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SUMMARY:Dall’evidenza all’immaginazione
DESCRIPTION:Noémie Goudal, Untitled (Study on Matters and Fire), 2022. Video HD, b_n, suono, 13 min\n \nAlluvioni, siccità, migrazioni, territori che cambiano volto. Non c’è più spazio per la neutralità quando si parla di crisi climatica, ormai inscritta nei paesaggi e nelle vite quotidiane.\nParte da qui “Dall’evidenza all’immaginazione”, la mostra che inaugura la nona edizione di Mind The Gap a Casa Cavazzini a Udine, trasformando dati, tracce e fenomeni ambientali in un potente racconto visivo sul nostro presente.\nUn’esposizione, cuore della nuova edizione del progetto dedicato alle arti visive contemporanee ideato e promosso da Altreforme, in collaborazione con i Civici Musei di Udine, che mette in dialogo arte contemporanea ed evidenza scientifica, invitando il pubblico a guardare la realtà e a immaginare alternative possibili.\nLa mostra sarà visitabile dal 27 febbraio al 24 maggio 2026 da martedì a domenica in orario 10-18 (ingresso intero € 7,00).\nLa mostra\nCurata da Lorenzo Lazzari, l’esposizione propone una riflessione urgente e non neutrale sulla crisi climatica contemporanea, mettendo in dialogo evidenze scientifiche, pratiche artistiche e possibilità immaginative.\nUn percorso che invita il pubblico a interrogarsi sul ruolo dell’arte come spazio di pensiero critico, capace di contribuire a una diversa percezione delle violenze ambientali e delle disuguaglianze che ne derivano, mettendo in relazione opere che affrontano temi come il “più-che-umano”, il tempo geologico, la logistica globale, la migrazione e le pratiche dell’abitare.\n“Non si può essere neutrali sulla crisi climatica – afferma il curatore – perché significherebbe lasciare spazio a forme di rimozione e disinformazione che ritardano l’azione. A Casa Cavazzini ho scelto di dare spazio quindi a opere che partono dall’evidenza della crisi, ma che la includono in una pratica immaginativa e trasformativa, capace di suggerire alternative per un futuro più sostenibile e con meno disuguaglianze”.\nLe opere in mostra sono firmate da nomi internazionali come Carloni-Franceschetti, Pol Esteve Castelló e Gerard Ortín Castellví, Noémie Goudal, Sonia Levy e dal collettivo Robida: artiste e artisti che, con linguaggi diversi, traducono dati, archivi, fenomeni e tracce del presente in dispositivi visivi capaci di attivare nuove forme di consapevolezza.\nTempo, migrazioni, abitare\nIl tempo è uno dei fili conduttori del percorso espositivo: tempo geologico, tempo umano, tempo accelerato dall’azione industriale e tecnologica. Le opere riflettono su come il riscaldamento globale abbia spezzato i ritmi lenti del pianeta, producendo effetti rapidi e diseguali che colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili.\nAccanto alla dimensione ambientale, la mostra mette in relazione crisi climatica e migrazioni, evidenziando come le ingiustizie climatiche siano strettamente legate agli spostamenti forzati e alle tragedie che attraversano oggi il Mediterraneo.\nAllo stesso tempo, emergono pratiche di cura del territorio e dell’abitare che, partendo anche da contesti locali e marginali, aprono a possibilità concrete di convivenza sostenibile.\nIl progetto Mind The Gap\n“Mind The Gap è molto più di un’attività espositiva – sottolinea Federico Pirone, assessore alla Cultura del Comune di Udine –. È spazio di confronto e riflessione sulle distanze che attraversano il nostro tempo, ma anche sulle possibilità di colmarle attraverso il dialogo, la creatività e l’arte. Siamo orgogliosi che tutto questo avvenga a Casa Cavazzini, luogo simbolo di ricerca e apertura, e che il progetto continui a rinnovarsi interrogando il presente e guardando al futuro”.\nIl focus di questa edizione è legato anche alla scelta degli artisti di confrontarsi con alcuni obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, oggi in larga parte in stallo o in regressione.\nMind The Gap sceglie dunque di stare dentro questa complessità, abitandone le contraddizioni e suggerendo direzioni critiche, non scontate e non superficiali.\n
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