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SUMMARY:Omaggio a Bruno Chersicla
DESCRIPTION:Chersicla, 1995 – Freud\nA 11 anni dalla prematura scomparsa dell’artista, la Galleria Planetario di Trieste dedica un “Omaggio a Bruno Chersicla” con una rassegna di sculture, pitture e disegni, nel segno della lunga collaborazione, avviata nel 2000 e proseguita fino alla scomparsa nel 2013.\nLa mostra inaugura domani, martedì 25 giugno, alle ore 18.30, alla Planetario, in via Fabio Filzi, 4 (primo piano), visitabile fino al 15 settembre, tutti i giorni feriali dal martedì al sabato, con orario 11.00/13.00 – 17.00/19.00).\nIn mostra alcune delle più rappresentative opere in legno di Bruno Chersicla, fra le quali Giorgio Strehler 2000, Hemingway 2000, Mandrake 2002, Freud 1978, Il bacio 1994, Mac 1997 e la preziosa tela Onda grigia con segni blu del 1963.\nTra le particolarità, 10 disegni in grafite, realizzati da Bruno Chersicla per illustrare il libro di poesie dialettali di Claudio Sibelia, “Arie Triestine in Versi”; i disegni a matita, con una figura di spalle che reggeva una cornice, che Chersicla inviava ad altri artisti contemporanei, che poi li restituivano con all’interno della cornice un loro dipinto o un pensiero grafico (nel 2005 la Galleria Galliata di Alassio raccolse parte di queste mini-opere in un libro, “Il collezionista”); e infine le cartoline da viaggio ai suoi amici che aveva preparato in xilografie prima di partire.\nArtista poliedtrico\n“Artista poliedrico e appassionato” – afferma il curatore Livio Radin, ricordando le Indimenticabili serate trascorse insieme, tra conversazioni sull’arte e serate musicali con il suo contrabbasso da appassionato interprete di Jazz – “Bruno Chersicla è passato dalla pittura alla scenografia, all’insegnamento del graphic design. La combinazione di passione artistica, generosità e il forte legame con la sua città natale, Trieste, è stata fonte d’ispirazione e il suo desiderio di condividere l’arte con la comunità, di lasciare un segno di amore indelebile, si è concretizzato nel generoso regalo che fece alla città: il grande graffito in piazza Unità d’Italia, realizzato con l’aiuto di 4.700 triestini, entrato poi nel Guinness dei Primati”.\nBruno Chersicla rimane un punto di riferimento nell’arte triestina, ma non solo.\nOmaggi della critica\nNel 1995 in occasione di una mostra personale a Todi, l’astrattista Piero Dorazio scriveva di Chersicla “… sono rimasto affascinato, non solo dalla sua presenza ma soprattutto dall’intelligenza della sua fattura, dalla creatività delle soluzioni plastiche e formali, dalla vitalità dei suoi contorni.  Sono sicuro che de Chirico, Depero, Dubuffet, Delaunay, Duchamp, (e per lasciare la serie D) Arp, Balla, Boccioni, Picabia, Klee, Malevic, Picasso, Leger, lo riterrebbero meritevole di un invito nel loro Olimpo…”.\nLo storico dell’arte e critico Enrico Crispolti ha definito le opere di Bruno Chersicla delle “scultopitture”, sottolineando come “le sue sculture in legno a multistrati, scomponibili in tante parti, tenute insieme da perni, cerchino di catturare la forma esteriore, l’essenza, l’intima verità, di figure, volti, miti e oggetti del nostro tempo, forme basilari della geometria. Sono, quelle sculture, un intreccio, quasi stordente e vertiginoso, di geometrie semplificate, di flussi di linee, una sinfonia di forme di arcana memoria, sinuose e inquiete, di colori che accentuano e esaltano certe superfici, ne mettono in sordina altre, colori tenui che hanno una funzione importantissima nel definire i volumi, il senso illusorio della profondità, e nell’alludere ai blocchi, alle articolazioni in cui la scultura può essere scomposta”.\nBruno Chersicla, triestino di nascita, 1937, mitteleuropeo di cultura, è stato pittore, disegnatore e scultore.\n
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