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Geynest under gore

Al Vigne Museum di Rosazzo lo spettacolo di e con Alessandra Cristiani che affonda le radici nella Sarajevo del dopoguerra balcanico

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Alessandra Cristiani Geynest under gore Armunia FEstival A. Banducci
Alessandra Cristiani, Geynest under gore (ph. A. Banducci)

 

Una danza che nasce dalle macerie della guerra e torna a interrogare il presente sul confine orientale d’Europa luogo di passaggi, ferite e memorie. 

Sabato 20 giugno, alle 21.10, Vigne Museum di Rosazzo (Manzano) diventa spazio di ascolto e visione per accogliere Geynest under gore, intensa performance site specific di e con Alessandra Cristiani proposta da Ephemera Festival.

Un lavoro, con musiche di Jed Whitaker, Caviar Spectator Trio e Claudio Moneta, che affonda le radici nella Sarajevo del dopoguerra balcanico e che oggi, in un mondo nuovamente attraversato da conflitti e distruzioni, torna a parlare con sorprendente forza di sopravvivenza, fragilità e bellezza.

Al crepuscolo nel giorno più lungo dell’anno

Geynest under gore nasce negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra nei Balcani, da un viaggio a Sarajevo e dall’incontro con una città ancora segnata dalle sue rovine.

In un presente nuovamente attraversato da guerre, distruzioni, confini violenti e corpi costretti alla perdita quel lavoro torna – a pochi passi dal confine orientale – e ci parla con la forza evidente della bellezza e della sopravvivenza.

Alessandra Cristiani

Performer e danzatrice tra le più apprezzate sulla scena della danza contemporanea nazionale, Cristiani lavora stabilmente nella compagnia Habillè d’eau diretta da Silvia Rampelli – con cui vince il Premio Ubu 2018 come miglior spettacolo di danza per Euforia.  In questa nuova versione per Vigne Museum, la performance entra in relazione con il paesaggio di Rosazzo e con la sua architettura aperta.

Un orario non casuale

“In accordo con Gianni Staropoli, autore dell’originale disegno luci per Geynest under gore – spiegano Eleonora Cedaro e Rachele D’Osualdo, alla guida di Ephemera Festival dal 2022 –, per questa versione al Vigne Museum abbiamo scelto di affidarci all’unicità della luce naturale che filtra tra i cerchi di Friedman. L’orario di inizio, così particolare, è stato scelto per accompagnare performer e pubblico nel passaggio del crepuscolo, in quello che sarà il giorno più lungo dell’anno”.

Un luogo di arte viva

Vigne Museum è un progetto realizzato dall’architetto Yona Friedman con l’artista Jean Baptiste Decavèle nel 2014, in occasione del centenario del patriarca della vitienologia italiana Livio Felluga, tra i vigneti storici di Rosazzo, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli.

In dialogo con cerchi appoggiati dolcemente tra i vigneti prenderà forma una danza di corpo radicale e arcaico, che scava tra memoria e innocenza e ritorna come immagine fragile e insistente.

La partecipazione è libera con prenotazione consigliata sul sito www.ephemerafestival.it

Margherita Reguitti

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Data

20 Giu 2026

Ora

21:10

Categorie

Comune

Manzano

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