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	<title>TURISMO &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>TURISMO &#8211; imagazine.it</title>
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	<item>
		<title>Sapori Pro Loco scalda i motori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 13:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[pro loco]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ufficializzate le date della 23ª edizione. Fulcro del programma sarà l’area “Io sono Friuli Venezia Giulia”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/sapori-pro-loco-2024.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/sapori-pro-loco-scalda-i-motori/">Sapori Pro Loco scalda i motori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>(© Luca Chiandoni)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CODROIPO – Il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione tra le Pro Loco d’Italia annuncia le date della <strong>23ª edizione di <em>Sapori Pro Loco</em></strong>.</p>
<p>La festa delle tipicità enogastronomiche si svolgerà per <strong>due weekend a Villa Manin di Passariano</strong> di Codroipo il <strong>16-17 maggio</strong> e il <strong>22-23-24 maggio</strong>.</p>
<p>Il 12 maggio nella conferenza stampa in programma nella sede della Regione a Udine verrà presentato il programma ma già adesso c’è la conferma che la manifestazione aprirà dall’ora di pranzo nella sua prima giornata, proseguendo la sperimentazione iniziata nelle ultime due edizioni.</p>
<p>Anche quest’anno, inoltre, fulcro del programma sarà l’area “<em>Io sono Friuli Venezia Giulia</em>”, uno spazio dedicato alla valorizzazione delle eccellenze regionali, per interagire con il pubblico di Sapori Pro Loco nei vari incontri che saranno promossi.</p>
<p>Realizzata con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso l’assessorato alle Attività produttive e Turismo e PromoTurismoFVG, l’area rappresenterà una vetrina d’eccezione per presentare e conoscere alcuni dei prodotti più caratteristici del territorio.</p>
<p>“Ci eravamo accorti – spiega il presidente del Comitato UNPLI FVG, <strong>Pietro De Marchi</strong> – che la “voglia” di <em>Sapori Pro Loco</em> era già alta fin dalla mattina della prima giornata, in cui storicamente iniziavamo nel tardo pomeriggio. E così anche quest’anno partiremo con il pranzo. Nell’attesa di fornire il programma ufficiale, possiamo già dire che saranno una ventina le Pro Loco presenti con le proprie specialità culinarie nonché i consueti spazi dell’enoteca regionale e della birroteca. Confermata la vicinanza dell’Assessorato regionale alle Attività produttive e Turismo e PromoTurismoFVG, che ringraziamo, con l’area “Io sono Friuli Venezia Giulia” che sarà il fulcro della proposta di incontri e degustazioni. Tra le anticipazioni una nuova disposizione del palco per gli spettacoli musicali. Nell’attesa di aprire i battenti, prosegue il lavoro di avvicinamento dei nostri volontari”.</p>
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		<item>
		<title>Grifoni e aquile di mare: la magia della Riserva di Cornino</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/grifoni-e-aquile-di-mare-la-magia-della-riserva-di-cornino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 10:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[cornino]]></category>
		<category><![CDATA[forgaria]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Liberati i due esemplari donati dalla Zoo di Dresda. Avvistata nei giorni scorsi la specie solitamente osservabile nelle zone costiere</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Cornino-liberazione-grifoni-Zoo-Dresda.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/grifoni-e-aquile-di-mare-la-magia-della-riserva-di-cornino/">Grifoni e aquile di mare: la magia della Riserva di Cornino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>La liberazione dei grifoni dello Zoo di Dresda</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>FORGARIA NEL FRIULI – Sono stati liberati nei giorni scorsi i <strong>due grifoni</strong> che nel novembre 2025 erano stati donati alla <strong>Riserva naturale regionale del lago di Cornino</strong> dallo <strong>Zoo di Dresda</strong>, nell&#8217;ambito delle collaborazioni internazionali attivate dal sito protetto, gestito dalla Coop Pavees, presieduta da Luca Sicuro.</p>
<p>Grazie al miglioramento delle condizioni meteo gli esemplari, nati in cattività nel 2024 e nel 2025 e ormai del peso di 8 chili, hanno potuto essere reintrodotti in natura: «Hanno spiccato il volo sul punto di alimentazione – spiega il direttore scientifico della Riserva, <strong>Fulvio Genero</strong> –, manifestando ottime condizioni fisiche e raggiungendo presto gli altri grifoni presenti nell’area. Ora vengono monitorati grazie agli anelli applicati loro: in questo modo potremo seguirne i movimenti e gli eventuali spostamenti verso altre colonie presenti in Europa».</p>
<p>All&#8217;operazione hanno partecipato i naturalisti <strong>Marco Favalli</strong>, <strong>Enrico Benussi</strong> e <strong>Carlo </strong><strong>Dal Cin</strong>.</p>
<p>La nascita dei due grifoni allo Zoo di Dresda aveva rappresentato un evento significativo: «Si tratta – conferma Genero – di circostanze importanti e impegnative, che richiedono anni di preparazione e criteri di allevamento effettuati con opportune metodologie, per assicurare agli animali condizioni fisiche tali da poter essere liberati. Servono investimenti notevoli, che sono finalizzati anche alla partecipazione a importanti progetti di conservazione sul territorio, con il rilascio in natura degli esemplari».</p>
<p>Nel frattempo, negli spazi della Riserva «sono state avvistate – informa <strong>Luca Sicuro</strong> – due aquile di mare, specie che è più facile osservare nelle zone costiere».</p>
<p>A Cornino era stata già riscontrata più volte, ma negli ultimi anni la frequenza degli avvistamenti era calata: è stata quindi una sorpresa la comparsa di un individuo immaturo sul punto dell’alimentazione. Ancora più interessante l’osservazione di un adulto alcuni giorni più tardi: era stato segnalato poco prima a Sequals, con movimento verso est. Si è fermato solo pochi minuti, forse perché disturbato da velivoli o altro.</p>
<p>La specie è in aumento in vari Paesi europei e sta progressivamente rioccupando settori del suo antico areale, dal quale era scomparsa a causa, principalmente, delle persecuzioni umane e della perdita di <em>habitat</em>.</p>
<p>In Austria l&#8217;aquila di mare ha ripreso a nidificare nel 2001 e in pochi anni la popolazione è arrivata a circa 100 coppie.</p>
<p>Le osservazioni relativamente regolari della specie, soprattutto lungo la costa ma anche in zona pedemontana, fanno ben sperare per un ritorno della specie come nidificante in Italia (l&#8217;estinzione risale al 1956, in Sardegna), magari partendo proprio dal Friuli.</p>
<p>«Il punto di alimentazione della Riserva – sottolinea al riguardo il presidente della Coop Pavees – rappresenta un importante polo di attrazione, confermandosi un sito di importanza internazionale per il <em>birdwatching</em>».</p>
<p>La Riserva di Cornino, intanto, è entrata nel suo trentesimo anno di vita e attività: «Per celebrare la ricorrenza – informa il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, <strong>Luigino Ingrassi</strong> – è stato predisposto un apposito adesivo &#8220;griffato&#8221;, donato da Marco Preziosi, artista naturalista».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Rotta dei Fenici punta su Aquileia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/la-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 17:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[aquileia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[meeting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La città patriarcale ospita assieme alla slovena Ajdovščina il XIX Dialogo Euro-Mediterraneo: spazio di confronto, cooperazione e sviluppo sostenibile</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Aquileia-dallalto-Porto-Fluviale_-Nicola-Oleotto-copia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-rotta-dei-fenici-punta-su-aquileia/">La Rotta dei Fenici punta su Aquileia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;antico porto fluviale di Aquileia (© Nicola Oleotto)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>AQUILEIA – Si terrà il 19 e 20 marzo ad <strong>Aquileia e ad Ajdovščina (Slovenia)</strong> il <strong>XIX Dialogo Euro-Mediterraneo sulla Rotta dei Fenici</strong>, appuntamento annuale internazionale della<em> Rotta dei Fenici, </em>Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.</p>
<p>Un incontro che riunisce <strong>studiosi, istituzioni culturali, amministratori pubblici e operatori del settore provenienti da diversi Paesi</strong> del Mediterraneo e dell’Europa, con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale come spazio di confronto, cooperazione e sviluppo sostenibile.</p>
<p>L’iniziativa rappresenta uno dei momenti centrali di confronto per il <strong>network internazionale della <em>Rotta dei Fenici</em>, che oggi riunisce oltre 80 enti associati tra istituzioni pubbliche, università, musei, territori </strong>e organizzazioni culturali impegnate nella valorizzazione dei paesaggi storici e delle rotte mediterranee che per secoli hanno favorito scambi tra popoli e civiltà.</p>
<p>I lavori prenderanno il via<strong> il 19 marzo ad Aquileia, </strong>ospiti della Fondazione Aquileia, co-organizzatore dell’appuntamento e partner della Rotta dei Fenici, con l’Assemblea Generale Internazionale 2026 riservata ai soci dell’associazione.</p>
<p>A partire dalle ore 10.30, presso la Sala Conferenze di Palazzo Brunner-Segré, si aprirà la sessione pubblica con due panel di approfondimento dedicati al rapporto tra itinerari culturali, gestione del patrimonio e cooperazione internazionale.</p>
<p>Il primo panel, dal titolo <strong>“<em>La Rotta dei Fenici e il Patrimonio Culturale: un legame indissolubile</em>”</strong>, sarà dedicato al ruolo degli enti aderenti alla Rotta che gestiscono siti e patrimoni di rilevanza internazionale, con interventi e testimonianze che metteranno in luce buone pratiche di tutela, valorizzazione e promozione culturale.</p>
<p>Il secondo panel, <strong>“<em>La collaborazione tra la Rotta dei Fenici e altri Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa</em>”</strong>, approfondirà invece il tema delle sinergie tra diversi itinerari europei, evidenziando come la cooperazione tra reti culturali possa contribuire alla costruzione di progetti comuni, alla promozione dei territori e alla diffusione di modelli di turismo culturale sostenibile.</p>
<p>La giornata proseguirà con attività riservate ai delegati e ai partner della Rotta dei Fenici, che avranno l’opportunità di visitare il patrimonio archeologico e storico di Aquileia, uno dei più importanti siti del patrimonio romano e tardoantico del Mediterraneo.</p>
<p>Il 20 marzo il Dialogo Euro-Mediterraneo si sposterà ad Ajdovščina, in Slovenia, ospiti dell’amministrazione comunale. A partire dalle ore 9 si terranno altri due momenti di confronto dedicati a temi centrali per il futuro della cooperazione culturale internazionale.</p>
<p>Il terzo panel, <strong>“<em>Promuovere il patrimonio culturale come strumento di dialogo interculturale – Testimonianze e casi di studio da Dialogue Beyond Borders</em>”</strong>, presenterà esperienze e progetti che utilizzano il patrimonio culturale come leva per favorire il dialogo tra comunità, la partecipazione e l’inclusione.</p>
<p>Il quarto panel, <strong>“<em>Dalla sostenibilità alla rigenerazione: ripensare la gestione delle destinazioni – Destination management, tour operator e progetti internazionali</em>”</strong>, sarà invece dedicato alle nuove prospettive nella gestione delle destinazioni culturali, con particolare attenzione alle strategie di turismo sostenibile, alla cooperazione tra operatori e allo sviluppo di progetti europei e mediterranei.</p>
<p>Anche la seconda giornata si concluderà con una visita al patrimonio storico e culturale di Ajdovščina, offrendo ai partecipanti l’occasione di conoscere direttamente uno dei territori più significativi della Slovenia dal punto di vista storico e paesaggistico.</p>
<p>Il XIX Dialogo Euro-Mediterraneo sulla Rotta dei Fenici si conferma così come un importante spazio di incontro tra istituzioni, studiosi e operatori culturali ed economici impegnati nella valorizzazione del patrimonio comune del Mediterraneo e nella costruzione di nuove forme di cooperazione culturale tra territori europei.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli scrigni del FVG si aprono al pubblico</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/gli-scrigni-del-fvg-si-aprono-al-pubblico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 15:38:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[fai]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentate le Giornate FAI di Primavera anche nella nostra regione. Ecco i 18 luoghi solitamente non accessibili che si aprono al pubblico</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/VillaCodelli_1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gli-scrigni-del-fvg-si-aprono-al-pubblico/">Gli scrigni del FVG si aprono al pubblico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Villa Codelli a Mossa</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 21 </strong>e<strong> domenica 22 marzo 2026</strong> tornano per la <strong>34ª edizione</strong> le “<strong>Giornate FAI di Primavera”</strong>, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia, promosso dal<strong> FAI &#8211; Fondo per l’Ambiente Italiano ETS</strong>.</p>
<p><strong>In Friuli Venezia Giulia </strong>sono coinvolti<strong> 8 Comuni </strong>per far scoprire<strong> 18 aperture peculiari </strong>per caratteristiche storiche, artistiche, culturali e naturali, solitamente non accessibili o poco conosciute.</p>
<h3>Ecco tutte le aperture regionali</h3>
<p>La <strong>DELEGAZIONE FAI DI TRIESTE</strong> porta i visitatori alla scoperta di tre luoghi di <strong>Trieste</strong>.</p>
<p>Il <strong>Palazzo del Governo di Trieste</strong> è l&#8217;ultimo, in ordine di tempo, ad essere stato realizzato nella Piazza dell’Unità d&#8217;Italia e oggi ospita gli uffici della Prefettura, l&#8217;abitazione del Prefetto e diverse stanze per gli ospiti. L’edificio originariamente veniva chiamato Palazzo della Luogotenenza ed è stato realizzato tra il 1901 ed il 1905 su progetto dell&#8217;architetto viennese Emil Artmann.È normalmente chiuso al pubblico, ma grazie alla disponibilità del Prefetto dott. Giuseppe Petronzi si potranno visitare i <strong>saloni di rappresentanza</strong> da dove è possibile accedere alla loggia che dà su Piazza dell&#8217;Unità, alla grande sala da ballo e allo studio del Presidente della Repubblica.</p>
<p><em>Orari di visita: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Visite in lingua inglese sabato alle 11.30 senza prenotazione. Visite in lingua slovena domenica alle ore 11 senza prenotazione. </em><em>Visite a cura della Delegazione FAI e del Gruppo FAI Giovani di Trieste.</em></p>
<p><strong>Palazzo Vivante </strong>verrà aperto eccezionalmente al pubblico grazie all’Opera Figli del Popolo. Raffinata testimonianza dell’evoluzione urbanistica e culturale della città tra Settecento e Novecento, situato nel cuore del borgo giuseppino, il palazzo rappresenta un esempio significativo dell’architettura residenziale ottocentesca legata alla vocazione commerciale e cosmopolita di Trieste. Sarà possibile scoprire gli ambienti novecenteschi sopravvissuti ai bombardamenti del 1945, solitamente non accessibili, e ammirare il ciclo pittorico attribuito al maestro viennese Alois Hans Schram, artista attivo anche presso il Palazzo di Giustizia di Salisburgo e il Parlamento di Vienna.</p>
<p><em>Orari di visita: sabato 21 dalle 10 alle 18 e domenica 22 marzo dalle 14 alle 18. Visite in lingua inglese sabato alle 14 senza prenotazione. Visite in lingua slovena domenica alle ore 14 senza prenotazione. Visite a cura di Apprendisti Ciceroni® degli istituti Liceo &#8220;F. Petrarca&#8221; e del Liceo “G. Galilei”.</em></p>
<figure id="attachment_72242" aria-describedby="caption-attachment-72242" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-72242" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/chiesa-di-san-nicolo-FILEminimizer.jpg" alt="chiesa di san nicolo FILEminimizer" width="1000" height="563" title="Gli scrigni del FVG si aprono al pubblico 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/chiesa-di-san-nicolo-FILEminimizer.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/chiesa-di-san-nicolo-FILEminimizer-300x169.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/chiesa-di-san-nicolo-FILEminimizer-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-72242" class="wp-caption-text">La chiesa di San Nicolò a Trieste</figcaption></figure>
<p>Solo gli iscritti FAI avranno la possibilità di scoprire la Chiesa greco-ortodossa della SS. Trinità e San Nicolò, nota come <strong>Chiesa di San Nicolò dei Greci</strong>, uno dei luoghi più rappresentativi della presenza greca in città.</p>
<p>Sorta per volontà della comunità greco-orientale insediatasi a Trieste dopo la proclamazione del Porto Franco, la chiesa testimonia il ruolo centrale svolto dai commercianti e dai marittimi ellenici nello sviluppo economico e culturale cittadino, anche grazie alle concessioni di Maria Teresa d&#8217;Austria. Completata alla fine del Settecento e successivamente impreziosita dalla facciata neoclassica progettata da Matteo Pertsch, la chiesa colpisce per l’armonia degli spazi interni e per la straordinaria iconostasi argentata che custodisce le icone sacre, cuore simbolico e liturgico dell’edificio. Le visite offriranno un’occasione unica per approfondire la storia e l’identità multiculturale di Trieste attraverso uno dei suoi monumenti più significativi.</p>
<p><em>Orari di visita: solo sabato 21 alle ore </em><em>10, 11, 12 e alle ore 15, 16 e 17. Visite, a cura del Presidente della Comunità Greco Orientale di Trieste Antonio Sofianopulo. Prenotazione obbligatoria al link <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://bit.ly/gfp_chiesagrecoortodossa" target="_blank" rel="noopener">https://bit.ly/gfp_chiesagrecoortodossa</a></span></em></p>
<p>La <strong>DELEGAZIONE FAI DI GORIZIA</strong> porta alla scoperta della cittadina di <strong>Mossa</strong>.</p>
<p><strong>Villa Codelli</strong> si trova sul colle della Vallisella di Mossa, all’interno di un ampio parco terrazzato, sul limitare dei  resti dell’antico castello di epoca medievale. Il complesso, edificato sul finire del 1500 dal carinziano Giovanni Cobenzl, feudatario di Mossa, include la villa padronale, una cappella e un <em>folatoio</em>. Nel Settecento il barone Agostino Codelli di Fahnenfeld (che ebbe un ruolo di rilevanza nelle vicende che condussero all&#8217;istituzione della prima Diocesi di Gorizia) acquistò e ampliò la proprietà. Si potrà accedere alle stanze del pianterreno della villa e alla chiesa, normalmente non aperte al pubblico, e ci sarà l&#8217;occasione per passeggiare nel parco che circonda la villa e ascoltare la storia antica di Mossa e del complesso della villa, così come le vicende delle famiglie Cobenzl e Codelli. Inoltre sarà possibile visitare le mostre allestite per l’occasione nel <em>folador</em>.<br />
<em>Orari di visita: </em><em>sabato 21 marzo dalle ore 15 alle ore 17.30 e domenica 22 marzo dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 14 alle 17.30. Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni® dell&#8217;ISIS &#8220;Brignoli-Einaudi-Marconi&#8221; &#8211; Sezione Agraria di Gradisca d&#8217;Isonzo; volontari narratori della Delegazione.</em></p>
<p>La <strong>Scuola dell’infanzia “C. Collodi”</strong> ospita la mostra “Tino Piazza una vita tra immagini e opere” che, attraverso testimonianze fotografiche, scritti ed oggetti, offre la possibilità di venire in contatto con l&#8217;esperienza e la vita di questo artista che ha sperimentato diverse tecniche e linguaggi espressivi. La sua ricerca costante gli ha consentito di raggiungere sia una produzione artistica molto variegata sia una competenza raffinata ed allo stesso tempo aperta nell&#8217;insegnamento.</p>
<p>La vita e l’arte di Tino Piazza saranno raccontate al pubblico da relatori d’eccezione di “Gradisc’Arte”, che lo hanno conosciuto o lo hanno avuto come insegnante. Si potrà ammirare il graffito che l’artista ha realizzato per la scuola: un’opera di dimensioni ragguardevoli (300&#215;550 cm) su sfondo blu cobalto e tasselli colorati, in un paesaggio narrativo popolato dai personaggi delle fiabe più popolari come Pinocchio, Il Gatto con gli stivali, Hansel e Gretel, La bella addormentata.</p>
<p><em>Orari d</em><em>i visita: sabato 21 marzo dalle ore 14 alle ore 17 e domenica 22 marzo dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 14 alle 17. Visite a cura di volontari narratori della Delegazione e associazione &#8220;Gradisc&#8217;Arte&#8221; di Gradisca d&#8217;Isonzo.</em></p>
<p><strong>Conferenza “L’arte sacra a Mossa”</strong></p>
<p>Venerdì 20 marzo alle ore 18.30, presso la Sala del Centro Civico di Mossa, lo storico Giulio Tavian con l’ausilio di alcune immagini inedite illustrerà opere passate e presenti nelle chiese del Comune di Mossa. Il relatore ha pubblicato numerose monografie, saggi e articoli che sono il frutto di studio e ricerche nell&#8217;ambito dell&#8217;arte sacra regionale. La partecipazione alla conferenza è libera fino a esaurimento posti. Prenotazione consigliata scrivendo all&#8217;indirizzo email di Delegazione.</p>
<p>I volontari della <strong>DELEGAZIONE FAI DI UDINE</strong> propongono quattro visite a <strong>Udine</strong>, una in <strong>Carnia </strong>e una a <strong>Torviscosa</strong>, quest’anno supportati dal neonato Gruppo Giovani FAI di Udine.</p>
<p><strong>Palazzo Antonini Stringher</strong>, sede della <strong>Fondazione Friuli</strong>, si trova nel cuore della città. Le origini risalgono al tardo XVI secolo, ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, quando l&#8217;edificio costituiva un ampliamento della vicina residenza della famiglia Antonini, progettata dall’architetto Andrea Palladio. Dopo diverse ristrutturazioni e adattamenti, nel 1899 l&#8217;istituto di credito, che sarebbe diventato la Banca centrale del Regno d&#8217;Italia, ha acquisito l&#8217;intero complesso, e dal 1923 ha attuato una serie di trasformazioni interne, adibendo parte degli spazi anche ad alloggio del direttore. Nel febbraio del 2007 l&#8217;intero complesso edilizio della Banca d&#8217;Italia venne dichiarato di interesse culturale, ma appena due anni dopo l’immobile venne messo in vendita. Nel 2018 ne fu autorizzata la cessione al professor Attilio Maseri, che  lo volle donare all&#8217;Università di Udine. Questa acquisì l&#8217;edificio nel settembre 2020, cedendolo &#8211; prima in comodato e poi in proprietà &#8211; alla Fondazione Friuli, che già nel 2006 aveva acquisito le oltre 600 opere d’arte del patrimonio della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone e a cui si sono aggiunte nel tempo altre opere giunte attraverso donazioni o frutto di acquisti mirati sul mercato privato. Tra gli artisti presenti nella collezione si possono citare Pomponio Amalteo, Nicola Grassi e Jacopo Negretti detto Palma il Giovane, Afro e Mirko Basaldella, Giuseppe Zigaina.</p>
<p><em>Orari di visita</em><em>:</em> <em>sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 15 persone con partenze circa ogni 20 minuti. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni® del Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini” e del Liceo Artistico “Giovanni Sello”.</em></p>
<p>L&#8217;apertura di <strong>Palazzo Antonini Maseri</strong>, sede del <strong>Rettorato dell’Università degli Studi di Udine</strong>, è riservata agli iscritti FAI. Sorto nel centro storico di Udine su progetto di Andrea Palladio per Floriano Antonini, i lavori iniziarono nel 1556 e proseguirono per anni. Nel tempo la struttura e la distribuzione interna subirono modifiche tra Sei e Settecento, adattando spazi e decorazioni alle esigenze dei proprietari e allo stile del periodo. Nel XIX-XX secolo fu sede della Banca d&#8217;Italia, con adeguamenti funzionali, mentre nel 2018 l&#8217;edificio e il parco vennero acquisiti e donati all&#8217;Università di Udine, offrendo un nuovo ruolo culturale. L&#8217;edificio presenta una facciata sobria e compatta, intonacata, scandita da finestre regolari e da un portale centrale che introduce a un impianto organizzato attorno a un atrio tetrastilo, che distribuisce gli ambienti laterali e conduce allo scalone e al salone principale, fulcro della rappresentanza nobiliare. Gli spazi interni sono caratterizzati da proporzioni armoniche, rapporti modulari e da un rigoroso ordine architettonico. Il prospetto sul giardino dialoga con il parco retrostante, integrando architettura e paesaggio. Nel tempo l&#8217;edificio ha subito modifiche e adattamenti, ma conserva l&#8217;impianto palladiano, riconoscibile nella chiarezza distributiva e nell&#8217;equilibrio tra funzione e decoro.</p>
<p><em>Orari di visita</em>: <em>sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 15 persone con partenze ogni 30 minuti. Visite a cura del Gruppo FAI Giovani Udine e degli studenti della Scuola Superiore e dell’Università degli Studi di Udine. Prenotazione obbligatoria al link: </em><em><a href="https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-antonini-maseri-60214" target="_blank" rel="noopener">https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-antonini-maseri-60214</a></em></p>
<p>La <strong>Prefettura di Udine</strong>, ex Ospedale Militare, si trova in borgo Pracchiuso. Sarà possibile ripercorrere la storia dell&#8217;ex complesso monastico e militare fino alle attuali fasi di restauro che hanno riportato alla città di Udine un importante brano della sua storia architettonica ed urbanistica. Le carte custodite nel convento dei padri Serviti, intitolato alla Beata Vergine delle Grazie, raccontano la storia di un borgo, le vicende di una piccola comunità al tempo stesso compresa ed esclusa da un organismo più grande: la città di Udine. Il complesso architettonico fu costruito nella seconda metà del Seicento per ospitare il Terzo Ordine Femminile dei Servi di Maria. Nel 1689 le Terziarie Servite &#8211; anche dette monache della vergine dei Sette Dolori &#8211; riuscirono ad allargare il lato nord del monastero e ad unificarsi all&#8217;attigua chiesa di San Valentino. Dall&#8217;anno seguente poterono seguire le funzioni religiose della chiesa da una posizione riservata e interna al monastero, attraverso finestre comunicanti, mentre nel 1744 fecero costruire il chiostro e una chiesa. Oggi non c&#8217;è più traccia della chiesa e al suo posto sorge una costruzione risalente ai primi anni del Novecento. In seguito all&#8217;emanazione del decreto napoleonico, nel 1806 il monastero venne assegnato al demanio per essere destinato a casermaggio. Gli austriaci destinarono parte del monastero a caserma di cavalleria e parte a ospedale militare. Dopo il definitivo trasferimento delle truppe e delle scuderie austro-ungariche nell&#8217;ex monastero di Sant&#8217;Agostino la struttura fu adibita a ricovero dei soldati, scopo che mantenne anche dopo l’annessione del Friuli al Regno d&#8217;Italia. Nel 1915 fu denominato Ospedale Militare Principale di Via Pracchiuso, attività che durò fino al 2006, fino al trasferimento del comprensorio al demanio civile, oggi Prefettura di Udine.</p>
<p><em>Orari di visita</em>: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 20 persone con partenze ogni 30 minuti. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni® dell’Istituto Tecnico “Antonio Zanon”, dei Licei “Bertoni” e del Liceo Scientifico Paritario “Don Milani”.</p>
<p>Il <strong>CISM</strong> &#8211; Centro Internazionale di Scienze Meccaniche, la più importante istituzione scientifica non universitaria del Friuli, ha sede nel prestigioso <strong>Palazzo Antonini Mangilli del Torso</strong> (Piazza Garibaldi). Attivo oggi in ambito sia internazionale sia locale, fu fondato nel 1968 per volontà di Luigi Sobrero, professore di Meccanica Razionale a Trieste che ebbe l&#8217;idea di costituire a Udine un centro internazionale di studi avanzati dedicato alle Scienze Meccaniche e alle discipline a esse collegate. Si partirà dall&#8217;androne per entrare nell&#8217;edificio con una prima tappa nel cortile; poi si continuerà all’interno attraverso l&#8217;importante scalone in pietra impreziosito da statue, procedendo attraverso le diverse sale quasi interamente affrescate. Di particolare rilevanza il corridoio di collegamento tra le due ali dell&#8217;edificio, interamente decorato a parete e soffitto nel 1786 con affreschi attribuiti ad Andrea Urbani, a Francesco Chiarottini e a Giuseppe Morelli. Spettacolare è la sala dei divani, ex sala da ballo nella quale nel 1935 si svolse l&#8217;ultimo grande avvenimento mondano: il ballo organizzato dal conte Enrico del Torso in onore del Principe di Piemonte in visita alla città.</p>
<p><em>Orari di visita: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita di massimo 20 persone con partenze ogni 20 minuti. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni® del Liceo Scientifico Statale “Niccolò Copernico” e dell’Educandato Statale “Collegio Uccellis”.</em></p>
<p>A <strong>Villa Santina</strong> si potrà visitare <strong>Carnica Arte Tessile</strong>, una tessitura artigiana erede delle antiche tradizioni tessili carnico-friulane che hanno avuto il loro massimo splendore nel Settecento con le fabbriche di Jacopo Linussio. Negli anni ‘50 del Novecento il sen. Michele Gortani sostenne l&#8217;avvio di corsi di formazione all&#8217;arte del tessere e ne affidò la conduzione a Tomasina Da Ponte Tonon, la quale nel 1964 in una vecchia falegnameria a Invillino diede origine alla Tessitura Carnica, oggi Carnica Arte Tessile. Nel 1970 l&#8217;ampliamento dell&#8217;attività rese necessario il trasferimento nell&#8217;attuale sede, acquisendo un posizionamento di prestigio fra i produttori di biancheria fine per la casa, apprezzata in Italia ed all&#8217;estero. Nel 2020 un incendio ha distrutto completamente lo stabilimento: dal fuoco si sono salvati il vecchio telaio di Tomasina, alcune rocche di filo verde e la voglia di rinascere. Il 15 dicembre 2025 la Carnica arte tessile è risorta dalle sue ceneri più forte e importante di prima. Attraverso l&#8217;esperienza dei titolari si potrà conoscerne la storia, le curiosità, la grande esperienza artigiana dei nuovi e vecchi telai che con sapienza ancora oggi producono filati pregiati conosciuti in tutto il mondo.</p>
<p><em>Orari di visita: </em><em>sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 10 persone con partenze ogni 30 minuti. Visite a cura della Carnica Arte Tessile.</em></p>
<figure id="attachment_72243" aria-describedby="caption-attachment-72243" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72243" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Edison_Media_Center_DSN174770.jpg" alt="Edison Media Center DSN174770" width="1000" height="563" title="Gli scrigni del FVG si aprono al pubblico 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Edison_Media_Center_DSN174770.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Edison_Media_Center_DSN174770-300x169.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Edison_Media_Center_DSN174770-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-72243" class="wp-caption-text">Veduta aerea della centrale termoelettrica di Torviscosa circondata da campi coltivati</figcaption></figure>
<p>Il<strong> GRUPPO FAI DI PALMANOVA</strong> porta alla scoperta della <strong>Centrale termoelettrica Edison </strong>di <strong>Torviscosa.</strong></p>
<p>L’impianto è una centrale a ciclo combinato a gas naturale (CCGT) da 856 MW, che ha sostituito la centrale a carbone destinata in precedenza ad alimentare lo stabilimento della Caffaro, azienda che ha segnato la storia industriale di Torviscosa. La centrale contribuisce alla nuova fase dello sviluppo produttivo del territorio. L&#8217;impianto, gestito da Edison, è costituito da due turbine a gas e una turbina a vapore, configurazione che consente una produzione continua di energia con elevata efficienza. La centrale è dotata di sistemi di raffreddamento a torri evaporative e opera in regime di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), nel rispetto della normativa vigente in materia ambientale. Dopo l’introduzione dei Volontari FAI sulla storia della vicina cittadella industriale di Torviscosa i visitatori potranno approfondire il funzionamento di un impianto a ciclo combinato attraverso un percorso guidato che attraversa diversi ambienti significativi: la sala controllo, la sottostazione elettrica, la sala macchine dove sono installati i gruppi di produzione e l’impianto esterno con i vari componenti di servizio al ciclo combinato.<em><br />
</em><em>Orari di visita: </em><em>sabato 21 marzo dalle 10 alle 12.00 e dalle 14 alle 17. Visite ogni 30 minuti per gruppi di massimo 20 persone.</em></p>
<p>Il<strong> GRUPPO FAI DI CIVIDALE DEL FRIULI</strong> porta a <strong>Premariacco</strong> con due aperture alla scoperta di <strong>Rocca Bernarda, </strong>l’originale villa-castello che fonde elementi da fortilizio e da villa di campagna e che dal 1977 è proprietà del Sovrano di Ordine di Malta.</p>
<figure id="attachment_72244" aria-describedby="caption-attachment-72244" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-72244" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana-.jpeg" alt="La Rocca Bernarda giardino allitaliana" width="1000" height="664" title="Gli scrigni del FVG si aprono al pubblico 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana-.jpeg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana--300x199.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana--768x510.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana--391x260.jpeg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana--272x182.jpeg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-72244" class="wp-caption-text">La Rocca Bernarda con il giardino all’italiana</figcaption></figure>
<p><strong>Rocca Bernarda: intrecci di-vini, arte e poesia: </strong>un percorso immersivo tra storia, arte, poesia e cultura del vino all’interno della villa-fortezza che farà conoscere le sale e le particolarità del luogo. La Camera Rossa con il lampadario di Boemia e la Sala delle Poesie con il fogolar, le grottesche dell’Orangerie e i mobili austriaci, la chiesetta di San Bernardo e la barricaia storica, fino alla vista sul giardino all’italiana con il suo glicine secolare. La visita sarà arricchita dalla presenza di figuranti in costume dell’associazione storico-culturale “Nobiltà Feudale”, grazie all’Associazione del Palio di Cividale del Friuli, e da momenti di lettura di versi poetici che restituiranno l’atmosfera di un autentico salotto letterario.</p>
<p><strong>I paesaggi poetici di Carlo V</strong>: una passeggiata che condurrà i visitatori tra vigneti, oliveti, boschi e il parco storico, con il cipresso monumentale secolare e scorci che raccontano la storia della villa e dei suoi abitanti. Rocca Bernarda rappresenta il presidio di Terre dei Cavalieri sui Colli Orientali del Friuli, una delle denominazioni vinicole più prestigiose d&#8217;Italia che si estende su circa 200 ettari. In epoca romana la collina era nota come Colle di Azzano, dal nome di Anzio, un ex legionario che aveva fondato un&#8217;azienda agricola alla base dell&#8217;attuale complesso. Nel corso dei secoli degli scavi hanno portato alla luce importanti reperti archeologici che sottolineano la storicità del sito. Si narra anche che Carlo V abbia assaggiato i vini della Rocca Bernarda, confermando la tradizione vinicola secolare che si racchiude nel vigneto storico di Picolit, uno dei prodotti simbolo dell&#8217;azienda.</p>
<p><em>Orari di visita:</em> <em>sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni® dell’ISIS &#8220;Paolino d&#8217;Aquileia&#8221;. Partenze ogni 30 minuti, gruppi di 25 persone, durata circa 40 minuti. Presenti stand di prodotti locali, attività a tema e per i più piccoli il gioco “Custodi della Rocca”.</em></p>
<p>La<strong> DELEGAZIONE FAI DI PORDENONE </strong>propone un percorso alla scoperta del Comune di <strong>Polcenigo</strong>, uno dei “Borghi più belli d’Italia”.</p>
<p>Il <strong>Mulino Faletti-Sanchini</strong>, simbolo della tradizione produttiva polcenighese, racconta una storia che affonda le radici nel Medioevo, quando l’economia locale ruotava attorno alla forza dell’acqua. Come attestato dalla documentazione storica, sul territorio operarono nei secoli numerosi opifici idraulici, come mulini, folli da panni e segherie, alimentati dal Gorgazzetto, canale artificiale derivato dal torrente Gorgazzo. Il complesso del Mulino Faletti–Sanchini, documentato già dal XV secolo come sede di un <em>follo</em> da panni e successivamente ampliato con segheria e mulino ad acqua, rappresenta una rara testimonianza di archeologia proto-industriale. Restaurato nel 2016 e oggi alimentato ancora dal canale, conserva l’intera strumentazione molitoria e parte dei macchinari della segheria <em>alla veneziana</em>, con le sue caratteristiche lame verticali. Una visita che permetterà di comprendere concretamente come l’acqua abbia modellato la storia economica e sociale del borgo.</p>
<p><strong>Palazzo Polcenigo-Manin-Zaro</strong>, edificato nel tardo Cinquecento per volontà dei Conti di Polcenigo e Fanna e venduto nel 1607 ai Manin di Udine (tra le famiglie più influenti della Serenissima), custodisce secoli di vicende nobiliari e politiche. Dalla trifora centinata in facciata, al brolo un tempo esteso fin quasi al fiume Livenza, passando per la torretta medievale e gli interni ricchi di arredi storici, l’edificio racconta il passaggio di proprietà tra importanti famiglie friulane e le trasformazioni subite nei secoli, fino agli eventi delle due guerre mondiali. Un’occasione unica per entrare in una dimora privata ancora abitata, custode di memorie familiari e testimonianze artistiche di grande valore.</p>
<p><strong>Palazzo Scolari-Salice</strong>, restaurato nel 1515 come inciso sull’architrave del portale, si distingue per il suo elegante portico con colonne quadrilobate del XIII secolo. Nel XIX secolo divenne residenza dell’ingegner Pietro Quaglia, figura centrale per la storia locale, progettista di giardini e opere idrauliche. A lui si deve l’originale giardino all’italiana terrazzato che si arrampica sulla collina retrostante, raro esempio di impianto in pendenza, recentemente restaurato nel rispetto dell’originaria struttura. Gli interni custodiscono opere d’arte e arredi di pregio, mentre dal parco si gode una suggestiva vista panoramica sul borgo.</p>
<p><strong>Palazzetto Diana-Santarossa</strong>, affacciato sul suggestivo Borgo San Rocco, presenta una facciata di gusto seicentesco con elementi barocchi, tra cui un elegante portale e una balconata affacciata sul Gorgazzo. Originariamente dimora della famiglia Diana, attiva a Polcenigo fin dal XVII secolo, l’edificio conobbe nel tempo diverse trasformazioni, diventando anche locanda e albergo tra Otto e Novecento. Oggi restituisce al visitatore il fascino di una casa borghese che racconta l’evoluzione sociale ed economica del borgo. Apertura riservata solo agli iscritti FAI.</p>
<p>Si torna a <strong>Pordenone</strong> per l’<strong>Antico Ospitale dei Battuti</strong>, bene donato al FAI dalla signora Marilena Busato, vedova De Luca. Fondato probabilmente agli inizi del XIV secolo e legato alla Confraternita dei Battuti, l’edificio rappresenta una testimonianza preziosa della vita urbana e caritativa medievale. All’interno si potranno ammirare importanti cicli pittorici del Cinquecento con episodi della vita della Vergine e figure di Evangelisti e Padri della Chiesa, attribuiti alla cerchia del Pordenone. Un luogo di grande suggestione che racconta la storia religiosa e civile della città.</p>
<p><em>Orari di visita per tutte le aperture: dalle 9 alle 18. Contributo minimo suggerito a partire da 4€. Visite a cura dei Volontari della Delegazione FAI di Pordenone, dei Volontari per un Giorno e degli Apprendisti Ciceroni® delle scuole: Liceo Leopardi-Majorana (Pordenone), IIS F. Flora (Pordenone), Licei Le Filandiere (San Vito al Tagliamento), ISIS G. A. Pujati, ISIS Sacile-Brugnera G. Marchesini e ISIS E. Torricelli (Maniago).</em></p>
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		<title>Il richiamo di Santiago de Compostela</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-richiamo-di-santiago-de-compostela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[cammino]]></category>
		<category><![CDATA[san pier]]></category>
		<category><![CDATA[santiago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo averlo desiderato tante volte, Tiziana Prestint da San Pier d'Isonzo ha deciso di percorrere il celebre Cammino. Portandolo a compimento nonostante i forti dolori</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/25-IMG_20250916_104723879_HDR.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-richiamo-di-santiago-de-compostela/">Il richiamo di Santiago de Compostela</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Tiziana Prestint lungo il Cammino</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>SAN PIER D’ISONZO – Sono trascorsi quattro mesi esatti da quando <strong>Tiziana Prestint</strong> è rientrata nella sua San Pier d’Isonzo dopo aver completato il Cammino verso Santiago de Compostela.</p>
<p>Un’esperienza che la 64enne bisiaca ha voluto rivivere per noi.</p>
<p><strong> </strong><strong>Quando è nata l&#8217;idea di percorrere il Cammino di Santiago?</strong></p>
<p>“Circa 6 anni fa, ho visto un documentario alla televisione sul Cammino di Santiago che ha catturato la mia attenzione. Inizialmente pensavo “<em>che bel che sarìa</em>” e successivamente, periodicamente e casualmente ho incontrato altre persone che lo avevano percorso, ho trovato delle riviste in vetrina e così via. Era come se il cammino mi chiamasse, finché il momento è arrivato”.</p>
<p><strong>Quando?</strong></p>
<p>“Sono partita con il Flixbus da Trieste il 9 settembre 2025 e sono rientrata in aereo il 5 novembre successivo”.</p>
<figure id="attachment_72044" aria-describedby="caption-attachment-72044" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-72044" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/04-WhatsApp-Image-2026-01-20-at-14.20.28.jpg" alt="04 WhatsApp Image 2026 01 20 at 14.20.28" width="800" height="1005" title="Il richiamo di Santiago de Compostela 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/04-WhatsApp-Image-2026-01-20-at-14.20.28.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/04-WhatsApp-Image-2026-01-20-at-14.20.28-239x300.jpg 239w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/04-WhatsApp-Image-2026-01-20-at-14.20.28-768x965.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-72044" class="wp-caption-text">La partenza da Trieste</figcaption></figure>
<p><strong>È stato un Cammino in solitaria o in compagnia?</strong></p>
<p>“Sono partita da sola perché da sola volevo farlo. All&#8217;inizio ho dato poca confidenza alle persone che si avvicinavano, ma circa a metà del Cammino ho preso consapevolezza che se le persone si avvicinavano c’era un perché. E così ho fatto diverse conoscenze”.</p>
<p><strong>Cosa ha provato mentre lo percorreva?</strong></p>
<p>“Un senso di libertà: decidere quando partire, quanto camminare, quando fermarmi. Ma anche di accettazione e determinazione”.</p>
<p><strong>Ci sono stati dei momenti in cui ha temuto di non arrivare fino in fondo?</strong></p>
<p>“Si, eccome. Il 24 settembre, dopo aver percorso circa 280 km., un dolore lancinante ha colpito il mio piede destro. Una farmacista ha diagnosticato fosse una tendinite: mi ha prescritto antinfiammatori in pastiglie, crema e riposo. Sono stata ferma a San Juan de Ortega il 27 e 28, ma vedevo che la situazione non migliorava. Ero veramente preoccupata perché il dolore era invalidante. Il 29 decisi di ripartire per arrivare a Burgos (30 km.) dove, oltre a numerose farmacie e dottori, avrei trovato soprattutto mezzi per rientrare a casa. Invece mi accorgevo che più camminavo meno mi faceva male e quindi ho deciso di proseguire”.</p>
<p><strong>Chi la dura la vince…</strong></p>
<p>“Il 4 ottobre decisi di utilizzare il servizio di trasporto zaini (dall&#8217;ostello di partenza a quello dell&#8217;arrivo, che va prenotato il giorno prima) e di camminare “leggera” (con uno zaino più piccolo): ovviamente questo comporta la rinuncia della libertà di decidere dove fermarmi. Ero quasi arrivata a fine tappa quando un dolore fortissimo mi colpì il piede sinistro. Diagnosi: fascite plantare. Entrambe le diagnosi vennero poi confermate da un dottore a Carrion de los Condes, obbligandomi a restare ferma un altro giorno (6 ottobre). A questo punto cosa fare? Con determinazione decisi di continuare, facendo tappe più corte e utilizzando sempre il servizio di trasporto zaino”.</p>
<p><strong>Durante il Cammino s&#8217;incrociano molte persone, tutte con le loro storie. Quale incontro le è rimasto maggiormente a cuore? </strong></p>
<p>“Quello con padre Honc, un prete coreano che parlava perfettamente italiano poiché aveva studiato in Italia. È stato lui ad avvicinarmi e abbiamo camminato insieme per 3 giorni, fino a Leon. Mi è rimasto nel cuore perché con lui si è parlato d&#8217;amore, lui per il suo Dio e io per il mio credo”.</p>
<p><strong>All&#8217;arrivo a Santiago quali sono state le sensazioni che ha provato?</strong></p>
<p>“Ho scelto di arrivare a Santiago la mattina presto per non incontrare altri pellegrini, gruppi di turisti o la confusione propria di una cittadina. Alle 6.45 del primo novembre sono arrivata sotto una pioggerellina, felice per essere riuscita a raggiungere la meta. Posso dire che il Cammino mi ha messo a dura prova, perché camminare con tutti e due i piedi doloranti non è stato facile, ma ho avuto la meglio”.</p>
<figure id="attachment_72045" aria-describedby="caption-attachment-72045" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-72045" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/12-IMG_20251101_101209940.jpg" alt="12 IMG 20251101 101209940" width="800" height="896" title="Il richiamo di Santiago de Compostela 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/12-IMG_20251101_101209940.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/12-IMG_20251101_101209940-268x300.jpg 268w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/12-IMG_20251101_101209940-768x860.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-72045" class="wp-caption-text">L&#8217;arrivo a Santiago</figcaption></figure>
<p><strong>Si dice che dopo un viaggio si rientra diversi. Dopo questo Cammino lei in cosa si sente cambiata?</strong></p>
<p>“Il mio non è stato un cammino religioso, sportivo e nemmeno spirituale. Io credo che nel corso degli anni questo Cammino mi abbia chiamato. Quando sono partita avevo delle curiosità su me stessa che sono state risolte, per il resto sono sempre la stessa”.</p>
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		<title>Oltre mille fenicotteri rosa nella Laguna di Grado</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/oltre-mille-fenicotteri-rosa-nella-laguna-di-grado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 16:24:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[grado]]></category>
		<category><![CDATA[laguna]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino ad aprile uno spettacolo naturale da vivere in bicicletta lungo l’itinerario FVG 2 e visitando la Riserva Naturale Valle Cavanata</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/fenicotteri_Kajetan-Kravos_3.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/oltre-mille-fenicotteri-rosa-nella-laguna-di-grado/">Oltre mille fenicotteri rosa nella Laguna di Grado</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Fenicotteri rosa nella Laguna di Grado (© Kajetan Kravos)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GRADO – Una pedalata tra mare e laguna, il silenzio della natura e il rosa intenso di oltre mille fenicotteri che si specchiano nell’acqua<strong>. </strong></p>
<p>È l’esperienza che si può vivere a Grado, dove la <strong>Riserva Naturale Valle Cavanata </strong>ospita fino ad aprile <strong>uno degli stormi svernanti più numerosi dell’Alto Adriatico </strong>che, in questo periodo dell’anno, raggiunge<strong> tra i 1.000 e i 1.500 esemplari</strong>.</p>
<p>I fenicotteri, talvolta distribuiti in diverse aree della laguna, sono osservabili soprattutto al mattino presto e al tramonto, quando si avvicinano – anche alla pista ciclabile – regalando incontri ravvicinati e scorci di grande suggestione.</p>
<p>Partendo dal centro storico di Grado, si pedala tra paesaggi lagunari e canneti lungo la ciclabile FVG 2 fino a raggiungere la Riserva. Qui è possibile osservare i fenicotteri negli specchi d’acqua della laguna e, rientrando verso il centro, ci si può fermare in uno dei ristoranti aperti nei mesi invernali per assaporare i piatti tipici della tradizione gradese, dove il pesce fresco e i sapori della cucina lagunare raccontano l’identità del territorio.</p>
<h3><strong>In bici lungo l’FVG 2: dal centro storico alla laguna</strong></h3>
<p>Per gli appassionati di cicloturismo la Riserva è facilmente raggiungibile lungo l’Itinerario ciclabile del lungomare FVG 2, che ricalca parte della <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.turismofvg.it/it/bike/fvg2-ciclovia-del-mar-adriatico-c200#ipd=804096504" target="_blank" rel="noopener">terza tappa della Ciclovia FVG2</a></span> in direzione Trieste.</p>
<p>Si tratta di un percorso pianeggiante, sicuro e di bassa difficoltà, ideale anche per le famiglie con bambini.</p>
<p>Partendo dal centro storico di Grado, l’itinerario si snoda tra suggestivi paesaggi lagunari fino a raggiungere la Riserva Naturale Valle Cavanata, attraversando tratti immersi tra canneti e specchi d’acqua, con continui scorci panoramici.</p>
<p>La distanza è di circa 12 chilometri all’andata (24 Km tra andata e ritorno), ma per chi desidera proseguire oltre la Riserva è possibile continuare fino al villaggio di pescatori di Punta Sdobba, per un totale di circa 19 chilometri all’andata (38 Km complessivi).</p>
<p>All’interno della Riserva, i tratti ciclopedonali conducono direttamente agli osservatori naturalistici, consentendo di lasciare la bicicletta e proseguire a piedi verso le aree di birdwatching in totale tranquillità.</p>
<h3><strong>La Riserva Naturale Valle Cavanata: il rosa dei fenicotteri</strong></h3>
<p>Accanto ai fenicotteri la Riserva ospita numerose specie acquatiche, tra cui alzavole, mestoloni, codoni, canapiglie, morette, oche selvatiche e oche lombardelle, rendendo la visita particolarmente interessante per appassionati di natura e fotografia.</p>
<p>L’ingresso alla <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://vallecavanata.it/" target="_blank" rel="noopener">Riserva Naturale Valle Cavanata</a></span> è gratuito; i sentieri e gli osservatori sono aperti 7 giorni su 7, 24 ore su 24.</p>
<p>Fino al 31 marzo il Centro visite è aperto sabato, domenica e lunedì dalle 10.30 alle 15.30 e mette a disposizione noleggio gratuito di biciclette e binocoli, area picnic, servizi igienici sempre accessibili e una stazione per la manutenzione delle biciclette.</p>
<p>All’interno dell’osservatorio <em>Sabbia</em> è inoltre presente un binocolo fisso per il <em>birdwatching</em>.</p>
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		<title>In aereo verso il Cilento</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/in-aereo-verso-il-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 14:33:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[aereo]]></category>
		<category><![CDATA[ronchi]]></category>
		<category><![CDATA[trieste airport]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da maggio il volo che collega Trieste Airport con l'Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi. Due viaggi settimanali</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Embraer-190.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/in-aereo-verso-il-cilento/">In aereo verso il Cilento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;aeromobile Embraer 190</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>RONCHI DEI LEGIONARI – <strong>Aeroitalia </strong>amplia il proprio network inaugurando la prima rotta diretta tra <strong>Trieste Airport</strong> e <strong>l’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento</strong>, principale porta d’ingresso al Cilento e alla Campania.</p>
<p>A partire dal <strong>24 maggio</strong>, la rotta sarà operata con i confortevoli <strong>Embraer 190 da 100 posti</strong>, con due frequenze settimanali: partenze da Salerno <strong>martedì e sabato</strong> alle ore <strong>13.10; </strong>partenze da Trieste <strong>nelle stesse giornate</strong> alle ore <strong>15.30.</strong></p>
<p>La nuova rotta consentirà di unire due territori di grande valore culturale, turistico ed economico, offrendo nuove opportunità sia per il tempo libero che per il business.</p>
<p><em>“La nuova rotta – </em>afferma <strong>Per Gaetano Intrieri</strong>, amministratore delegato di Aeroitalia<em> – rappresenta un passo significativo per accorciare le distanze tra nord e sud, offrendo un servizio che risponde concretamente alle crescenti esigenze di mobilità di cittadini, imprese e turisti. Con questa inaugurazione, Aeroitalia rafforza il proprio impegno a favorire lo sviluppo delle comunità e a promuovere collegamenti diretti tra aree strategiche del Paese”.</em></p>
<p><em>“Siamo felici di questa nuova rotta per Salerno a partire dal mese di maggio, che segna anche l’inizio della collaborazione con Aeroitalia. L’auspicio è che possa essere solo il primo passo di un più importante programma di sviluppo del network da e per l’aeroporto di Trieste per il prossimo futuro”, </em>dichiara <strong>Fabio Gallo</strong>, amministratore delegato di Trieste Airport.</p>
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		<title>Grado: alleanza pubblico-privato per lo sviluppo turistico</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/grado-alleanza-pubblico-privato-per-lo-sviluppo-turistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ascanio Cosma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 14:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=71331</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentate le nuove progettualità della Git dopo la concessione per quindici anni della spiaggia. Già quest'anno diverse novità nei servizi</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/corbatto-marin-bini.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/grado-alleanza-pubblico-privato-per-lo-sviluppo-turistico/">Grado: alleanza pubblico-privato per lo sviluppo turistico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Da sinistra Corbatto, Marin e Bini (ph. Regione FVG)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GRADO – A Grado stamane pioveva, ma all&#8217;interno degli uffici della Git splendeva il sole.</p>
<p>Davanti a numerose autorità e a diversi operatori privati, il presidente <strong>Roberto Marin</strong> ha tracciato la linea per il futuro. Quello dei prossimi quindici anni, che vedranno la Git gestire la spiaggia principale di Grado.  La concessione del Comune di Grado, pubblicata recentemente sull&#8217;Albo Pretorio, apre la strada a investimenti e a progetti prima impensabili.</p>
<p>Non solo sull&#8217;attuale arenile, ma anche sul retrospiaggia e su diverse altre strutture.</p>
<p>&#8220;Grande prospettiva verso il futuro&#8221;, è la frase che il presidente della Git ha ripetuto spesso nel suo intervento.</p>
<p>Il sogno è allargarsi alla <strong>Sacca dei Moreri</strong>: dallo Stabilimento Bora Bora ai campeggi. &#8220;È una nostra ambizione – ha puntualizzato Marin –, un investimento oneroso che può fare solo la Git. Ci speriamo davvero&#8230;&#8221;</p>
<p>Il Piano industriale 2026-41 prevede già per quest&#8217;anno il rifacimento dei due chioschi del Parco Acquatico, l&#8217;introduzione di nuove soluzioni digitali e il potenziamento delle aree sportive.</p>
<p>Le strutture saranno progettate secondo criteri di flessibilità e adattabilità, per rispondere all&#8217;evoluzione del litorale e offrire un&#8217;esperienza sempre più integrata e completa tra spiaggia e servizi.</p>
<p>In questa logica di ampliamento e diversificazione dell&#8217;offerta, anche le aree del Lido di Fido, della Baby Beach e i servizi Settimo cielo saranno ulteriormente valorizzati, insieme alla creazione di nuovi spazi per eventi dedicati al pubblico giovane.</p>
<p>Git investirà nel personale, aumentando il numero di collaboratori stabili e rafforzando i percorsi di formazione. Nel 2025 l&#8217;azienda ha impiegato 205 collaboratori, di cui 11 stabilizzati; per il 2026 è prevista una crescita fino a 215 persone.</p>
<figure id="attachment_71332" aria-describedby="caption-attachment-71332" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-71332" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/marin.jpg" alt="marin" width="800" height="685" title="Grado: alleanza pubblico-privato per lo sviluppo turistico 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/marin.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/marin-300x257.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/marin-768x658.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-71332" class="wp-caption-text">L&#8217;intervento del presidente Marin</figcaption></figure>
<p>Al di là dei progetti chiaro è il binario che la Git e tutto il comparto turistico di Grado voglia imboccare. Quello della sinergia.</p>
<p>Lo hanno ribadito nei loro rispetti interventi il sindaco di Grado, <strong>Giuseppe Corbatto</strong>, e l&#8217;assessore regionale al Turismo, <strong>Sergio Emidio Bini</strong>.</p>
<p>&#8220;Metteremo tante risorse. Ma dovremmo avere l&#8217;intelligenza – ha sottolineato Bini – di fare sistema, faremo una fatica enorme per crescere. Ma questa è l&#8217;unica strada percorribile. Si vince assieme agli imprenditori&#8221;.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Nuova stagione turistica GIT di Grado" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/rjLBrPaJu7o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E indica anche la sfida che ci aspetta: &#8220;Sarà fondamentale – ha concluso l&#8217;assessore – la capacità di assecondare i desideri dei turisti. L&#8217;indicatore che ci interessa non è solo il numero di turisti, ma quanti soldi vengono lasciati sul territorio. Ci vuole competizione per migliorare i servizi. Dovremo essere in grado di creare dei piani imprenditoriali lungimiranti e allora cambierà la musica. Riuscendo ad attirare e a soddisfare le esigenze e le richieste dei turisti alto splendenti. Dovremo incentivare la partecipazione agli investimenti da parte dei privati&#8221;.</p>
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		<title>Strassoldo svela la nuova guida turistica ufficiale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/strassoldo-svela-la-nuova-guida-turistica-ufficiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[strassoldo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=71304</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il volume, scritto in tre lingue, si distingue per la sua utilità pratica: dalla storia ai luoghi di interesse fino alla valorizzazione dell'enogastronomia locale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/strasguidafinale-01.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/strassoldo-svela-la-nuova-guida-turistica-ufficiale/">Strassoldo svela la nuova guida turistica ufficiale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>La nuova guida di Strassoldo</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – Dopo un’attesa durata sei anni, il <strong>borgo di Strassoldo</strong> – ufficialmente riconosciuto tra i più belli d’Italia – celebra la pubblicazione della sua <strong>nuova guida turistica ufficiale</strong>.</p>
<p>Un progetto ambizioso, nato nel 2019 sotto l’amministrazione Savino e rallentato dall’emergenza pandemica, che ha trovato il suo compimento definitivo grazie all’impegno dell’attuale giunta guidata dal sindaco Balducci, in sinergia con la <strong>Pro Loco “Amici di Strassoldo”</strong>, capace di tenere vivo negli anni l’obiettivo iniziale e di trasformarlo in una realtà concreta, oggi finalmente restituita alla comunità come patrimonio condiviso di identità, memoria e valorizzazione del territorio.</p>
<p>La pubblicazione, redatta in italiano, inglese e tedesco a cura di <strong>Barbara Strassoldo</strong> e <strong>Annamaria Fabbro</strong>, è stata presentata ufficialmente dallo storico <strong>Antonio Rossetti</strong>, che ne ha curato i testi.</p>
<p>Non si tratta di un semplice manuale informativo, ma di un viaggio nelle radici del territorio: il volume risponde a interrogativi cruciali sulle origini del nome &#8220;Strassoldo&#8221; e ripercorre l&#8217;affascinante cronistoria dei due castelli (di Sopra e di Sotto) e della nobile casata che ancora oggi ne custodisce le mura.</p>
<p>Arricchita da un suggestivo corredo fotografico di De Paoli e curata graficamente dallo studio Pantanali, la guida accompagna il turista alla scoperta delle perle architettoniche e paesaggistiche del borgo: architetture medievali perfettamente conservate, antichi mulini che punteggiano i corsi d&#8217;acqua di risorgiva, parchi secolari e giardini curati nei minimi dettagli.</p>
<p>Il volume si distingue anche per la sua utilità pratica, offrendo una mappa dettagliata dei luoghi d&#8217;interesse e una sezione dedicata ai punti di ristoro, pensata per valorizzare l&#8217;offerta enogastronomica locale.</p>
<p>Uno strumento essenziale per rilanciare l&#8217;immagine di Strassoldo nel panorama turistico internazionale.</p>
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		<title>Dal Portogallo a Palmanova per le buone pratiche Unesco</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/dal-portogallo-a-palmanova-per-le-buone-pratiche-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 14:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[palmanova]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=71221</guid>

					<description><![CDATA[<p>Delegazione lusitana di amministratori e operatori culturali ospiti nella città stellata per modello di gestione del sito seriale delle Fortezze Veneziane</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Delegazione-Portoghese-a-Palmanova-1.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/dal-portogallo-a-palmanova-per-le-buone-pratiche-unesco/">Dal Portogallo a Palmanova per le buone pratiche Unesco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>La delegazione Portoghese a Palmanova</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>PALMANOVA – La città di Palmanova ha accolto una delegazione di amministratori e operatori culturali provenienti dal Portogallo nell’ambito di uno scambio internazionale dedicato alla conoscenza e alla gestione dei siti UNESCO delle <strong>Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo</strong>, di cui la città stellata fa parte.</p>
<p>La delegazione, composta da <strong>10 partecipanti</strong>, includeva rappresentanti dei Comuni di <strong>Almeida, Marvão e Valença</strong>, della società di sviluppo culturale <strong>Spira</strong> e della <strong>CCDR Norte</strong>, ente pubblico regionale responsabile delle politiche di sviluppo territoriale e culturale del Nord del Portogallo.</p>
<p>La visita fa seguito a precedenti incontri online e aveva come obiettivo principale l’approfondimento del <strong>modello di gestione del sito seriale delle Fortezze Veneziane</strong>, considerato una buona pratica per l’integrazione tra tutela, pianificazione e valorizzazione del patrimonio.</p>
<p>Durante il soggiorno a Palmanova, la delegazione ha seguito un <strong>programma di visite, incontri istituzionali e approfondimenti tecnici</strong>, con particolare attenzione agli interventi di restauro e conservazione in corso, tra cui il <strong>cantiere del Baluardo Donato e Porta Cividale</strong>, la valorizzazione con la multimedialità attraverso sala e ascensore virtuale, oltre a focus sulla cornice normativa regionale per i siti UNESCO e sulle raccomandazioni del Comitato del Patrimonio Mondiale.</p>
<p>I Comuni portoghesi coinvolti sono impegnati nel percorso di candidatura UNESCO del progetto <strong>Fortezze Fortificate della Raia</strong>, un sistema difensivo sviluppato lungo il confine tra Portogallo e Spagna che mira al riconoscimento come Patrimonio Mondiale e alla costruzione di un’offerta turistica integrata.</p>
<p>«Ci hanno contattato per conoscere le buone pratiche di gestione del nostro sito seriale e questo ci onora, perché riconosce l’approccio responsabile che tutte le “Fortezze Veneziane” hanno saputo costruire in questi anni», ha dichiarato <strong>Silvia Savi</strong>, assessore alla Cultura del Comune di Palmanova.</p>
<p>«In questo contesto – ha aggiunto – abbiamo invitato anche la Regione Friuli Venezia Giulia, che con le scelte normative degli ultimi anni, i trasferimenti di risorse e l’istituzione del Tavolo UNESCO FVG ha svolto un ruolo strategico nel modello di gestione e valorizzazione del nostro patrimonio. Questo incontro con la delegazione portoghese si inserisce pienamente nel processo partecipativo del <strong>Piano di Gestione locale</strong> che stiamo redigendo e potrà portare nuove collaborazioni non solo in ambito di ricerca storica ma anche di pratica culturale e turistica, ad esempio per la valorizzazione e l’accrescimento della <strong>rievocazione napoleonica</strong>, che rispetto a quella veneziana ha una minore storicità a Palmanova e richiede quindi un ampliamento delle collaborazioni. La città di <strong>Almeida</strong> è il centro nevralgico di rievocazioni napoleoniche: l’evento principale, che si svolge tipicamente a fine agosto, ricostruisce con estremo rigore l’assedio del 1810, coinvolgendo soldati portoghesi, francesi, spagnoli e britannici».</p>
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