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SUMMARY:Cervignano Nostra svela il nuovo numero
DESCRIPTION:Costruire narrazioni coinvolgenti e inclusive attorno alla cultura con l’obiettivo di creare porte di accesso diversificate, che consentano a tutti i tipi di pubblico di connettersi alla storia locale.\nQuesto l’obiettivo della rivista Cervignano Nostra, pubblicata dall’omonima associazione culturale, il cui nuovo numero – il sedicesimo – sarà ufficialmente presentato al pubblico venerdì 20 settembre alle ore 18 presso l’Ostaria con cucina Mulin di Braida a Saciletto di Ruda.\nLa serata sarà coordinata dal presidente di Cervignano Nostra, Michele Tomaselli, con gli interventi di Giorgio Milocco, Luca Bidoli, Adriana Miceu e Stefano Perini. Musiche di Dario Ponissi e Romana Maiori.\nIngresso libero e vin d’honneur finale.\nIl nuovo numero\nLa copertina viene dedicata al prezioso crocefisso bronzeo opera dello scultore Max Piccini, benedetto da papa Paolo VI nella basilica di S. Pietro a Roma e donato alla comunità cervignanese nel 1966.\nIn accordo con la consuetudine della rivista, viene presentata una breve sintesi degli argomenti affrontati, in alcuni casi relativi a un territorio più ampio di quello comunale. Michele Tomaselli racconta assieme a Gabriella Burba, delle chiese di Cervignano.\nDall’esame condotto emerge un denominatore comune: un avvicendarsi di trasformazioni che rende complicato, quando non addirittura impossibile, il confronto tra la realtà documentata in archivio e l’attualità.\nPartendo da una conferenza nell’ambito della “Setemane de culture furlane”, Lucia Gangale descrive la vita di Adelaide Modena, contessa di antico lignaggio colpita da un provvedimento di internamento durante la grande guerra, che oggi riposa nel cimitero di Celle di San Vito, piccola località della Puglia dalla quale non fece più ritorno.\nFerruccio Tassin ricorda la figura di un altro internato, don Giuseppe Maria Camuffo parroco di Fiumicello.\nStefano Perini illustra in un breve saggio le visite a Cervignano del musicista Adelchi Cremaschi.\nNell’ambito del “Giorno della Memoria”, celebrato il 27 gennaio 2024, Orlando Pilot ricorda suo nonno Gerardo Bulzich e suo zio Girolamo Bulzich, entrambi deportati nel 1944 a Mauthausen, in memoria dei quali l’Amministrazione Comunale ha deposto due pietre d’inciampo.\nCon un altro articolo, di nuovo Michele Tomaselli racconta di una vicenda oramai dimenticata, in cui persero la vita due giovani militari, Guaita Zenone e Ettore Molinar Min, entrambi deceduti secondo le testimonianze per ferite di arma da fuoco alla nuca.\nIn base alla ricostruzione dei drammatici avvenimenti, il 25 aprile 1945, vennero dapprima catturati a Cervignano, quindi portati sotto scorta in una baracca-deposito e qui barbaramente uccisi, infine sommariamente sepolti in un campo.\nColpiscono le insormontabili difficoltà incontrate, tra omertà e muri burocratici, nel rifiutare un nome e una sepoltura ufficiale a due giovani militari uccisi.\nIl significato di Alture\nLa toponomastica è lo specchio fedele della storia di un territorio, che riporta i nomi dei luoghi, dei personaggi e degli eventi che hanno modellato la vita di una comunità.\nNon sempre però l’interpretazione dei toponimi è scontata, come dimostra l’etimologia di Alture, frazione di Ruda, ancora oggi di incerta decifrazione: motivo che ha spinto Antonio Rossetti a fare alcune considerazioni sull’origine di questo antico nome.\nStefano Perini ripercorre il tema del suo incontro alle “Settimane di Storia” dal titolo “Il campo di aviazione di Aiello (1915 -1945) in occasione del centenario dell’Arma dell’Aeronautica”.\nNel contesto delle emigrazioni friulane, Adriana Miceu illustra la storia di Giuseppe Stafuzza che tutti chiamavano barba Bepo.\nGiorgio Milocco ricostruisce accuratamente gli elenchi delle famiglie cervignanesi e aquileiesi trasferitesi oltre oceano, tra la fine dell’ottocento e gli inizi del Novecento, mentre in un altro articolo presenta, grazie a Mirella Fogar, la storia di una famiglia che emigra in Sud America.\nAnche Sergio Stafuzza racconta storie e vite di famiglie emigrate. In tema di anniversari, Adolfo Gianni Bellinetti ricorda il 18 ottobre 1948, quando avvennero le prime elezioni dell’Italia repubblicana.\nLuca Bidoli riflette invece sul 25 aprile, a cent’anni esatti dell’assassinio dell’onorevole Giacomo Matteotti.\nAnche questo numero è arricchito dalle rubriche che caratterizzano la rivista: la rassegna bibliografica e le attività di “Cervignano Nostra”, puntuale resoconto offerto ai soci e alla cittadinanza sulle iniziative realizzate.\nLa retro copertina viene ancora dedicata alla palazzina comando dell’ex Caserma Monte Pasubio, edificio oggi di proprietà comunale, che nel 2019 è stato vincolato dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia.\nDa oltre vent’anni attende di essere restaurato e riqualificato.\n
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