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		<title>Ilenia Stacul: il talento della dedizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 11:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT, PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[break dance]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni guida il team monfalconese “Buddy Bounce” alle finali mondali di World of Dance in California. «Ai miei atleti insegno il rispetto reciproco. Ricordando loro che solo l’abnegazione fa la differenza nel tempo»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/apertutra.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/ilenia-stacul-il-talento-della-dedizione/">Ilenia Stacul: il talento della dedizione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Ilenia Stacul</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’<strong>Anaheim Convetion Center</strong> si raggiunge in circa mezz’ora di auto da Los Angeles.</p>
<p>È qui che fino al 10 luglio la <em>crew </em>monfalconese “Buddy Bounce” sta coronando un sogno partito da lontano. Come ci spiega la loro coreografa – e tanto altro ancora – <strong>Ilenia Stacul</strong>.</p>
<p><strong>Ilenia Stacul, come procedono i preparativi in vista delle Finali Mondiali di <em>World of Dance</em>?</strong></p>
<p>«Ci stiamo impegnando molto per intensificare e approfondire la presenza scenica, fondamentale su un palcoscenico di questa portata. Stiamo preparando una coreografia fedele al nostro percorso, cercando di portare sul palco non solo tecnica ed energia, ma anche la nostra identità artistica. Le musiche saranno create da <em>beat maker </em>legati alla nostra cultura e visione della Street Dance, proprio per dare rilevanza e spazio anche agli artisti che condividono il nostro stesso linguaggio».</p>
<p><strong>Lei è la coreografa della <em>crew </em>agonistica “Buddy Bounce”: com’è nata questa realtà all’interno della scuola di danza IlyDance Studio di Monfalcone?</strong></p>
<p>«La realtà di IlyDance nasce da fondamenta molto forti: la <em>crew </em>“Effetti Collaterali”, un gruppo di amici che, con dedizione e passione, ha raggiunto risultati internazionali e conquistato i podi più prestigiosi per moltissimi anni. La <em>crew </em>dei “Buddy Bounce” è nata inizialmente come uno dei tanti corsi di <em>hip hop </em>all’interno della scuola, ma il forte legame creato tra i ragazzi e l’attaccamento a questa realtà hanno trasformato quel percorso in qualcosa di speciale. Insieme hanno coltivato la stessa passione, crescendo non solo artisticamente ma anche personalmente, fino a dare vita a una vera <em>crew</em>».</p>
<p><strong>A che risultato ambite negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>«Raggiungere un risultato più personale che di classifica, perché poterci esprimere attraverso ciò che più ci rappresenta ha per noi un valore enorme. Venendo da una piccola città e confrontandoci con gruppi provenienti da realtà mondiali molto più grandi, siamo fieri di portare sul palco l’autenticità che ci contraddistingue e il percorso che ci ha portati fino a qui».</p>
<p><strong>Come si svolge la vostra preparazione, sia atletica che tecnica?</strong></p>
<p>«Oltre al lavoro artistico e tecnico, ogni ragazzo segue una scheda di preparazione atletica costantemente aggiornata in base alle proprie esigenze e ai propri obiettivi, con la possibilità di gestirla in autonomia. Questo permette agli allievi di sviluppare maggiore consapevolezza, responsabilità e continuità nel proprio percorso di crescita».</p>
<p><strong>Cosa rappresenta la danza – in tutte le sue forme – per Ilenia Stacul?</strong></p>
<p>«Una grande forma di espressione e di libertà. La considero qualcosa di terapeutico: la possibilità di ascoltare la musica che amo tutti i giorni e condividere questa passione con bambini e ragazzi di tutte le età è ciò che mi fa sentire davvero bene. La danza è sempre stata una parte fondamentale della mia vita, perché provengo da una famiglia di ballerini. Sono stati mia madre e mio padre a trasmettermi questo grande amore, che con il tempo è diventato non solo una passione, ma anche una vera scelta di vita».</p>
<p><strong>Da anni la realtà da lei guidata ottiene brillanti risultati nella danza urbana a livello nazionale: come si raggiungono questi traguardi?</strong></p>
<p>«Grazie a impegno, costanza e tanta passione per quello che faccio. In ogni percorso ci ho sempre messo il cuore, perché credo che i risultati più importanti arrivino quando fai le cose con autenticità, amore e dedizione. Per me il lavoro, gli obiettivi e i successi hanno valore solo se accompagnati dal divertimento, dall’energia positiva e dalla possibilità di condividere emozioni vere con le persone che mi stanno accanto. Ho costruito tutto passo dopo passo, con disciplina, sacrificio e rispetto verso gli altri, cercando sempre di trasmettere fiducia attraverso i fatti. Ritengo che la credibilità nasca dalla coerenza, dall’affidabilità e dal modo in cui tratti le persone ogni giorno. È questo che mi ha permesso di ottenere rispetto e creare legami sinceri lungo il mio percorso».</p>
<figure id="attachment_75412" aria-describedby="caption-attachment-75412" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-75412" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce.jpg" alt="Buddy Bounce" width="800" height="532" title="Ilenia Stacul: il talento della dedizione 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce-768x511.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-75412" class="wp-caption-text">La crew “Buddy Bounce”</figcaption></figure>
<p><strong>Ai suoi atleti cosa chiede ogni giorno?</strong></p>
<p>«Il rispetto reciproco. Per me non è una regola formale, è la base su cui si costruisce tutto il resto. Senza rispetto non può esserci fiducia, e senza fiducia non può esserci crescita. Io credo molto nella filosofia “<em>each one teach one</em>”. Significa che non sono solo io a insegnare: ognuno, dentro quel gruppo, ha qualcosa da dare. Ogni persona porta un’esperienza, un punto di vista, una competenza. Il mio ruolo è creare le condizioni perché questo scambio avvenga davvero. Quando c’è rispetto le persone si ascoltano, si mettono in gioco e non hanno paura di sbagliare. Ed è lì che succede la cosa più importante: si impara insieme».</p>
<p><strong>Talento e abnegazione sono entrambi indispensabili o uno può sopperire all’altro?</strong></p>
<p>«Il talento è un punto di partenza, ma da solo non basta. Puoi avere tutte le doti del mondo, ma se non hai costanza, disciplina e voglia di metterti in discussione, quel talento rimane fermo. L’abnegazione invece è ciò che fa davvero la differenza nel tempo. È quello che ti porta ad allenarti anche quando sei stanco, a migliorarti anche quando le cose non vengono subito, a restare focalizzato sugli obiettivi. Io ho visto tanti ragazzi magari meno “talentuosi” all’inizio, ma con una dedizione incredibile, superare chi partiva con più facilità. Perché alla fine, quello che costruisci giorno dopo giorno vale molto di più di quello che ti viene naturale».</p>
<p><strong>Come valuta il livello della danza urbana in Italia in generale e in Friuli Venezia Giulia in particolare?</strong></p>
<p>«In forte crescita. Negli ultimi anni si è sviluppata tantissimo, sia dal punto di vista tecnico che culturale. Ci sono accademie professionali, percorsi strutturati e soprattutto eventi e <em>contest </em>di alto livello che portano anche giudici e influenze internazionali. Il Friuli Venezia Giulia è spesso sottovalutato. La nostra forza sta nella rete: c’è una collaborazione reale tra gli insegnanti di tutta la zona. Non lavoriamo per creare competizione sterile o muri tra scuole, ma per crescere insieme. E questo fa la differenza. Quando condividi, ti confronti e costruisci relazioni, il livello si alza per tutti».</p>
<p><strong>Da cosa trae ispirazione per le sue coreografie?</strong></p>
<p>«Dal mio percorso, che è sempre stato molto vario. Ho iniziato con la danza classica, e questo mi ha dato delle basi solide e una forte ricerca della precisione, quasi al millimetro. È una parte di me che porto ancora oggi in tutto quello che creo. Allo stesso tempo, però, c’è un lato completamente diverso, più istintivo e creativo. Questo deriva dal mio stile di vita: sono sempre stata curiosa, ho viaggiato molto, ho avuto la possibilità di conoscere culture diverse, di vivere e lavorare in Brasile, e di studiare balli tipici locali in varie parti del mondo. Tutte queste esperienze hanno influenzato profondamente il mio modo di muovermi e di creare. Mi piace contaminare, unire linguaggi diversi, lasciarmi ispirare non solo dalla danza, ma anche dalla musica e dalla sua continua evoluzione, soprattutto grazie alle nuove generazioni. Ancora oggi non mi fermo mai: continuo a studiare, a osservare, a cercare».</p>
<p><strong>Oltre a danze e balli quali sono le sue altre passioni?</strong></p>
<p>«I viaggi, perché sono una persona estremamente curiosa. Amo scoprire, osservare e lasciarmi ispirare da tutto ciò che mi circonda. Questa passione è qualcosa che condivido profondamente con la mia famiglia: insieme a mio marito e ai miei figli esploriamo il mondo in tutte le sue forme, entrando in contatto con culture diverse, modi di vivere e di esprimersi».</p>
<p><strong>Dopo le finali in California quali saranno i prossimi obiettivi agonistici?</strong></p>
<p>«Credo che i risultati arrivino come conseguenza del lavoro fatto bene. La priorità sarà far crescere i miei allievi, accompagnandoli verso una dimensione più individuale della danza, così che possano conoscere davvero se stessi e scegliere in modo consapevole la strada professionale più adatta a loro. Allo stesso tempo, voglio dedicare ancora maggiore attenzione ai più piccoli, costruendo per loro un percorso strutturato, simile a quello che ho sviluppato con i Buddy Bounce. Un percorso che non guardi solo alla prestazione, ma alla crescita completa della persona e dell’artista».</p>
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