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SUMMARY:La star dell’archetto e lo Stradivari da 10 milioni
DESCRIPTION:Ray Chen (ph. John Mac)\nUna vera star mondiale dell’archetto, il violinista nato a Taipei ma cresciuto in Australia Ray Chen inaugura un percorso musicale che attraversa l’intero cartellone musicale che ha proprio il violino come suo fulcro, accomunando i grandi interpreti della vecchia e della nuova generazione.\nRay Chen, in assoluto uno dei maggiori talenti del violino della sua generazione, si esibirà nel celebre Concerto per violino e orchestra in re maggiore, op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.\nCon lui l’Orchestra della Svizzera Italiana guidata da Tabita Berglund, direttrice di straordinario carisma, da poco al vertice della prestigiosa Filarmonica di Dresda.\nCoetanea di Chen, Tabita Berglund è in ascesa internazionale, appartenente a quella “scuola scandinava” che viene generalmente indicata nei libri di storia della musica come debitrice del Romanticismo tedesco e che oggi rappresenta indubitabilmente il centro mondiale della nuova generazione di direttori d’orchestra.\nIl concerto si aprirà con Egmont, ouverture in fa minore, op. 84 di Ludwig van Beethoven, composta nel 1810 per l’Egmont di Goethe.\nTra i grandi apporti di Beethoven alla musica dell’Ottocento, vi è la capacità di concentrare in un solo brano sinfonico anche molto compatto un intero dramma: senz’altro una delle caratteristiche più formidabili e più nuove del suo genio e una delle ragioni del successo, dell’impatto anche a livello storico, di questa e di altre ouverture.\nTabita Berglund\nPagina centrale del programma musicale di sabato sarà, come detto, il Concerto in re maggiore op. 35 per violino e orchestra di Čajkovskij: primo concerto russo a essersi imposto nel repertorio violinistico, è una delle più celebri pagine per violino di tutti i tempi e un’opera di lirismo travolgente, di grande difficoltà tecnica.\nChen si esibirà come solista con lo Stradivari “Dolphin” del 1714, del valore di oltre dieci milioni di dollari appartenuto anche a Jascha Heifetz, affidatogli dalla Nippon Music Foundation, preannunciando un’esperienza incantevole ed elettrizzante, di puro godimento romantico.\nChiude il cerchio della serata una compagine di grande prestigio come l’Orchestra della Svizzera Italiana, che proporrà, nella seconda parte, la 7ª Sinfonia di Dvorak, la sinfonia più romantica del compositore boemo e quella considerata da molti più bella, possedendo una tensione formale e un’intensità forse superiori rispetto alla sua più celebre sorella, la Nona.\n
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