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SUMMARY:Nessi Perplessi fa tappa a Gradisca
DESCRIPTION:Una foto di Paolo Cecere\nIl Dramsam C.G.M.A. e l’Associazione Examina propongono, nell’ambito di Musica Cortese 2025 e come anteprima di Crocevie 2025, la rassegna itinerante “Nessi perplessi”, un omaggio a Giuseppe Paolo Cecere nel settantesimo anniversario della nascita.\nLa mostra, organizzata in collaborazione con l’Accademia “Jaufrè Rudel” di Gradisca d’Isonzo, la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine e l’Accademia di Belle Arti “G.P. Tiepolo” di Udine, raccoglie una selezione delle opere grafiche e pittoriche realizzate da Cecere nel corso della sua vita.\nLe tappe espositive, dopo Gorizia e Cormòns, proseguono ora con Gradisca e Udine: a essere toccati sono luoghi strettamente legati alla formazione e all’attività artistica di Cecere. Ogni appuntamento sarà accompagnato da momenti di musica, letture, riflessioni e ricordi, con la partecipazione di amici, colleghi e musicisti che lo hanno conosciuto e stimato.\nIl terzo appuntamento si svolge nella città dove è partita e si è articolata la sua carriera artistica, dove ha sperimentato e dato forma alle sue creazioni e creature, Gradisca d’Isonzo.\nAll’interno del foyer del Nuovo Teatro Comunale sarà inaugurata, venerdì 14 novembre alle 17, una piccola esposizione in collaborazione con le studentesse dell’Accademia di Belle Arti “G.P. Tiepolo” di Udine, mentre sabato 15 novembre alle 11.30 si terranno “Pensieri, letture e ricordi” con intermezzi musicali.\nLa giornata si concluderà alle 18 con l’esibizione di Ariodante e ospiti, dedicata all’autore che più ha influenzato la sua giovinezza: Fabrizio De André.\n«Con l’esibizione in teatro di sabato tratteremo, con una piccola panoramica, l’autore che più di tutti ha influenzato i primi anni di carriera di Giuseppe Paolo Cecere, Fabrizio De Andrè. Voci, Archi, Chitarre aiuteranno a ricreare l’atmosfera di parole e musica che ha creato un momento magico e irripetibile per lui e probabilmente, molti altri», racconta Flavio Cecere.\n«Ripensare oggi a Giuseppe Paolo Cecere, a quasi dieci anni dalla sua scomparsa, unicamente come a un musicista – seppur appassionato e curioso di ogni genere musicale, dal contemporaneo all’antico e senza disconoscere gli inizi cantautoriali – sarebbe riduttivo. Di lui si è detto che “il costruire” era la sua cifra distintiva: sulla sabbia o sulla pietra non aveva importanza, ma costruire sempre, mettersi in gioco, esplorare territori espressivi nuovi e sperimentare modalità di comunicazione artistica diverse e coinvolgenti. Cecere cercava costantemente di condividere il proprio entusiasmo, non solo con i collaboratori di sempre o con i suoi allievi all’Accademia “Nico Pepe”, ma anche con il pubblico dei suoi progetti, grande o piccolo che fosse», ricordano Alessandra Cossi e Flavio Cecere.\n«Il segno grafico rappresentò per lui una forma d’arte imprescindibile, presente in ogni momento della vita, dalle riunioni di lavoro alle progettazioni visive, fino alle tele e ai fogli che raccoglievano ispirazioni improvvise. Tempera, china, acquaforte: tecniche e materiali diversi per esprimere un pensiero, un’emozione, un progetto. Sempre e comunque, costruire», concludono.\nGiuseppe Paolo Cecere nacque a Cormòns nel giugno 1955. Fin da giovanissimo mostrò un interesse profondo per l’arte “a tutto tondo”: la musica, il disegno e la riflessione teorica. Studiò violino e chitarra, approdando poi alla musica antica e agli strumenti ad arco storici, come viella e ghironda, che segnarono gran parte della sua attività artistica.\nNel 1983 fondò insieme ad Alessandra Cossi e Fabio Accurso l’ensemble vocale e strumentale Dramsam, punto di riferimento per la musica antica in Friuli Venezia Giulia e non solo. Otto anni dopo, nel 1991, fu tra i fondatori dell’Accademia di studi medievali “Jaufrè Rudel”.\nPer oltre vent’anni fu docente presso l’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, dove unì insegnamento, ricerca e sperimentazione nel rapporto tra musica e teatro. Nel 2010 ideò e curò per il Comune di Gorizia la mostra permanente di strumenti storici al Castello, progetto che univa la sua competenza musicale e la passione per la divulgazione del patrimonio culturale europeo.\nGiuseppe Paolo Cecere è scomparso nel 2016, lasciando un’eredità artistica e umana profonda, fatta di ricerca, curiosità e costante desiderio di costruire.\n
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