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DESCRIPTION:(ph. Filippo Manzini)\n \nStefano Massini ritorna al Politeama Rossetti martedì 28 e mercoledì 29 aprile (entrambi gli spettacoli alle 20.30) con il suo nuovo “Donald”.\nAppuntamento da non perdere dopo i successi clamorosi nelle scorse stagioni dei suoi monologhi dedicati a Freud e a “Mein Kampf”.\nQuesta volta il più premiato e riconosciuto dei nostri autori, punta dritto all’attualità, alla figura che più in questi mesi fa discutere… ma il suo taglio, come sempre non è scontato.\nTrump prima di Trump, le origini, la formazione, i successi e le sconfitte del ragazzo e dell’uomo che è diventato poi l’attuale presidente degli Stati Uniti.\nL’ossessione per il potere e l’ossessione di trovare la risposta giusta alla domanda: cosa trasforma un perdente in un vincente?\nDopo “Lehman Trilogy” e “Manhattan Project”, Massini, l’unico drammaturgo italiano vincitore, nel 2022, di cinque Tony Award, ci porta dentro un’altra epica storia americana: l’inarrestabile ascesa del Golden Man newyorkese, che tra successi, tonfi, ostinate risalite, incombenti bancarotte e spettacolari resurrezioni, arriva fino al bordo della sua prima elezione alla Casa Bianca.\nÈ la storia di un uomo che nasce da una famiglia di immigrati, proprio lui che nelle sue politiche farà della propaganda anti-immigrati una bandiera. Lo vediamo bambino tra l’erba pettinata dei giardini di Wareham Place, capitano di una squadra sui campi da baseball e poi a scuola quando già mostra una spiccata attrazione per il business raggirando gli ignari compagni.\nPoi i primi affari nel campo immobiliare: vendite a raffica di appartamenti in Ohio. Comincia l’ascesa disinvolta e affamata in un vorticoso mondo fatto di apparenze, ricchezze, feste, ma anche incidenti di percorso e qualche picchiata.\nIntorno ai quarant’anni è lì che già pianifica voracemente il suo regno dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan: il grattacielo si chiama Trump Tower e lui trasforma così il suo nome in un marchio commerciale.\nÈ il percorso “non lineare”, come spiega lo stesso Massini, di un leader che si sente predestinato, che insegue il potere, lo conquista e irrompe come un ciclone nell’economia e nella finanza. Esplora in continuazione i limiti, forza le regole, lancia sfide, non ammette la resa, ma sempre e solo l’ebrezza del rilancio: «Il panorama è incantevole dall’alto».\n“Donald”, lo spettacolo teatrale di e con Stefano Massini, è ispirato alla serie di articoli che lo scrittore e drammaturgo ha firmato su «la Repubblica» e alla ballata vorticosa e trascinante, picaresca, onirica, graffiante eppure terribile, che ha pubblicato per Einaudi con lo stesso titolo: “Donald – Storia molto più che leggendaria di un Golden Man”.\nIn scena, la narrazione prosegue con un ritmo incalzante tra le scene di Paolo Di Benedetto, con il disegno luci di Manuel Frenda, i costumi di Elena Bianchini, le musiche di Enrico Fink, eseguite da Valerio Mazzoni, Sergio Aloisio Rizzo, Jacopo Rugiadi, Gabriele Stoppa, che con note di jazz e di blues ci restituiscono le atmosfere scintillanti degli anni Sessanta, Settanta e primi anni Ottanta di quel pezzo d’America. Accompagna lo spettacolo l’omonima graphic novel di Walter Sardonini edita da La Casa Usher.\n
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