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		<title>Esordio discografico per il friulano Alessio Zoratto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 14:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[album]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esce "Canvas Melodies", album del contrabbassista udinese alla guida di un quartetto europeo. Guarda il video</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/Alessio_Zoratto_149_PH_Luca_DAgostino_Phocus_Agency.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/esordio-discografico-per-il-friulano-alessio-zoratto/">Esordio discografico per il friulano Alessio Zoratto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Alessio Zoratto (© Luca A. d&#8217;Agostino/Phocus Agency)</span></em></p>
<p><strong><em>Canvas</em></strong><em> <strong>Melodies</strong></em> è il titolo dell’<strong>album di esordio </strong>del contrabbassista <strong>udinese</strong> Alessio Zoratto, in uscita venerdì oggi su cd, vinile e digitale.</p>
<p>In questo suo primo album come leader, Alessio Zoratto è alla guida di un <strong>quartetto europeo</strong>, composto dal vibrafonista Giovanni Perin, dal chitarrista francese Manu Codjia e dal batterista lussemburghese Paul Wiltgen, oltre alla partecipazione del sassofonista <strong>Javier Girotto</strong> come ospite in due brani.</p>
<p>Le sonorità sono quelle del <strong>jazz contemporaneo</strong>, dove le <strong>contaminazioni</strong> con il <strong>rock</strong> e la musica contemporanea permettono di produrre sonorità insieme dolci e aspre.</p>
<p>La melodia e l’improvvisazione sono gli elementi che uniscono tutti i brani che si sviluppano tra <strong>tradizione e innovazione</strong>.</p>
<p>L’intero album ha una forte <strong>connessione</strong> con le <strong>opere visive</strong>, sulla scia del binomio di innovazione stilistica e tecnica.</p>
<p><iframe title="Drippin&#039; Memories - Alessio Zoratto" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/zAwxxi5EqRo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><em>Canvas </em>Melodies, infatti, è composto da <strong>dieci brani originali</strong>, ispirati a dieci opere d’arte del secolo scorso, che hanno segnato alcuni momenti chiave della vita di Alessio. Allo stesso tempo, la produzione dell’album ha portato anche alla realizzazione di dieci opere visuali, frutto della creatività di un artista digitale che utilizza l’<strong>intelligenza artificiale </strong>per produrre le sue opere.</p>
<p>Per l’occasione è stato coinvolto il fotografo, videomaker e AI artist <strong>Giacomo Urban</strong>, che sulla base dell’esperienza di ascolto dei brani composti ed eseguiti da Alessio Zoratto ha creato la copertina dell’album e 10 opere visuali (una per brano), che sono state inserite nel “libretto” del CD e del vinile.</p>
<p>Un ponte sulle <strong>nuove frontiere</strong> e le <strong>nuove</strong> <strong>sfide</strong> della comunicazione contemporanea, a cui la sinergia creativa tra la musica di Zoratto e l’arte di Urban non vuole sottrarsi.</p>
<p>Parallelamente agli studi di musica classica e jazz, Alessio Zoratto si è formato anche nel campo delle arti figurative, frequentando il <strong>liceo artistico</strong>.</p>
<p>Qui, ancora adolescente viene attratto da alcuni capolavori dell’arte contemporanea che lo accompagnano ancora oggi e a cui si ispira per la realizzazione dell’opera qui presentata.</p>
<p>La prima ispirazione visiva è quella del <strong>Dadaismo</strong>, che con le sue derivazioni (Surrealismo, Cubismo e Neoimpressionismo) accompagna tutta l’esperienza uditiva.</p>
<p>Come il jazz anche il dada nasce dall’allontanamento dalle convezioni stilistiche e formali per avvicinarsi quanto più alla libertà creativa, che in entrambi i casi viene raggiunta grazie alla “tecnica” dell’improvvisazione e all’uso di innovazioni formali come il collage e il fotomontaggio.</p>
<p>Questa voglia di sperimentazione contraddistingue anche <em>Canvas Melodies</em>. Infatti, Alessio Zoratto ha voluto proporre un’opera nuova in cui il <strong>jazz faccia da base a sperimentazioni tecniche</strong>, come l’uso di strumenti acustici ed elettrici assieme e il coinvolgimento di artisti internazionali con una formazione e un gusto differente.</p>
<p>Nello specifico, le opere d’arte scelte sono dieci, che rimandano ad altrettanti brani. Il percorso tra le opere scelte da Zoratto parte dal Dadaismo, in particolare dall’opera <em>Nude Descending a staircase n2</em> di <strong>Duchamp</strong>, per poi espandersi verso l’espressionismo elegante di Henri Matisse e quello più ruvido di Egon <strong>Schiele</strong>, verso l’astrattismo di Vasilij <strong>Kandinskij</strong> e il cubismo di Pablo <strong>Picasso</strong>.</p>
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