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DESCRIPTION:(© Stefan Nita)\n \nCurata dal collezionista Mario Cionfoli di Vicenza, l’esposizione propone un percorso narrativo che attraversa epoche e contesti diversi e racconta come questo mezzo abbia ampliato le possibilità di movimento, lavoro e scoperta per milioni di persone.\nIl racconto prende avvio nel 1815, quando il barone Karl von Drais ideò la draisina, primo prototipo di bicicletta in legno, nato come risposta a una grave crisi climatica che aveva ridotto drasticamente il numero dei cavalli. Da oggetto costoso e simbolo di status, la bicicletta si trasformò progressivamente in un mezzo sempre più diffuso, diventando strumento di lavoro, mezzo di spostamento quotidiano e protagonista di nuove forme di competizione sportiva, con le prime gare ciclistiche e i grandi eventi sportivi che contribuirono a trasformarla in un’occasione di riscatto sociale.\nIn mostra 62 biciclette storiche e contemporanee, provenienti dal museo “Bicicleria” di Vicenza, il Museo della Bicicletta di Salcedo (VI), la Collezione Renato Bulfon di Mortegliano e la collezione privata di Alessandro Gallici.\nTra i modelli esposti, figurano esemplari iconici della storia del ciclismo (come la Legnano di Gino Bartali del 1946, la Colnago di Tadej Pogačar, o la bici di Marco Pantani) accanto a biciclette che testimoniano l’evoluzione tecnica e progettuale del mezzo.\nL’allestimento, organizzato in sezioni tematiche, è accompagnato da fotografie d’epoca, documenti originali e materiali d’archivio che illustrano l’evoluzione tecnica della bicicletta: dai telai in ferro e acciaio, all’alluminio e alla fibra di carbonio, dai primi sistemi meccanici fino alle innovazioni più recenti come il cambio elettronico e i freni a disco.\nAmpio spazio è riservato anche al trasferimento tecnologico, per mostrare come molte innovazioni nate nel campo della bicicletta abbiano contribuito allo sviluppo di altri settori, dall’industria motociclistica e automobilistica fino all’aeronautica. In chiusura, uno sguardo al presente e al rinnovato interesse verso forme di mobilità più sostenibili.\nLa mostra mette in luce anche il ruolo della bicicletta nel processo di emancipazione femminile: la possibilità per le donne di salire in sella, inizialmente ostacolata da diffidenze e discriminazioni, rappresentò un passaggio importante verso nuove forme di autonomia. Figura simbolo di questo percorso è Alfonsina Strada, unica donna a partecipare al Giro d’Italia maschile nel 1924.\n(© Stefan Nita)\nCon il suo intreccio di storia, tecnologia e cultura popolare, “Ruota Libera” invita il pubblico a riscoprire la bicicletta come uno degli oggetti più significativi della modernità. La mostra sarà visitabile fino al 30 agosto, dal martedì alla domenica; ogni prima domenica del mese è previsto l’accesso a prezzo ridotto.\nIl calendario della mostra prevede inoltre eventi collaterali rivolti al pubblico. Per ulteriori informazioni: www.villamanin.it ( http://www.villamanin.it ) – info@villamanin.it ( mailto:info@villamanin.it ) – 0432 821211\nORARI MOSTRA\nDal 19 maggio al 30 agosto 2026\nDa martedì a domenica dalle 10 alle 19\nOgni prima domenica del mese l’ingresso alla mostra è a prezzo ridotto\nAperture speciali: lunedì 2 giugno\nBIGLIETTI\nIntero – €7,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €10,00)\nRidotto* – €4,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €7,00)\nRidotto gruppi** – €3,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €5,00)\nOmaggio – Bambini fino a 12 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; tesserati ICOM; giornalisti con regolare tessera in servizio.\nInfo e prenotazioni: telefono +39 0432 821211 email: bookshop@villamanin.it ( mailto:bookshop@villamanin.it )\n
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