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SUMMARY:L’incognita a Trieste
DESCRIPTION:(ph. Ennevi Foto)\n“L’incognita” di Carlo Goldoni appartiene alla stagione delle “sedici commedie nuove” (1750-51) e d è rimasta inspiegabilmente quasi sconosciuta.\nL’ha riportata sulla scena lo studioso e regista Piermario Vescovo – assieme ad Antonella Zaggia – si deve il fantasioso allestimento in scena alla Sala Bartoli in 15 e 16 ottobre, per la stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, incentrata in questa prima fase sull’autore – Goldoni appunto – con cui 70 anni fa, iniziò la sua storia.\nLa commedia vede interagire in scena in una trama molto avvincente attrici e burattini.\n“L’incognita” rappresenta senz’altro il culmine del procedimento romanzesco in Goldoni, nel periodo della concorrenza con l’abate Pietro Chiari, che metteva allora in scena, peraltro “a puntate”, proprio i romanzi di Marivaux e Fielding.\nIl rapporto di Goldoni col romanzo a lui contemporaneo è stato messo in luce ed indagato in questi ultimi anni, soprattutto da parte di studiosi giovani, contro i luoghi comuni imperanti sul commediografo, ma sostanzialmente ignorato dalla scena.\nEcco allora una commedia in cui l’azione procede rapida come un’ideale piano-sequenza continuato: si passa dalla strada (di giorno e di notte) agli interni; i luoghi si succedono velocemente, mostrandosi in diversa prospettiva. Senza soluzione di continuità i personaggi vanno e vengono dall’uno all’altro spazio. Ventiquattro ore – da un’alba a un tramonto – sono stipate di accadimenti fino all’inverosimile.\nLa storia appare tanto falsa, rocambolesca, densa di fatti e situazione, da sembrare più adatta a burattini che ad esseri umani. Però, come sappiamo, in realtà la menzogna è romantica e la verità romanzesca, come indicano le donne che si scoprono sotto le manovratrici di detti fantocci. Ovvero solo ciò che sembra più fasullo rivela una traccia profonda di verità.\nLo spettacolo va in scena il 15 ottobre alle ore 19.30 e il 16 ottobre alle ore 21 alla Sala Bartoli.\n
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