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		<title>Un&#8217;estate tra educazione e divertimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 16:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
		<category><![CDATA[parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Numerose le iniziative promosse dalla Parrocchia di Grado nel periodo estivo in favore di bambini, ragazzi e famiglie</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/spesOK.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/unestate-tra-educazione-e-divertimento/">Un&#8217;estate tra educazione e divertimento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Giovani mentre giocano allo Spes</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GRADO – Non solo turismo, ma educazione. Accanto alla proposta pastorale che accompagna il tempo della vacanza, la <strong>Parrocchia di Grado</strong> rilancia, per l’estate 2026, un impegno chiaro: essere presenza educativa lungo tutto l’arco della vita, “da 1 a 100 anni”, secondo lo stile di don Bosco.</p>
<p>In una città segnata dai ritmi intensi della stagione turistica, la scelta è significativa: non limitarsi a offrire servizi, ma costruire relazioni, accompagnare la crescita, creare comunità.</p>
<p>È questa la direzione che emerge guardando alle numerose attività messe in campo per i mesi estivi.</p>
<p>Il percorso parte dai più piccoli. Il <strong>Nido integrato “<em>Stella Stellina</em>”</strong> proseguirà la propria attività fino alla fine di agosto, garantendo continuità educativa e supporto alle famiglie.</p>
<p>La <strong>Scuola dell’Infanzia Parrocchiale paritaria “Luigi Rizzo”</strong> ospiterà, inoltre, il servizio estivo dedicato ai bambini dell’infanzia, confermandosi punto di riferimento educativo per il territorio.</p>
<p>Fulcro delle attività, per i più grandi, resta il <strong>Ricreatorio SPES</strong> che, attraverso l’Associazione NOI SPES GRADO APS, continua a essere uno spazio aperto e accogliente. Accanto ad essa, il <strong>gruppo scout AGESCI “Grado 1°”</strong> offre un contributo educativo fondato su essenzialità, vita all’aria aperta, responsabilità personale e attenzione agli altri.</p>
<p>Tra le esperienze più attese, vi sono i <strong>campi a Fusine</strong> che coinvolgeranno oltre 50 ragazzi gradesi, insieme ai tradizionali campi scout: occasioni di amicizia, autonomia e crescita interiore.</p>
<p>Per l’estate 2026 nasce, inoltre, una nuova proposta pensata per i bambini della Scuola Primaria: “<strong><em>SPES Morning – Estate in Movimento</em></strong>”, esperienza promossa da NOI SPES GRADO – APS, in collaborazione con il Comune di Grado e la Parrocchia.</p>
<p>Grande partecipazione anche per il <strong>GRESP – Grande Estate SPES</strong>, giunto alla quarta edizione, che ha già superato i 120 iscritti tra bambini e ragazzi, segno della fiducia delle famiglie e della vitalità dell’iniziativa.</p>
<p>Accanto alle attività strutturate, lo SPES continuerà a garantire anche l’apertura pomeridiana, offrendo un luogo semplice ma prezioso di incontro, relazione e aggregazione.</p>
<p>Nel suo insieme, la proposta educativa estiva della Parrocchia si configura come un investimento sulle persone. In un contesto come quello gradese, dove la stagionalità rischia talvolta di frammentare i legami, educare significa scegliere di abitare il presente con uno sguardo lungo: non solo organizzare attività, ma costruire relazioni durature e generare comunità.</p>
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		<item>
		<title>Le donne studiano meglio ma guadagnano meno</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/le-donne-studiano-meglio-ma-guadagnano-meno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 16:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studio dell’Università di Udine: più regolari negli studi, con voti più alti, ma nel lavoro continuano a essere penalizzate sul piano economico e occupazionale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Marco-Sartor-con-le-relatrici-e-Daniele-Damele.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/le-donne-studiano-meglio-ma-guadagnano-meno/">Le donne studiano meglio ma guadagnano meno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Marco Sartor con le relatrici e Daniele Damele</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – Più presenti nei percorsi universitari, più regolari negli studi, con voti mediamente più alti. Eppure, una volta entrate nel mercato del lavoro, le donne continuano a essere penalizzate sul piano economico e occupazionale.</p>
<p>Nonostante nuove norme, nuovi standard e molte buone intenzioni non si registrano miglioramenti.</p>
<p>È quanto emerge dallo <strong>studio dell’Università di Udine</strong>, coordinato da <strong>Marco Sartor</strong>, “<em>Il mercato del lavoro dei laureati a Udine e in Italia: stato attuale e sfide future</em>”.</p>
<p>La ricerca, presentata oggi a Udine, è basata su elaborazioni dei dati <strong>Almalaurea</strong> e analizza l’evoluzione dei percorsi accademici e professionali dei laureati magistrali biennali tra il 2019 e il 2024.</p>
<p>A livello nazionale il dato è consolidato: le donne rappresentano la maggioranza dei laureati magistrali. Nel 2024, il 58% dei titoli è conseguito da donne, contro il 42% degli uomini. Questo “sorpasso formativo” è stabile nel tempo. Dal 2019 al 2024, infatti, la quota femminile resta costantemente sopra il 55%, confermando questa dinamica strutturale del sistema universitario italiano.</p>
<p>Osservando il contesto locale, emerge una particolarità: all’Università di Udine il quadro è diverso. Qui uomini e donne risultano quasi perfettamente bilanciati.</p>
<p>«Una specificità che trova spiegazione nel peso delle discipline tecnico-scientifiche, dove la presenza maschile è tradizionalmente più elevata» spiega Marco Sartor, professore di Ingegneria economico–gestionale del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.</p>
<p>Ma se a livello nazionale il predominio femminile appare stabile, all’Ateneo friulano la situazione è più fluida. Negli ultimi anni si osservano continui sorpassi tra uomini e donne: nel 2019, 51,7% uomini; nel 2022, 52,2% donne; nel 2024, 50,9% uomini.</p>
<p>«Questo andamento “a specchio” suggerisce che, nei contesti locali, il divario di genere può essere più sensibile alle dinamiche dell’offerta formativa e alle scelte degli studenti», puntualizza Sartor.</p>
<p>Le donne mostrano performance accademiche superiori sotto diversi aspetti. A partire dalla regolarità negli studi, quelle laureate all’Università di Udine mostrano un indice leggermente superiore al dato nazionale, 0,38 rispetto allo 0,37 nazionale.</p>
<p>E soprattutto nei risultati finali. Le laureate, infatti, ottengono mediamente risultati migliori, confermando una maggiore efficacia nei percorsi di studio. Sia a livello nazionale, 107,8 contro il 106,6, sia all’Ateneo friulano, 108,4 rispetto a 106,9, dove le laureate ottengono un risultato migliore 108,4, di quello nazionale, 107,8.</p>
<p>Nonostante questi risultati, il passaggio al lavoro segna una brusca inversione. Già a un anno dalla laurea emerge un divario retributivo significativo. Le donne guadagnano mediamente circa 200–250 euro in meno al mese fin dall’inizio della carriera.</p>
<p>L’aspetto più critico è che il tempo non riduce il divario: lo amplifica. A cinque anni dalla laurea, il gap supera i 300 euro sia a livello nazionale che a Udine. Questo significa che, mentre entrambi i generi crescono professionalmente, lo fanno su traiettorie via via divergenti.</p>
<p>L’analisi per area disciplinare rafforza questo quadro. Nei settori umanistici il divario è contenuto, circa 49 euro. Ma nei settori tecnico-scientifici, dove i salari sono più alti, il gap si amplia drasticamente raggiungendo i 366 euro.</p>
<p>Il risultato è un vero paradosso: proprio nei settori più qualificati e remunerativi si registrano le disuguaglianze più marcate.</p>
<p>Le difficoltà emergono anche sul fronte occupazionale. Le donne incontrano maggiori ostacoli nell’ingresso nel mercato del lavoro e, anche nel lungo periodo, mantengono livelli di disoccupazione più elevati. A un anno è del 12,6% contro l’8,1% degli uomini, a cinque anni è il 5% rispetto al 3,1% dei laureati maschi.</p>
<p>«Il dato più significativo dello studio – evidenzia Sartor – riguarda la dinamica del <em>gender pay gap</em>: non è una disparità temporanea, ma un fenomeno strutturale che tende ad ampliarsi con l’esperienza. A un anno dalla laurea il divario è già evidente. A cinque anni diventa marcato.</p>
<p>«Il tempo – sottolinea il professor Sartor – non è un fattore di riequilibrio, ma un moltiplicatore delle disuguaglianze. L’analisi intertemporale mostra come il quadro sia stabile negli ultimi anni. Nonostante i molti dibattiti, le iniziative di sensibilizzazione sul tema, i nuovi standard, i dati non paiono migliorare nel tempo. Il sistema universitario riconosce il merito femminile, ma il mercato del lavoro non riesce a valorizzarlo allo stesso modo. Il divario persiste» conclude l’autore dello studio.</p>
<p>I risultati sono stati presentati oggi nella Torre di Santa Maria a Udine durante l’incontro “<em>Employer attractiveness. Esperienze, metodi e strategie</em>”. Un evento organizzato dall’Ateneo con l’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda (Aidda), Federmanager, Confindustria Udine e la Fondazione Friuli.</p>
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		<item>
		<title>A lezione dalla Polizia locale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/a-lezione-dalla-polizia-locale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 13:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[polizia locale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli alunni delle classi terze delle primarie di Monfalcone protagonisti del progetto di educazione stradale, legalità e sicurezza tenuto dagli agenti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Bambini-a-lezione-con-simulatore.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/a-lezione-dalla-polizia-locale/">A lezione dalla Polizia locale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Bambini a lezione con simulatore</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>MONFALCONE – La <strong>Polizia locale di Monfalcone</strong> entra nelle <strong>scuole</strong> per formare e sensibilizzare i più giovani al rispetto delle regole, alla sicurezza stradale e alla legalità attraverso un progetto che si è concluso in queste settimane e che ha <strong>coinvolto circa 150 alunni</strong> delle classi terze delle <strong>scuole primarie Toti, Sauro e Duca d’Aosta</strong>, con 8 incontri condotti da <strong>4 agenti del Comando di via Rosselli</strong>.</p>
<p>L’iniziativa, che viene riproposta a ogni anno scolastico, ha l’obiettivo di <strong>avvicinare i più piccoli ai temi della sicurezza e della convivenza civile</strong> attraverso un percorso personalizzato per la loro età, promuovendo la cultura della legalità per ridurre i comportamenti a rischio e prevenire situazioni di pericolo sulla strada e negli spazi urbani fin dall’infanzia.</p>
<p>Durante gli incontri gli agenti hanno illustrato le prime nozioni utili per <strong>muoversi correttamente come pedoni e ciclisti</strong>, spiegando il significato della segnaletica, l’importanza di adottare comportamenti prudenti sulla strada e il valore del rispetto delle regole.</p>
<p>Il percorso mira anche a rafforzare il rapporto di fiducia tra i giovani e la Polizia locale, facendo conoscere agli studenti il ruolo degli agenti non solo come figure di controllo, ma anche come punti di riferimento per la tutela della comunità.</p>
<p>Accanto alla parte teorica, il progetto ha previsto <strong>anche attività pratiche e simulazioni</strong>, con l’utilizzo di mini circuiti per pedoni, strumenti multimediali e dispositivi dimostrativi.</p>
<p>Nella sala multimediale del palazzo comunale di via Sant’Ambrogio, dotata di simulatori di guida per bicicletta e autovettura, gli studenti hanno potuto inoltre sperimentare in modo diretto situazioni legate alla circolazione stradale.</p>
<p>Sono stati anche utilizzati gli <strong>occhiali speciali “<em>Alcovista</em>”</strong>, che simulano gli effetti dell’ebbrezza o dell’alterazione dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti e alcol, per far comprendere ai ragazzi quanto tali condizioni possano compromettere la percezione della realtà e la sicurezza.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A scuola di educazione ambientale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/a-scuola-di-educazione-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 15:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[terzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli studenti della primaria di Terzo di Aquileia testimoni diretti del rilascio in natura di diversi esemplari di fauna locale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/riserva-caccia-studenti.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/a-scuola-di-educazione-ambientale/">A scuola di educazione ambientale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>TERZO DI AQUILEIA – Si è rinnovato a Terzo d’Aquileia l’appuntamento con la fauna selvatica, un’iniziativa che da diciotto edizioni vede i soci della <strong>Riserva di caccia locale</strong> in prima linea nell&#8217;<strong>educazione</strong> <strong>ambientale</strong> delle nuove generazioni.</p>
<p>Protagonisti della giornata sono stati gli alunni della <strong>scuola primaria “Gino Capponi”</strong>, testimoni diretti del <strong>rilascio in natura di diversi esemplari di fauna locale</strong>.</p>
<p>Gli animali, pronti a tornare nel proprio <em>habitat</em>, provenivano dal <strong>Centro Recupero Animali Selvatici</strong> (C.R.A.S.) di Campoformido, dove hanno ricevuto le cure necessarie dopo periodi di difficoltà.</p>
<p>Grazie alla competenza del faunista <strong>Maurizio Zuliani</strong>, i bambini hanno potuto vivere un’esperienza di osservazione attiva, comprendendo l&#8217;importanza del recupero e del rispetto degli ecosistemi.</p>
<p>L’evento ha visto una forte sinergia istituzionale, sottolineata dalla presenza del sindaco <strong>Giosualdo Quaini</strong>, dell’assessore all’associazionismo <strong>Enrico Stafuzza</strong> e dei rappresentanti del Corpo Forestale Regionale.</p>
<p>«L’obiettivo è far maturare nei giovani una sensibilità concreta verso la salvaguardia del territorio», hanno ribadito gli organizzatori, evidenziando il valore del dialogo tra scuola e associazioni.</p>
<p>A suggellare l’incontro è stata la tradizionale cerimonia di consegna di materiale didattico, donato dai soci della Riserva di caccia di Terzo di Aquileia agli studenti.</p>
<p>Un gesto che unisce la solidarietà alla crescita formativa, confermando come la conoscenza dell’ambiente passi anche attraverso il sostegno concreto alle istituzioni educative del paese.</p>
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		<title>Protezione Civile: a Palmanova due piloti d&#8217;élite di droni</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/protezione-civile-a-palmanova-due-piloti-delite-di-droni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[palmanova]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco De Santis e Giacomo Azzani hanno ottenuto il brevetto per volare anche in scenari critici. Velivoli di ultima generazione in arrivo al Gruppo comunale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/terzetto.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/protezione-civile-a-palmanova-due-piloti-delite-di-droni/">Protezione Civile: a Palmanova due piloti d&#8217;élite di droni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Il vicesindaco Piani con De Santis e Azzani</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>PALMANOVA – Tecnologia, formazione d’eccellenza e sicurezza del territorio. Sono questi i pilastri della cerimonia che si è svolta nella Sala Ottagonale del Centro Operativo di Palmanova.</p>
<p>Protagonisti della giornata sono stati <strong>Marco De Santis</strong> e<strong> Giacomo Azzani</strong>, volontari del Gruppo comunale di Protezione Civile di Palmanova, che hanno ricevuto ufficialmente gli <strong>attestati per l’utilizzo di sistemi UAS </strong>(<em>Unmanned Aircraft System</em>), comunemente noti come<strong> droni</strong>.</p>
<p>Alla cerimonia hanno preso parte l’assessore regionale alla Protezione Civile <strong>Riccardo Riccardi</strong>, insieme ai direttori <strong>Amedeo Aristei, Nazareno Candotti, Cristina Trocca </strong>e al funzionario <strong>Massimo Zia</strong>, <em>mentor</em> del percorso formativo.</p>
<p>Diventare piloti di droni in ambito di emergenza non è un semplice <em>hobby</em>, ma <strong>un impegno tecnico di alto livello</strong>.</p>
<p>Il percorso completato dai due volontari è stato intenso: 7 mesi di addestramento, da giugno 2025 all&#8217;inizio del 2026, 60 ore di formazione divise tra teoria e pratica di volo presso le sedi di Pasian di Pordenone e Palmanova.</p>
<p>De Santis e Azzani hanno ottenuto le abilitazioni avanzate A1-A3, A2 e gli scenari standard STS (Teorico e Pratico). I volontari sono ora<strong> abilitati a volare non solo in condizioni ordinarie ma anche in scenari critici</strong>, dove la precisione e il rispetto delle norme di volo sono vitali.</p>
<p>L&#8217;ingresso di queste tecnologie nel Gruppo di Palmanova <strong>trasforma radicalmente le capacità di intervento</strong>.</p>
<p>I droni saranno gli occhi dall&#8217;alto per rilievi e mappature, analisi rapida del territorio dopo eventi atmosferici, incendi boschivi, supporto tecnico per individuare focolai nascosti, ricerca e soccorso, ispezione di aree impervie o pericolose per l&#8217;uomo, supporto alle Forze dell&#8217;Ordine, monitoraggio in tempo reale durante emergenze o grandi eventi.</p>
<p>“Palmanova si conferma un punto di riferimento per la Protezione Civile regionale. Con la qualifica di De Santis e Azzani, la città può vantare due dei 39 piloti d&#8217;élite formati a livello regionale. È un risultato che ci rende profondamente orgogliosi. Contare su volontari così preparati significa elevare gli standard di sicurezza per tutta la nostra comunità”, affermano il vicesindaco <strong>Luca Piani</strong> e <strong>Mario Marangoni</strong>, assessore comunale alla Protezione Civile.</p>
<figure id="attachment_73611" aria-describedby="caption-attachment-73611" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-73611" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/image00018.jpg" alt="image00018" width="800" height="575" title="Protezione Civile: a Palmanova due piloti d&#039;élite di droni 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/image00018.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/image00018-300x216.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/image00018-768x552.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-73611" class="wp-caption-text">Prova pratica con i droni</figcaption></figure>
<p>L&#8217;iniziativa fa parte di una strategia regionale che coinvolge 23 Comuni.</p>
<p>A breve, il Gruppo comunale di Palmanova <strong>riceverà in dotazione nuovi droni di ultima generazione</strong>, acquistati dalla Regione che continuerà a sostenere il progetto garantendo la manutenzione dei mezzi, la copertura assicurativa e la gestione burocratica sul portale nazionale D-Flight, lasciando ai volontari l&#8217;unico, fondamentale compito: essere pronti a intervenire quando il territorio chiama.</p>
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		<title>Primo soccorso: formazione in memoria di Franca Sangoi</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/primo-soccorso-formazione-in-memoria-di-franca-sangoi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:04:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Concluso alla Croce Verde Basso Friuli il corso di rianimazione cardiopolmonare, il primo dopo la scomparsa della storica volontaria. Coinvolti 29 cittadini</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/corso2026foto.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/primo-soccorso-formazione-in-memoria-di-franca-sangoi/">Primo soccorso: formazione in memoria di Franca Sangoi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>I 29 corsisti assieme ai formatori della Croce Verde</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – Sono state 29 le persone che hanno partecipato al corso di primo soccorso e rianimazione cardiopolmonare, con disostruzione delle vie aeree in età pediatrica, organizzato gratuitamente dalla <strong>Croce Verde Basso Friuli</strong>.</p>
<p>Lezioni teoriche e pratiche che hanno visto alternarsi in qualità di formatori i medici <strong>Gianfranco Matera</strong> e <strong>Alessio Ban</strong>, e gli infermieri <strong>Michael Fabroni</strong>, <strong>Lisa Durì</strong>, <strong>Annalisa Riva</strong>, <strong>Zorana Calic</strong> e <strong>Giorgio Padovan</strong>, nonché il vigile del fuoco <strong>Michele Colautti</strong>.</p>
<p>Tutte le serate formative, con appuntamenti bisettimanali tenutisi dal 24 marzo al 23 aprile con test conclusivo, sono state coordinate dai ragazzi del <strong>“Gruppo Corsi” della Croce Verde</strong>. Un gruppo rimasto orfano di <strong>Franca Sangoi</strong>, volontaria sempre attiva e presente nelle precedenti edizioni e recentemente scomparsa, la cui memoria il personale della Croce Verde ha voluto onorare fin dalla prima lezione con i 29 corsisti.</p>
<p>“I corsi di primo soccorso organizzati periodicamente presso la nostra sede – afferma il presidente della Croce Verde Basso Friuli, <strong>Diego Modesti</strong> &#8211; rappresentano un momento formativo e un importante gesto di responsabilità civica. Il corso è completamente gratuito ed è aperto a tutti, senza distinzione. Parteciparvi significa acquisire competenze fondamentali che possono fare la differenza in situazioni di emergenza, sia nella vita quotidiana che in ambito lavorativo. Al termine del percorso formativo viene rilasciato un certificato di partecipazione e superamento”.</p>
<p>“Il metodo didattico adottato – prosegue Modesti &#8211; è frutto di anni di esperienza e si è dimostrato particolarmente efficace. Le lezioni teoriche, coinvolgenti e supportate da strumenti didattici moderni, si affiancano a sessioni pratiche e dimostrative. Questo approccio consente ai partecipanti di mettere subito in pratica quanto appreso, consolidando le competenze attraverso esercitazioni realistiche. Il personale docente è composto dal nostro “gruppo corsi”: volontari in servizio attivo, dipendenti, medici e infermieri altamente qualificati e certificati per operare in contesti di massima emergenza. La qualità della formazione è dunque garantita da professionisti che ogni giorno operano sul campo”.</p>
<p>“Il superamento del corso – sottolinea il presidente – rappresenta inoltre il primo passo per entrare a far parte della nostra grande famiglia di volontari. L’ultima edizione ha visto un’ottima partecipazione di corsisti, segnale che testimonia l’interesse crescente verso queste iniziative e il valore riconosciuto alla nostra associazione. Invitiamo tutti i cittadini a cogliere questa opportunità: formarsi significa essere pronti ad aiutare e a contribuire attivamente alla sicurezza della propria comunità”.</p>
<p>“La grande affluenza e partecipazione al Corso organizzato dalla Croce Verde – aggiunge il direttore sanitario, <strong>Luciano Pletti</strong> – testimonia una sensibilità, diffusa a tutte le generazioni, per l’impegno di aiuto che il nostro territorio continua a manifestare. Questo ci rende orgogliosi per il successo dell’iniziativa e ottimisti rispetto a una auspicabile crescita del reclutamento di nuovi volontari per la nostra associazione”.</p>
<p>Proprio nelle prossime settimane si terrà infatti il corso avanzato per poter prestare servizio sulle ambulanze. Per informazioni in merito è possibile contattare direttamente la Croce Verde (via telefono 0431 31111 o via email <a href="mailto:croceverdebassofriuli@gmail.com">croceverdebassofriuli@gmail.com</a>).</p>
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		<item>
		<title>Marco Pellegrini: una storia alla volta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/marco-pellegrini-una-storia-alla-volta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:57:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un percorso di promozione alla lettura con protagonisti giovani studentesse e studenti che si rivolgono ai bimbi più piccoli: è la magia di Librilliamo, promossa dall’Associazione Centro Studium di Gorizia. Come ci racconta il suo presidente</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Libby-Farra-dIsonzo.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/marco-pellegrini-una-storia-alla-volta/">Marco Pellegrini: una storia alla volta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Marco Pellegrini durante un incontro di Librilliamo</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>A<strong> Gorizia </strong>si sta lavorando alacremente per gli ultimi dettagli della decima edizione di <em>Librilliamo</em>, F<strong>estival internazionale della letteratura per l’infanzia</strong>, promosso e realizzato dall’<strong>Associazione Centro Studium </strong>in collaborazione con il comitato cittadino della Croce Rossa, con l’AIC, Associazione italiana centri culturali, e con tanti altri attori pubblici e privati.</p>
<p>Titolo di questa edizione “<em>GO! LIM &#8211; GO! Librilliamo in Music</em>” per l’abbraccio di lettura e musica come strumenti di incontro, crescita e confronto, oltre le barriere nazionali e di diversità culturali, con appuntamenti in tutta la regione e all’estero.</p>
<p>La lettura portata anche a bambine e bambini con difficoltà, la lettura che unisce le generazioni e forma le cittadine e i cittadini di domani.</p>
<p><strong>Molto ricco il programma </strong>(tutti i dettagli su<span style="text-decoration: underline;"><strong> <a href="http://www.librilliamo.eu" target="_blank" rel="noopener">www.librilliamo</a>.eu</strong></span>) già iniziato nei giorni scorsi che <strong>proseguirà per tutto il 2026 </strong>con presentazioni di libri per l’infanzia, laboratori, storie animate, partecipazione di autori, musica, sport e tanto altro ancora.</p>
<p>Lo presentiamo in dialogo con il presidente dell’Associazione Centro Studium, <strong>Marco Pellegrini</strong>.</p>
<p><strong>Che cosa è il progetto <em>Librilliamo</em>?</strong></p>
<p>«Un percorso di promozione alla lettura che vede come protagonisti giovani studentesse e studenti che propongono letture ad alta voce di albi illustrati ai più piccoli, prestando particolare attenzione alle situazioni di fragilità e disagio sociale. Letture per bambini e bambine nelle scuole dell’obbligo e non solo, biblioteche, piazze e negli ospedali, in Italia e all’estero. Ad oggi abbiamo avuto l’opportunità di leggere a Budapest, a Nova Gorica, Pirano e in tutto il Triveneto. Grazie a <em>GO!2025 </em>avremo anche la straordinaria occasione di andare a leggere in Francia, a Bourges, Capitale Europea della Cultura 2028, in virtù della collaborazione instaurata con <em>INSPE’ de Lorraine Académie de Nancy-Metz</em>, che lo scorso anno ha visto la presenza a Gorizia di docenti e studenti francesi. Leggere è un modo per avvicinare generazioni attraverso un gesto semplice e sono proprio i più piccoli a insegnarci a guardare il mondo con occhi diversi. Come mi ha scritto pochi giorni fa una delle giovani che partecipa da diversi anni: “<em>Librilliamo per me è gioia perché porta un sorriso nelle giornate dei bambini e bambine ed anche nelle vite di noi ragazzi e ragazze</em>”».</p>
<p><strong>A chi si rivolge?</strong></p>
<p>«Si rivolge ai bambini nelle scuole dell’infanzia e primarie protagonisti di attività, coinvolgendo studenti delle scuole secondarie di secondo grado attraverso convenzioni di formazione scuola/lavoro con gli istituti scolastici. Numerosi sono anche i giovani universitari che, crescendo, decidono di proseguire il loro percorso in <em>Librilliamo</em>. La nostra forza sono le ragazze e i ragazzi che, se trovano una possibilità per esprimersi, oltre ad aderire con entusiasmo alle proposte di letture, hanno la creatività per ideare nuovi progetti che cerchiamo sempre di valorizzare».</p>
<p><strong>Quali le forme di attività?</strong></p>
<p>«Quest’anno abbiamo deciso di consolidare tutte le collaborazioni che abbiamo attivato durante questi anni di attività. Novità di questa edizione “<em>GO! LIM &#8211; GO! Librilliamo in Music</em>”, che abbiamo ideato insieme all’Istituto di Musica Glasbena šola di Nova Gorica, è quella di fondere le letture ad alta voce per i più piccoli assieme alla musica degli allievi della scuola di musica, attraverso l’interazione con campioni sportivi, grazie a una collaborazione con il CONI FVG. Contiamo sul supporto di diverse case editrici specializzate nella letteratura per l’infanzia, come Babalibri, con il coinvolgimento anche dell’Università di Trieste, del Litorale di Koper Capodistria, INSPE’ de Lorraine Académie de Nancy-Metz francese, di Peter Pazmany di Budapest e dello IUSVE di Mestre».</p>
<p><strong>Letture ad alta voce: a chi sono rivolti i progetti e con quali partecipanti?</strong></p>
<p>«Abbiamo iniziato a marzo accompagnati dagli allievi della Glasbena šola di Nova Gorica, ma saremo operativi per tutto l’anno, senza fermarci nemmeno durante le vacanze estive. Nel tempo abbiamo anche imparato a proporre letture plurilingue come quelle nei teatri o a Caorle, avvicinando i turisti utilizzando la loro lingua».</p>
<p><strong>Quali i principali appuntamenti?</strong></p>
<p>«Lo scorso 20 aprile al teatro Comunale Giuseppe Verdi di Gorizia si sono esibiti, oltre agli studenti di <em>Librilliamo</em>, anche l’Orchestra sinfonica dei giovani allievi della Glasbena šola di Nova Gorica, il Coro Slataper degli studenti dei licei di Gorizia e il Coro dei bambini della scuola primaria Sant’Angela Merici di Gorizia. Con loro sul palco campioni sportivi per un appuntamento indimenticabile. Poi tanti incontri nei quali grandi e piccini potranno ascoltare storie musicali e leggere albi illustrati delle migliori case editrici europee alla presenza di illustratori, autori ed editori, sia in Italia che in Slovenia. Tutti i dettagli aggiornati via via sono disponibili nel nostro sito <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.librilliamo.eu" target="_blank" rel="noopener">www.librilliamo</a>.eu </strong></span>e nelle pagine social».</p>
<p><strong>Quali le tappe del festival?</strong></p>
<p>«Oltre a Gorizia in teatro e alla libreria Faidutti per 3 letture animate, sicuramente saremo a Trieste, Udine, Majano, Romans d’Isonzo, Cormòns, Farra d’Isonzo, San Pier d’Isonzo, Gradisca d’Isonzo e a Nova Gorica in vari incontri, fra i quali alla Biblioteca France Bevk».</p>
<figure id="attachment_73354" aria-describedby="caption-attachment-73354" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-73354" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/a_Marco-Pellegrini.jpg" alt="a Marco Pellegrini" width="800" height="969" title="Marco Pellegrini: una storia alla volta 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/a_Marco-Pellegrini.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/a_Marco-Pellegrini-248x300.jpg 248w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/a_Marco-Pellegrini-768x930.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-73354" class="wp-caption-text">Marco Pellegrini</figcaption></figure>
<p><strong>Qual è la periodicità dell’attività di formazione per educatori? </strong></p>
<p>«La formazione con cadenza settimanale verte sulle tecniche di lettura ad alta voce, sulla conoscenza degli albi illustrati per imparare a selezionarli in base alle fasce di età. Ma anche su come condurre l’attività di gruppi numerosi di bambini. Capita sempre più spesso che organizziamo letture alla presenza di 60-70 bambini».</p>
<p><strong><em>Librilliamo </em>ha visto anche un’esperienza nell’Ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste, ce ne parla?</strong></p>
<p>«Nel 2017 abbiamo avuto l’occasione di leggere ai bambini degenti al Burlo e, negli anni successivi, di allestire alcune mostre nella corsia degli ambulatori. Ultimamente ho avuto la grande opportunità di proporre un percorso di formazione all’interno dell’Ospedale di Monfalcone per alcune utenti del SSD &#8211; Disturbi del comportamento alimentare, ma anche di realizzare delle letture nel reparto di pediatria. In questo caso il progetto è promosso e curato dal nosocomio e ritengo abbia enormi potenzialità».</p>
<figure id="attachment_73355" aria-describedby="caption-attachment-73355" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-73355" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Librilliamo-Ungheria.jpg" alt="Librilliamo Ungheria" width="800" height="529" title="Marco Pellegrini: una storia alla volta 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Librilliamo-Ungheria.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Librilliamo-Ungheria-300x198.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Librilliamo-Ungheria-768x508.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Librilliamo-Ungheria-391x260.jpg 391w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-73355" class="wp-caption-text">L’esperienza di Librilliamo in Ungheria. Il progetto GO!LIM è stato recentemente finanziato con scorrimento del Bando 03/2025 &#8211; Fondo per Piccoli Progetti GO! 2025, gestito dal GECT GO e finanziato dal Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia-Slovenia</figcaption></figure>
<p><strong>Quali emozioni riporta da questa esperienza?</strong></p>
<p>«Un giorno qualcuno ci ha chiesto la differenza tra le letture ai bambini a scuola e a quelli in ospedale. Non dimenticherò mai la risposta di uno dei ragazzi di <em>Librilliamo</em>: “<em>Non c’è nessuna differenza: sono tutti dei bambini</em>”. È questo lo spirito che ci muove. Nel tempo abbiamo capito che leggere un libro a un pubblico di bambini serve più a chi legge, e questa è stata anche la più grande scoperta. Perché, prendendo a prestito una frase di una ragazza durante un evento: “<em>Possiamo costruire un mondo più bello una storia alla volta</em>”».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Donata Vianelli: la persona al centro</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/donata-vianelli-la-persona-al-centro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 09:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[units]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima Rettrice donna dell’Università degli Studi di Trieste traccia le prospettive e gli obiettivi del suo mandato, oltre i conti finanziari e le statistiche</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Vianelli-PT_def_001.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/donata-vianelli-la-persona-al-centro/">Donata Vianelli: la persona al centro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Donata Vianelli, Magnifica Rettrice dell&#8217;Università degli Studi di Trieste</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Dallo scorso mese di agosto guida ufficialmente l’<strong>Università degli Studi di Trieste</strong>. Un’istituzione con oltre 19mila studenti e 1.500 tra docenti, tecnici amministrativi. Ma soprattutto con oltre un secolo di storia e legami profondi con il tessuto sociale, culturale e imprenditoriale del territorio. Nel quale ricopre un ruolo di primo piano in ottica di sviluppo e formazione.</p>
<p><strong>Rettrice Vianelli, qual è il bilancio di questi primi mesi del suo mandato?</strong></p>
<p>«Un bilancio molto positivo perché siamo riusciti a partire con lo sviluppo del piano strategico che accompagnerà tutto il mio mandato, fino al 2031. Questi primi mesi sono volati ma abbiamo già fatto cose importanti».</p>
<p><strong>Cosa implica ricoprire questo ruolo?</strong></p>
<p>«Portare a compimento l’impegno di tanti anni: non solo come ricercatrice o docente, ma anche nel coinvolgimento nelle attività istituzionali, iniziato con la direzione del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche e giunto ora al coordinamento delle attività dell’intero Ateneo. Per me vuol dire avere l’opportunità di far crescere ancora di più un’istituzione che ho sempre amato molto e a cui ho dedicato tutta la mia vita. Ricoprire questo ruolo significa condurre un’intera comunità verso determinati obiettivi. Che non sono solo di crescita del numero di studenti o economico-finanziaria, ma soprattutto crescita umana e personale».</p>
<p><strong>Cosa significa per lei essere la prima rettrice donna di questa istituzione? </strong></p>
<p>«Qualcosa di importante. Né uomini né donne devono dare per scontato che lo sviluppo della carriera debba essere correlato a questioni di genere. Essere la prima Rettrice donna vuol dire dare un esempio alle nostre studentesse e non solo: perché vedere un’istituzione così importante guidata da una donna può essere una motivazione ulteriore per impegnarsi nella crescita lavorativa e nella vita personale e famigliare, che va mantenuta centrale a prescindere dell’impegno lavorativo».</p>
<p><strong>Come giudica lo stato di salute dell’Università di Trieste?</strong></p>
<p>«Ottimo. Ma i tempi sono già cambiati: si sta chiudendo il periodo del PNRR e quindi dobbiamo essere molto prudenti. Avremo meno risorse da parte dello Stato rispetto agli ultimi tre anni. Si sta affacciando inoltre l’inverno demografico. Compito della <em>governance </em>sarà quello di mantenere sana questa istituzione, stando attenti a fare scelte che sappiano guardare agli sviluppi futuri, abbinando crescita e attenzione alle esigenze della società. Oltre a formare i giovani per il mondo del lavoro, siamo chiamati a competere con le altre università tradizionali e con quelle telematiche, nonché con gli atenei internazionali, poiché sempre più spesso i nostri giovani decidono di andare a studiare all’estero».</p>
<p><strong>Quali sono i punti di forza dell’Ateneo triestino?</strong></p>
<p>«Dal punto di vista della didattica un’offerta formativa molto ampia e in linea con le richieste del territorio. Così come la capacità di dialogo della nostra università con gli studenti delle scuole superiori di tutta Italia: un’azione di orientamento che aiuta in modo innovativo a fare la scelta giusta. Da tanti anni ospitiamo d’estate un migliaio di studenti per aiutarli a comprendere quali possono essere i corsi più adatti alle loro caratteristiche e alle loro passioni. Facciamo provare loro percorsi di formazione e laboratoriali che anticipano quelli che saranno poi i reali percorsi di studio. In questi contesti gli studenti vengono aiutati a comprendere cosa piace loro fare e, soprattutto, cosa non piace loro fare. Un altro punto forte è la ricerca: siamo un’università molto scientifica, con la fortuna di operare in un territorio in cui ci sono anche altre eccellenze nell’ambito della ricerca con le quali abbiamo instaurato forti sinergie. E poi l’internazionalizzazione: siamo tra gli atenei al top in Italia in questo settore, anche per numero di immatricolazioni dall’estero».</p>
<p><strong>A proposito di ricerca: le università italiane di cosa avrebbero bisogno per potenziarla?</strong></p>
<p>«C’è fortemente bisogno di stabilità nella disponibilità di fondi da destinare alla ricerca. Da quest’anno il Ministero ha elaborato un piano triennale grazie a cui nel prossimo triennio dovremmo avere ben chiaro a quanti fondi potremo attingere. Ciò dovrebbe fornirci la stabilità necessaria che prima non c’era. Ma persiste un problema a livello di sistema: la quantità complessiva di fondi che lo Stato mette a disposizione per la ricerca è molto bassa se rapportata con il resto d’Europa, dove siamo fanalino di coda. Diventiamo così meno competitivi, abbiamo meno ricercatori e infrastrutture che diventano obsolete. In tali condizioni i ricercatori italiani si rivelano molto più bravi rispetto alla media dei colleghi all’estero perché riescono a fare miracoli con fondi di ricerca limitati. In questo contesto, la grande fortuna dell’Università di Trieste è avere alle spalle una Regione Friuli Venezia Giulia che negli ultimi anni si è dimostrata realmente attenta alle esigenze del mondo universitario. Abbiamo avuto grandi investimenti regionali nel sistema universitario con progettualità nate <em>ex novo </em>dal confronto con la Regione. Una cosa non scontata».</p>
<p><strong>Dall’Università di Udine alla SISSA, com’è il rapporto con gli altri enti del sapere in Friuli Venezia Giulia?</strong></p>
<p>«A mio avviso dovremo gestire al meglio questa sinergia soprattutto nella progettualità della ricerca, nell’innovazione e nel coordinamento delle iniziative. Due esempi: il primo è la collaborazione delle tre università nell’ambito dell’Intelligenza artificiale, trovando una complementarietà pur nelle specificità di ciascuna realtà. Il secondo è l’Ecosistema dell’innovazione del Nordest che ci ha visto collaborare con tutte le università di quest’area. Le sinergie sono fondamentali, così come le specificità di ciascuna università per valorizzare i propri punti di forza. Nel nostro caso il mondo della <em>blue economy</em>, l’economia del mare».</p>
<p><strong>L’Università di Trieste quest’anno ha superato il proprio record di immatricolati. Che significato attribuisce a questo dato?</strong></p>
<p>«Punto di forza dell’Università di Trieste è l’offerta formativa molto attrattiva, anche per studenti stranieri grazie ai numerosi insegnamenti in inglese. Inoltre gli investimenti fatti in passato stanno ora dando il loro frutto. Lavoriamo tanto con la comunicazione per far conoscere i nostri risultati e la nostra offerta. La risposta del mondo del lavoro è molto positiva e superiore alla media italiana per quanto riguarda l’immediato inserimento dei laureati. Abbiamo settori con 100% di occupazione dei nostri studenti entro un anno dalla laurea. Ma c’è un altro aspetto fondamentale: oltre alla qualità delle sedi e dei corsi, la scelta dell’università è legata molto anche all’attrattività del territorio e della città in cui l’università si trova. E Trieste è una città altamente attrattiva, sempre più visitata e apprezzata, una città bella da vivere che ha impattato positivamente sul nostro Ateneo».</p>
<figure id="attachment_73307" aria-describedby="caption-attachment-73307" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-73307" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/aa_nuova-foto-730x1024.jpg" alt="aa nuova foto" width="640" height="898" title="Donata Vianelli: la persona al centro 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/aa_nuova-foto-730x1024.jpg 730w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/aa_nuova-foto-214x300.jpg 214w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/aa_nuova-foto-768x1077.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/aa_nuova-foto.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-73307" class="wp-caption-text">Donata Vianelli è madre di tre figli di età compresa tra 27 e 32 anni. Ama la montagna ed è appassionata sciatrice. Ha inoltre studiato al Conservatorio dove ha imparato a suonare il pianoforte</figcaption></figure>
<p><strong>L’evoluzione del mondo del lavoro è costante e spesso difficilmente prevedibile: a suo avviso quali sono i corsi di laurea destinati ad avere maggiori sbocchi occupazionali nei prossimi anni?</strong></p>
<p>«Impossibile definirlo ora. Tuttavia l’aiuto che diamo agli studenti nella fase di orientamento e la preparazione che forniamo loro durante il percorso universitario, anche in termini di competenze personali, li aiutano a trovare uno sbocco lavorativo o imprenditoriale. Se da un lato la domanda per laureati in ambito ingegneristico ed economico risulta sempre elevata, abbiamo altrettante richieste anche in ambito umanistico, nell’area dei servizi sociali… Tutti i ragazzi che portano a termine il loro percorso universitario in qualsiasi facoltà hanno ottime <em>chance </em>occupazionali. Consiglio sempre agli studenti di non scegliere il corso di laurea in base alle prospettive occupazionali di oggi, ma in base alle proprie passioni e capacità. Perché le aziende chiedono persone solide dal punto di vista tecnico, dell’analisi critica, del sacrificio. Quando poi entreranno nel mondo del lavoro devono essere pronti a una formazione continua per tutta la vita, perché l’innovazione li porterà alla necessità di aggiornamenti costanti, come avviene per ciascuno di noi. La stessa intelligenza artificiale abbraccerà tutti i settori: non serviranno solo informatici ma anche laureati in campo umanistico. Per questo è fondamentale fare la propria scelta dove c’è gusto per l’impegno. Essere aperti e curiosi a interessarsi anche in settori non direttamente propri ma in cui dare un contributo con il proprio <em>background </em>personale».</p>
<p><strong>Quando nel 2031 lascerà l’incarico di Rettrice per cosa le piacerebbe essere ricordata?</strong></p>
<p>«Come una Rettrice che ha innovato senza perdere di vista la centralità della persona. Nonché per aver cercato di semplificare il lavoro organizzativo di tutti all’interno dell’Università. Infine vorrei essere ricordata per essere riuscita a far crescere l’Università sia nella didattica che nella ricerca, seppur in anni di maggiori ristrettezze economiche. Perché la ricerca è la base della qualità che noi possiamo offrire agli studenti ed è la base dell’innovazione e dell’impegno pubblico e sociale che l’università deve avere nel contesto del proprio territorio. Ma l’aspetto più importante è un altro».</p>
<p><strong>Quale?</strong></p>
<p>«Vorrei che tutti si sentissero valorizzati in qualità di persone che ogni giorno operano per rendere migliore questa Università. Il nostro è un lavoro bellissimo, perché ci mette al servizio dei giovani e della ricerca: è un lavoro che guarda al futuro. E nel futuro connotato da tecnologia ed economia, bisogna dare centralità al benessere interno della comunità».</p>
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		<item>
		<title>A scuola di Protezione civile</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/a-scuola-di-protezione-civile-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:59:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=73256</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ripartito nelle primarie del Distretto Destra Torre il progetto "Preparati al Rischio": per diffondere prevenzione e sicurezza tra i più giovani</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/preparati-al-rischio-2026-01.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/a-scuola-di-protezione-civile-2/">A scuola di Protezione civile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;ingresso nella sede della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>PALMANOVA – Il <strong>Distretto Destra Torre</strong> della Protezione civile guarda al futuro partendo dai banchi di scuola.</p>
<p>Dopo il successo del debutto nel 2023, è ripartito quest’anno il progetto “<em>Preparati al Rischio</em>”, l’iniziativa che porta la cultura della sicurezza tra i più giovani.</p>
<p>Il percorso coinvolge le <strong>classi quarte e quinte delle primarie di Aiello del Friuli, Campolongo Tapogliano, Ruda, San Vito al Torre e Visco</strong>, e della <strong>Montessori di Visco</strong>.</p>
<p>Il progetto non si limita alla teoria, ma accompagna i ragazzi lungo un cammino in quattro tappe, guidato dagli esperti della Protezione Civile e dai funzionari del settore.</p>
<p>Il percorso inizia in aula, dove gli allievi scoprono la complessa macchina del <strong>Sistema Integrato di Protezione Civile</strong>: un lavoro di squadra che scatta ogni volta che il territorio ne ha bisogno.</p>
<p>Nella seconda fase, l’attenzione si sposta sulla realtà locale: gli studenti imparano come sono organizzati i gruppi comunali e, soprattutto, ricevono consigli pratici su cosa fare (e cosa non fare) in caso di terremoti, incendi o alluvioni. Imparano a leggere la segnaletica e a capire come i volontari si muovono durante le criticità.</p>
<p>La terza tappa entra nel vivo del monitoraggio ambientale. I ragazzi hanno scoperto il valore dei <strong>Piani di Emergenza Comunali</strong> e delle aree sicure dove radunarsi, ma hanno anche imparato a &#8220;leggere&#8221; il meteo come veri esperti.</p>
<p>Sul portale regionale hanno esplorato il funzionamento di strumenti tecnologici come pluviometri, idrometri e nivometri, imparando a interpretare i dati che arrivano dal territorio.</p>
<p>Nel quarto momento gli studenti hanno avuto l&#8217;opportunità di entrare nel &#8220;cuore pulsante&#8221; del sistema: la Sala Operativa Regionale. Qui, tra schermi accesi e tecnologie all&#8217;avanguardia, hanno visto i tecnici al lavoro mentre gestiscono le chiamate del Numero Unico 112 e della linea verde 800 500 300, capendo finalmente cosa succede dietro le quinte di una richiesta di aiuto.</p>
<p>Un’iniziativa che si conferma fondamentale e che continuerà a crescere, con l&#8217;obiettivo di rendere le nuove generazioni sempre più consapevoli e preparate.</p>
<p>L’intento non è solo spiegare come agire tecnicamente, ma sensibilizzare chi rappresenterà la cittadinanza del futuro.</p>
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		<title>Rispettare il mare: bambini a scuola dalla Guardia Costiera</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/rispettare-il-mare-bambini-a-scuola-dalla-guardia-costiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:32:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Momento formativo speciale per i piccoli allievi dell'asilo parrocchiale di Grado, a lezione di tutela dell'ambiente marino</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/asilo-mare-2026-02.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/rispettare-il-mare-bambini-a-scuola-dalla-guardia-costiera/">Rispettare il mare: bambini a scuola dalla Guardia Costiera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>GRADO – In occasione della <em>Giornata del Mare e della Cultura Marinara</em>, i bambini della <strong>Scuola dell’Infanzia Parrocchiale “Luigi Rizzo”</strong> di Grado hanno incontrato il Comandante dell&#8217;Ufficio Circondariale Marittimo di Grado, <strong>Domenico Castro</strong>, insieme ai suoi collaboratori.</p>
<p>Il primo momento, svoltosi all’interno dell’asilo, è stato dedicato a racconti, curiosità e prime scoperte, con un’introduzione alle principali dotazioni di sicurezza presenti a bordo delle imbarcazioni.</p>
<p>Successivamente, accompagnati dalle maestre, i bambini si sono messi in cammino verso il Porto Mandracchio, dove sono potuti salire sui <strong>mezzi della Guardia Costiera</strong> e incontrare da vicino chi, ogni giorno, si prende cura del mare e di chi lo frequenta.</p>
<p>Il mare, che rappresenta casa, lavoro, svago e bellezza, si è rivelato in questa occasione anche come sinonimo di responsabilità.</p>
<p>Essendo un bene comune, la sua tutela è affidata all&#8217;impegno di ogni singolo cittadino. Educare i più piccoli al rispetto, alla cura e all&#8217;amore per l&#8217;ambiente marino è uno dei gesti più concreti che si possano compiere per il futuro.</p>
<p>Tale insegnamento non passa attraverso i grandi discorsi, ma si realizza tramite l&#8217;esperienza diretta: occhi che si stupiscono, mani che toccano e domande che nascono spontanee.</p>
<p>Seminare nelle nuove generazioni il senso del rispetto e della meraviglia significa, di fatto, iniziare a costruire il domani.</p>
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