gruppo SNIA BDG, primario <em>player</em> italiano nel settore della chimica a conduzione familiare.</p>
<p><b>Caffaro Industrie nasce nel 2011</b>, a seguito dell’acquisizione da parte della famiglia Bertolini del sito produttivo della storica Caffaro S.p.A., presente da oltre 80 anni presso il polo di Torviscosa.</p>
<p>L’azienda è parte del Gruppo SNIA BDG, che conta altre 5 realtà attive nella produzione e nella distribuzione di prodotti chimici e materie plastiche, e può contare su un impianto multifunzionale per la chimica fine e su una struttura dedicata alla fotoclorurazione per la produzione di cloroparaffine. In questo ultimo comparto è in joint venture con il Gruppo Vectre al 50%, già fortemente presente nel settore della chimica di base in Italia.</p>
<p>Lo stabilimento di Torviscosa è composto da 30 reattori, 25 colonne di distillazione e rettifica e oltre 70 apparecchiature accessorie e si estende per oltre 400mila metri quadri.</p>
<p>All’interno sono impiegati <strong>oltre 170 dipendenti</strong> e si producono più̀ di 10.000 tonnellate all’anno di prodotti chimici, soprattutto chetoni e carbonati organici, utilizzati nell’industria farmaceutica e della plastica.</p>
<p>L’azienda ha una vocazione internazionale, con oltre il 40% della produzione destinata all’export.</p>
<p><strong>Il piano strategico del Gruppo</strong> prevede sia lo sviluppo di nuove linee produttive che la riduzione della dipendenza da forniture esterne, l’accorciamento delle filiere logistiche e la riduzione del <em>carbon footprint</em>.</p>
<p>Il piano industriale di Caffaro Industrie si esplica nella <strong>realizzazione di un nuovo impianto </strong>dedicato alla produzione di uno<strong> <em>starting material</em> </strong>nel settore farmaceutico. L’avvio della produzione pilota è previsto nel 2026, con il sito che entrerà a pieno regime entro il 2027, prevedendo l’assunzione di nuovo personale tecnico altamente specializzato e fornendo annualmente alle aziende partner di Caffaro oltre 700 tonnellate di prodotto finito.</p>
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		<title>Energia: incentivare la produzione idroelettrica</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/energia-incentivare-la-produzione-idroelettrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 16:01:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confindustria Udine e Consorzio di Bonifica Pianura Friulana rafforzano la collaborazione per affrontare nuove sfide</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/A-SINISTRA-DAL-BASSO-NENCIONI-POZZO-BRUSESCHI-A-DESTRA-CLOCCHIATTI-E-DI-NARDO.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/energia-incentivare-la-produzione-idroelettrica/">Energia: incentivare la produzione idroelettrica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>A sinistra, dal basso, Nencioni, Pozzo e Bruseschi; a destra Clocchiatti e Di Nardo</em></span></p>
<p>UDINE – Tutela dell’ambiente, recupero di aree industriali inquinate, sviluppo della produzione di energia idroelettrica.</p>
<p>Sono i temi principali sui quali si è confermata la <strong>collaborazione tra Confindustria Udine </strong>e il<strong> Consorzio di bonifica pianura friulana</strong>, in un incontro a palazzo Torriani tra i rispettivi presidenti,<strong> Luigino Pozzo e Rosanna Clocchiatti</strong>.</p>
<p>Ad accompagnarli c’erano i direttori generali<strong> Michele Nencioni</strong> e<strong> Armando Di Nardo</strong>, <strong>Marco</strong> <strong>Bruseschi</strong>, presidente del Consorzio Friuli Energia, nonché alla guida della Commissione energia di Confindustria Udine.</p>
<p>Pozzo ha espresso apprezzamento per l&#8217;impegno del Consorzio nella <strong>bonifica dei siti produttivi dismessi</strong>.</p>
<p>Un&#8217;attività che, pur non essendo di stretta competenza dell’ente, viene svolta a supporto della Regione e dei Comuni per favorire il riutilizzo delle aree in un’ottica di sviluppo sostenibile.</p>
<h3>Energia rinnovabile</h3>
<p>Altro tema centrale dell’incontro è stato quello dell’energia rinnovabile.</p>
<p>Entrambe le parti hanno condiviso l’obiettivo di <strong>incentivare la produzione idroelettrica</strong> sugli impianti realizzati lungo i canali gestiti dal Consorzio, garantendo un utilizzo equilibrato della risorsa idrica a <strong>tutela dell’ecosistema locale</strong>.</p>
<p>Una scelta in linea con gli obiettivi comunitari per la transizione energetica che prevedono un incremento delle fonti rinnovabili entro il 2030.</p>
<p>Al termine dell’incontro, i direttori generali hanno ricevuto il mandato di <strong>intensificare la cooperazione</strong> su tutte le tematiche di interesse comune.</p>
<figure id="attachment_63879" aria-describedby="caption-attachment-63879" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-63879" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/LUIGINO-POZZO-E-ROSANNA-CLOCCHIATTI.jpg" alt="LUIGINO POZZO E ROSANNA CLOCCHIATTI" width="800" height="639" title="Energia: incentivare la produzione idroelettrica 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/LUIGINO-POZZO-E-ROSANNA-CLOCCHIATTI.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/LUIGINO-POZZO-E-ROSANNA-CLOCCHIATTI-300x240.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/LUIGINO-POZZO-E-ROSANNA-CLOCCHIATTI-768x613.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-63879" class="wp-caption-text">Luigino Pozzo e Rosanna Clocchiatti</figcaption></figure>
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		<title>Marco Bruseschi: ambiente a sviluppo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/marco-bruseschi-ambiente-a-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 15:09:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bruseschi]]></category>
		<category><![CDATA[cosef]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla scorsa primavera è il nuovo presidente del Consorzio che coordina le aree industriali più importanti della provincia di Udine. Crescita industriale, occupazione, tutela del territorio: ecco le progettualità in elaborazione</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/openDSC07353.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/marco-bruseschi-ambiente-a-sviluppo/">Marco Bruseschi: ambiente a sviluppo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Marco Bruseschi</em></span></p>
<p>UDINE – La sua storia imprenditoriale parla da sola.</p>
<p>Così come il suo curriculum istituzionale all’interno di enti regionali quali Confindustria, Camera di Commercio e del mondo consortile.</p>
<p>Dalla scorsa primavera il palmarino <strong>Marco Bruseschi</strong> è il nuovo presidente del <strong>Cosef</strong>, il Consorzio di sviluppo economico del Friuli, che coordina le principali aree industriali della provincia di Udine: la Zona Industriale Udinese (<strong>ZIU</strong>), la Zona Industriale Alto Friuli (<strong>ZIAF</strong>), la Zona Industriale Ausa Corno (<strong>ZIAC</strong>), la Zona Industriale del Cividalese (<strong>ZIC</strong>), Zona Industriale del Manzanese (<strong>ZIMA</strong>), e la Zona Industriale di Mereto di Tomba (<strong>ZIMET</strong>).</p>
<h5><strong>Presidente Bruseschi, qual è attualmente lo stato di salute di queste zone industriali?</strong></h5>
<p>«In generale, con ovvie differenze dovute all’eterogeneità dei settori produttivi presenti, lo stato di salute delle imprese insediate è buono, pur in presenza di una congiuntura difficile, a causa delle tensioni geopolitiche in atto e, in prospettiva, dei possibili sviluppi protezionistici annunciati dalla nuova amministrazione USA. Quanto al ‘bollettino medico’ del Consorzio, per riprendere la metafora da lei utilizzata, è decisamente positivo, in virtù di un sostanzioso piano di investimenti, già programmato per il prossimo triennio».</p>
<h5><strong>Dal punto di vista produttivo e occupazionale, nei prossimi anni che futuro prevede per queste aree?</strong></h5>
<p>«I segnali sono positivi anche in prospettiva, pur tenendo conto della perdurante incertezza degli scenari internazionali. Noi stimiamo una crescita moderata degli insediamenti, motivata anche da un fenomeno, che stiamo già osservando, di re-industrializzazione di ritorno».</p>
<h5><strong>Nel 2022, con apposita legge costituzionale, la tutela dell’ambiente è entrata a far parte della </strong><strong>Costituzione italiana. Il Cosef come opera per garantire che sviluppo industriale e salvaguardia dell’ecosistema possano convivere?</strong></h5>
<p>«Questo è un aspetto sul quale c’è una sensibilità ormai affermata nel mondo dell’industria, basata su un’evoluzione culturale nell’idea stessa di fare impresa e sull’esigenza di soddisfare un mercato che è sempre più attento a queste tematiche. Tale impostazione, per quanto ci riguarda, si traduce in numerose iniziative. A puro titolo d’esempio, posso citare le progettualità sulle bonifiche, la certificazione ISO 14001 per la maggior parte delle are industriali gestite da Cosef, il potenziamento della mobilità elettrica, la realizzazione di ciclovie, nonché le attività propedeutiche alla redazione del Bilancio di sostenibilità».</p>
<h5><strong>La ZIAC (Zona Industriale Ausa Corno), in particolare, si affaccia su un’area ambientale delicata: il transito delle navi che raggiungono Porto Margreth, infatti, coinvolge inevitabilmente l’ecosistema della Laguna di Grado e di Marano. Quali sviluppi sono previsti </strong><strong>per garantire la tutela ambientale dell’area?</strong></h5>
<p>«Oltre agli esempi già citati, la prevista elettrificazione delle aree portuali e il corposo investimento di mitigazione ambientale a Punta Sud sono misure di impatto certo e rilevante».</p>
<h5><strong>Industria e ambiente, ma anche benessere dei lavoratori. Le zone industriali gestite dal Cosef danno impiego a quasi undicimila addetti. In tempi in cui la sicurezza sul lavoro è </strong><strong>emergenza nazionale, quali strade state percorrendo in materia? </strong></h5>
<p>«Benessere e sicurezza dei lavoratori sono aspetti fondamentali, essendo centrale il ruolo delle risorse umane nell’era della doppia transizione, ambientale e tecnologica, che stiamo attraversando. Ne consegue tutta una serie di misure, che abbiamo già adottato e stiamo adottando, proprio in quest’ottica. La progettualità casa-lavoro, le ciclovie, gli interventi sulla viabilità, la segnaletica e l’illuminazione delle aree, di nuovo a puro titolo d’esempio, testimoniano proprio questa attenzione. Creare un ambiente di lavoro più centrato sulle esigenze dei lavoratori contribuisce a rafforzare l’attrattività di risorse umane qualificate per le aziende insediate. Questa è una priorità per le imprese e dunque è una nostra priorità».</p>
<h5><strong>Tutte le zone industriali si interfacciano con le comunità dei rispettivi territori di riferimento. </strong><strong>Dal punto di vista socioeconomico, al di là dei salari garantiti sia ai lavoratori diretti che a quelli dell’indotto, quali visioni e quali benefici il Cosef mira a offrire alle popolazioni di riferimento?</strong></h5>
<p>«Le aziende non sono avulse dal contesto nel quale operano e lo sviluppo economico deve andare di pari passo con quello sociale. Questa visione è condivisa dal Consorzio e da tutti gli <em>stakeholder </em>con i quali si interfaccia nella sua attività, a partire dall’Amministrazione regionale, passando per i Comuni, le Associazioni di categoria e, più in generale, tutti i portatori di interesse e i centri di aggregazione sociale del territorio. Alle imprese il compito di generare valore, che poi viene distribuito sul territorio, in ter mini di lavoro, salari, fiscalità e dunque risorse da destinare alla collettività. La prossima realizzazione del nostro centro direzionale, che offrirà numerosi servizi anche alle persone, l’apertura di un asilo nido per i lavoratori delle aziende ospitate nel Consorzio, ma anche per i residenti dei comuni limitrofi, credo rappresentino due pietre miliari di questo disegno».</p>
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                <li style="display: none; width: 100%;" class="slide-62931 ms-image " aria-roledescription="slide" data-date="2025-02-18 16:06:22" data-filename="COSEF.ZIAC_.24.04_154-Pano.jpg" data-slide-type="image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="598" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/COSEF.ZIAC_.24.04_154-Pano.jpg" class="slider-62923 slide-62931 msDefaultImage" alt="COSEF.ZIAC .24.04 154 Pano" rel="" title="_COSEF.ZIAC.24.04_154-Pano" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/COSEF.ZIAC_.24.04_154-Pano.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/COSEF.ZIAC_.24.04_154-Pano-300x179.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/COSEF.ZIAC_.24.04_154-Pano-768x459.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px"><div class="caption-wrap"><div class="caption"><div>La Zona Industriale Ausa Corno con il suo porto</div></div></div></li>
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                <li style="display: none; width: 100%;" class="slide-62935 ms-image " aria-roledescription="slide" data-date="2025-02-18 16:06:22" data-filename="COSEF.ZIU_.24.04_352-Pano.jpg" data-slide-type="image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="495" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/COSEF.ZIU_.24.04_352-Pano.jpg" class="slider-62923 slide-62935 msDefaultImage" alt="COSEF.ZIU .24.04 352 Pano" rel="" title="_COSEF.ZIU.24.04_352-Pano" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/COSEF.ZIU_.24.04_352-Pano.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/COSEF.ZIU_.24.04_352-Pano-300x149.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/COSEF.ZIU_.24.04_352-Pano-768x380.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px"><div class="caption-wrap"><div class="caption"><div>La Zona Industriale Udinese</div></div></div></li>
            </ul>
        </div>
        
    </div>
</div>
<h5><strong>Logistica, ricerca, innovazione, export ed energia: sono le parole chiave nell’operato del Cosef. In ciascuno di questi settori il consorzio come si muove per ottenere i risultati migliori?</strong></h5>
<p>«Quelli che ha citato sono i principali <em>driver </em>di sviluppo e dunque stanno in cima alla lista delle priorità per il Consorzio. In sintonia con la Regione, gli investimenti realizzati e già programmati nel prossimo decennio sono enormi. Mi limiterò a ricordare soltanto i più rilevanti del prossimo triennio: la realizzazione di un nuovo raccordo ferroviario per la ZIU, nonché lavori infrastrutturali per la creazione di un centro logistico nell’area ex Eurofer e il risanamento di via Fermi in ZIAC. In ZIAF è invece prevista la costruzione di una rotatoria, con annesso parcheggio all’intersezione dell’uscita del casello autostradale con la SP 49, mentre in ZIMA sarà realizzata un’infrastruttura locale volta a migliorare il clima imprenditoriale nel distretto della sedia. Queste operazioni di infrastrutturazione sono necessarie per garantire alle aziende l’accesso a risorse stabili, monitorabili e sostenibili. A breve, infine, avranno inizio i lavori per la realizzazione di un centro direzionale volto a fornire tutta una serie di servizi legati al <em>welfare </em>aziendale (dalla mensa a servizio dell’area industriale, al polo medico e aree <em>fitness</em>) a disposizione dei collaboratori delle aziende insediate e del territorio».</p>
<h5><strong>Qual è l’obiettivo primario che Marco Bruseschi desidera raggiungere nel suo mandato alla </strong><strong>presidenza del Cosef?</strong></h5>
<p>«Da imprenditore, animato dallo spirito del fare, le posso dire che obiettivo principale, per quanto mi riguarda, è quello di realizzare le cose che ci siamo ripromessi di fare. Sentiamo il dovere di mettere a terra i nostri progetti. Tradurli in fatti è il nostro impegno quotidiano».</p>
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		<title>Una comunità energetica a servizio della zona industriale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/una-comunita-energetica-a-servizio-della-zona-industriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 10:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova acquisizione di Edil Group nell'area ex Principe. Ospiterà un impianto fotovoltaico di ultima generazione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>L&#8217;area ex Principe</em></span></p>
<p>TRIESTE – <strong>Edil Group</strong> annuncia ufficialmente l’acquisizione dell’immobile situato in via Josip Ressel 1, nell’<strong>area</strong> <strong>ex-Principe</strong> della <strong>zona industriale di Trieste</strong>.</p>
<p>Si conclude un’operazione di rilievo per il rilancio economico del territorio, che permetterà soprattutto di riutilizzare un’area che attualmente era dismessa.</p>
<p>Edil Group ha voluto ringraziare pubblicamente <strong>Giulia Guina</strong>, amministratrice dello Studio Industriale Trieste srl, affiliata Tecnocasa immobili per l&#8217;Impresa, per la buona riuscita della trattativa.</p>
<h3><strong>In futuro una comunità energetica</strong></h3>
<p>“Il nuovo edificio – dichiarano tramite una nota stampa i vertici di Edil Group – sarà dotato di ampie metrature e di infrastrutture all’avanguardia, che consentiranno di raggiungere migliori prestazione in termini di efficienza energetica e rischiosità sismica”.</p>
<p>Sfruttando l’ampia superficie coperta risultante dalla nuova costruzione per ospitare un impianto fotovoltaico di ultima generazione, si valuterà la <strong>realizzazione di una comunità energetica a servizio della zona industriale</strong>.</p>
<p>“In qualità di Società Benefit, ci impegniamo a sviluppare progetti sostenibili che abbiano un impatto positivo sull’ambiente, sull’economia e sulla società”, ha sottolineato <strong>Vincenzo Settimo</strong> di Edil Group. “L’acquisizione dell’immobile – ha aggiunto – sarà completata entro la primavera e darà il via a una trasformazione innovativa dell’area industriale, con nuove opportunità di lavoro e un modello virtuoso di rigenerazione urbana.”</p>
<h3><strong>Collaborazione istituzionale e sinergie</strong></h3>
<p>“L’avvio della riqualificazione dell’ex Principe – spiega l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, <strong>Sergio Emidio Bini</strong> – è frutto della collaborazione tra il settore pubblico e privato.</p>
<p>L’area, infatti, è stata inserita nel Masterplan dei complessi produttivi degradati, lo strumento con cui la Regione ha mappato 222 siti dismessi dove è possibile attivare apposite forme di supporto pubblico per il recupero e la riqualificazione degli immobili”.</p>
<p>“In attesa dei futuri insediamenti che interesseranno il sito – ha concluso Bini – questa operazione attesta la capacità del territorio di attrarre investimenti orientati alla sostenibilità, alla crescita e all’innovazione e dimostra al tempo stesso il ruolo cruciale delle istituzioni a supporto del sistema economico regionale”.</p>
<h3><strong>Trieste guarda al futuro</strong></h3>
<p>“Con questo progetto – le parole di <strong>Sandra Primiceri</strong>, vicepresidente del Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana – Trieste si conferma un punto di riferimento per l’innovazione e lo sviluppo industriale sostenibile. Oltre agli evidenti positivi risvolti economici, questa operazione contribuirà alla valorizzazione del territorio, trasformando l’area ex-Principe in un modello di eccellenza per l’intero Friuli Venezia Giulia”.</p>
<p>“Anno dopo anno – il commento di <strong>Alessandro Coretti</strong>, sindaco del Comune di San Dorligo della Valle-Dolina – il territorio del Breg, prima considerato periferico rispetto ai grandi distretti industriali, sta assumendo un ruolo centrale nell’economia del Friuli Venezia Giulia. Ne è prova il fatto che un numero crescente di imprenditori e imprese dei territori limitrofi, ma anche multinazionali, scelga il territorio del nostro Comune per sviluppare dei progetti innovativi con investimenti importanti”.</p>
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		<title>Terre rare: dal Friuli un progetto per il riciclo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/terre-rare-dal-friuli-un-progetto-per-il-riciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 10:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Università di Udine alla guida di una ricerca da 777mila euro. Una questione strategica per il futuro dell'industria europea</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Sfere-magnetiche-in-lega-di-Neodimio-Ferro-Boro.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/terre-rare-dal-friuli-un-progetto-per-il-riciclo/">Terre rare: dal Friuli un progetto per il riciclo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Sfere magnetiche in lega di Neodimio-Ferro-Boro</em></span></p>
<p>UDINE – Sviluppare un riciclo sostenibile dei materiali di scarto delle “terre rare”, elementi chimici fondamentali in settori produttivi strategici come le energie rinnovabili, la mobilità elettrica, l’elettronica e l’ottica.</p>
<p>È l’obiettivo del <strong>progetto internazionale Freecover</strong> (<em>Eco-friendly hydrometallurgy for rare earths recycling</em>) coordinato dall’<strong>Università</strong> <strong>di Udine</strong> e finanziato dall’Unione europea con <strong>777mila euro</strong>.</p>
<p>Per la Commissione europea il riciclo degli scarti delle “terre rare” è strategico per ridurre il rischio di approvvigionamento per l’industria con le conseguenti potenziali tensioni sui prezzi. Le “terre rare” sono impiegate per produrre, ad esempio, le auto elettriche, gli smartphone, le turbine eoliche, le fibre ottiche. La ricerca si focalizzerà sul recupero di questi elementi da magneti permanenti.</p>
<p>L’iniziativa progettuale coinvolge <strong>altri nove partner</strong>, scientifici e industriali, di sette Paesi: Bosnia ed Erzegovina, Cuba, Irlanda, Italia, Serbia, Slovenia e Spagna.</p>
<p>Dal progetto nasceranno attività congiunte di ricerca, sviluppo e innovazione attraverso una rete di collaborazioni internazionali permanenti tra centri di ricerca e imprese.</p>
<p>L’Ateneo friulano sarà impegnato con un gruppo di ricerca del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura guidato da <strong>Andrea Melchior</strong>, professore di fondamenti chimici delle tecnologie. Freecover è stato finanziato da Bruxelles nel quadro delle <em>Marie Skłodowska-Curie Actions Staff Exchanges</em>.</p>
<p>«Il progetto – spiega il coordinatore, Andrea Melchior – lavorerà per dimostrare l’efficacia dell’uso di materiali derivati da risorse naturali per la progettazione di un processo di recupero sostenibile delle terre rare, a partire da materiali di scarto. In particolare, la nostra ricerca si focalizzerà sul recupero di questi elementi da magneti permanenti».</p>
<h3><strong>Le “terre rare”</strong></h3>
<p>I “<em>Rare earth elements</em>”, o “terre rare”, sono un gruppo di <strong>17 elementi chimici</strong>, non propriamente “rari” nel senso di essere scarsi nella crosta terrestre. Il termine si riferisce alla complessità della loro estrazione e del loro utilizzo. La ragione principale di quest’ultimo fattore è che, essendo chimicamente molto simili, sono difficili da separare dai minerali di partenza che normalmente le contengono in miscela.</p>
<p>Inoltre, sebbene siano presenti in molte parti del mondo, la produzione di “terre rare” è concentrata in poche aree, dove i depositi sono economicamente convenienti da sfruttare.</p>
<h3><strong>Materiali strategici</strong></h3>
<p>Gli elementi delle terre rare sono cruciali per i settori produttivi strategici per l’Unione Europea e non sono sostituibili da altri materiali con pari prestazioni. La Commissione europea li ha classificati come “materie prime critiche” per l’alto rischio di approvvigionamento in presenza di una domanda prevista in costante crescita nei prossimi anni.</p>
<p>Nel contesto globale, la Cina ha circa il 70% della produzione di terre rare, ma raggiunge il 90% se si considera la trasformazione dei minerali da cui derivano.</p>
<p>«Di conseguenza – sottolinea Melchior – la Commissione ha identificato il riciclo delle terre rare da questi materiali una delle strategie principali per ridurre il rischio di approvvigionamento per l’industria con le conseguenti potenziali tensioni sui prezzi».</p>
<h3><strong>Il kick-off meeting</strong></h3>
<p>Giovedì <strong>16 gennaio</strong>, alle <strong>9.30</strong>, nella <strong>Sala Bianca</strong> del <strong>polo scientifico</strong> dell’Ateneo (via delle Scienze 206, Udine), si terrà l’incontro di avvio del progetto Freecover. Interverranno, fra gli altri, il rettore, <strong>Roberto Pinton</strong>, il direttore del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, <strong>Alessandro Gasparetto</strong>, e il coordinatore del progetto, <strong>Andrea Melchior</strong>.</p>
<h3><strong>I partecipanti</strong></h3>
<p>Il progetto coinvolge: due partner serbi, l’Università di Novi Sad il Vinča Institute of Nuclear Sciences; due spagnoli, l’Università autonoma di Barcellona e l’azienda Aeris Tecnologías Ambientales; le Università di Lubiana (Slovenia), Verona e di L’Avana (Cuba); l’azienda irlandese Sustainable Innovation Technology Services e l’azienda bosniaca AD Harbi.</p>
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		<item>
		<title>Vetro rivestito: in Friuli una struttura all&#8217;avanguardia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/vetro-rivestito-in-friuli-una-struttura-allavanguardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 09:07:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[san giorgio]]></category>
		<category><![CDATA[turchia]]></category>
		<category><![CDATA[vetro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=54768</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Sisecam annuncia una nuova realizzazione nel suo stabilimento a San Giorgio di Nogaro: coinvolte altre due realtà in Europa per un investimento di 114 milioni di dollari</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Sisecam_Produzione_Visual.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/vetro-rivestito-in-friuli-una-struttura-allavanguardia/">Vetro rivestito: in Friuli una struttura all&#8217;avanguardia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Una fase della produzione</em></span></p>
<p>SAN GIORGIO DI NOGARO – <strong>Sisecam</strong>, azienda internazionale nel settore del vetro e dei prodotti chimici, ha comunicato la decisione di investire <strong>114 milioni di dollari</strong> in <strong>tre nuove linee di produzione di vetro rivestito</strong>.</p>
<p>Queste strutture all&#8217;avanguardia, che avranno una capacità complessiva di quasi 20 milioni di metri quadrati, saranno situate in <strong>Italia</strong>, <strong>Turchia</strong> e <strong>Bulgaria</strong>.</p>
<p>Con questi investimenti, Şişecam si propone di soddisfare la crescente domanda di vetro rivestito nel settore del vetro piano. La società intende rafforzare la propria competitività potenziando l’efficienza operativa e diversificando la sua gamma di prodotti.</p>
<p>Inoltre, Sisecam ha l&#8217;obiettivo di incrementare la percentuale di prodotti a valore aggiunto nella sua produzione complessiva.</p>
<p>Come parte degli investimenti previsti per l&#8217;inizio delle attività nel 2025, Sisecam <strong>investirà in una linea di vetro rivestito con una capacità annua di 6,5 milioni di metri quadrati </strong>presso il suo stabilimento di vetro a<strong> San Giorgio di Nogaro</strong>.</p>
<p>In aggiunta, la Società prevede di investire in una linea di vetro rivestito con una capacità annua di 7 milioni di metri quadrati presso il suo impianto di produzione di vetro piano in costruzione a Tarso, in Turchia. Sisecam finanzierà anche una linea con una capacità annua di 6 milioni di metri quadrati presso il suo stabilimento di vetro piano in Bulgaria.</p>
<p>A <strong>livello globale</strong>, questi investimenti, per un <strong>totale di 114 milioni di dollari</strong> (compreso il fabbisogno di capitale circolante), porteranno il numero totale di linee di rivestimento del vetro di Şişecam a sette.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di aumentare l&#8217;attuale capacità di Sisecam nel settore del vetro rivestito, che attualmente è di circa 22 milioni di metri quadrati in base a un mix medio di prodotti su quattro linee diverse, a circa 42 milioni di metri quadrati tramite questi investimenti strategici e strutturali.</p>
<figure id="attachment_54769" aria-describedby="caption-attachment-54769" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54769 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Sisecam_Prof.-Dr.-Ahmet-Kirman_Visual.jpg" alt="Ahmet Kirman" width="1000" height="875" title="Vetro rivestito: in Friuli una struttura all&#039;avanguardia 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Sisecam_Prof.-Dr.-Ahmet-Kirman_Visual.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Sisecam_Prof.-Dr.-Ahmet-Kirman_Visual-300x263.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Sisecam_Prof.-Dr.-Ahmet-Kirman_Visual-768x672.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-54769" class="wp-caption-text">Ahmet Kirman</figcaption></figure>
<p>&#8220;<em>Con questa iniziativa – </em>afferma <strong>Ahmet Kirman</strong>, presidente e membro esecutivo del Consiglio di Amministrazione di Sisecam <em>– la capacità produttiva di Sisecam per il vetro rivestito raddoppierà. Oltre a rafforzare la nostra leadership nel mercato del vetro architettonico in Turchia, faciliterà il nostro accesso a una più ampia base di clienti a livello globale, con una maggiore competitività. Questi investimenti aumenteranno la quota di prodotti di alto valore all&#8217;interno del nostro volume di produzione totale e incrementeranno il nostro portafoglio prodotti. Inoltre, gli investimenti permetteranno a Sisecam di gestire in modo più flessibile la sua catena di fornitura, con un conseguente aumento dell&#8217;efficienza operativa</em>&#8220;.</p>
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