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	<title>Istria – Immagini di Francesco Penco &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>Istria – Immagini di Francesco Penco &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Chê Matine: il terremoto in fotografia</title>
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        <pubDate>Sat, 30 May 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="923" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aldo Martinuzzi Osoppo 1976" loading="lazy" title="Chê Matine: il terremoto in fotografia 84"> Per la prima volta in mostra 50 immagini scattate da Aldo Martinuzzi il giorno dopo il sisma che cinquant’anni fa sconvolse il Friuli]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Aldo Martinuzzi, Osoppo, 1976</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle 5 di mattina alle 5 di sera del 7 maggio 1976 un fotografo percorre in moto il Friuli. Non è un Friuli qualsiasi, con le sue cittadine tranquille, le sue verdi colline, le sue montagne placide.</p>
<p>È invece il Friuli all’indomani del terremoto che il giorno prima, il 6 maggio 1976 sul far della sera, in pochi secondi aveva cambiato per sempre la fisionomia di un territorio e di una comunità. Un’ecatombe: donne, uomini, bambini sepolti sotto le proprie case; migliaia di abitazioni distrutte, poco meno di mille morti.</p>
<p>Per la prima volta, 50 scatti realizzati da quel fotografo – <strong>Aldo Martinuzzi</strong>, affermato reporter sportivo – sono visibili al pubblico nella mostra <strong><em>CHÊ MATINE</em></strong>, organizzata dal <strong>Comune di Spilimbergo</strong> e il <strong>CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia </strong>e in collaborazione con la <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia</strong> e <strong>Fondazione Friuli.</strong> Allestita nel <strong>Palazzo La Loggia</strong> di Spilimbergo da <strong>sabato 28 marzo</strong> (alle ore 11.00 è prevista l’inaugurazione), l’esposizione sarà visitabile fino al 7 giugno.</p>
<p><em>Chê matine</em> è un vero e proprio diario di bordo: appena raggiunto dalla notizia del terremoto, Aldo Martinuzzi lascia Milano – città nella quale si era trasferito ancora giovanissimo da Barbeano, vicino a Spilimbergo, suo paese natale &#8211; con la sua compagna, a bordo della sua moto.</p>
<p>Arriva in Friuli alle prime luci dell’alba del 7 maggio 1976; giusto il tempo di accertarsi che i suoi familiari stiano bene, nonostante i danni ingenti subiti dalle abitazioni, e poi via. Valeriano, Forgaria, Majano, Gemona del Friuli, Venzone, Osoppo, Rivoli di Osoppo, Castelnovo, Oltrerugo. La moto di Martinuzzi attraversa una decina di paesi e la sua macchina fotografica fissa per sempre il ritratto della devastazione.</p>
<p>Case rase al suolo, edifici miracolosamente rimasti intatti, le prime bare, gli sguardi dei sopravvissuti. Ma le foto che usciranno dalla sua macchina fotografica sono anche il ritratto della incredibile forza di volontà che, comunque e nonostante tutto, i friulani dimostrano di mantenere intatta a poche ore dal sisma.</p>
<p>“In autostrada incrociavamo già i mezzi di soccorso, militari, ambulanze, camioncini con i cartelli: “Soccorsi Friuli” – ricorda Martinuzzi –. Il campanile e la chiesa di Valeriano avevano subito forti danni, erano luoghi che conoscevo benissimo dove avevo trascorso la mia infanzia e parte dell’adolescenza. Attraversammo Pinzano dove, almeno sulla strada principale, c’era solo qualche piccolo crollo e altri cedimenti lungo la strada per la stazione. Arrivammo a Forgaria dove c’erano case diroccate e macerie sulle strade, ma fortunatamente i nostri spostamenti erano agevolati dall’utilizzo della moto. Fui colpito dall’immagine di un signore che, tranquillamente, stava vangando il proprio orto, un’immagine tipica della nostra friulanità. Arrivammo a Majano dove erano collassati due condomini gemelli, Astra e Udine, costruiti nel 1967. A Gemona ci arrivammo dalla strada alta, piena di massi e crepe sull’asfalto. Sia a Maiano che a Gemona apprezzai la celerità dei soccorsi, erano già pronte molte bare e allestita una tendopoli per gli sfollati. A Venzone erano già presenti volontari intenti per sistemare un muretto di sassi a secco crollato al di fuori delle antiche mura perimetrali. A Osoppo c’era una vastità enorme di macerie e case crollate fatte con sassi e solai di legno. Mi impressionò la sede del Partito Comunista che aveva resistito alla distruzione. Dappertutto c’erano militari, vigili del fuoco, volontari, che cercavano superstiti scavando anche a mani nude, nonostante il susseguirsi delle scosse. Assistetti alle lunghe operazioni per il recupero del piccolo Paolo Fabris, figlio del farmacista, che fortunatamente fu ritrovato in buona salute (il settimanale Epoca gli dedicò la copertina a colori). Vicino a Maiano crollò la trattoria “Da Gardo” durante una cena, ci furono 16 morti. Fotografai anche i dintorni di San Daniele, Castelnovo e Oltrerugo”.</p>
<p>Il reportage fotografico di Aldo Martinuzzi si conclude alle 5 di sera del 7 maggio 1976, dopo 12 ore. Un grande lavoro di valore fotogiornalistico e sentimentale che avrebbe potuto essere venduto a qualche giornale ma che invece, per volontà del suo autore, è rimasto lontano dai riflettori fino ad oggi.</p>
<p>Nato a Udine nel 1946, dopo l’infanzia trascorsa a Gaio di Spilimbergo con la nonna materna, nel 1961 <strong>Aldo Martinuzzi</strong> si trasferisce con i genitori a Milano. Qui inizia a lavorare come apprendista in una azienda di Fotoincisione. Il progresso nel campo delle riproduzioni fotografiche per la stampa lo pone in contatto con altri metodi “litho e rotocalco”. Alla Fotoincisione Sempione di Milano si riproducevano in quel periodo, le più belle immagini sportive per la pubblicazione su riviste specializzate, “Super Sport” e “Calcio e Ciclismo Illustrato” della Gazzetta dello Sport. Scatta in Martinuzzi un vero e proprio amore per la fotografia sportiva. Nel 1972 inizia la sua attività di fotografo “freelance”. Si specializza nel settore degli sport invernali con i reportages alle Coppe del Mondo, Campionati Mondiali e Olimpiadi Invernali. Collabora sino al 1996 con la rivista “Neve Sport” rivista settimanale nel periodo invernale Nel 1980 si avvicina ad altre discipline: ciclismo, calcio, tennis, sci nautico, golf, per cinque anni è il fotografo ufficiale dell’Inter di Trapattoni. Nel 1987 vince il premio fotografico “Diadora”. In collaborazione con il CRAF di Spilimbergo e il compianto Walter Liva, vengono allestite diverse sue mostre fotografiche: 2005, I Volti dello Sport, Lignano Pineta, Sequals, Piancavallo; 2011, Fotografi di Corsa, Spilimbergo, Milano; 2016, Omaggio allo Sport, viale pedonale di Lignano Sabbiadoro; 2018 Fotografi di Corsa, San Vito al Tagliamento. Nel 2025 la Pro Loco “I Due Campanili” di Gaio e Baseglia edita il libro “Aldo Martinuzzi il grande sport fotografato da un Friulano”.</p>
<h3>Orari</h3>
<p><strong>ALDO MARTINUZZI &#8211; CHÊ MATINE</strong></p>
<p><strong>Spilimbergo, Palazzo La Loggia</strong></p>
<p><strong>dal 28 marzo al 7 giugno 2026</strong></p>
<p>orario visite: 10.00-13.00 e 15.00-17.30 tutti i giorni</p>
<p>chiuso lunedì (tutto il giorno) e giovedì pomeriggio</p>
<p>ingresso libero</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;linkname=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fche-matine-il-terremoto-in-fotografia%2F&amp;title=Ch%C3%AA%20Matine%3A%20il%20terremoto%20in%20fotografia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/che-matine-il-terremoto-in-fotografia/" data-a2a-title="Chê Matine: il terremoto in fotografia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Aldo_Martinuzzi_Osoppo_1976.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/che-matine-il-terremoto-in-fotografia/">Chê Matine: il terremoto in fotografia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Paesi di Temporali e di Primule</title>
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        <pubDate>Sat, 30 May 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="814" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/paesi-di-temporali.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="paesi di temporali" loading="lazy" title="Paesi di Temporali e di Primule 85"> Casarsa e il territorio circostante raccontati in 120 scatti. Non uno sguardo nostalgico, ma un racconto lucido e contemporaneo]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Centoventi immagini per riscoprire ciò che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi, ma che troppo spesso smettiamo di osservare davvero.</p>
<p><strong>Sabato 18 aprile</strong> alle ore 18  inaugura a <strong>Casarsa della Delizia</strong> la mostra fotografica “<strong><em>Paesi di Temporali e di Primule – Autoritratto fotografico di un territorio tra memorie e presente</em></strong>”, progetto firmato dal Circolo Fotografico f/64, realtà interna alla Pro Casarsa della Delizia APS.</p>
<p>L’esposizione, allestita negli spazi espositivi dell’ex Municipio (Piazza IV Novembre 23), sarà <strong>visitabile fino al 28 giugno</strong>, nei fine settimana e nei giorni festivi, con orario 10.30–12.30 e 15–19.</p>
<p>Non uno sguardo nostalgico, ma un racconto lucido e contemporaneo.</p>
<p>Le fotografie restituiscono un territorio vivo, fatto di campagne curate, attività produttive e soprattutto persone.</p>
<p>Un viaggio visivo che attraversa Casarsa, San Vito al Tagliamento, Valvasone Arzene e San Giovanni, componendo il ritratto di una comunità dinamica, consapevole delle proprie radici e proiettata verso il futuro.</p>
<p>La mostra assume un valore ancora più significativo perché coincide con i 50 anni del Circolo Fotografico f/64. Fondato nel 1976 da un gruppo di giovani appassionati, il Circolo è diventato negli anni un punto di riferimento culturale locale, capace di documentare con sensibilità i cambiamenti del paesaggio e della società. Un percorso cresciuto anche nel segno dei grandi maestri, a partire da Elio Ciol.</p>
<p>L’iniziativa si inserisce inoltre nel calendario della 78ma Sagra del Vino, offrendo ai visitatori un’occasione di approfondimento culturale accanto ai momenti di festa. “È un omaggio al “paese” raccontato da Pier Paolo Pasolini – spiegano Giuliano Novello e Gianni Stefanon, tra i fondatori del Circolo, insieme ad Antonio Tesolin, presidente della Pro Loco –.</p>
<p>Un paese fatto di relazioni, gesti quotidiani e paesaggi che cambiano senza perdere identità. Le immagini invitano a fermarsi e riscoprire, con maggiore attenzione, la nostra Casarsa”.</p>
<p>Realizzata in collaborazione con la Città di Casarsa della Delizia, con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio dei Comuni di San Vito al Tagliamento e Valvasone Arzene, la mostra vede anche la partecipazione del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, della Zona Industriale Ponterosso Tagliamento e della FIAF.</p>
<p>Oggi il Circolo Fotografico f/64 continua a promuovere la fotografia come esperienza culturale e sociale, attraverso corsi, mostre, visite guidate e iniziative aperte a tutti.</p>
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		<title>Contaminazioni della Storia</title>
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        <pubDate>Sat, 30 May 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="952" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Zeugna-e-Dot-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zeugna e Dot 2" loading="lazy" title="Contaminazioni della Storia 86"> Sandra Zeugna e Fulvio Dot in dialogo a Monfalcone con i grandi maestri del secondo Novecento]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Autorità e artisti davanti alle opere in mostra</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la chiusura di <em>Giorgio de Chirico – La meccanica del pensiero</em>, curata da Cesare Orler e visitata da oltre 11.200 persone, la <strong>Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone </strong>presenta un nuovo progetto espositivo a cura di <strong>Giancarlo Bonomo</strong>, che propone due delle voci più riconoscibili della ricerca artistica isontina contemporanea.</p>
<p><em>Contaminazioni della Storia</em> porta infatti nelle sale della Galleria il confronto tra <strong>Sandra Zeugna</strong> e <strong>Fulvio Dot</strong>.</p>
<p>L&#8217;esposizione mette a confronto due linguaggi distinti: la figurazione simbolica con sfumature Pop di Dot e l&#8217;informalità intuitiva della Zeugna, che affondano le radici nei movimenti espressivi dell&#8217;area isontina della seconda metà del Novecento e nell&#8217;Istituto Max Fabiani di Gorizia, sede elettiva della loro formazione.</p>
<p>A documentare questa genealogia, il percorso affianca ai quindici-venti anni di ricerca e sperimentazione dei due artisti una sezione dedicata alle identità storiche della scena regionale: Anton Zoran Mušič, Afro Basaldella, Giorgio Celiberti, Giuseppe Zigaina, Agostino Piazza, Klavdij Palčič e Cesare Mocchiutti.</p>
<p>Nel catalogo, edito da Gaspari editore, oltre ai testi del curatore, è pubblicato un saggio critico di <strong>Raffaella Rita Ferrari</strong>, project manager dell&#8217;evento espositivo, e un&#8217;antologia di scritti dedicati ai due artisti firmati da storici e critici di chiara fama.</p>
<p>Il progetto intende documentare la persistenza di una scuola di pensiero e di maniere espressive che rappresenta un fenomeno di portata regionale e nazionale.</p>
<p>Si rivolge a quanti apprezzano le declinazioni dell&#8217;arte contemporanea successive alle avanguardie storicizzate, nella considerazione che l&#8217;arte è anzitutto una concatenazione di fattori ed elementi consequenziali, specchio di realtà socio-politiche, culturali e antropologiche.</p>
<p>Il progetto si propone inoltre di coinvolgere studenti e giovani appassionati di quel passaggio generazionale dal Novecento alle realtà espressive odierne, di cui Dot e Zeugna sono al tempo stesso rappresentanza e rappresentazione.</p>
<p>Con <em>Contaminazioni della Storia</em> l’Amministrazione Comunale prosegue il percorso avviato dal piano triennale 2026–2028, che riconosce agli artisti del territorio un ruolo strutturale nella programmazione e traduce la produzione locale in un contenuto dotato di valore critico, integrato nel discorso contemporaneo in cui opera la Galleria.</p>
<p>“Negli ultimi dieci anni si è realizzato un vero e proprio rinascimento dell&#8217;offerta culturale a Monfalcone – osserva il sindaco di Monfalcone, <strong>Luca Fasan</strong> –. Solo nel 2024 si sono registrate oltre 30mila presenze a teatro, senza contare quelle della Galleria, del MUCA e del Festival letterario Geografie: risultati che sono il frutto di una programmazione costruita nel lungo periodo. La mostra <em>Contaminazioni della Storia</em>, con le opere di Fulvio Dot e Sandra Zeugna, rappresenta una scommessa: far dialogare due linguaggi espressivi completamente diversi, ma con caratteristiche ben riconoscibili. Un confronto tra correnti artistiche di grande spessore, che si può considerare una scommessa vinta. Sono inoltre previste visite guidate, fondamentali per accompagnare il pubblico nella comprensione più approfondita dei lavori esposti.”</p>
<p>“La Regione Friuli Venezia Giulia – dichiara il consigliere regionale <strong>Antonio Calligaris</strong> –partecipa con convinzione al piano triennale 2026–2028 della Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone: una programmazione e una pianificazione che incarnano una politica culturale fondata su linee stabili e coerenti. In questa Galleria si sperimenta, si accostano grandi nomi della storia dell&#8217;arte a ricerche contemporanee con un percorso avvincente che qualifica il territorio e ne accresce la visibilità ben oltre i confini regionali”.</p>
<p>Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il sostegno della BCC Venezia Giulia – main sponsor.</p>
<h3>Orari</h3>
<p>L&#8217;esposizione è visitabile <strong>dal 25 aprile al 28 giugno 2026</strong> con ingresso gratuito: il mercoledì dalle 10 alle 13, il venerdì, il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.</p>
<p>La Galleria propone inoltre un calendario di visite guidate con appuntamento il venerdì alle 17.30, il sabato, la domenica e i festivi alle 11, alle 16 e alle 17.30.</p>
<p>Informazioni e prenotazioni all&#8217;indirizzo galleria.didattica@comune.monfalcone.go.it e ai numeri 0481 494177 / 371.</p>
<h3>Gli artisti</h3>
<p><strong>Fulvio Dot</strong> si diploma in decorazione pittorica all&#8217;<strong>Istituto Statale d&#8217;Arte &#8220;Max Fabiani&#8221; di Gorizia</strong> e si laurea in Architettura all&#8217;<strong>Università di Venezia</strong>. Espone dal 1976 in sedi italiane e internazionali — da Grenoble a Québec, da Shanghai a Hong Kong, da Barcellona a Málaga — e partecipa ad <strong>ArtExpo Bologna</strong>, <strong>ArtePadova</strong>, <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong> e alla <strong>Fiera internazionale di Pordenone</strong>.</p>
<p>La sua cifra stilistica fonde principi architettonici, riferimenti simbolici e divagazioni astratte attraverso l&#8217;impiego di materiali eterogenei: colle, malte, stucchi, spaghi, vetroceramiche, stoffe catramate e teli militari. Vittorio Sgarbi, nel volume <em>I giudizi di Sgarbi</em> (Mondadori, 2004), colloca il suo lavoro nell&#8217;ambito dell&#8217;espressionismo informale e lo definisce capace di esplorare l&#8217;invisibile.</p>
<p><strong>Sandra Zeugna </strong>avvia la propria ricerca come autodidatta e matura la sua maniera rappresentativa — ascrivibile alla sintassi informale — sotto la guida di <strong>Giuseppe Zigaina</strong>. Espone in personali alla Galleria Tartaglia di Roma, alla Galleria Sant&#8217;Isaia di Bologna, alla Galleria d&#8217;Arte Contemporanea di Trieste, alla Casa di Dante di Firenze e al Palazzo Pisani Revedin di Venezia.</p>
<p>Dal 2005 al 2011 partecipa ad <strong>ArtePadova</strong> e ad <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong>. Nel 2005 ottiene il secondo premio con la medaglia d&#8217;argento della Camera dei Deputati al <strong>Premio Agazzi</strong> (provincia di Bergamo, su 950 opere in concorso); nel 2006 vince il <strong>Premio Internazionale di Disegno</strong> di Trieste su 70 opere selezionate.</p>
<p><em>Francesca Scarmignan</em></p>
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		<title>Transformazioni / Transformacije</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/transformazioni-transformacije/</link>
        
        
        <pubDate>Sat, 30 May 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="757" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Transformacija-arhitekture-4-1988-barvna-fotografija-na-aluminjasti-plosci-100-x-100-cm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Transformacija arhitekture 4 1988 barvna fotografija na aluminjasti plosci 100 x 100 cm" loading="lazy" title="Transformazioni / Transformacije 87"> A Sistiana uno sguardo conciso ma profondo sul vario e ricco percorso artistico di Wilhelm Heiliger]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Transformacija arhitekture 4, 1988, barvna fotografija na aluminjasti plosci, 100 x 100 cm</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400">Uno sguardo conciso ma profondo sul vario e ricco percorso artistico di <strong>Wilhelm Heiliger</strong> viene proposto alla <strong>Portopiccolo Art Gallery</strong> a Sistiana (Duino Aurisina – TS) con la mostra “<strong>Transformazioni / Transformacije</strong>”, a cura di <strong>Pavla Jarc</strong>, che si inaugura <strong>sabato 16 maggio, alle ore 18.00</strong>, organizzata dall’Associazione culturale <strong>Casa Cave</strong> e promossa dal <strong>Comune di Duino Aurisina</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400">La selezione delle opere di pittura, su carta, fotografia e scultura rivela i principali sviluppi del pensiero creativo di Wilhelm Heliger e illumina le incessanti ricerche artistiche che l’artista porta avanti da oltre cinquant’anni.</p>
<p style="font-weight: 400">Nelle sue creazioni, pur richiamandosi ad alcuni principi tradizionali della pittura modernista, emerge sempre un approccio originale ai temi visivi, un’iconografia profondamente personale e un intreccio tra la filosofia del gioco e il mondo meditativo del pensiero orientale – in particolare il buddhismo zen, che l’artista ha interiorizzato come via per percepire la realtà metafisica oltre le illusioni del visibile. Le sue opere astratte invitano lo spettatore a coglierne il ritmo e a viverle come una vibrazione sensibile dello spirito, aprendo la porta a un’esperienza intensa e a un piacere estetico.</p>
<p style="font-weight: 400">“Heiliger si interessa principalmente al concetto di opera pittorica purificata” – spiega Pavla Jarc – “tipico della cosiddetta arte concreta, sviluppatasi nel secondo decennio del XX secolo, che si occupa esclusivamente di elementi pittorici autonomi, quali colore, luce, linea e forma. Come sottolinea il teorico tedesco Siegfried J. Schmidt, si tratta di un’arte nemimetica e generativa, che annulla la percezione sensibile della realtà visibile e si concentra sulla tematizzazione dei propri mezzi espressivi. È proprio in questo campo apparentemente autonomo degli elementi pittorici che si apre lo spazio del gioco in Heiliger – una sfera aperta di percezione, trasformazione ed esperienza interiore”.</p>
<p style="font-weight: 400">La mostra sarà visitabile <strong>sino a domenica 21 giugno</strong>, con  il seguente orario: <strong>sabato 15-18, domenica 10-13/15-18 o su appuntamento</strong> telefonando al +39 3334344188 &#8211; Info: <a href="mailto:casacave.art@gmail.com">casacave.art@gmail.com</a></p>
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		<title>ItinerAnnia – Eventi tra gusto e arte</title>
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        <pubDate>Sat, 30 May 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="834" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Fruts.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fruts" loading="lazy" title="ItinerAnnia – Eventi tra gusto e arte 88"> Musica, gusto, natura e tempo lento: a San Giorgio di Nogaro quattro giorni di festa diffusa nel cuore della Bassa friulana]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-74323" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/prog1-559x1024.jpg" alt="prog1" width="559" height="1024" title="ItinerAnnia – Eventi tra gusto e arte 89" /></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-74324" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/prog2-546x1024.jpg" alt="prog2" width="546" height="1024" title="ItinerAnnia – Eventi tra gusto e arte 90" /></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitinerannia-eventi-tra-gusto-e-arte-2%2F&amp;linkname=ItinerAnnia%20%E2%80%93%20Eventi%20tra%20gusto%20e%20arte" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitinerannia-eventi-tra-gusto-e-arte-2%2F&amp;linkname=ItinerAnnia%20%E2%80%93%20Eventi%20tra%20gusto%20e%20arte" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitinerannia-eventi-tra-gusto-e-arte-2%2F&amp;linkname=ItinerAnnia%20%E2%80%93%20Eventi%20tra%20gusto%20e%20arte" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitinerannia-eventi-tra-gusto-e-arte-2%2F&amp;linkname=ItinerAnnia%20%E2%80%93%20Eventi%20tra%20gusto%20e%20arte" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitinerannia-eventi-tra-gusto-e-arte-2%2F&amp;linkname=ItinerAnnia%20%E2%80%93%20Eventi%20tra%20gusto%20e%20arte" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitinerannia-eventi-tra-gusto-e-arte-2%2F&amp;title=ItinerAnnia%20%E2%80%93%20Eventi%20tra%20gusto%20e%20arte" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/itinerannia-eventi-tra-gusto-e-arte-2/" data-a2a-title="ItinerAnnia – Eventi tra gusto e arte"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Fruts.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/itinerannia-eventi-tra-gusto-e-arte-2/">ItinerAnnia – Eventi tra gusto e arte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Il Colore del Caso</title>
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        <pubDate>Sat, 30 May 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="787" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Tatge allestimento 1" loading="lazy" title="Il Colore del Caso 91"> Il viaggio metafisico del fotografo George Tatge approda a Trieste, dove la conversione al colore ebbe inizio]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>(© George Tatge/Courtesy Podbielski Contemporary)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arriva dal<b> 23 maggio al 12 luglio</b> a Trieste un evento espositivo di straordinaria intensità poetica: la mostra <b><i>Il Colore del Caso</i></b> del fotografo <b>George Tatge </b>(inaugurazione venerdì 22 maggio ore 18).</p>
<p>L’esposizione, ad ingresso gratuito, curata da Carlo Sisi, è promossa dall&#8217;<b>Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste</b> e organizzata dalla casa editrice <b>Magonza </b>specializzata in arte e fotografia contemporanea che affianca all’attività editoriale progetti espositivi di ricerca in Italia e all’estero e collabora con gli artisti nella produzione di grafica d’arte e multipli.</p>
<p>Attraverso oltre 60 opere di grande formato l’artista — già celebre per i suoi bianchi e neri graficamente possenti — svela nella Sala Nathan del Magazzino 26 la sua conversione al colore, un viaggio interiore iniziato proprio tra le strade di questa città.</p>
<p>La mostra è il frutto dell’incontro avventuroso di un viaggiatore errante, mai sazio, dotato del suo inseparabile banco ottico Deardorff 13×18 cm, con gli elementi naturali, antropici o antropizzati, che non sono cercati, ma sono piuttosto trovati, accolti e quindi ritratti dallo sguardo dell’autore, attento, profondo e meditativo.</p>
<p>«A meno che non abbia una committenza specifica – racconta George Tatge – preferisco vagare senza un progetto prefigurato in testa. Trovo che in questo modo la mia mente sarà più aperta alle sollecitudini, alle sorprese, a quelle inaspettate epifanie. L’Italia è un paese così imprevedibile, con delle stratificazioni di storia sorprendenti ma anche piena di cose quasi banali che possono essere fonti di meraviglia. Confesso che è un modo faticosissimo di lavorare e non lo suggerirei a nessuno. Camminare per tante ore e sentirmi in ogni momento in gioco, misurandomi con il mondo, testando le mie capacità di vedere e di capire, sfidando il Caso. Sì, proprio il Caso. Siamo tutti frutti del Caso, dal momento in cui si combinano i nostri cromosomi. Il Caso è uno degli aspetti più originali e unici della fotografia e quindi è giusto giocarci. Mi ritrovo perfettamente in una dichiarazione di un pittore che ammiro moltissimo, Gerhard Richter: “Non seguo alcuni obiettivi, nessun sistema, nessuna tendenza. Non ho un programma, né uno stile, né una direzione. Mi piace l’indefinito, la sconfinatezza. Mi piace l’incertezza continua”».</p>
<p>Il percorso espositivo <b>nella Sala Nathan del Magazzino 26</b> si snoda attraverso un’architettura narrativa sapientemente suddivisa in sei tappe tematiche che guidano l&#8217;occhio del visitatore in una progressione emotiva e visiva.</p>
<p>Ad accogliere il pubblico prima l’abbraccio di Trieste, seguito da una selezione di “Recinti&#8221; che si focalizza sul rigore della forma, e poi &#8220;Apparizioni&#8221;, istanti in cui luoghi comuni manifestano presenze illogiche e ironiche. Segue la sezione &#8220;Superfici&#8221;, un&#8217;esplorazione tattile e lenta della luce, della consistenza e della materia, dove il dettaglio diventa un universo da decifrare, seguita da &#8220;Vegetazione&#8221;, che segna un momento di riflessione critica: il caos naturale denuncia l&#8217;impatto drammatico dell&#8217;uomo sull&#8217;ambiente.</p>
<p>Il percorso si conclude con le sezioni &#8220;Metaspazi&#8221;, dove la poetica metafisica di Tatge si riveste di nuove tonalità senza perdere il rigore compositivo, in cui si alternano visioni di Livorno, Torino e Trieste che colpiscono per le loro ardite prospettive urbane, e &#8220;Colore&#8221; inteso come materia viva, incarnata in cumuli di tessuti industriali dalle forme vitali e sospese.</p>
<p>A suggellare l’esperienza della mostra è la proiezione del documentario &#8220;Light &amp; Color&#8221; per la regia di David Battistella. Girato tra Livorno e la Toscana, il film di 28 minuti è un atto di generosità: Tatge permette alla macchina da presa di seguirlo nei suoi rituali silenziosi intorno al cavalletto del banco ottico Deardorff, svelando i meccanismi intimi di un’esplorazione cromatica rivelatrice. È un omaggio alla lentezza e alla precisione in un’epoca di immagini digitali effimere.</p>
<p>Il passaggio al colore, avvenuto dopo trentacinque anni di bianco e nero, rappresenta una &#8220;nuova strada&#8221; ispirata da una mostra di Odilon Redon a Parigi e incoraggiata dal desiderio di non distrarsi più dai significati, ma di lasciare che il colore stesso riveli i suoi segreti nascosti.</p>
<p>«Fino al 2012 – spiega l&#8217;artista – ho lavorato esclusivamente col bianco e nero. Trasformare il mondo in combinazioni di bianco e nero è già una metafora. È una sorta di trascendenza del reale in cui gli infiniti toni di grigio ci costringono a prestare più attenzione alle forme e ai significati dei segni più che a ciò che è raffigurato. È stato di nuovo il Caso a farmi cambiare radicalmente strada. Nel 2011, insieme a mia madre, alla mostra di Odilon Redon al Grand Palais, siamo rimasti perplessi dopo aver visto le tante sale dedicate ai suoi “Noirs”. Solo nelle ultime quattro sale abbiamo trovato i colori stupendi dei suoi dipinti così onirici. Motivo: non ha praticamente toccato il colore fino a giungere a quasi 60 anni! E così, mi sono imposto di tentare questa “nuova” strada. E il viaggio mi sta divertendo non poco. È un modo totalmente diverso di guardare il reale, dove ora è soprattutto il colore ad attirare il mio sguardo e a rivelare i suoi segreti nascosti».</p>
<p>Particolarmente significativo è il legame dell&#8217;artista con Trieste. È proprio qui che Tatge ha realizzato le sue prime fotografie a colori, colpito dalla metafisicità di Via Maestri del Lavoro o dalle trame rugginose delle finestre del Museo Revoltella progettate da Carlo Scarpa.</p>
<p>«Ero stato invitato a Trieste dall&#8217;elegante editore Simone Volpato a partecipare a un libro d&#8217;artista su Scipio Slataper. Così ho iniziato a vagare per queste strade stupende. L&#8217;albero della principessa, nome scientifico <i>paulownia tomentosa</i>, l&#8217;ho trovato in fondo a un vicolo, non mi ricordo dove. E poi la finestra del Museo Revoltella. Non sapevo che fosse stata disegnata da Carlo Scarpa! Ma ogni pannello sembrava un&#8217;opera d&#8217;arte astratta. In entrambi i casi erano i colori a colpirmi: quelli delicati dell&#8217;albero e le variazioni del colore ruggine della finestra. Via Maestri del Lavoro mi colpì per la sua metafisicità. Il palazzo in primo piano, con la vite rossa che sta coprendo la struttura proiettata verso i palazzi moderni, sembra quasi minacciarli che arriverà anche da loro, prima o poi! In mostra ci sono molte immagini in cui la natura si impossessa dell&#8217;opera dell&#8217;uomo».</p>
<p>Trieste, città che lo ha già insignito del Premio Friuli Venezia Giulia per la Fotografia nel 2010, diventa così il palcoscenico ideale per questa rassegna che, come sottolinea il curatore Carlo Sisi, trasforma la fotografia da semplice documento a pura metafora poetica, capace di dare dignità e maestà anche al più semplice oggetto disseminato nel paesaggio urbano.</p>
<p>«Trieste – conclude George Tatge – è stata anche il primo luogo che ho fotografato nel 1988, appena diventato Direttore della Fotografia alla Fratelli Alinari di Firenze. Trieste, nuovissima città antica, dove ho lavorato sul rione di Città Vecchia. Nel 2009 ho esposto la mostra <i>Presenze, paesaggi italiani</i> al Palazzo Gopcevich. Sono tante, quindi, le esperienze e i ricordi che mi legano a questa città. Per non dimenticare Italo Svevo, uno dei miei autori preferiti!».</p>
<h3>Orari</h3>
<p><b>Titolo della mostra:</b> Il Colore del Caso</p>
<p><b>Artista:</b> George Tatge</p>
<p><b>Curatore:</b> Carlo Sisi</p>
<p><b>Sede:</b> Sala Nathan, Magazzino 26, Porto Vecchio, Trieste</p>
<p><b>Periodo:</b> 23 maggio – 12 luglio 2026</p>
<p><b>Orari: </b>giovedì 16-20, da venerdì a domenica e festivi 11-20</p>
<p><b>Inaugurazione:</b> 22 maggio ore 18:00</p>
<p><b>Ingresso:</b> Libero</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;title=Il%20Colore%20del%20Caso" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/" data-a2a-title="Il Colore del Caso"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/">Il Colore del Caso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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            <item>
		<title>Luci del silenzio</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/</link>
        
        
        <pubDate>Sat, 30 May 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="973" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="silenzio" loading="lazy" title="Luci del silenzio 92"> A Monfalcone la mostra pittorica di Fabiana Biasioli: opere esposte fino al 20 giugno]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Verrà inaugurata venerdì 29 maggio 2026, alle 18, presso la Società Monfalconese di Mutuo Soccorso (via Barbarigo 26), &#8220;<em>Luci del silenzio</em>&#8220;, la mostra pittorica di <strong>Fabiana Biasioli</strong>.</p>
<p>Per l’artista si tratta della seconda mostra personale dopo &#8220;<em>La musica dei colori</em>&#8221; tenuta nella stessa Sala Eugenio Valentinis nel 2022.</p>
<p>Le opere rimarranno in esposizione <strong>fino al 20 giugno 2026</strong>.</p>
<p>Biasioli, monfalconese classe 1964, vanta una carriera radicata nella sperimentazione materica e nell&#8217;evoluzione stilistica, passata dall&#8217;artigianato artistico alle mostre collettive e personali.</p>
<p>La sua formazione unisce gli studi scolastici a un percorso da autodidatta. In particolare, il lavoro con il professor De Luca le ha permesso di esprimere la propria interiorità attraverso immagini oniriche e cromatiche.</p>
<p>Le tecniche spaziano tra acrilico, acquerello, pastelli e matite su tela o cartoncino, variando in base al messaggio.</p>
<p>Le sue opere, calde e avvolgenti, traspongono stati d&#8217;animo e concetti di rinascita, prediligendo volti femminili, natura ed elementi floreali.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;title=Luci%20del%20silenzio" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/" data-a2a-title="Luci del silenzio"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/">Luci del silenzio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Da Cervignano la sfida al Percoto Canta</title>
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        <pubDate>Sat, 30 May 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="922" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/petra_magoni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="petra magoni" loading="lazy" title="Da Cervignano la sfida al Percoto Canta 93"> Nel fine settimana oltre cento cantanti protagonisti delle selezioni per la fase finale del concorso canoro nazionale]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Petra Magoni</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con oltre 100 iscritti tra solisti ed ensemble vocali, alla sua 39ª edizione, <strong><em>Percoto Canta</em></strong> avvia la prima scrematura: <strong>sabato 30 e domenica 31 maggio</strong>, la <strong>Casa della Musica </strong>di<strong> Cervignano del Friuli</strong> accoglierà i giovani artisti, pronti a essere selezionati da una giuria in cui spiccano i nomi del cantautore e compositore <strong>Niccolò Agliardi</strong> e dell’attrice e cantante <strong>Petra Magoni</strong>.</p>
<p>A loro il compito di <strong>selezionare i 25 semifinalisti</strong>, che si avvicineranno sempre più al sogno finale: salire sul primo gradino del podio, vincendo 10.000 euro e una buona dose di notorietà, primo passo verso la futura carriera professionale.</p>
<p>Tra gli iscritti spiccano in quantità i concorrenti del Friuli Venezia Giulia, divisi tra le province di Udine (26), Trieste (15), Gorizia (8) e Pordenone (7).</p>
<p>Tra le regioni con più partecipanti, l&#8217;Emilia Romagna e la Lombardia, seguite da Veneto, Piemonte e Campania. Rappresentate anche Lazio, Marche, Calabria, Trentino Alto Adige, Puglia, Liguria e Sicilia.</p>
<p>Come da regolamento, le selezioni si svolgeranno sia in presenza che in remoto, dando così la possibilità a chi è più lontano di proporsi senza dover affrontare un lungo viaggio, considerando anche che molti ragazzi sono impegnati negli studi e che l&#8217;anno scolastico è in una fase impegnativa.</p>
<p>Alla <strong>semifinale</strong>, in programma sul lungomare Nazario Sauro di <strong>Grado</strong> sabato 25 luglio, i 25 cantanti saranno gli applauditi protagonisti di un evento aperto al pubblico. Al termine della serata, la giuria annuncerà i 12 finalisti ammessi al gran <strong>finale</strong>, che si svolgerà <strong>sabato 10 ottobre nel Teatro Verdi di Gorizia</strong>.</p>
<p>Ad accompagnarli tra brani inediti, cover e duetti, una grande orchestra guidata da Nevio Lestuzzi, direttore artistico del contest.</p>
<figure id="attachment_74483" aria-describedby="caption-attachment-74483" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-74483" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Agliardi-giuria.jpg" alt="Agliardi giuria" width="800" height="800" title="Da Cervignano la sfida al Percoto Canta 94" /><figcaption id="caption-attachment-74483" class="wp-caption-text">Niccolò Agliardi</figcaption></figure>
<p>Il giorno successivo alla semifinale, domenica 26 luglio, i 12 candidati avranno l&#8217;occasione di seguire la masterclass &#8220;<em>La scrittura di una canzone pop</em>&#8220;, tenuta dall&#8217;autrice <strong>Federica Abbate</strong>. Il percorso formativo è finalizzato alla stesura di un brano inedito, in vista della finalissima.</p>
<p>Anche quest’anno è confermato il Premio Social, speciale menzione votata online tramite il sito e i canali social ufficiali, dove si potrà esprimere le proprie preferenze fino all’inizio della serata finale.</p>
<p>Confermate poi anche le iniziative benefiche a sostegno di <strong>Aisla Onlus</strong>, con serate musicali dedicate alla sensibilizzazione sulla Sla, e con la rinnovata adesione al <strong>Progetto &#8220;<em>MY voice – dona la tua voce</em>&#8220;</strong>, invitando gli artisti e il pubblico a donare la propria voce affinchè sia utilizzata nelle banche vocali digitali, a favore delle persone affette dalla malattia.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fda-cervignano-la-sfida-al-percoto-canta%2F&amp;linkname=Da%20Cervignano%20la%20sfida%20al%20Percoto%20Canta" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fda-cervignano-la-sfida-al-percoto-canta%2F&amp;linkname=Da%20Cervignano%20la%20sfida%20al%20Percoto%20Canta" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fda-cervignano-la-sfida-al-percoto-canta%2F&amp;linkname=Da%20Cervignano%20la%20sfida%20al%20Percoto%20Canta" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fda-cervignano-la-sfida-al-percoto-canta%2F&amp;linkname=Da%20Cervignano%20la%20sfida%20al%20Percoto%20Canta" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fda-cervignano-la-sfida-al-percoto-canta%2F&amp;linkname=Da%20Cervignano%20la%20sfida%20al%20Percoto%20Canta" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fda-cervignano-la-sfida-al-percoto-canta%2F&amp;title=Da%20Cervignano%20la%20sfida%20al%20Percoto%20Canta" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/da-cervignano-la-sfida-al-percoto-canta/" data-a2a-title="Da Cervignano la sfida al Percoto Canta"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/petra_magoni.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/da-cervignano-la-sfida-al-percoto-canta/">Da Cervignano la sfida al Percoto Canta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-05-30</mec:startDate>
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        <mec:endDate>2026-05-31</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
                <mec:location>Casa della Musica, Cervignano del Friuli</mec:location>
        
        
                <mec:category>music</mec:category>
        
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            <item>
		<title>Fiumicello riscopre il Baratto</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/fiumicello-riscopre-il-baratto/</link>
        
        
        <pubDate>Sat, 30 May 2026 09:30:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="1172" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/il-baratto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="il baratto" loading="lazy" title="Fiumicello riscopre il Baratto 95"> Torna il tradizionale appuntamento con il mercato del libero scambio: per dare nuova vita agli oggetti e ridurre gli sprechi]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Un’occasione per dare nuova vita agli oggetti, ridurre gli sprechi e, soprattutto, fare comunità.</p>
<p><strong>Sabato 30 maggio </strong>2026 torna l’ormai consolidato appuntamento con il “<strong><em>Baratto</em></strong>”, l&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;associazione Voci di Donne con il patrocinio del Comune di Fiumicello Villa Vicentina.</p>
<p>​Dalle ore 9.30 alle 13, la cornice di <strong>Piazzale dei Tigli</strong> si trasformerà in un mercato del libero scambio, all&#8217;insegna del motto &#8220;<em>Più scambi e meno rifiuti</em>&#8220;.</p>
<p>​​L’iniziativa non è solo un modo per svuotare soffitte o armadi, ma rappresenta una scelta etica profonda.</p>
<p>Come spiegano le organizzatrici, il baratto nasce dal desiderio di attribuire alle cose un valore che prescinde da quello puramente economico, legandosi invece al valore d’uso e al potenziale emotivo degli oggetti.</p>
<p>​In questo spazio &#8220;senza portafoglio&#8221;, ogni scambio è lecito se c&#8217;è l&#8217;accordo tra le parti. E per chi volesse partecipare pur non avendo nulla da scambiare? Nessun problema: è possibile fare una donazione che sarà devoluta in beneficenza.</p>
<p>​​L&#8217;evento del baratto è solo la punta dell&#8217;iceberg di un&#8217;attività incessante firmata Voci di Donne.</p>
<p>L&#8217;associazione è infatti un pilastro della vita sociale del territorio, nota per la sua capacità di affrontare temi d&#8217;attualità attraverso cConvegni e dibattiti sui diritti e le pari opportunità.</p>
<p>​L&#8217;impegno civile costante, testimoniato anche dal richiamo in calce al volantino per la ricerca della “<em>Verità per Giulio Regeni</em>”.</p>
<p>​​Il <em>Baratto</em> è una festa aperta a tutti, inclusi i più piccoli: i bambini sono infatti caldamente invitati a scambiare giochi e libri, imparando fin da subito il valore del riuso.</p>
<p>L&#8217;organizzazione garantisce che la manifestazione si svolgerà anche in caso di pioggia e non mancherà un momento conviviale per rafforzare i legami tra i cittadini.</p>
<h3>​INFO UTILI</h3>
<p>​Dove: Piazzale dei Tigli, Fiumicello.</p>
<p>​Quando: Sabato 30 maggio 2026, ore 9:30 &#8211; 13:00.</p>
<p>​Contatti: Per maggiori informazioni è possibile chiamare il numero 333 7461375.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffiumicello-riscopre-il-baratto%2F&amp;linkname=Fiumicello%20riscopre%20il%20Baratto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffiumicello-riscopre-il-baratto%2F&amp;linkname=Fiumicello%20riscopre%20il%20Baratto" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffiumicello-riscopre-il-baratto%2F&amp;linkname=Fiumicello%20riscopre%20il%20Baratto" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffiumicello-riscopre-il-baratto%2F&amp;linkname=Fiumicello%20riscopre%20il%20Baratto" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffiumicello-riscopre-il-baratto%2F&amp;linkname=Fiumicello%20riscopre%20il%20Baratto" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffiumicello-riscopre-il-baratto%2F&amp;title=Fiumicello%20riscopre%20il%20Baratto" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/fiumicello-riscopre-il-baratto/" data-a2a-title="Fiumicello riscopre il Baratto"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/il-baratto.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/fiumicello-riscopre-il-baratto/">Fiumicello riscopre il Baratto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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        <mec:startDate>2026-05-30</mec:startDate>
                <mec:startHour>09:30</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-05-30</mec:endDate>
                <mec:endHour>13:00</mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>discovery</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Japan. Corpi, memorie, visioni</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/japan-corpi-memorie-visioni/</link>
        
        
        <pubDate>Sat, 30 May 2026 10:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="1102" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Keijiro-Kai-Clothed-in-Sunny-Finery.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Keijiro Kai Clothed in Sunny Finery" loading="lazy" title="Japan. Corpi, memorie, visioni 96"> In mostra a Trieste oltre 80 opere, tra fotografie e video di sedici artisti. Una panoramica di grande respiro sulla scena nipponica]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Keijiro Kai, Clothed in Sunny Finery (©︎ Keijiro Kai, courtesy of Zen Foto Gallery)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>Magazzino delle Idee di Trieste</strong> presenta, <strong>dal 14 febbraio al 7 giugno 2026</strong>, la mostra <strong><em>JAPAN. Corpi, memorie, visioni</em></strong> prodotta e organizzata da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia e a cura di <strong>Filippo Maggia</strong> e <strong>Guido Comis</strong>.</p>
<p>La mostra di Trieste intende raccogliere attorno a tre temi – Memoria e Identità, Corpo e Corpi, Realtà e Visione – un nucleo di lavori di artisti giapponesi contemporanei che attraverso l&#8217;utilizzo delle immagini offrono una panoramica di grande respiro sull’attuale scena fotografica e video nipponica, dal dialogo con i maestri alle ricerche delle nuove generazioni impegnate a rileggere la storia recente del Giappone, interrogandosi sulle questioni di genere, sul quotidiano e usando talvolta il corpo come mezzo politico.</p>
<p>«Riconosciuta sin dagli anni Trenta del secolo scorso come una delle scuole fotografiche più importanti a livello internazionale, capace di affermarsi nei primi anni del terzo millennio con autori come Hiroshi Sugimoto, Nobusyoshi Araki, Daido Moriyama e altri ancora, la fotografia giapponese contemporanea – osserva il curatore Filippo Maggia – sembra oggi aprirsi a interpretazioni che corrispondono a un rinnovamento generazionale certamente più vicino a temi e istanze di derivazione occidentale».</p>
<p>Se infatti la fotografia giapponese del Novecento è stata a lungo caratterizzata da un linguaggio fortemente identitario e autoreferenziale, si assiste oggi a un cambio di direzione significativo: molti artisti giovani e già affermati assumono come riferimento non solo la complessità del proprio Paese, ma anche i mutamenti globali, costruendo un dialogo serrato con temi di matrice occidentale, quali le questioni di genere, la memoria collettiva, le relazioni sociali, l’ambiente e la percezione dell’immagine.</p>
<h3><strong>Memoria e Identità</strong></h3>
<p>Gli sguardi di <strong>Noriko Hayashi</strong> e <strong>Tomoko Yoneda</strong> rileggono periodi e avvenimenti cruciali della storia giapponese recente attraverso un approccio insieme documentaristico e partecipato.</p>
<p><strong>Susumu Shimonishi</strong>, con una ripresa zenitale e un’immagine in movimento che diventa misura del tempo, riflette sulla continuità e sulle fratture del passato.</p>
<p>La vita quotidiana della penisola di Okunoto – ancora oggi sospesa tra tradizione e marginalità – è al centro delle opere di <strong>Naoki Ishikawa</strong>, allievo di Moriyama.</p>
<p>Le celebrazioni e i riti che definiscono il tessuto culturale del Paese emergono nelle fotografie di <strong>Keijiro Kai</strong>, mentre i video di <strong>Miyagi Futoshi</strong> indagano la memoria personale e la costruzione dell’identità di genere, attraverso un racconto intimo di ricordi e relazioni.</p>
<h3><strong>Corpo e Corpi</strong></h3>
<p>Una seconda sezione è dedicata al corpo. Corpo come spazio sociale, come luogo politico, come materia viva che risponde ai mutamenti del contemporaneo.</p>
<p><strong>Aya Momose</strong> lavora sulla distanza – e talvolta sull’incomprensione – fra codici visivi orientali e occidentali. <strong>Yurie Nagashima</strong> restituisce la delicatezza del quotidiano familiare, mentre <strong>Ryoko Suzuki</strong> affronta in modo diretto i temi della violenza e della pressione sociale sulla donna.</p>
<p>Le fotografie di <strong>Sakiko Nomura</strong>, per anni assistente di Araki, raccontano attraverso i nudi maschili una timidezza esistenziale che sembra filtrata dal ritmo dispersivo di Tokyo, immensa e impersonale.</p>
<h3><strong>Realtà e Visione</strong></h3>
<p>Nella sezione <strong><em>Realtà e Visione</em></strong>, il dialogo fra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo attraversa le opere di <strong>Hiroshi Sugimoto</strong>, maestro nel rendere il tempo materia tangibile.</p>
<p>Le sue immagini essenziali e meditative si confrontano con le scenografie luminose di <strong>Tokihiro Sato</strong>, costruite con interventi tecnici che trasformano la fotografia in spazio narrativo.</p>
<p>Le grandi visioni di <strong>Risaku Suzuki</strong> emergono dalla foresta come quadri sospesi, mentre <strong>Daisuke Yokota</strong> dissolve contorni e riferimenti in immagini evanescenti.</p>
<p>Nel lavoro di <strong>Rinko Kawauchi</strong> il reale diventa un palcoscenico emotivo, dove sono le sensazioni, più che i soggetti, a emergere.</p>
<p><strong>Yoko Asakai</strong> invita infine lo spettatore a “varcare lo schermo”, trasformando il flusso di immagini video in un’esperienza che sembra germogliare dentro lo sguardo.</p>
<h3><strong>Gli artisti in mostra</strong></h3>
<p>Asakai Yoko, Hayashi Noriko, Ishikawa Naoki, Kai Keijiro, Kawauchi Rinko, Momose Aya, Nagashima Yurie, Nomura Sakiko, Shimonishi Susumu, Sato Tokihiro, Sugimoto Hiroshi, Suzuki Risaku, Suzuki Ryoko, Tomoko Yoneda, Miyagi Futoshi, Yokota Daisuke.</p>
<p>In occasione della mostra verrà pubblicato il volume <em>JAPAN. Corpi, memorie, visioni</em> a cura di Filippo Maggia e Guido Comis, edito da Silvana Editoriale, con il sostegno della Japan Foundation.</p>
<h3><strong>Orari</strong></h3>
<p>Da martedì a domenica 10-19. Lunedì 6 aprile 2026 apertura speciale. La biglietteria chiude mezz’ora prima.</p>
<h3><strong>Biglietti</strong></h3>
<p>Intero € 8,00<br />
Ridotto € 5,00 (65+; ragazzi 12–18; studenti fino a 26; persone con disabilità; soci TCI)<br />
Omaggio (bambini fino a 11 anni; accompagnatori gruppi; insegnanti in visita con studenti; un accompagnatore per disabile; giornalisti con tessera dell’Ordine; tessera ICOM; FVG Card).</p>
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        <mec:startDate>2026-05-30</mec:startDate>
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