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DESCRIPTION:(© Pino Miraglia)\nIn scena al Rossetti “Woyzeck”, il capolavoro di Georg Büchner nella nuova traduzione e adattamento di un autore raffinato come Federico Bellini e nella regia di Tommaso Tuzzoli.\nLo spettacolo va in scena alla Sala Bartoli martedì 21 e venerdì 24 gennaio alle ore 19.30, mercoledì 22 e giovedì 23 gennaio alle ore 21.\nIl lavoro porterà il pubblico a riflettere su un mondo in cui il male diventa sempre più sfuggente e pervasivo, un mondo così assonante con gli incubi contemporanei, che sembra quasi incredibile sia stato tratteggiato da un autore antesignano e geniale, morto nel 1837, a soli 23 anni.\nHeiner Müller, in occasione del discorso tenuto nel 1985 per il conferimento proprio del Premio Büchner, lasciò praticamente attonito l’uditorio, sostenendo che forse Woyzeck tornerà tra noi, da vivo o nella sua resurrezione, assumendo una forma tutt’altro che rassicurante e in qualche modo anticipatoria della grande aberrazione nazista del Novecento. Il potere, nelle sue varie incarnazioni, lo dirige come un burattino, uno degli automi tanto cari allo scienziato Büchner, forse incapace di intendere ma non ancora di non volere.\nNel ritmo sincopato di questa nuova traduzione di Bellini, l’obiettivo è di restituire la natura del testo originale tedesco, dove le frasi sono spesso spezzate, allucinate, dove il gergo proletario di Woyzeck e Marie si distanzia dal tedesco barocco e persino sgrammaticato con cui Büchner si prende gioco del potere.\nUna versione coerente con quella che pare la distribuzione e la cronologia più verosimile delle scene pensate da Georg Büchner, che di fatto presenta quasi due inizi diversi, ma che restituisce immediatamente, fin dalla scena iniziale, la rappresentazione di un uomo già probabilmente al limite delle forze. Frammenti legati in scene in un unico respiro, cercando di non tradire la natura visionaria e incredibilmente post-drammatica del capolavoro.\nImmersi in un luogo sospeso, come pianeti che ruotano intorno alla stella madre, gli interpreti di questo lavoro – gli ottimi Tony Laudadio (Il Potere), Alberto Boubakar Malanchino (Woyzeck), Federica Sandrini (Marie), Edoardo Sorgente (Tamburo Maggiore), ruoteranno intorno al corpo di Woyzeck come in un vortice che condurrà ad un finale profetico e privo di speranze. L’incubo di Woyzeck diventa l’incubo che sfocerà nel totalitarismo, nella rivoluzione restauratrice.\n
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