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SUMMARY:Trieste, Musica, Arte e Psicoanalisi
DESCRIPTION:Emanuele Savron\nGiovedì 26 febbraio alle ore 18.30 torna per il suo terzo appuntamento il ciclo “Sul filo dell’anima: suoni e visioni“.\nL’evento è inserito nella rassegna “La Società dei Concerti nei Musei Civici”, promossa dalla Società dei Concerti Trieste nell’ambito del cartellone “Una luce sempre accesa”.\nIl ciclo intitolato “Trieste, Musica, Arte e Psicoanalisi. Sul filo dell’anima: suoni e visioni” prosegue il suo cammino di esplorazione culturale presso la Sala Luttazzi del Magazzino 26, in Porto Vecchio, con una serata dedicata a due figure centrali del panorama artistico giuliano del primo Novecento.\nIn questa specifica occasione, l’attenzione si focalizzerà sul legame tra Arturo Nathan e Carlo Sbisà, uniti da una profonda e prolungata amicizia e da una visione comune dell’arte intesa come necessaria via di fuga dalla realtà presente.\nMentre per Nathan questa fuga si traduceva in un travagliato scavo nell’inconscio, influenzato dal percorso psicoanalitico intrapreso con Edoardo Weiss già nel 1921, per Sbisà la ricerca si volgeva verso la classicità e la tradizione umanistico-rinascimentale italiana, maturata durante il suo decennio di formazione a Firenze.\nIl pubblico sarà guidato in questo viaggio interdisciplinare da Giuliana Marin, che curerà l’approfondimento storico-psicologico, e da Susanna Gregorat, conservatrice delle raccolte del Museo Revoltella, che analizzerà nel dettaglio due opere emblematiche: “L’Asceta” (1927) di Arturo Nathan, dono di Roberto Hausbrandt, e “Il palombaro” (1931) di Carlo Sbisà, concesso in comodato d’uso dalla Regione FVG.\nLa narrazione visiva e storica troverà il suo completamento ideale nel programma musicale affidato al talento del pianista Emanuele Savron, il quale darà voce alle inquietudini e alle innovazioni formali di quel periodo.\nL’esecuzione di Savron si aprirà con la celebre raccolta “Estampes” di Claude Debussy, capace di evocare mondi sospesi tra le suggestioni di “Pagodes“, “La soirée dans Grenade” e “Jardins sous la pluie“, per poi addentrarsi nella “Berceuse élégiaque” di Ferruccio Busoni e nelle composizioni di Emilio Russi.\nIl percorso sonoro toccherà inoltre le vette del modernismo viennese con i “Sei piccoli pezzi per pianoforte op. 19” di Arnold Schönberg, concludendosi con l’energia strutturata della “Sonata per pianoforte n. 1 op. 1” di Sergej Prokofiev.\n
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