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SUMMARY:Il disegno come pensiero
DESCRIPTION:La Galleria Spazzapan a Gradisca Isonzo (© Elia Falaschi)\n \nNell’ambito della mostra “Un secolo di disegno italiano”, la Galleria Regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan organizza l’incontro “Il disegno come pensiero”, in programma venerdì 20 marzo 2026 alle ore 18 nella sede della galleria, in via Ciotti 51 a Gradisca d’Isonzo.\nL’appuntamento rappresenta un momento di approfondimento dedicato al ruolo del disegno nella ricerca artistica contemporanea e alla sua dimensione progettuale e concettuale.\nA dialogare con il pubblico saranno il curatore della mostra, Andrea Bruciati, e lo studioso William Cortes Casarrubios dell’Università degli Studi di Udine.\nL’incontro sarà moderato da Lorenzo Michelli, conservatore della Galleria Spazzapan.\nLa conferenza si inserisce nel programma di iniziative collaterali dedicate alla mostra “Un secolo di disegno italiano”, progetto espositivo promosso e organizzato dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC che ripercorre oltre cento anni di storia del disegno attraverso opere di maestri come Vincenzo Agnetti, Enrico Baj, Vanessa Beecroft, Alighiero Boetti, Carlo Carrà, Maurizio Cattelan, Lucio Fontana, Giorgio Morandi, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Stefano Arienti, Franco Angeli, Leonor Fini, Francesco Clemente, Giulio Paolini e molti altri.\nL’esposizione, allestita negli spazi dello SpazioLab, raccoglie oltre 50 opere, provenienti in gran parte da collezioni private, che consentono di offrire un’ampia e articolata panoramica su questa fondamentale espressività artistica, capace di attraversare decenni di storia dell’arte italiana senza mai perdere la propria autonomia e funzione conoscitiva.\n«Nel disegno, scriveva Paul Klee, “l’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile”. E proprio questa facoltà rivelatrice – afferma Michelli – attraversa le mostre, offrendo al pubblico una coerente lettura, che attraversa un secolo di arte italiana mettendo in luce il valore autoriale e sperimentale della grafica e il disegno inteso come traccia di una soggettività uno strumento per abitare il mondo, per cercare senso nella materia e nel segno, per incidere l’invisibile. Il titolo della mostra curata da Andrea Bruciati – La densità leggera del disegno – è una contraddizione apparente, che dischiude tuttavia una verità profonda. Il disegno è fragile, effimero, spesso affidato a un supporto povero come la carta, e tuttavia carico di significati, di tensioni, di stratificazioni concettuali. È leggero nella forma, ma denso nei rimandi. È superficie, ma anche profondità. E proprio questa ambivalenza, questa oscillazione tra immediatezza e complessità, ne fa uno dei dispositivi più affascinanti della pratica artistica, soprattutto in un tempo – come il nostro – che chiede all’arte non tanto di concludere, quanto di aprire interrogativi».\n«Riteniamo fondamentale – sottolinea la direttrice generale di ERPAC, Lydia Alessio – Vernì – animare le nostre sedi con iniziative e incontri, oltre che rafforzare il dialogo già continuo e fertile con le Università. Questi due aspetti sono al centro del programma di attività di ERPAC, che punta a rendere tutte le sedi espositive luoghi vivi, dinamici e partecipati, oltre che espositivi».\n
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