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SUMMARY:Lella Costa rivisita l’Otello
DESCRIPTION:(ph. Serena Serrani)\n“Di precise parole si vive” è un verso del brano Discanto di Ivano Fossati che Lella Costa ha scelto per completare il titolo del “suo” Otello, spettacolo che torna sul palcoscenico in una versione rivisitata a quasi un quarto di secolo dalla prima messinscena.\nLa drammaturgia dello spettacolo è firmata a quattro mani da Lella Costa e Gabriele Vacis, il quale ne cura anche la regia. La “scenofonia” è di Roberto Tarasco.\nLa forza dei grandi autori è che i temi, le storie e i personaggi che compongono le loro opere sono senza tempo, continuano a parlarci, anche a distanza di secoli, e spesso ci aiutano a capire chi siamo e cosa ci sta accadendo oggi. Quando ci si trova di fronte a una storia perfetta, non ha forse senso inventarne un’altra per dire le stesse cose: è quasi un dovere continuare a raccontare proprio quella. Ecco perché Lella Costa e Gabriele Vacis hanno scelto di riproporre Otello di William Shakespeare per raccontare un tema, quello del femminicidio e del patriarcato, che più attuale non potrebbe essere.\nNell’Otello, spiega Lella Costa, c’è “una trama folgorante, il cui riassunto potrebbe sembrare una notizia di cronaca di oggi (un lavoratore straniero altamente qualificato, un matrimonio misto, una manipolazione meschina e abilissima, un uso doloso e spregiudicato del linguaggio, un femminicidio con successivo suicidio del colpevole), per questo dobbiamo continuare a raccontare e ascoltare questa storia”.\nNon è la prima volta che Lella Costa affronta il tema della violenza di genere. L’artista milanese ha fatto parte del cast dello spettacolo Ferite a morte di Serena Dandini.\n
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