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SUMMARY:Campo PG 107: Torviscosa ne valorizza la storia
DESCRIPTION:Sabato16 novembre, alle ore 10, nella ex scuola elementare del Villaggio Roma la Pro Torviscosa presenterà i risultati del progetto “Fuga dal campo. Prigionieri dell’Impero britannico al campo 107 di Torviscosa, 1942-1943”, finanziato dal Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia e dal Comitato regionale dell’Unione Nazionale Pro loco e realizzato con la collaborazione dell’Associazione Culturale Campo e dell’associazione internazionale ATRIUM.\nIl campo PG 107 è stato uno dei campi di lavoro per prigionieri di guerra in Italia durante il secondo conflitto mondiale, anzi, tra i campi di prigionia italiani è stato il primo a configurarsi come campo di lavoro a sostegno delle attività di un’azienda privata.\nL’azienda era, naturalmente, la SNIA Viscosa, che pochi anni prima aveva inaugurato a Torviscosa un grande progetto agricolo e industriale.\nPer sopperire alla mancanza di manodopera, la SNIA chiese al governo italiano di poter insediare un campo di concentramento e di utilizzare i prigionieri in sostituzione dei propri operai partiti per la guerra.\nPrima e dopo l’8 settembre\nÈ così che tra la primavera e l’estate del 1942 viene costruito il campo per Prigionieri di Guerra (PG) 107, che da lì a poco sarà occupato da un migliaio di soldati degli eserciti dell’Impero britannico, soprattutto neozelandesi e in misura minore sudafricani e australiani.\nPer quasi un anno i prigionieri sono utilizzati nel completamento dei lavori di bonifica e negli altri lavori agricoli, ma dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 la situazione cambia rapidamente.\nLe guardie scappano e così anche i prigionieri che trovano un primo rifugio nei boschi o presso le famiglie dei dintorni, a Torviscosa, Porpetto e San Giorgio di Nogaro, e cercano poi di raggiungere le formazioni partigiane o gli eserciti degli alleati.\nIn questi ultimi anni, alcuni dei figli e parenti di ex prigionieri sono venuti dalla Nuova Zelanda a Torviscosa ( https://imagazine.it/home_desk/dalla-nuova-zelanda-al-campo-di-prigionia-107-di-torviscosa/ ) per conoscere il luogo e la storia del campo PG 107 e in alcuni casi anche per far visita ai discendenti delle persone che all’epoca hanno aiutato i loro cari.\nValorizzazione turistica\nPurtroppo, il Comune di Torviscosa non dispone di musei, né di infopoint o di qualsiasi altra struttura in grado di fornire un’adeguata informazione e accoglienza turistica.\nDi conseguenza, questi visitatori, dopo aver raggiunto autonomamente la località, spesso non sono stati in grado di incontrare qualcuno che potesse accoglierli.\nL’obiettivo del progetto della Pro Torviscosa era perciò quello di garantire l’accesso alle informazioni essenziali e di promuovere la conoscenza di questo sito storico nei confronti dei cittadini italiani e internazionali.\nNell’ambito del progetto è stato realizzato un libro in italiano e in inglese che riassume la storia del campo PG 107, ma racconta anche alcune delle vicende personali correlate alla fuga dei prigionieri. Le informazioni necessarie per la ricostruzione storica sono state ricavate dai diari dei prigionieri e dai documenti ritrovati negli archivi locali e in quelli neozelandesi.\nAll’incontro di sabato saranno inoltre presentate due audioguide bilingui che accompagnano la prima nella visita della mostra permanente allestita all’interno della ex scuola elementare, la seconda lungo la via di fuga dal campo.\n
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