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	<title>Claudio Pizzin &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>Claudio Pizzin &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Fiumicello Villa Vicentina accoglie la Peace Walk</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 08:51:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[fiumicello]]></category>
		<category><![CDATA[villa vicentina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partita da Finisterre e diretta a Gerusalemme unisce camminatori di tutto il mondo contro la guerra</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/PeaceWalk-il-cerchio-prima-la-partenza-29.08.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/fiumicello-villa-vicentina-accoglie-la-peace-walk/">Fiumicello Villa Vicentina accoglie la Peace Walk</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Foto di gruppo a San Lorenzo di Fiumicello</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>FIUMICELLO VILLA VICENTINA – La <strong>Peace Walk to Jerusalem</strong> — il cammino iniziato a Finisterre il 31 gennaio 2026 con arrivo previsto a Gerusalemme nel 2027 — ha fatto tappa a Fiumicello Villa Vicentina.</p>
<p>Il ramo italiano, partito da Vicenza il 19 agosto 2026, è giunto a San Lorenzo il 28 agosto dopo un percorso via mare da Lignano toccando Grado e Aquileia, unendo camminatori di tutto il mondo <strong>contro la guerra</strong>.</p>
<p>A San Lorenzo, l&#8217;accoglienza dei cittadini e delle numerose associazioni locali (Acli, Auser, Α.Ν.Ρ.Ι., Banda Tita Michelas, Camminata Metabolica, Circolo volontari FVV, Comitato per i gemellaggi, Gruppo animatore Unità Pastorale, Nordic Walking, Protezione Civile, Scout Agesci Fiumicello 1 e Voci di Donne) è stata particolarmente calorosa e arricchita dalla frutta fresca donata con generosità dalle aziende agricole Pascolat e Feresin.</p>
<p>​I marciatori hanno poi ripreso il cammino fino a Villa Vicentina.</p>
<p>Al loro arrivo nell&#8217;area festeggiamenti della Pro Loco, si sono lasciati andare a un improvvisato ballo collettivo sulle note di <em>Live is Life</em>.</p>
<p>È seguito il benvenuto ufficiale del sindaco <strong>Alessandro Dijust</strong>, del rettore del Collegio del Mondo Unito di Duino <strong>Marco Gemelli</strong> e del Comitato promotore della Marcia Mondiale per la Pace e la NonViolenza 2026.</p>
<p>​La serata è proseguita con la presentazione del libro, <em>Solo i pesci hanno un nome. Lampedusa: vite in sospeso</em> di Enzo Raffaele, arricchita da un video della protagonista, la psichiatra Enza Malatino.</p>
<p>Il volume supera la cronaca mediatica per esplorare l&#8217;impatto umano delle migrazioni, dando voce sia a chi arriva sia a chi accoglie. L&#8217;opera nasce dall&#8217;esperienza ventennale della dottoressa Malatino, che sull&#8217;isola ha curato i traumi dei migranti con la creazione dei primi gruppi di ascolto restituendo loro dignità e identità. Il titolo denuncia come nel Mediterraneo gli esseri umani rischino di diventare semplici statistiche. Attraverso l&#8217;ascolto, il libro trasforma il dolore in connessione umana e solidarietà, mostrando come l&#8217;incontro reciproco possa ridare un volto a chi soffre e a chi aiuta.</p>
<p>​A seguire, il coro &#8220;Donna canta DONNA&#8221; dell&#8217;associazione <em>Donna a Donna ODV</em> di Monfalcone ha coinvolto il pubblico con l&#8217;esecuzione di brani intensi (<em>Pane e ciliegie</em>, <em>Preghiera delle madri</em>, <em>Be my voice</em>, <em>Girotondo intorno al mondo</em>, <em>People Have the Power</em> e il bis <em>Cambia todo cambia</em>).</p>
<p>I presenti hanno accompagnato i canti con il battito delle mani e con la voce, prima di concludere la giornata con la cena offerta dalla Pro Loco.</p>
<p><strong>Un passaggio di testimone speciale </strong></p>
<p>Durante la sosta, il Comitato Promotore della Marcia Mondiale ha consegnato alla PeaceWalk la bandiera della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la NonViolenza della mia Città 2026.</p>
<p>Questo simbolo accompagnerà i camminanti fino a Gerusalemme come un vero testimone, segno d’incoraggiamento, di condivisione degli obiettivi comuni per la Pace e la NonViolenza e di comunione con tutte le persone del pianeta che lavorano per promuovere la Pace.</p>
<figure id="attachment_76344" aria-describedby="caption-attachment-76344" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-76344" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/PeaceWalk-Panchine-gialle-29.08.jpeg" alt="PeaceWalk Panchine gialle 29.08" width="800" height="533" title="Fiumicello Villa Vicentina accoglie la Peace Walk 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/PeaceWalk-Panchine-gialle-29.08.jpeg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/PeaceWalk-Panchine-gialle-29.08-300x200.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/PeaceWalk-Panchine-gialle-29.08-768x512.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/PeaceWalk-Panchine-gialle-29.08-391x260.jpeg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/PeaceWalk-Panchine-gialle-29.08-272x182.jpeg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-76344" class="wp-caption-text">La sosta presso le panchine gialle</figcaption></figure>
<p>Il giorno seguenti la marcia è ripartita dalla palestra di Villa Vicentina in direzione Aurisina.</p>
<p>Lungo le strade cittadine sono state effettuate due soste simboliche: la prima presso il Ginkgo Biloba — nato da un seme prelevato da un albero sopravvissuto al bombardamento di Hiroshima — per appendere nastri con messaggi di pace; la seconda presso le &#8220;panchine gialle&#8221; dedicate a Giulio Regeni, per rinnovare la richiesta di verità e giustizia.</p>
<p>​Per ragioni di tempo, il percorso si è concluso in via Brancolo senza raggiungere il Parco dell&#8217;Isonzo. I camminatori sono stati salutati presso la chiesa di San Canzian d&#8217;Isonzo con l&#8217;augurio di un buon viaggio verso oriente, pronti ad affrontare le successive tappe di Monfalcone, Sistiana e Duino-Aurisina.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Veterani dello Sport tra cultura e solidarietà</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/veterani-dello-sport-tra-cultura-e-solidarieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 13:32:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[veterani]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla presentazione del libro di Luisa Contin al pranzo offerto ai giovani di Estate Insieme: l'attività della sezione non va mai in vacanza</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/estate26.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/veterani-dello-sport-tra-cultura-e-solidarieta/">Veterani dello Sport tra cultura e solidarietà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Da sinistra la vicepresidente Anna Pompa, Paolo Alessio, il presidente Giorgio Comisso, Giovanni Sverzut, Lucio Roppa e Giorgio Titotto</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – Un mese di agosto ricco di impegni per la sezione di Cervignano dei <strong>Veterani dello Sport</strong>.</p>
<p>Venerdì 14 si è svolta la presentazione del libro di Luisa Contin “<em>L’ultima risorgiva</em>”, un’opera che racconta la radicale e rapida trasformazione avvenuta nella Bassa friulana con l’insediamento, nel comune di Torre di Zuino, di un enorme stabilimento chimico per la produzione della viscosa. Il tutto realizzato in meno di un anno, prosciugando terreni ricchi d’acqua e lasciando un’unica risorgiva. Anche il nome del paese cambiò: Torre di Zuino diventò Torviscosa.</p>
<p>All’iniziativa hanno partecipato numerose persone, tra le quali il sindaco di Cervignano <strong>Andrea Balducci</strong>. Tutti hanno espresso un sentito apprezzamento all’autrice per il poderoso lavoro di ricerca svolto e per la passione che l’ha accompagnata in questa attività.</p>
<p>Successivamente è stata la volta della Festa di Ferragosto: una serata allietata da musica, giochi, premi e da una squisita grigliata.</p>
<p>Il presidente <strong>Giorgio Comisso</strong> ha elogiato tutti i soci e collaboratori che con il loro lavoro hanno permesso di realizzare questa festa, in particolare le due giovani volontarie Giulia e Gaia che, come avviene già da qualche anno, portano una ventata di gioventù alla serata.</p>
<p>Domenica 23 agosto, insieme ai dirigenti e ai giovani educatori del Ricreatorio San Michele che stanno realizzando “Estate insieme”, campo estivo con oltre 130 giovani partecipanti, i Veterani hanno offerto loro il pranzo realizzando una spaghettata, grazie al cuoco <strong>Lucio Roppa</strong> e ai volontari che lo hanno coadiuvato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Impegno e solidarietà nel nome di Guido Delpiccolo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/impegno-e-solidarieta-in-memoria-di-guido-del-piccolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 08:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[veterani sportivi]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni amici triestini ne hanno onorato la memoria con una donazione in favore dei Veterani dello Sport di Cervignano, di cui è stato socio fondatore</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/del-Piccolo-8.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/impegno-e-solidarieta-in-memoria-di-guido-del-piccolo/">Impegno e solidarietà nel nome di Guido Delpiccolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Guido Delpiccolo con la divisa della Pro Cervignano</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – Una donazione in memoria di un proprio caro non solo è un modo per sostenere una<strong> </strong>causa che sta a cuore, ma è anche un gesto che permette ai valori della persona di continuare a vivere dopo la sua scomparsa.</p>
<p>Alcuni amici triestini ha deciso di onorare la memoria di <strong>Guido Delpiccolo</strong>, recentemente scomparso, effettuando una donazione in suo nome in favore dei <strong>Veterani dello Sport di Cervignano del Friuli</strong>.</p>
<p>Questo nobile gesto consentirà ai veterani di impegnarsi nei loro progetti di solidarietà, in ricordo di uno dei soci fondatori della locale sezione del sodalizio.</p>
<p>Guido del Piccolo ha infatti calcato per molti anni i campi di calcio dove si è particolarmente distinto per la sua professionalità: è stato protagonista con la Triestina in serie C, quindi con il Belluno e il Ponziana per concludere poi la sua carriera proprio a Cervignano.</p>
<p>In un suo articolo, il professor <strong>Mario Matassi</strong> – anche lui recentemente scomparso – scriveva così di Delpiccolo: “Si distingueva anche per la discrezione nel suo modo di comunicare e scambiare con le persone, per l&#8217;esemplarità di sportivo e cittadino, per la fiducia che dava e riceveva dai suoi compagni”.</p>
<figure id="attachment_76171" aria-describedby="caption-attachment-76171" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-76171" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/delpiccolo2-696x1024.jpg" alt="delpiccolo2" width="640" height="942" title="Impegno e solidarietà nel nome di Guido Delpiccolo 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/delpiccolo2-696x1024.jpg 696w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/delpiccolo2-204x300.jpg 204w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/delpiccolo2-768x1130.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/delpiccolo2.jpg 800w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-76171" class="wp-caption-text">Guido Delpiccolo sul campo di calcio</figcaption></figure>
<p>Il presidente della sezione cervignanese dei Veterani dello Sport, <strong>Giorgio Comisso</strong>, ha voluto ringraziare a nome del direttivo e di tutta l&#8217;associazione gli amici triestini: “Questo gesto sarà motivo e ulteriore stimolo nel nostro impegno a favore dello sport, della cultura e della solidarietà, anche a nome di Guido Delpiccolo”.</p>
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		<title>Musica bluegrass sul prato di Casa Zigaina</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/musica-bluegrass-sul-prato-di-casa-zigaina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 19:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Cervignano suggestiva serata dedicata alla tradizione musicale popolare americana. E un omaggio a Renato Carosone</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/blue-22.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/musica-bluegrass-sul-prato-di-casa-zigaina/">Musica bluegrass sul prato di Casa Zigaina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Claudio Pizzin)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – Nel verde prato di Casa Zigaina si sono esibiti <strong>The Blue Grass Baby</strong>.</p>
<p>Il gruppo è composto da cinque appassionati musicisti: <strong>Matteo Strazzolini</strong>, mandolino e voce; <strong>John Santoro</strong>, banjo e voce; <strong>Bruno Muzzin</strong>, chitarra e voce; <strong>Sebastiano Frattini</strong>, violino e voce; <strong>Marco Blasig</strong>, contrabbasso e voce.<br />
Nel corso della serata hanno proposto brani di musica <em>blue grass</em> che appartiene alla tradizione musicale popolare americana.</p>
<p>Questa musica affonda le sue origini nel 1600, quando i primi immigrati provenienti dall’Europa – scozzesi, inglesi, irlandesi – si stabilirono nella costa nord orientale degli Stati Uniti.</p>
<p>I Blue Grass quest&#8217; anno hanno anche partecipato alla 48ª edizione di Folkest.</p>
<p>A conclusione della serata hanno voluto rendere omaggio al grande musicista napoletano Renato Carosone, con il suo brano “Tu vuo’ fa’ l&#8217;americano”.</p>
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		<item>
		<title>Cervignano ricorda Lelio Luttazzi</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/cervignano-ricorda-lelio-luttazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 13:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La musica dell'artista protagonista a Casa Zigaina in una serata tra canzone popolare, musiche da film e hit d'oltreoceano</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-7.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/cervignano-ricorda-lelio-luttazzi/">Cervignano ricorda Lelio Luttazzi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Claudio Pizzin)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – Il parco di <strong>Casa Zigaina</strong> ha ospitato la serata musicale dal titolo “<strong><em>Semplicemente Lelio</em></strong>”, in omaggio a Lelio Luttazzi.</p>
<p>L’evento è stato organizzato dall&#8217;Amministrazione comunale.</p>
<p>A esibirsi tre giovani musicisti: <strong>Francesco De Luisa</strong> (pianoforte e arrangiamenti), <strong>Alessandro Turchet</strong> (contrabbasso) e <strong>Jacopo Zanette</strong> (batteria).</p>
<p>Lelio Luttazzi è noto al grande pubblico per l&#8217;ironia dei suoi brani, scritti in un delicato equilibrio tra la canzone italiana, la canzone popolare e lo <em>swing</em> proveniente da oltreoceano.</p>
<p>La sua musica non solo ha scalato le classifiche, ma ha trovato anche un felice connubio con la televisione e il cinema.</p>
<figure id="attachment_75660" aria-describedby="caption-attachment-75660" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-75660" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-8.jpg" alt="Semplice Lelio 8" width="800" height="443" title="Cervignano ricorda Lelio Luttazzi 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-8.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-8-300x166.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-8-768x425.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-75660" class="wp-caption-text">Il pubblico nel parco di Casa Zigaina (ph. Claudio Pizzin)</figcaption></figure>
<p>Il trio ha proposto una panoramica di tutte queste strade musicali che Luttazzi ha percorso, dalle <em>hit</em> alla musica da film, dandone una fresca rilettura, seppur con grande rispetto per la tradizione e il jazz a cui Lelio era molto affezionato.</p>
<figure id="attachment_75661" aria-describedby="caption-attachment-75661" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-75661" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-2.jpg" alt="Semplice Lelio 2" width="800" height="533" title="Cervignano ricorda Lelio Luttazzi 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-2.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-2-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-2-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-2-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Semplice-Lelio-2-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-75661" class="wp-caption-text">Il saluto dell&#8217;assessore comunale alla cultura, Cristian Zanfabro (ph. Claudio Pizzin)</figcaption></figure>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Laura Miorin: la natura al servizio dell&#8217;arte</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/laura-miorin-la-natura-al-servizio-dellarte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 16:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[staranzano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=75589</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attraverso il materiale vegetale che raccoglie e conserva, l’artista staranzanese realizza le sue opere. Spesso paesaggi, ma non solo. Come l’ultima in memoria del terremoto del 1976: «Per rendere l’idea delle macerie ho scelto frammenti di corteccia di betulla “malata”»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_a_Foto-dArtista.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/laura-miorin-la-natura-al-servizio-dellarte/">Laura Miorin: la natura al servizio dell&#8217;arte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Laura Miorin con una sua opera</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una friulana trapiantata nel cuore della Bisiacaria. Ma <strong>Laura Miorin </strong>è tutto fuorché una persona stanziale, perché visitare e scoprire i luoghi del Friuli Venezia Giulia non è solo una passione, ma vera e propria fonte di ispirazione.</p>
<p>I paesaggi e gli eventi che osserva, infatti, diventano spesso soggetti delle sue opere d’arte realizzate con materiale vegetale che lei stessa raccoglie.</p>
<p>Come ci racconta in questa intervista.</p>
<p><strong>“<em>La natura al servizio dell’arte</em>”: come mai ha scelto questo concetto per descrivere il suo percorso artistico?</strong></p>
<p>«Perchè ho scelto di basare la mia azione in favore di Gaia tramite l’arte. E la mia forma d’arte trae proprio dalla terra gli strumenti per la mia espressione».</p>
<p><strong>Quando è iniziato il suo percorso artistico?</strong></p>
<p>«Ormai 25 anni fa, in val Canale, quando al posto dei funghi riempii il cesto di foglie dai mille colori e infinite sfumature. Era autunno. Non sapevo bene cosa ne avrei fatto, ma cominciai a seccarle e trattarle per conservarne il colore. Poi cominciai a raccogliere anche cortecce, fiori, licheni, muschi. Il contatto con i prodotti di Madre Terra mi fa stare bene, mi fa sentire parte di quel mondo di cui ho un bisogno assoluto».</p>
<p><strong>Cortecce, fiori, muschi, licheni, e principalmente foglie. In base a cosa li sceglie?</strong></p>
<p>«Ormai l’esperienza mi porta a raccogliere solo certi tipi di foglie, per i colori e la loro tenuta, per la consistenza, per la forma, per la malleabilità. Le raccolgo in tutti i periodi dell’anno, ma principalmente in autunno. Certe cortecce, muschi e licheni li trovo in montagna, la corteccia di betulla anche qui da noi».</p>
<p><strong>Una volta raccolto, questo materiale vegetale come viene trattato?</strong></p>
<p>«Dopo la raccolta, le foglie vengono private del picciolo e lasciate asciugare per un giorno. Vengono poi disidratate completamente con un ferro a caldo. A questo punto le inserisco in grandi scatole dopo averle spruzzate con un insetticida che lascio evaporare prima di mettere il coperchio. Naturalmente ogni scatola ha foglie più o meno dello stesso colore. In questo modo ho la mia tavolozza. Prima di utilizzare le foglie lascio passare un po’ di tempo perché si stabilizzi il colore».</p>
<p><strong>L’opera d’arte viene pensata in base al materiale vegetale disponibile o, viceversa, in base alla sua ispirazione inizia la ricerca in natura?</strong></p>
<p>«Quando ho in mente un’immagine penso se ho tutto il materiale necessario. A volte no, ma la fantasia mi porta a utilizzare del materiale diverso, per sperimentare. È sempre una sfida per me, ma questo è quello che mi piace, mi emoziona. Utilizzo solo le foglie il cui colore si è stabilizzato».</p>
<figure id="attachment_75591" aria-describedby="caption-attachment-75591" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-75591" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_Barcolana.jpg" alt="low Barcolana" width="800" height="588" title="Laura Miorin: la natura al servizio dell&#039;arte 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_Barcolana.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_Barcolana-300x221.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_Barcolana-768x564.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-75591" class="wp-caption-text">L’interpretazione della Barcolana secondo Laura Miorin</figcaption></figure>
<p><strong>Attraverso la sua arte figurativa ripropone principalmente paesaggi, sempre del Friuli Venezia Giulia. Come mai?</strong></p>
<p>«Il Friuli Venezia Giulia è una regione ricca di panorami stupendi che dal mare salgono fino alle Alpi Giulie, passando per il Carso, altipiano roccioso dove in autunno il somaco lo dipinge di rosso e i fiumi sotterranei lo attraversano passando per grotte e anfratti. E poi il Collio, terra di vini pregiati. Mi piace ritrarre paesaggi, località incantevoli come il Lussari o eventi importanti come la Barcolana e interpretarli con la mia tecnica. Amo la mia terra e amo riprodurre ciò che mi colpisce quando la frequento».</p>
<p><strong>A proposito della nostra regione, il suo ultimo quadro in ordine di tempo è dedicato alla memoria del terremoto del 1976. Come lo ha realizzato?</strong></p>
<p>«Mi è stato richiesto un quadro che interpretasse il sisma del ’76 e la cosa che mi è subito balenata in testa è stata: con che materiale potrò rendere l’idea delle macerie? Penso di esserci riuscita. Si tratta di frammenti di corteccia di betulla “malata”, che avevo raccolto parecchio tempo fa pensando che mi sarebbe comunque servita a interpretare qualcosa. E così è stato».</p>
<figure id="attachment_75592" aria-describedby="caption-attachment-75592" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-75592" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_terremoto.jpg" alt="low terremoto" width="800" height="600" title="Laura Miorin: la natura al servizio dell&#039;arte 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_terremoto.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_terremoto-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_terremoto-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-75592" class="wp-caption-text">L’opera in memoria del terremoto in Friuli del 1976</figcaption></figure>
<p><strong>Dal Friuli Venezia Giulia al Veneto le sue mostre hanno raccolto diversi consensi. </strong></p>
<p>«Solitamente espongo in mostre personali perché la mia tecnica va vista interamente. Nelle collettive un mio quadro non viene capito. Molte volte mi sento chiedere dalla gente: va bene, i quadri sono fatti con le foglie, ma che colore ci mette sopra? Non c’è nessun colore, quello che si vede è il colore naturale delle foglie al momento della raccolta. Per esempio un acero giallo prima comincia a colorare di verde poi in autunno si colora di giallo, e successivamente diventa marrone come tutte le foglie a fine vita. Io concedo loro una seconda possibilità».</p>
<p><strong>C’è un’opera tra quelle che ha realizzato a cui è maggiormente legata?</strong></p>
<p>«Penso che ogni artista abbia un’opera del cuore che conserva gelosamente a casa e non metterà mai in vendita. La mia è il Casone che i miei genitori avevano in Quarantia. “<em>Cari a me i ricordi, / di una giovinezza&#8230; non senza pensieri / ma in questo luogo magico / tutto si allentava, si alleggeriva / Predominante l’allegro cinguettio / le onde sulla battigia e il vento tra le foglie / tutto era poesia</em>”. Queste parole le ho scritte dietro il mio quadro, mi sono nate spontanee perché era veramente un luogo bellissimo dove ho trascorso parecchie estati della mia gioventù. Questo, come tutti gli altri casoni, è stato abbattuto».</p>
<p><strong>L’opera invece che vorrebbe realizzare?</strong></p>
<p>«Oltre ai paesaggi della mia terra sono attratta da ciò che mi circonda e che amo, gli animali oppure composizioni floreali o ciò che mi viene chiesto di fare per partecipare alle mostre in occasione di qualche evento. Cerco l’armonia delle proporzioni, degli accostamenti di tipologia oltre che di tonalità cromatiche dei materiali per un risultato finale piacevole e rassicurante».</p>
<p><strong>Per Laura Miorin qual è il più bel paesaggio del Friuli Venezia Giulia?</strong></p>
<p>«In questa terra non c’è nessun paesaggio migliore di un altro. C’è l’attimo. C’è lo scatto di un’immagine che in quel preciso momento, con quella luce e con quei colori, mi fa innamorare».</p>
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		<title>Monfalcone celebra Giovanni Pamich</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/monfalcone-celebra-giovanni-pamich/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 13:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[pamich]]></category>
		<category><![CDATA[premi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consegnato l'Attestato di Stima e Riconoscenza "per meriti professionali e l'instancabile dedizione dimostrati nel corso della sua carriera"</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Giovanni-Pamich-2.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/monfalcone-celebra-giovanni-pamich/">Monfalcone celebra Giovanni Pamich</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>MONFALCONE – Nella mattinata odierna il sindaco di Monfalcone, <strong>Luca Fasan</strong>, insieme all&#8217;onorevole <strong>Anna Maria Cisint</strong> e all&#8217;assessore comunale <strong>Luca Zorzenon</strong>, ha accolto nella Sala del Consiglio Comunale il professor <strong>Giovanni Pamich</strong>, già primario di Chirurgia Generale dell&#8217;Ospedale San Polo, per la consegna dell&#8217;<strong>Attestato</strong> <strong>di Stima e Riconoscenza della Città di Monfalcone</strong>.</p>
<p>Il riconoscimento è stato conferito «<em>per l&#8217;impegno costante, la competenza e l&#8217;umanità con cui ha contribuito a far crescere la sanità cittadina, in segno di profonda stima, ammirazione e gratitudine per gli eccezionali meriti professionali e l&#8217;instancabile dedizione dimostrati nel corso della sua lunga e autorevole carriera</em>».</p>
<p>Alla cerimonia erano presenti anche numerosi rappresentanti del <strong>Rotary Club Monfalcone-Grado</strong>, di cui il professor Pamich è socio.</p>
<p>La Governatrice del Distretto 2060, <strong>Lucia Crapesi</strong>, ha definito il professor Pamich «<em>un autentico esempio di vita, capace di incarnare pienamente la missione del Rotary, che è quella di creare un impatto positivo e duraturo nella comunità</em>».</p>
<p>È intervenuta inoltre <strong>Elena Buson Nicolodi</strong>, già presidente del Rotary Club Monfalcone-Grado, che ha ricordato la storia della famiglia Pamich, esule da Fiume, e il lungo percorso professionale del professor Pamich, sottolineandone «<em>la straordinaria competenza come medico chirurgo, unita a una profonda umanità. Una vita dedicata ai pazienti, alla sanità e al territorio, che lo rende un esempio per tutti e un autentico socio onorario</em>».</p>
<p>II professor Giovanni Pamich ha infine ringraziato l&#8217;Amministrazione comunale per il riconoscimento, rivolgendo un pensiero alla propria famiglia.</p>
<p>Nel suo intervento ha ricordato come la vocazione alla medicina sia nata già all&#8217;età di dieci anni e ha sottolineato di non aver mai tradito il giuramento di Ippocrate, mettendo sempre il paziente al centro del proprio operato.</p>
<p>Ha infine espresso gratitudine verso tutti coloro che lo hanno accompagnato nel suo percorso umano e professionale e agli amici del Rotary per la vicinanza dimostrata negli anni.</p>
<p>Alla cerimonia hanno partecipato numerosi cittadini, colleghi e amici a testimonianza dell&#8217;affetto, della stima e del profondo riconoscimento che Monfalcone continua a nutrire nei confronti del professor Giovanni Pamich.</p>
<h3>GIOVANNI PAMICH</h3>
<p>Uno spirito libero, legato indissolubilmente alla propria Terra, Fiume, che abbandonò, esule volontario il 23 settembre 1947, a 15 anni, assieme al fratello più giovane Abdon.</p>
<p>Per loro fu un duro periodo di peregrinazioni da un campo profughi all’altro, da una città all’altra (Trieste, Milano, Udine, Novara), prima della riunificazione della famiglia in quel di Genova.</p>
<p>La Storia ed il Destino hanno negato a Giovanni, a differenza di Ulisse, il ritorno alla “sua Itaca”, alla sua piccola, ma grande, Patria: Fiume ed il Quarnaro.</p>
<p>Fratello maggiore di Irma, Raoul ed Abdon, grande campione della marcia (50 chilometri), bronzo olimpico a Roma 1960 ed oro a Tokio 1964.</p>
<p>Sposato con Ersilia, due figli Marco e Sara, due nipoti Lorenzo ed Edoardo.</p>
<p>Laureato nel 1956 in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Genova (iscritto nel 1950), Ufficiale Medico di Complemento della Marina Militare, 22° Corso dell’Accademia Navale di Livorno (ora, Tenente di Vascello), Assistente Chirurgo presso l’Ospedale di Locarno e, successivamente, Aiuto Chirurgo presso l’Ospedale di Bellinzona (Svizzera) e dell’Ospedale di Palmanova.</p>
<p>Primario di Chirurgia Generale presso l’Ospedale di Monfalcone, ‘Registrar’ in Reparto ospedaliero di Chirurgia Toracica in Inghilterra, Primario della Divisione Chirurgica presso l’Ospedale di Gorizia, Professore a contratto e poi Professore associato per 14 anni presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare dell’Università di Trieste (Istituto di Patologia Chirurgica, Direttore Prof. Alfredo Nemeth).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-75508" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Giovanni-Pamich-3-1024x538.jpeg" alt="Giovanni Pamich 3" width="640" height="336" title="Monfalcone celebra Giovanni Pamich 7" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Giovanni-Pamich-3-1024x538.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Giovanni-Pamich-3-300x158.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Giovanni-Pamich-3-768x404.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Giovanni-Pamich-3-1536x807.jpeg 1536w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Giovanni-Pamich-3.jpeg 2044w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Generale presso l’Università di Padova, di Chirurgia Toracica presso l’Università di Bologna, e di Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Modena.</p>
<p>In quiescenza dalla fine del 1999, per oltre 14 anni ha svolto attività di Direttore Sanitario a bordo di grandi navi da crociera, rispondendo al forte richiamo del mare e dei grandi spazi aperti.</p>
<p>È stato Socio della Società Italiana di Chirurgia e della Società Italiana di Chirurgia Toracica, Fellow dell’International College of Surgeons di Chicago.</p>
<p>Insignito della Rocca d’Oro, simbolo della Città di Monfalcone dal Sindaco prof. Pizzolitto.</p>
<p>Insignito dell’Onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana. Socio Onorario del Tribunale dei Diritti dell’Ammalato</p>
<p>Cooptato dal RC Gorizia nel settembre 1974 Cl. Chirurgia Generale (Presidente Finazzer Flori, Governatore Franco Richard), è stato componente di vari Consigli Direttivi e Commissioni del Club, Presidente dello stesso nell’annata 1987-1988, promuovendo la stampa di una brochure rievocativa dei 40 anni di attività.</p>
<p>Nell’annata 1988-1989 ha assolto l’incarico di Primo Rappresentante del Governatore Renato Duca e Team Leader dello Scambio Gruppo di Studio distrettuale con l’area brasiliana del Rio Grande do Soul: quindi, Rappresentante del Governatore</p>
<p>Piero Marcenaro nell’annata 1996-1997.</p>
<p>È Socio del Club di Monfalcone-Grado dal 12 luglio 2018 per il quale è stato attivo sostenitore e promotore della costituzione.</p>
<p>È insignito di 3 PAUL HARRIS FELLOW.</p>
<p>Giovanni Pamich, non solo autorevole Protagonista della Chirurgia, non solo Uomo di mare, ma anche instancabile esploratore per la via di terra: con le sue potenti moto ha fatto il giro del mondo, da Capo Nord alla Terra del Fuoco, dal Canada alle Americhe, da Fiume, Istria e Dalmazia ai vari Paesi dell’Europa.</p>
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		<title>Ilenia Stacul: il talento della dedizione</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/ilenia-stacul-il-talento-della-dedizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 11:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[break dance]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni guida il team monfalconese “Buddy Bounce” alle finali mondali di World of Dance in California. «Ai miei atleti insegno il rispetto reciproco. Ricordando loro che solo l’abnegazione fa la differenza nel tempo»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/apertutra.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/ilenia-stacul-il-talento-della-dedizione/">Ilenia Stacul: il talento della dedizione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Ilenia Stacul</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’<strong>Anaheim Convetion Center</strong> si raggiunge in circa mezz’ora di auto da Los Angeles.</p>
<p>È qui che fino al 10 luglio la <em>crew </em>monfalconese “Buddy Bounce” sta coronando un sogno partito da lontano. Come ci spiega la loro coreografa – e tanto altro ancora – <strong>Ilenia Stacul</strong>.</p>
<p><strong>Ilenia Stacul, come procedono i preparativi in vista delle Finali Mondiali di <em>World of Dance</em>?</strong></p>
<p>«Ci stiamo impegnando molto per intensificare e approfondire la presenza scenica, fondamentale su un palcoscenico di questa portata. Stiamo preparando una coreografia fedele al nostro percorso, cercando di portare sul palco non solo tecnica ed energia, ma anche la nostra identità artistica. Le musiche saranno create da <em>beat maker </em>legati alla nostra cultura e visione della Street Dance, proprio per dare rilevanza e spazio anche agli artisti che condividono il nostro stesso linguaggio».</p>
<p><strong>Lei è la coreografa della <em>crew </em>agonistica “Buddy Bounce”: com’è nata questa realtà all’interno della scuola di danza IlyDance Studio di Monfalcone?</strong></p>
<p>«La realtà di IlyDance nasce da fondamenta molto forti: la <em>crew </em>“Effetti Collaterali”, un gruppo di amici che, con dedizione e passione, ha raggiunto risultati internazionali e conquistato i podi più prestigiosi per moltissimi anni. La <em>crew </em>dei “Buddy Bounce” è nata inizialmente come uno dei tanti corsi di <em>hip hop </em>all’interno della scuola, ma il forte legame creato tra i ragazzi e l’attaccamento a questa realtà hanno trasformato quel percorso in qualcosa di speciale. Insieme hanno coltivato la stessa passione, crescendo non solo artisticamente ma anche personalmente, fino a dare vita a una vera <em>crew</em>».</p>
<p><strong>A che risultato ambite negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>«Raggiungere un risultato più personale che di classifica, perché poterci esprimere attraverso ciò che più ci rappresenta ha per noi un valore enorme. Venendo da una piccola città e confrontandoci con gruppi provenienti da realtà mondiali molto più grandi, siamo fieri di portare sul palco l’autenticità che ci contraddistingue e il percorso che ci ha portati fino a qui».</p>
<p><strong>Come si svolge la vostra preparazione, sia atletica che tecnica?</strong></p>
<p>«Oltre al lavoro artistico e tecnico, ogni ragazzo segue una scheda di preparazione atletica costantemente aggiornata in base alle proprie esigenze e ai propri obiettivi, con la possibilità di gestirla in autonomia. Questo permette agli allievi di sviluppare maggiore consapevolezza, responsabilità e continuità nel proprio percorso di crescita».</p>
<p><strong>Cosa rappresenta la danza – in tutte le sue forme – per Ilenia Stacul?</strong></p>
<p>«Una grande forma di espressione e di libertà. La considero qualcosa di terapeutico: la possibilità di ascoltare la musica che amo tutti i giorni e condividere questa passione con bambini e ragazzi di tutte le età è ciò che mi fa sentire davvero bene. La danza è sempre stata una parte fondamentale della mia vita, perché provengo da una famiglia di ballerini. Sono stati mia madre e mio padre a trasmettermi questo grande amore, che con il tempo è diventato non solo una passione, ma anche una vera scelta di vita».</p>
<p><strong>Da anni la realtà da lei guidata ottiene brillanti risultati nella danza urbana a livello nazionale: come si raggiungono questi traguardi?</strong></p>
<p>«Grazie a impegno, costanza e tanta passione per quello che faccio. In ogni percorso ci ho sempre messo il cuore, perché credo che i risultati più importanti arrivino quando fai le cose con autenticità, amore e dedizione. Per me il lavoro, gli obiettivi e i successi hanno valore solo se accompagnati dal divertimento, dall’energia positiva e dalla possibilità di condividere emozioni vere con le persone che mi stanno accanto. Ho costruito tutto passo dopo passo, con disciplina, sacrificio e rispetto verso gli altri, cercando sempre di trasmettere fiducia attraverso i fatti. Ritengo che la credibilità nasca dalla coerenza, dall’affidabilità e dal modo in cui tratti le persone ogni giorno. È questo che mi ha permesso di ottenere rispetto e creare legami sinceri lungo il mio percorso».</p>
<figure id="attachment_75412" aria-describedby="caption-attachment-75412" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-75412" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce.jpg" alt="Buddy Bounce" width="800" height="532" title="Ilenia Stacul: il talento della dedizione 8" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce-768x511.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Buddy-Bounce-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-75412" class="wp-caption-text">La crew “Buddy Bounce”</figcaption></figure>
<p><strong>Ai suoi atleti cosa chiede ogni giorno?</strong></p>
<p>«Il rispetto reciproco. Per me non è una regola formale, è la base su cui si costruisce tutto il resto. Senza rispetto non può esserci fiducia, e senza fiducia non può esserci crescita. Io credo molto nella filosofia “<em>each one teach one</em>”. Significa che non sono solo io a insegnare: ognuno, dentro quel gruppo, ha qualcosa da dare. Ogni persona porta un’esperienza, un punto di vista, una competenza. Il mio ruolo è creare le condizioni perché questo scambio avvenga davvero. Quando c’è rispetto le persone si ascoltano, si mettono in gioco e non hanno paura di sbagliare. Ed è lì che succede la cosa più importante: si impara insieme».</p>
<p><strong>Talento e abnegazione sono entrambi indispensabili o uno può sopperire all’altro?</strong></p>
<p>«Il talento è un punto di partenza, ma da solo non basta. Puoi avere tutte le doti del mondo, ma se non hai costanza, disciplina e voglia di metterti in discussione, quel talento rimane fermo. L’abnegazione invece è ciò che fa davvero la differenza nel tempo. È quello che ti porta ad allenarti anche quando sei stanco, a migliorarti anche quando le cose non vengono subito, a restare focalizzato sugli obiettivi. Io ho visto tanti ragazzi magari meno “talentuosi” all’inizio, ma con una dedizione incredibile, superare chi partiva con più facilità. Perché alla fine, quello che costruisci giorno dopo giorno vale molto di più di quello che ti viene naturale».</p>
<p><strong>Come valuta il livello della danza urbana in Italia in generale e in Friuli Venezia Giulia in particolare?</strong></p>
<p>«In forte crescita. Negli ultimi anni si è sviluppata tantissimo, sia dal punto di vista tecnico che culturale. Ci sono accademie professionali, percorsi strutturati e soprattutto eventi e <em>contest </em>di alto livello che portano anche giudici e influenze internazionali. Il Friuli Venezia Giulia è spesso sottovalutato. La nostra forza sta nella rete: c’è una collaborazione reale tra gli insegnanti di tutta la zona. Non lavoriamo per creare competizione sterile o muri tra scuole, ma per crescere insieme. E questo fa la differenza. Quando condividi, ti confronti e costruisci relazioni, il livello si alza per tutti».</p>
<p><strong>Da cosa trae ispirazione per le sue coreografie?</strong></p>
<p>«Dal mio percorso, che è sempre stato molto vario. Ho iniziato con la danza classica, e questo mi ha dato delle basi solide e una forte ricerca della precisione, quasi al millimetro. È una parte di me che porto ancora oggi in tutto quello che creo. Allo stesso tempo, però, c’è un lato completamente diverso, più istintivo e creativo. Questo deriva dal mio stile di vita: sono sempre stata curiosa, ho viaggiato molto, ho avuto la possibilità di conoscere culture diverse, di vivere e lavorare in Brasile, e di studiare balli tipici locali in varie parti del mondo. Tutte queste esperienze hanno influenzato profondamente il mio modo di muovermi e di creare. Mi piace contaminare, unire linguaggi diversi, lasciarmi ispirare non solo dalla danza, ma anche dalla musica e dalla sua continua evoluzione, soprattutto grazie alle nuove generazioni. Ancora oggi non mi fermo mai: continuo a studiare, a osservare, a cercare».</p>
<p><strong>Oltre a danze e balli quali sono le sue altre passioni?</strong></p>
<p>«I viaggi, perché sono una persona estremamente curiosa. Amo scoprire, osservare e lasciarmi ispirare da tutto ciò che mi circonda. Questa passione è qualcosa che condivido profondamente con la mia famiglia: insieme a mio marito e ai miei figli esploriamo il mondo in tutte le sue forme, entrando in contatto con culture diverse, modi di vivere e di esprimersi».</p>
<p><strong>Dopo le finali in California quali saranno i prossimi obiettivi agonistici?</strong></p>
<p>«Credo che i risultati arrivino come conseguenza del lavoro fatto bene. La priorità sarà far crescere i miei allievi, accompagnandoli verso una dimensione più individuale della danza, così che possano conoscere davvero se stessi e scegliere in modo consapevole la strada professionale più adatta a loro. Allo stesso tempo, voglio dedicare ancora maggiore attenzione ai più piccoli, costruendo per loro un percorso strutturato, simile a quello che ho sviluppato con i Buddy Bounce. Un percorso che non guardi solo alla prestazione, ma alla crescita completa della persona e dell’artista».</p>
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		<title>Fiumicello: l&#8217;AFDS trionfa al torneo di calcio</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/fiumicello-lafds-trionfa-al-torneo-di-calcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 10:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[afds]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[fiumicello]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli atleti allenati da Giuliano Rosin vincono tutte le partite del Memorial “Amis dal Getto/Amis dal Lele”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/La-presidente-con-la-squadra-e-Mister-16.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/fiumicello-lafds-trionfa-al-torneo-di-calcio/">Fiumicello: l&#8217;AFDS trionfa al torneo di calcio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>La squadra dell&#8217;AFDS con la presidente Pizzin e il mister Rosin (ph. Claudio Pizzin)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>FIUMICELLO VILLA VICENTINA – Successo per il 16 Memorial “<em>Amis dal Getto/Amis dal Lele</em>”, torneo di calcio a 7 che si è disputato al comunale “Enzo Andrian” di Fiumicello e ha visto impegnate 8 squadre suddivise in 2 gironi.</p>
<p>Le compagini si sono affrontate con 2 tempi di 15 minuti in un clima torrido.</p>
<p>La qualità delle squadre è risultata di ottimo livello e si è visto del buon calcio espresso dai ragazzi in campo. Alla fine della giornata ha prevalso la squadra dell&#8217;<strong>AFDS</strong> <strong>di Fiumicello</strong>, molto ben amalgamata e equilibrata in tutti i reparti.</p>
<p>Le furie rosse hanno via via incrociato gli avversari con il piglio giusto, affermandosi con risultati importati che non lasciano spazio ad alcuna recriminazione.</p>
<p>Quella di quest’anno è la prima per la prima partecipazione per la squadra dei donatori sangue di Fiumicello, anche se l’altro anno le maglie dell’AFDS erano state indossate dalla squadra dei “Cugini” che anche in quell’occasione aveva vinto il torneo.</p>
<p>Quest’anno il percorso delle qualificazioni è stato netto, con tre vittorie nelle tre partite eliminatorie: contro Amis dal Moli (9-0), Longobarda (4-0), Reggae Boys (3-1).</p>
<p>In semifinale i giocatori in maglia rossa hanno incontrato il Pleris, sconfitto per 3-0.</p>
<p>Nella finalissima i donatori hanno incontrato nuovamente la squadra dei Reggae Boys imponendosi con un perentorio 5-0.</p>
<p>Ciliegina finale, il premio al miglior giocatore del torneo a <strong>Davide Turchetti</strong> dei Donatori.</p>
<p>Sono inoltre stati premiati <strong>Samuele Assenza</strong> (autore del primo gol) e <strong>Loreto Ponziano</strong> (miglior portiere della finalissima).</p>
<p>Della rosa AFDS hanno fatto parte i seguenti calciatori: <strong>Loreto Ponziano, Alex Malaroda, Matteo Donda, Matteo Rossi, Thomas Bratovich, Davide Turchetti, Rocco Venturini, Samuele Assenza, Francesco Bertogna</strong>.</p>
<p>In panchina mister <strong>Giuliano Rosin</strong> ha saputo dirigere magistralmente la compagine dei Donatori, azzeccando i cambi che si sono resi necessari durante i vari incontri.</p>
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                <li style="display: block; width: 100%;" class="slide-75330 ms-image " aria-roledescription="slide" data-date="2026-07-06 12:47:22" data-filename="Amis-dal-Moli-15.jpg" data-slide-type="image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="646" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Amis-dal-Moli-15.jpg" class="slider-75325 slide-75330 msDefaultImage" alt="Amis dal Moli 15" rel="" title="_Amis dal Moli-15" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Amis-dal-Moli-15.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Amis-dal-Moli-15-300x242.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Amis-dal-Moli-15-768x620.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px"><div class="caption-wrap"><div class="caption"><div>Amis dal Moli (ph. Claudio Pizzin)</div></div></div></li>
                <li style="display: none; width: 100%;" class="slide-75331 ms-image " aria-roledescription="slide" data-date="2026-07-06 12:47:22" data-filename="Le-squadre-della-finalissima-9.jpg" data-slide-type="image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Le-squadre-della-finalissima-9.jpg" class="slider-75325 slide-75331 msDefaultImage" alt="Le squadre della finalissima 9" rel="" title="_Le squadre della finalissima-9" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Le-squadre-della-finalissima-9.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Le-squadre-della-finalissima-9-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Le-squadre-della-finalissima-9-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Le-squadre-della-finalissima-9-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Le-squadre-della-finalissima-9-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px"><div class="caption-wrap"><div class="caption"><div>I protagonisti della finalissima (ph. Claudio Pizzin)</div></div></div></li>
                <li style="display: none; width: 100%;" class="slide-75332 ms-image " aria-roledescription="slide" data-date="2026-07-06 12:47:23" data-filename="Reaggae-Boys-i-finalisti-19.jpg" data-slide-type="image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="691" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Reaggae-Boys-i-finalisti-19.jpg" class="slider-75325 slide-75332 msDefaultImage" alt="Reaggae Boys i finalisti 19" rel="" title="_Reaggae Boys i finalisti-19" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Reaggae-Boys-i-finalisti-19.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Reaggae-Boys-i-finalisti-19-300x259.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Reaggae-Boys-i-finalisti-19-768x663.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px"><div class="caption-wrap"><div class="caption"><div>Reggae Boys (ph. Claudio Pizzin)</div></div></div></li>
                <li style="display: none; width: 100%;" class="slide-75333 ms-image " aria-roledescription="slide" data-date="2026-07-06 12:47:23" data-filename="Turchetti-Davide-in-Azione-12.jpg" data-slide-type="image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="590" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Turchetti-Davide-in-Azione-12.jpg" class="slider-75325 slide-75333 msDefaultImage" alt="Turchetti Davide in Azione 12" rel="" title="_Turchetti Davide in Azione-12" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Turchetti-Davide-in-Azione-12.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Turchetti-Davide-in-Azione-12-300x221.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Turchetti-Davide-in-Azione-12-768x566.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px"><div class="caption-wrap"><div class="caption"><div>Davide Turchetti, miglior giocatore del torneo (ph. Claudio Pizzin)</div></div></div></li>
            </ul>
        </div>
        
    </div>
</div>
<p>Presente prima dell’inizio del torneo la presidente dei Donatori, <strong>Valentina Pizzin</strong>, che ha donato gadget promozionali dell’AFDS e ha invitato i giovani a recarsi nelle strutture ospedaliere a donare sangue.</p>
<p>Il ricavato del torneo verrà devoluto in beneficenza all’<strong>Associazione</strong> <strong>Amici di Federico</strong>.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La bassa piange Franco Sclausero</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/la-bassa-piange-franco-sclausero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 12:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
		<category><![CDATA[terzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'artista di Terzo di Aquileia si è spento all'età di 85 anni. Grazie al monumento al Fante Austriaco era stato insignito della Croce Nera</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Franco-Sclausero-e-Marco-Benes-6.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-bassa-piange-franco-sclausero/">La bassa piange Franco Sclausero</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Franco Sclausero (a destra) in una foto con l&#8217;amico Marco Benes (ph. Claudio Pizzin)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TERZO DI AQUILEIA – Si è spento all&#8217;età di 85 anni presso l&#8217;ospedale di Palmanova <strong>Franco Sclausero</strong>, noto scultore della bassa friulana.</p>
<p>L&#8217;artista era residente a Terzo d&#8217;Aquileia.</p>
<p>Nato a Bretto, dove è vissuto fino al 1943 con l&#8217;avvento dell’ex Jugoslavia per poi trasferirsi da esule a Cervignano del Friuli.</p>
<p>Personaggio riservato, la scultura divenne la sua grande passione. Le sue opere sono tuttora esposte in Slovenia e in Germania.</p>
<p>A Cervignano ha scolpito il monumento al Fante Austriaco di origine friulana “<em>Ai soldas dismenteas</em>”, che fa bella mostra di sé nel giardino dedicato a Maria Teresa d&#8217;Austria, sul lung&#8217;Ausa.</p>
<p>Grazie a quest&#8217;ultima opera ha ottenuto la Croce Nera, alta onorificenza austriaca.</p>
<p>La sua vita lavorativa lo ha visto impegnato in diversi cantieri in giro per il mondo.</p>
<figure id="attachment_75340" aria-describedby="caption-attachment-75340" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-75340" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/il-monumento-realizzato-lungAusa-7.jpg" alt="il monumento realizzato lungAusa 7" width="800" height="647" title="La bassa piange Franco Sclausero 9" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/il-monumento-realizzato-lungAusa-7.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/il-monumento-realizzato-lungAusa-7-300x243.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/il-monumento-realizzato-lungAusa-7-768x621.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-75340" class="wp-caption-text">L&#8217;inaugurazione del monumento sul lung&#8217;Ausa (ph. Claudio Pizzin)</figcaption></figure>
<p>Lascia la moglie Vania e i figli Alessia e Boris.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-bassa-piange-franco-sclausero%2F&amp;linkname=La%20bassa%20piange%20Franco%20Sclausero" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-bassa-piange-franco-sclausero%2F&amp;linkname=La%20bassa%20piange%20Franco%20Sclausero" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-bassa-piange-franco-sclausero%2F&amp;linkname=La%20bassa%20piange%20Franco%20Sclausero" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-bassa-piange-franco-sclausero%2F&amp;linkname=La%20bassa%20piange%20Franco%20Sclausero" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-bassa-piange-franco-sclausero%2F&amp;linkname=La%20bassa%20piange%20Franco%20Sclausero" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-bassa-piange-franco-sclausero%2F&#038;title=La%20bassa%20piange%20Franco%20Sclausero" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/la-bassa-piange-franco-sclausero/" data-a2a-title="La bassa piange Franco Sclausero"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Franco-Sclausero-e-Marco-Benes-6.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-bassa-piange-franco-sclausero/">La bassa piange Franco Sclausero</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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