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	<title>Carnevale di Trieste &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>Carnevale di Trieste &#8211; imagazine.it</title>
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            <item>
		<title>Le chiese del Friuli prima del sisma</title>
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        <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="945" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="chiese votive" loading="lazy" title="Le chiese del Friuli prima del sisma 49"> Una mostra raccoglie lo fotografie scattate da don Giuseppe Marchetti negli anni '60: una straordinaria opera di documentazione]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Fondo Fotografico Giuseppe Marchetti &#8211; Società Filologica Friulana, Udine</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di <strong>don Giuseppe Marchetti</strong> (1902-1966), la Società Filologica Friulana ricorda infatti la figura del sacerdote, intellettuale e friulanista con un’iniziativa nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana.</p>
<p><strong>Venerdì 8 maggio</strong> (il giorno in cui Marchetti morì 60 anni fa), alle 17 nel salone d’onore “Guglielmo Pelizzo” di Palazzo Mantica di Via Manin 18 a Udine,  si svolgerà l’incontro “<em>La vôs de Patrie: pre Josef Marchet 60 agns dapò</em>” con l’intervento di Walter Tomada e Carlo Venuti.</p>
<p>Tra i contributi più originali di Marchetti alla cultura friulana spicca il progetto, avviato nei primi anni Sessanta e interrotto dalla sua morte nel 1966, di una ricognizione sistematica delle chiesette votive del Friuli storico.</p>
<p>L’opera, raccolta nel volume postumo curato da <strong>Gian Carlo Menis <em>Le chiesette votive del Friuli</em></strong>, fu pubblicato dalla Società Filologica Friulana (1972).</p>
<p>Da quel volume nasce ora la mostra fotografica “<strong><em>Lis gleseutis di pre Josef Marchet</em></strong>” nello spazio espositivo della “Cjanive de Filologjiche”, che sarà inaugurata sempre l’8 maggio a Palazzo Mantica dopo il sopracitato incontro.</p>
<p>Alla base dell’esposizione &#8211; curata da <strong>Raffaella Canci</strong> e <strong>Stefano Perulli</strong> &#8211; il Fondo Marchetti, composto da più di 350 fotografie, 300 disegni e 32 chine, conservato negli archivi della Società Filologica ed è oggetto di un progetto di digitalizzazione e catalogazione.</p>
<p>Una guida preziosa per riscoprire le chiesette votive del Friuli, un patrimonio in parte perduto, in parte trasformato, ma ancora capace di raccontare la storia friulana.</p>
<p>L’<strong>esposizione rimarrà aperta fino al 12 giugno</strong> (orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. In occasione di Vicino/Lontano e della Notte dei Lettori, la mostra rimarrà aperta anche sabato 9 e domenica 10 maggio e sabato 6 e domenica 7 giugno). Mostra con il sostegno della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il patrocinio di Arcidiocesi di Udine, Arcidiocesi di Gorizia, Diocesi di Concordia Pordenone e in collaborazione con il CRAF.</p>
<p>Concluderà la giornata, alle 19, la celebrazione di una messa di suffragio all’Oratorio delle Purità, celebrata da <strong>mons. Luciano Nobile</strong>.</p>
<p>Il lavoro di Marchetti rappresenta ancora oggi una documentazione di straordinaria ampiezza e valore, capace di restituire dignità a un patrimonio fino ad allora marginale negli studi.</p>
<p>Infatti, in un contesto storico e culturale in cui l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente all’architettura monumentale, Marchetti intuì l’importanza delle piccole costruzioni devozionali: edifici nati per voto, in risposta a pestilenze, guerre o calamità, oppure per iniziativa privata.</p>
<p>Queste chiesette, realizzate da maestranze locali con tecniche spontanee, sono espressione di una religiosità popolare stratificata e profondamente radicata nel territorio.</p>
<p>La ricerca, pubblicata inizialmente sulla rivista «<em>Sot la Nape</em>», suscitò un interesse inatteso e contribuì a inaugurare una nuova sensibilità verso l’architettura minore.</p>
<p>Marchetti ampliò così il progetto in un censimento esteso, arrivando a documentare oltre ottocento edifici distribuiti tra Carnia, pianura friulana e area concordiese distinguendo le chiesette votive da edicole, ancone e cesioi, la tipica piccola costruzione sacra della Destra Tagliamento, affrontando con scrupolo anche i casi incerti.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;title=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/le-chiese-del-friuli-prima-del-sisma/" data-a2a-title="Le chiese del Friuli prima del sisma"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/le-chiese-del-friuli-prima-del-sisma/">Le chiese del Friuli prima del sisma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Luci del silenzio</title>
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        <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="973" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="silenzio" loading="lazy" title="Luci del silenzio 50"> A Monfalcone la mostra pittorica di Fabiana Biasioli: opere esposte fino al 20 giugno]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Verrà inaugurata venerdì 29 maggio 2026, alle 18, presso la Società Monfalconese di Mutuo Soccorso (via Barbarigo 26), &#8220;<em>Luci del silenzio</em>&#8220;, la mostra pittorica di <strong>Fabiana Biasioli</strong>.</p>
<p>Per l’artista si tratta della seconda mostra personale dopo &#8220;<em>La musica dei colori</em>&#8221; tenuta nella stessa Sala Eugenio Valentinis nel 2022.</p>
<p>Le opere rimarranno in esposizione <strong>fino al 20 giugno 2026</strong>.</p>
<p>Biasioli, monfalconese classe 1964, vanta una carriera radicata nella sperimentazione materica e nell&#8217;evoluzione stilistica, passata dall&#8217;artigianato artistico alle mostre collettive e personali.</p>
<p>La sua formazione unisce gli studi scolastici a un percorso da autodidatta. In particolare, il lavoro con il professor De Luca le ha permesso di esprimere la propria interiorità attraverso immagini oniriche e cromatiche.</p>
<p>Le tecniche spaziano tra acrilico, acquerello, pastelli e matite su tela o cartoncino, variando in base al messaggio.</p>
<p>Le sue opere, calde e avvolgenti, traspongono stati d&#8217;animo e concetti di rinascita, prediligendo volti femminili, natura ed elementi floreali.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
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		<title>Il sogno e il racconto</title>
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        <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="906" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valentinuzzi Monfalcone 3 giugno 2026" loading="lazy" title="Il sogno e il racconto 51"> A Monfalcone la mostra personale che ripercorre il cammino artistico di Diego Valentinuzzi]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 3 al 29 giugno l’Atrio del Municipio di Monfalcone ospiterà la mostra personale di <strong>Diego Valentinuzzi</strong>, dal titolo <strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong>, un percorso espositivo dedicato a uno degli artisti monfalconesi più versatili, capace di attraversare linguaggi, suggestioni e riferimenti differenti, dalla pop art al classicismo, dal simbolismo alla dimensione onirica.</p>
<p>La personale rappresenta un’occasione per ripercorrere il lungo cammino artistico di Valentinuzzi, nato a Monfalcone nel 1953, formatosi all’Istituto Superiore di Stato per l’Artigianato e protagonista, nel corso della sua carriera, di numerose esperienze espositive e collaborazioni artistiche.</p>
<p>Dopo il periodo romano degli anni Settanta, durante il quale entra in contatto con diversi ambienti artistici della Capitale, Valentinuzzi ha sviluppato un linguaggio personale e riconoscibile, nel quale convivono memoria, immaginazione, elementi classici, riferimenti alla cultura contemporanea e una forte componente narrativa.</p>
<p>Nelle sue opere realtà e fantasia si intrecciano in composizioni che invitano lo spettatore ad andare oltre l’apparenza del visibile.</p>
<p>Il sogno, l’inconscio, il simbolo e la contaminazione tra stili diventano strumenti attraverso cui l’artista costruisce mondi sospesi, poetici ed enigmatici, capaci di aprire un dialogo tra interiorità e immagine.</p>
<p><strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong> sarà visitabile nell’Atrio del Municipio di Monfalcone, in Piazza della Repubblica 8, <strong>dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12</strong> e <strong>il lunedì e mercoledì anche dalle 15.30 alle 17.30</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;title=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/" data-a2a-title="Il sogno e il racconto"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/">Il sogno e il racconto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Peripheral Memories</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/</link>
        
        
        <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="814" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/peripheral1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="peripheral1" loading="lazy" title="Peripheral Memories 52"> A Trieste una mostra tra arte, memoria industriale e territorio nella filiera del legno del Friuli Venezia Giulia]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Una foresta nel cuore della città per raccontare il legame tra arte contemporanea, lavoro, paesaggio e memoria.</p>
<p>Sarà visitabile da <strong>lunedì 8 giugno</strong> fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> di via Giusto Muratti 1 a <strong>Trieste</strong> la mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong>, esito dell&#8217;omonimo progetto di residenze artistiche internazionali promosso dall&#8217;Associazione <strong>IoDeposito ETS</strong>.</p>
<p>La mostra trova casa in una location particolarmente significativa, uno spazio espositivo e interattivo dedicato alla valorizzazione del patrimonio forestale regionale e della cultura del legno, realizzato dal <strong>Cluster Legno Arredo e Sistema Casa FVG</strong> con la Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con <strong>Legno Servizi – Cluster Forestale FVG</strong>.</p>
<p>Nato nel 2020 e sostenuto dalla <strong>Regione </strong>e dalla <strong>Fondazione Carigo</strong>, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> rappresenta una delle progettualità pluriennali più significative sviluppate da <strong>IoDeposito</strong> per creare <strong>relazioni tra artisti internazionali e tessuto produttivo regionale</strong>.</p>
<p>Nel corso degli anni il progetto ha dato vita a oltre venti opere tra installazioni, interventi di land art e lavori multimediali, costruendo un dialogo originale tra memoria industriale, sostenibilità e identità territoriale.</p>
<p>Gli artisti coinvolti vivono infatti un&#8217;esperienza immersiva all&#8217;interno di aziende, aree produttive e contesti naturali, osservando processi, incontrando lavoratori e comunità e trasformando questa esperienza in opere <em>site-specific</em>.</p>
<p>L&#8217;esposizione triestina raccoglie gli <strong>esiti delle più recenti residenze artistiche</strong> e delle ricerche sul campo realizzate da <strong>Marta Azparren, Guido Mitidieri, Nemanja Milenković e Yilin Zhu</strong>, protagonisti di un percorso che attraversa idealmente l&#8217;intera filiera del legno regionale, dalle aree boschive alle lavorazioni industriali.</p>
<p>Al centro della mostra vi è il lavoro della <em>visual artist</em> spagnola <strong>Marta Azparren</strong>, sviluppato durante la residenza presso un&#8217;azienda di arredo di alta gamma di San Giovanni al Natisone. Attraverso l&#8217;osservazione dei gesti ripetitivi della produzione e l&#8217;utilizzo di particolari strumenti applicati ai guanti da lavoro, l&#8217;artista ha trasformato il legno in un archivio materiale della memoria del lavoro umano, restituendo visibilità a movimenti e competenze spesso destinati a rimanere invisibili.</p>
<p>Accanto a questa ricerca trovano spazio il percorso dell&#8217;architetto e artista concettuale <strong>Guido Mitidieri</strong> che esplora il rapporto tra comunità e paesaggio, che avrà il suo sviluppo finale a metà con un’opera di <strong><em>land art</em></strong> <strong>sulle rive dell’Isonzo</strong> in località Sagrado.</p>
<p>Le riflessioni sull&#8217;equilibrio tra uomo e natura dell&#8217;artista serbo <strong>Nemanja Milenković</strong>; e il lavoro della <em>sound artist</em> <strong>Yilin Zhu</strong>, che attraverso <strong>installazioni sonore </strong>generate con l&#8217;intelligenza artificiale rielabora i rumori delle lavorazioni industriali e i suoni del bosco, restituendo una nuova dimensione sensibile al patrimonio immateriale del lavoro.</p>
<p>Attraverso opere materiche, fotografiche, video e sonore, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> propone una riflessione <strong>sul ruolo dell&#8217;essere umano nei processi produttivi contemporanei</strong>, sospesi tra tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica.</p>
<p>Un progetto che guarda alla transizione ecologica non solo come sfida industriale, ma anche culturale, riaffermando il valore della memoria, del gesto e delle relazioni tra persone, imprese e territorio.</p>
<p>La mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> sarà visitabile a ingresso libero fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> a Trieste <strong>dal lunedì al venerdì in orario 10.00-13.00 | 14.00-17.00. L’ingresso è gratuito</strong>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-08</mec:startDate>
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        <mec:endDate>2026-06-08</mec:endDate>
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                <mec:category>meeting</mec:category>
        
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            <item>
		<title>A Lignano unico concerto in Italia per gli Avantasia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/a-lignano-unico-concerto-in-italia-per-gli-avantasia/</link>
        
        
        <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 21:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="810" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/TobiasSammet_low.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="TobiasSammet low" loading="lazy" title="A Lignano unico concerto in Italia per gli Avantasia 53"> All'Arena Alpe Adria la tappa del tour mondiale “Here Be Dragons” del supergruppo symphonic metal tedesco ]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt"><em>Tobias Sammet</em></span></p>
<p>Dopo il grande successo ottenuto quest’anno all’Alcatraz di Milano, <strong>Tobias Sammet</strong> riporta gli <strong>Avantasia</strong> in Italia nell’estate 2026, per un unico concerto nel nostro paese, in programma l’<strong>8 giugno</strong> all’<strong>Arena Alpe Adria</strong> di <strong>Lignano Sabbiadoro</strong>, primo grande nome della nuova edizione del<strong> Lignano Sunset Festival</strong>.</p>
<p>I <strong>biglietti</strong> per il concerto del supergruppo tedesco, icona del genere symphonic power metal mondiale, organizzato da <strong>Zenit srl</strong> in collaborazione con <strong>Città di Lignano Sabbiadoro</strong>, <strong>Regione Friuli Venezia Giulia</strong> e <strong>PromoTurismoFVG</strong>, saranno in vendita sui circuiti <strong>Ticketone</strong> e <strong>Vivaticket</strong> dalle 10.00 di lunedì <strong>24 novembre 2025</strong>. Info e punti autorizzati su <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.azalea.it" target="_blank" rel="noopener">www.azalea.it</a></span>.</p>
<p>Gli <strong>Avantasia</strong>, considerati fra i progetti di punta del symphonic metal internazionale, si preparano a inaugurare una nuova fase della loro straordinaria carriera.</p>
<p>Con <strong>dieci album all’attivo</strong>, primi posti nelle classifiche internazionali, dischi d’oro e tournée sold out in Europa, Asia, Australia, Nord e Sud America, il fondatore <strong>Tobias Sammet</strong> si conferma come uno dei musicisti di maggior successo della sua generazione.</p>
<p>Da 25 anni, Avantasia è una realtà unica per dimensioni, prestigio e impatto sul pubblico. Nel <strong>marzo 2025</strong> la band ha dato ufficialmente inizio a un nuovo capitolo con un tour mondiale nelle arene, legato all’uscita del decimo album in studio, <strong>“Here Be Dragons”</strong>.</p>
<p>«<em>È l’inizio di una nuova era per gli Avantasia</em> – afferma <strong>Tobias Sammet</strong> –. <em>Il tour <strong>Here Be Dragons</strong> sarà un vero viaggio in un mondo di meraviglia, un’esperienza immersiva con grandi effetti speciali e una produzione più imponente di qualsiasi altra che abbiamo mai portato sul palco. Brani epici, potenti, che si integrano con i nostri classici e con alcune canzoni quasi dimenticate formeranno la scaletta live.  Sì, gli Avantasia sono tornati</em>».</p>
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        <mec:startDate>2026-06-08</mec:startDate>
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        <mec:endDate>2026-06-08</mec:endDate>
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                <mec:location>Arena Alpe Adria, Lignano Sabbiadoro</mec:location>
        
        
                <mec:category>music</mec:category>
        
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            <item>
		<title>Le chiese del Friuli prima del sisma</title>
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        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="945" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="chiese votive" loading="lazy" title="Le chiese del Friuli prima del sisma 54"> Una mostra raccoglie lo fotografie scattate da don Giuseppe Marchetti negli anni '60: una straordinaria opera di documentazione]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Fondo Fotografico Giuseppe Marchetti &#8211; Società Filologica Friulana, Udine</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di <strong>don Giuseppe Marchetti</strong> (1902-1966), la Società Filologica Friulana ricorda infatti la figura del sacerdote, intellettuale e friulanista con un’iniziativa nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana.</p>
<p><strong>Venerdì 8 maggio</strong> (il giorno in cui Marchetti morì 60 anni fa), alle 17 nel salone d’onore “Guglielmo Pelizzo” di Palazzo Mantica di Via Manin 18 a Udine,  si svolgerà l’incontro “<em>La vôs de Patrie: pre Josef Marchet 60 agns dapò</em>” con l’intervento di Walter Tomada e Carlo Venuti.</p>
<p>Tra i contributi più originali di Marchetti alla cultura friulana spicca il progetto, avviato nei primi anni Sessanta e interrotto dalla sua morte nel 1966, di una ricognizione sistematica delle chiesette votive del Friuli storico.</p>
<p>L’opera, raccolta nel volume postumo curato da <strong>Gian Carlo Menis <em>Le chiesette votive del Friuli</em></strong>, fu pubblicato dalla Società Filologica Friulana (1972).</p>
<p>Da quel volume nasce ora la mostra fotografica “<strong><em>Lis gleseutis di pre Josef Marchet</em></strong>” nello spazio espositivo della “Cjanive de Filologjiche”, che sarà inaugurata sempre l’8 maggio a Palazzo Mantica dopo il sopracitato incontro.</p>
<p>Alla base dell’esposizione &#8211; curata da <strong>Raffaella Canci</strong> e <strong>Stefano Perulli</strong> &#8211; il Fondo Marchetti, composto da più di 350 fotografie, 300 disegni e 32 chine, conservato negli archivi della Società Filologica ed è oggetto di un progetto di digitalizzazione e catalogazione.</p>
<p>Una guida preziosa per riscoprire le chiesette votive del Friuli, un patrimonio in parte perduto, in parte trasformato, ma ancora capace di raccontare la storia friulana.</p>
<p>L’<strong>esposizione rimarrà aperta fino al 12 giugno</strong> (orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. In occasione di Vicino/Lontano e della Notte dei Lettori, la mostra rimarrà aperta anche sabato 9 e domenica 10 maggio e sabato 6 e domenica 7 giugno). Mostra con il sostegno della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il patrocinio di Arcidiocesi di Udine, Arcidiocesi di Gorizia, Diocesi di Concordia Pordenone e in collaborazione con il CRAF.</p>
<p>Concluderà la giornata, alle 19, la celebrazione di una messa di suffragio all’Oratorio delle Purità, celebrata da <strong>mons. Luciano Nobile</strong>.</p>
<p>Il lavoro di Marchetti rappresenta ancora oggi una documentazione di straordinaria ampiezza e valore, capace di restituire dignità a un patrimonio fino ad allora marginale negli studi.</p>
<p>Infatti, in un contesto storico e culturale in cui l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente all’architettura monumentale, Marchetti intuì l’importanza delle piccole costruzioni devozionali: edifici nati per voto, in risposta a pestilenze, guerre o calamità, oppure per iniziativa privata.</p>
<p>Queste chiesette, realizzate da maestranze locali con tecniche spontanee, sono espressione di una religiosità popolare stratificata e profondamente radicata nel territorio.</p>
<p>La ricerca, pubblicata inizialmente sulla rivista «<em>Sot la Nape</em>», suscitò un interesse inatteso e contribuì a inaugurare una nuova sensibilità verso l’architettura minore.</p>
<p>Marchetti ampliò così il progetto in un censimento esteso, arrivando a documentare oltre ottocento edifici distribuiti tra Carnia, pianura friulana e area concordiese distinguendo le chiesette votive da edicole, ancone e cesioi, la tipica piccola costruzione sacra della Destra Tagliamento, affrontando con scrupolo anche i casi incerti.</p>
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        <mec:endDate>2026-06-09</mec:endDate>
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		<title>Luci del silenzio</title>
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        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="800" height="973" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="silenzio" loading="lazy" title="Luci del silenzio 55"> A Monfalcone la mostra pittorica di Fabiana Biasioli: opere esposte fino al 20 giugno]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Verrà inaugurata venerdì 29 maggio 2026, alle 18, presso la Società Monfalconese di Mutuo Soccorso (via Barbarigo 26), &#8220;<em>Luci del silenzio</em>&#8220;, la mostra pittorica di <strong>Fabiana Biasioli</strong>.</p>
<p>Per l’artista si tratta della seconda mostra personale dopo &#8220;<em>La musica dei colori</em>&#8221; tenuta nella stessa Sala Eugenio Valentinis nel 2022.</p>
<p>Le opere rimarranno in esposizione <strong>fino al 20 giugno 2026</strong>.</p>
<p>Biasioli, monfalconese classe 1964, vanta una carriera radicata nella sperimentazione materica e nell&#8217;evoluzione stilistica, passata dall&#8217;artigianato artistico alle mostre collettive e personali.</p>
<p>La sua formazione unisce gli studi scolastici a un percorso da autodidatta. In particolare, il lavoro con il professor De Luca le ha permesso di esprimere la propria interiorità attraverso immagini oniriche e cromatiche.</p>
<p>Le tecniche spaziano tra acrilico, acquerello, pastelli e matite su tela o cartoncino, variando in base al messaggio.</p>
<p>Le sue opere, calde e avvolgenti, traspongono stati d&#8217;animo e concetti di rinascita, prediligendo volti femminili, natura ed elementi floreali.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
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            <item>
		<title>Il sogno e il racconto</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/</link>
        
        
        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="906" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valentinuzzi Monfalcone 3 giugno 2026" loading="lazy" title="Il sogno e il racconto 56"> A Monfalcone la mostra personale che ripercorre il cammino artistico di Diego Valentinuzzi]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 3 al 29 giugno l’Atrio del Municipio di Monfalcone ospiterà la mostra personale di <strong>Diego Valentinuzzi</strong>, dal titolo <strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong>, un percorso espositivo dedicato a uno degli artisti monfalconesi più versatili, capace di attraversare linguaggi, suggestioni e riferimenti differenti, dalla pop art al classicismo, dal simbolismo alla dimensione onirica.</p>
<p>La personale rappresenta un’occasione per ripercorrere il lungo cammino artistico di Valentinuzzi, nato a Monfalcone nel 1953, formatosi all’Istituto Superiore di Stato per l’Artigianato e protagonista, nel corso della sua carriera, di numerose esperienze espositive e collaborazioni artistiche.</p>
<p>Dopo il periodo romano degli anni Settanta, durante il quale entra in contatto con diversi ambienti artistici della Capitale, Valentinuzzi ha sviluppato un linguaggio personale e riconoscibile, nel quale convivono memoria, immaginazione, elementi classici, riferimenti alla cultura contemporanea e una forte componente narrativa.</p>
<p>Nelle sue opere realtà e fantasia si intrecciano in composizioni che invitano lo spettatore ad andare oltre l’apparenza del visibile.</p>
<p>Il sogno, l’inconscio, il simbolo e la contaminazione tra stili diventano strumenti attraverso cui l’artista costruisce mondi sospesi, poetici ed enigmatici, capaci di aprire un dialogo tra interiorità e immagine.</p>
<p><strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong> sarà visitabile nell’Atrio del Municipio di Monfalcone, in Piazza della Repubblica 8, <strong>dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12</strong> e <strong>il lunedì e mercoledì anche dalle 15.30 alle 17.30</strong>.</p>
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        <mec:startDate>2026-06-09</mec:startDate>
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        <mec:endDate>2026-06-09</mec:endDate>
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		<title>Torna il Festival del Giornalismo di Leali delle Notizie</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/torna-il-festival-del-giornalismo-di-leali-delle-notizie/</link>
        
        
        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="794" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/gruppo-inauguazione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gruppo inauguazione" loading="lazy" title="Torna il Festival del Giornalismo di Leali delle Notizie 57"> A Ronchi dei Legionari la XII edizione: apertura e chiusura nel segno dei premi, in memoria di Cristina Visintini e Daphne Caruana Galizia]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;inaugurazione dell&#8217;edizione 2025 del Festival del Giornalismo</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’associazione culturale <strong>Leali delle Notizie</strong> si prepara a dare vita alla <strong>XII edizione del Festival del Giornalismo </strong>che, <strong>dal 9 al 14 giugno</strong>, trasformerà per una settimana <strong>Ronchi dei Legionari </strong>nella capitale del giornalismo, grazie a un calendario ricco di ospiti e appuntamenti che, come da tradizione, non seguirà un unico filo conduttore, ma spazierà tra i principali temi di attualità, senza dimenticare le occasioni per ripercorrere importanti pagine di storia.</p>
<p><a href="https://lealidellenotizie.it/festival-del-giornalismo-ronchi-dei-legionari/programma-2026/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline">QUI IL PROGRAMMA COMPLETO</span></a></p>
<p>Leali delle Notizie ha lavorato a lungo per portare ancora una volta sul territorio una manifestazione culturale di qualità: nel calendario ci saranno <strong>quattro mostre, quattro spettacoli e 55 panel</strong>, tra incontri, masterclass e presentazioni editoriali e video, che vedranno salire sul palco 175 ospiti.</p>
<p>Tra le principali novità, c’è un importante cambio di location: il cuore del Festival si sposta <strong>nel Parco Excelsior di via Roma</strong>, dove gli ospiti ritroveranno il palatenda, lo spazio autori e i vari stand che animeranno la manifestazione.</p>
<p>Sotto la lente d&#8217;ingrandimento ci sarà, naturalmente, l&#8217;informazione, analizzata da diverse angolazioni per comporre una visione a 360 gradi, spaziando dall’intelligenza artificiale al racconto dei conflitti, dalle inchieste alla cronaca giudiziaria, senza dimenticare sfide e problemi, dalle querele alla libertà di stampa sempre più a rischio.</p>
<p>Non mancheranno le pagine di attualità internazionale (dal Medioriente agli Stati Uniti, passando per Russia, Europa, Cina e India, ma anche per l’Africa e i Balcani), la politica nazionale e le principali vicende che hanno catturato l’attenzione del pubblico, senza trascurare importanti anniversari, a partire dai <strong>50 anni del</strong> <strong>terremoto del Friuli</strong>, che sarà al centro di diversi appuntamenti, ma anche <strong>gli 800 anni di</strong> <strong>San Francesco</strong> e i <strong>25 anni dal G8 di Genova</strong>, analizzati anche in relazione alla contemporaneità.</p>
<h3><strong>I PREMI</strong></h3>
<p>Anche l&#8217;edizione 2026 si aprirà e si chiuderà con la consegna di due riconoscimenti: il <strong>9 giugno</strong> si parte con la quinta edizione del <strong>premio Leali Young in memoria di Cristina Visintini</strong>, un&#8217;occasione per ricordare la giornalista e vicepresidente di Leali delle Notizie, scomparsa prematuramente nell’agosto 2021.</p>
<p>Il concorso, dedicato agli aspiranti giornalisti tra i 18 e i 35 anni, chiedeva di riflettere sul <strong>cambiamento climatico</strong>.</p>
<p><strong>Silvia</strong> <strong>Ronco </strong>ha vinto nella categoria articoli, mentre <strong>Maria Selene Clemente</strong> ha conquistato la sezione prodotti multimediali; entrambe, grazie al supporto quinquennale della <strong>Cassa rurale e artigiana del Friuli Venezia Giulia</strong>, che, con questa iniziativa, vuole ricordare Cristina, per anni membro del Cda dell’istituto di Turriaco, riceveranno un premio da 2.500 euro e saranno ospiti durante la settimana del Festival, collaborando con l’ufficio stampa.</p>
<p>Nell’ultima giornata del Festival, domenica 14, si svolgerà la cerimonia di consegna della nona edizione del <strong>premio Leali delle Notizie in Memoria di Daphne Caruana Galizia</strong>, con il quale l’associazione, d’intesa con la famiglia, vuole ricordare la giornalista maltese uccisa in un attentato il 16 ottobre 2017.</p>
<p>Il comitato scientifico quest’anno ha deciso di assegnare il riconoscimento al direttore di <em>Fanpage.it</em>, <strong>Francesco Cancellato</strong>, per esprimere solidarietà e vicinanza al giornalista, vittima del ‘caso Paragon’, sul quale non è stata fatta ancora chiarezza.</p>
<p>Il premio vuole ribadire il concetto che spiare i giornalisti è un attacco al diritto a informare, è vietato dalla legge ed è contrario al principio della libertà di stampa.</p>
<p>L’opera donata al vincitore è stata realizzata dall’artista <strong>Andrea</strong> <strong>Verzegnassi</strong>.</p>
<h3><strong>IL PROGRAMMA</strong></h3>
<p>Non solo temi, ma anche linguaggi espressivi diversi. Accanto agli incontri, ci sarà spazio per quattro esposizioni: si parte da <strong><em>1976, il terremoto</em></strong> che, grazie al <strong>Craf &#8211; Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia</strong> di <strong>Spilimbergo</strong>, permetterà di ricordare i 50 anni dalla scossa che ha cambiato per sempre il Friuli; la mostra è stata inaugurata <strong>sabato 16 maggio</strong> a Gradisca d’Isonzo (Corte D’Aviano di palazzo Torriani).</p>
<p>A Ronchi, invece, si potranno ammirare gli scatti del fotogiornalista <strong>Francesco</strong> <strong>Malavolta </strong>dedicati alle <strong><em>Migrazioni </em></strong>(inaugurazione domenica 24 maggio, all’auditorium Casa della Cultura) e quelli di <strong>Franco Lannino</strong> raccolti nella selezione <strong><em>Sulla strada. Fotoreporter di Sicilia</em> </strong>(vernissage martedì 9 giugno, alle 16, nella sede di Leali delle Notizie), mentre <strong>Manoocher</strong> <strong>Deghati</strong>, grazie alla collaborazione con <em>Dedica Festival</em>, ci farà viaggiare, attraverso le sue immagini, in <strong>Iran</strong> (inaugurazione mercoledì 10 giugno, alle 16.15, a Villa Vicentini Miniussi).</p>
<p>Le mostre saranno visitabili sino al 31 agosto.</p>
<p>Quattro anche gli spettacoli: si va da <strong><em>20 grammi</em></strong>, monologo sulla crisi climatica in collaborazione con il <em>Festival dell’Acqua </em>di Staranzano (sabato 23 maggio alle 21), a <strong><em>Parole d’onore</em></strong> di e con <strong>Attilio</strong> <strong>Bolzoni</strong> e <strong>Marco</strong> <strong>Gambino</strong> mercoledì 10 giugno, sul racconto delle mafie e le testimonianze di chi le ha combattute, passando per <strong><em>Inumana: Cos&#8217;è un uomo senza la libertà</em></strong>, musica e parole per Gaza di e con <strong>Rossella</strong> <strong>Spinosa</strong> (pianista e compositrice) e <strong>Laura Silvia Battaglia</strong> (giornalista) giovedì 11, per terminare con <strong><em>Catastrofico terremoto in Friuli. La prima e le altre scosse nel racconto del Messaggero Veneto</em></strong> di e con <strong>Valerio</strong> <strong>Marchi</strong> (testi, narrazione) e <strong>Paolo</strong> <strong>Forte</strong> (commento musicale), che saranno introdotti da <strong>Paolo Mosaghini </strong>venerdì 12.</p>
<p>Nel calendario non mancheranno le occasioni di riflessione su alcuni dei temi ‘caldi’ dell’attualità, dall’intelligenza artificiale e le sue molteplici ricadute sul racconto della realtà alle fake news, dalla legalità all’evoluzione delle mafie, passando per le carceri e l’accessibilità.</p>
<p>In ambito geopolitico, rifletteremo di Russia e della mancanza di libertà si parlerà anche giovedì 11 giugno con le giornaliste <strong>Marta Allevato</strong> e <strong>Margarita</strong> <strong>Liutova</strong> (soggetta a pressioni nel suo Paese proprio per il suo lavoro) e il professor <strong>Tommaso Piffer</strong>.</p>
<p>Il Festival permetterà anche di analizzare la situazione degli <strong>Usa</strong> (martedì 9), la <strong>GenZ e le proteste dal Marocco al Madagascar, passando per Indonesia e Nepal</strong> (mercoledì 11), l<strong>’Africa al femminile </strong>(giovedì 12), ma anche l’utilizzo sempre più diffuso dei droni nei conflitti (sabato 13 con <strong>Gianluca Di Feo</strong>), il ruolo di <strong>India e Cina</strong> sullo scenario internazionale, i Balcani e il caso <strong>Serbia</strong> e, naturalmente, il <strong>Medio Oriente</strong> (sempre sabato 13).</p>
<p>L’importanza delle parole sarà al centro di due appuntamenti, martedì 9 giugno con Il linguaggio d’odio contro le donne (in collaborazione con <em>GiULiA Giornaliste</em>) e mercoledì 11 con la sociolinguista <strong>Vera Gheno</strong>, mentre sulla comunicazione politica si confronteranno, domenica 14, <strong>Stefano Polli</strong> (vicedirettore Ansa), <strong>Sara</strong> <strong>Monaci</strong> (giornalista Il Sole 24 Ore) e <strong>Brunella</strong> <strong>Bolloli</strong> (caporedattore politica e interni Libero), moderati da <strong>Alessio</strong> <strong>Lasta</strong> (giornalista <em>Lo Stato delle Cose</em> – Rai3).</p>
<p>Il Festival continua a essere un importante momento di formazione: alcuni appuntamenti daranno diritto all’ottenimento di crediti formativi e deontologici da parte dell’Ordine dei Giornalisti. Sarà possibile registrarsi sul sito www.formazionegiornalisti.it o in loco.</p>
<p>“Sono certo – le parole del presidente di Leali delle Notizie, <strong>Luca Perrino</strong> – che anche questa dodicesima edizione piacerà e piaceranno i suoi contenuti. Desiderodire grazie a chi, in questi mesi, ci ha messo il cuore e a chi, nei prossimi giorni, sacrificherà tempo, molto tempo, per fare in modo che tutto fili liscio. Grazie a chi ci sostiene, grazie alle istituzioni, alla Regione, all’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari e a tutte quelle municipalità che ci ospitano, in primis, ma anche agli sponsor, ai partner, ai media, alle realtà locali e non e grazie a chi vuol bene al nostro Festival”.</p>
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                <mec:category>discovery</mec:category>
        
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            <item>
		<title>Peripheral Memories</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/</link>
        
        
        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

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        <description><![CDATA[<img width="1366" height="814" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/peripheral1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="peripheral1" loading="lazy" title="Peripheral Memories 58"> A Trieste una mostra tra arte, memoria industriale e territorio nella filiera del legno del Friuli Venezia Giulia]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Una foresta nel cuore della città per raccontare il legame tra arte contemporanea, lavoro, paesaggio e memoria.</p>
<p>Sarà visitabile da <strong>lunedì 8 giugno</strong> fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> di via Giusto Muratti 1 a <strong>Trieste</strong> la mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong>, esito dell&#8217;omonimo progetto di residenze artistiche internazionali promosso dall&#8217;Associazione <strong>IoDeposito ETS</strong>.</p>
<p>La mostra trova casa in una location particolarmente significativa, uno spazio espositivo e interattivo dedicato alla valorizzazione del patrimonio forestale regionale e della cultura del legno, realizzato dal <strong>Cluster Legno Arredo e Sistema Casa FVG</strong> con la Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con <strong>Legno Servizi – Cluster Forestale FVG</strong>.</p>
<p>Nato nel 2020 e sostenuto dalla <strong>Regione </strong>e dalla <strong>Fondazione Carigo</strong>, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> rappresenta una delle progettualità pluriennali più significative sviluppate da <strong>IoDeposito</strong> per creare <strong>relazioni tra artisti internazionali e tessuto produttivo regionale</strong>.</p>
<p>Nel corso degli anni il progetto ha dato vita a oltre venti opere tra installazioni, interventi di land art e lavori multimediali, costruendo un dialogo originale tra memoria industriale, sostenibilità e identità territoriale.</p>
<p>Gli artisti coinvolti vivono infatti un&#8217;esperienza immersiva all&#8217;interno di aziende, aree produttive e contesti naturali, osservando processi, incontrando lavoratori e comunità e trasformando questa esperienza in opere <em>site-specific</em>.</p>
<p>L&#8217;esposizione triestina raccoglie gli <strong>esiti delle più recenti residenze artistiche</strong> e delle ricerche sul campo realizzate da <strong>Marta Azparren, Guido Mitidieri, Nemanja Milenković e Yilin Zhu</strong>, protagonisti di un percorso che attraversa idealmente l&#8217;intera filiera del legno regionale, dalle aree boschive alle lavorazioni industriali.</p>
<p>Al centro della mostra vi è il lavoro della <em>visual artist</em> spagnola <strong>Marta Azparren</strong>, sviluppato durante la residenza presso un&#8217;azienda di arredo di alta gamma di San Giovanni al Natisone. Attraverso l&#8217;osservazione dei gesti ripetitivi della produzione e l&#8217;utilizzo di particolari strumenti applicati ai guanti da lavoro, l&#8217;artista ha trasformato il legno in un archivio materiale della memoria del lavoro umano, restituendo visibilità a movimenti e competenze spesso destinati a rimanere invisibili.</p>
<p>Accanto a questa ricerca trovano spazio il percorso dell&#8217;architetto e artista concettuale <strong>Guido Mitidieri</strong> che esplora il rapporto tra comunità e paesaggio, che avrà il suo sviluppo finale a metà con un’opera di <strong><em>land art</em></strong> <strong>sulle rive dell’Isonzo</strong> in località Sagrado.</p>
<p>Le riflessioni sull&#8217;equilibrio tra uomo e natura dell&#8217;artista serbo <strong>Nemanja Milenković</strong>; e il lavoro della <em>sound artist</em> <strong>Yilin Zhu</strong>, che attraverso <strong>installazioni sonore </strong>generate con l&#8217;intelligenza artificiale rielabora i rumori delle lavorazioni industriali e i suoni del bosco, restituendo una nuova dimensione sensibile al patrimonio immateriale del lavoro.</p>
<p>Attraverso opere materiche, fotografiche, video e sonore, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> propone una riflessione <strong>sul ruolo dell&#8217;essere umano nei processi produttivi contemporanei</strong>, sospesi tra tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica.</p>
<p>Un progetto che guarda alla transizione ecologica non solo come sfida industriale, ma anche culturale, riaffermando il valore della memoria, del gesto e delle relazioni tra persone, imprese e territorio.</p>
<p>La mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> sarà visitabile a ingresso libero fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> a Trieste <strong>dal lunedì al venerdì in orario 10.00-13.00 | 14.00-17.00. L’ingresso è gratuito</strong>.</p>
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