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SUMMARY:Le affinità di confine
DESCRIPTION:Piscina comunale Bruno Bianchi, Trieste, 2002, architetti Alessandro e Francesco Mendin (© Roberto Conte)\nIl Magazzino delle Idee di Trieste accoglie la mostra Le Affinità di Confine. Architetture tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, curata da Luka Skansi e Paolo Nicoloso, con le fotografie di Roberto Conte e Miran Kambič, aperta al pubblico dal 3 luglio al 30 novembre 2025.\nSviluppata a partire da una proposta di Guido Comis dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (ERPAC), la mostra si inserisce all’interno del programma di “GO! 2025&Friends”, il cartellone di eventi – collegato al programma ufficiale di “GO!2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura” –  che coinvolge tutta la regione Friuli Venezia Giulia.\nL’architettura è qui letta come espressione di miti identitari, poteri e memorie collettive. I curatori rifiutano una narrazione univoca: preferiscono il metodo del dittico, accostando oltre cinquanta coppie di edifici costruiti nei due paesi, raggruppati per epoca, funzione o tematica.\nDall’epoca austro-ungarica fino alla Jugoslavia socialista, passando per le stagioni dei modernismi e dei regionalismi, fino alle più recenti tendenze, la mostra fa emergere sia specificità locali che influenze transnazionali, sottolineando la porosità dei confini culturali.\nElemento centrale è la dialettica tra edifici “gemelli” per funzione, ma diversi per linguaggio, ideologia o contesto. Un esercizio critico e visivo, arricchito dallo sguardo esperto dei fotografi, capaci di restituire attraverso l’immagine sia il contesto urbano che il dettaglio materico.\nI dittici presentano edifici della stessa tipologia e ripercorrono tre momenti: gli anni a ridosso della Prima guerra mondiale, il periodo tra le due guerre, e i decenni dal secondo dopoguerra fino alla caduta del Muro di Berlino e alla nascita della Repubblica Slovena. Un percorso visivo e concettuale affidato alle fotografie di Roberto Conte e Miran Kambič, due maestri del racconto dello spazio costruito.\nL’architettura è così riaffermata come fatto vivo: non solo documento storico, ma parte integrante del nostro presente, capace di incidere sul paesaggio e sulla coscienza collettiva. La mostra invita a riflettere sul costruito come testimonianza viva di convivenze, tensioni e identità condivise.\nI fotografi sono stati chiamati a ripensare i punti di vista nella prospettiva del confronto. L’esclusività dell’inquadratura o dell’architettura lascia spazio al dialogo visivo, alla dialettica tra forme, materiali e ideologie.\n“Essa è viva, rappresenta un fatto fisico – spiegano i curatori – che con la propria forma, dimensioni, spazialità, relazioni urbane o ambientali partecipa al tempo presente. È un’espressione culturale che si trasmette e si radica nelle nostre menti anche senza che ce ne accorgiamo”.\nAccompagna la mostra un elegante catalogo che documenta il lavoro di ricerca transfrontaliero stampato per i tipi di Gaspari Editore.\n \nLE AFFINITÀ DI CONFINE \ndal 3 luglio al 30 ottobre 2025\nMagazzino delle idee – Corso Cavour, 2 – Trieste\nwww.magazzinodelleidee.it ( http://www.magazzinodelleidee.it/ ) – info@magazzinodelleidee.it ( mailto:info@magazzinodelleidee.it )\nOrari\nDalle ore 10.00 alle 19.00, da martedì a domenica; lunedì chiuso\nApertura straordinaria – 15 agosto\nBiglietto\nIntero € 8,00\nRidotto € 5,00:\n\n65 anni compiuti\nRagazzi da 12 a 18 anni non compiuti\nStudenti fino a 26 anni non compiuti\nDiversamente abili\n\nRidotto gruppi:\n€ 4,00 per ogni persona con guida (più € 50,00 per la guida)\n€ 5,00 per ogni persona senza guida\n\nMassimo 25 persone previa prenotazione a info@magazzinodelleidee.it ( mailto:info@magazzinodelleidee.it )\n\nOmaggio:\n\nBambini fino a 12 anni non compiuti\nAccompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo)\nInsegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo)\nUn accompagnatore per disabile\nTesserati ICOM\nFVG Card\nGiornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale in servizio\n\nLa biglietteria chiude mezz’ora prima dell’orario di chiusura (ore 18.30)\n
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