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DESCRIPTION:Trieste, Molo Audace 4, Barcolana 57, 8 ottobre 2025 (ph. Giacomo Garzya)\n \nVedi Napoli e poi muori, dice l’antico adagio, ma c’è anche chi, nato a Napoli – scrive la curatrice della mostra, Marianna Accerboni – per gli accadimenti della vita, sceglie di vivere a Trieste, sulle sponde di un altro mare. \nÈ il caso di Giacomo Garzya, prolifico poeta e fotografo che, con questa mostra ci offre un’interpretazione raffinata e molto personale del paesaggio di mare triestino, rivisitato attraverso il medium digitale con una sensibilità luministica mediterranea.\nGrande viaggiatore di ampia cultura e apertura europee, Garzya rappresenta una sorta di fiume in piena: ricco di energia, si fa autore di una fotografia vitale, pervasa di cromatismi e luci potenti. La sua non è una rappresentazione romantica, neoromantica o d’ispirazione sturm und drang (tempesta e impeto), narrata in chiave mitteleuropea come spesso accade ad autori giuliani quali per esempio Fabio Colussi o come evidenzia il lessico espressionista di Livio Rosignano nel raffigurare la bora scura, ma è un’interpretazione con forti contrappunti di luce della natura di Trieste. \nIn questa città, in cui la cultura italiana s’intreccia a molteplici suggestioni culturali europee e internazionali, Garzya porta i cromatismi accesi e brillanti e la luce intensa dell’arte visiva italiana. Un esempio per tutti potrebbe essere rappresentato dalla dinastia dei Tito, il cui capostipite, Ettore Tito, pittore e scultore (Castellammare di Stabia 1859 – Venezia 1941), portò la luce partenopea nella città lagunare, i cui artisti erano già caratterizzati da un’intensa e positiva sensibilità per il dato luministico, seguito in questo orientamento dal figlio Luigi (Sambruson, Dolo 1907 – Venezia,1991), pittore, e dal nipote Giuseppe (Venezia 1959 – 2022), pittore e scultore. \nGarzya va oltre la dimensione introspettiva della luce del mare di Trieste – i cui artisti storici si erano formati a Venezia, Monaco di Baviera, Vienna e Berlino -, che riesce invece a traslare, attraverso una verve luministica e cromatica coraggiosa e intensa, in un fattore luministico gioioso e positivo, che non si guarda dentro ma gode dell’essere luce.\nL’artista poeta ha inoltre avuto dal 1994 stretti rapporti di amicizia e di collaborazione con il grande fotografo Pepi Merisio, da cui ha tratto ripetutamente linfa e incoraggiamento per affrontare l’arte del terz’occhio sul piano professionale. Ed è stato inoltre incoraggiato nel campo della poesia sia dal famoso storico Giuseppe Galasso, che gli è stato Maestro negli studi, stilando inoltre la prefazione del suo secondo libro di poesie Maree (Napoli, 2001), che da Giuseppe Pontiggia.\nGiacomo Garzya, nato a Napoli nel 1952 da padre leccese, napoletano d’adozione, e madre belga. Laureato in Storia moderna all’Università Federico II di Napoli, borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici e ricercatore del CNR, già docente di Materie letterarie, ha pubblicato saggi storici, una ventina di raccolte di poesie e diversi libri di fotografie. Ha partecipato a vari concorsi di poesia, risultando secondo al IV Premio Internazionale Fëdor Dostoevskij e ottenendo il titolo di Alfiere della cultura al XIX Premio Internazionale Mario Luzi 2023/2024. Molte sue poesie sono state tradotte in inglese, greco moderno, francese, spagnolo, tedesco e arabo classico. Biografia completa sul sito web Giacomo Garzya – Le Immagini e la Poesia / https://www.maree2001.it.\nÈ autore di più 16.000 diapositive scattate dal 1981 al 2009 quasi sempre con una Kodak e di 30.000 foto realizzate in digitale dal 2009 a oggi.\nEvento collaterale: giovedì 23 aprile ore 17.30 Sala Bobi Bazlen, Palazzo Gopcevich\nPresentazione degli ultimi due libri di fotografie di Giacomo Garzya: Echi di pietra sulle rotte delle sirene. Gli ellenismi nel Mediterraneo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 80, € 20) e Mare. Sponde e onde dal mondo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 320, € 40) a cura di Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte del Comune di Trieste, e dell’architetto Marianna Accerboni.\nOrari\nDOVE: Sala Comunale d’Arte · piazza Unità d’Italia, 4 · Trieste\nQUANDO: 16 aprile · 4 maggio 2026\nORARIO: tutti i giorni ore 10 · 13 e 17 · 20\nA CURA DI: Marianna Accerboni\nCATALOGO: sì\nINFO: +39 339 1051815 – +39 335 6750946\n
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