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SUMMARY:A Trieste la mostra fotografica su Mogadiscio
DESCRIPTION:Allestita al Magazzino 26 di Porto Vecchio, questa mostra fotografica sul patrimonio architettonico e urbanistico della capitale somala (a cura di Maria Spina e Gabriella Restaino) – costituita da 47 pannelli (con testi e didascalie in lingua italiana e somala) – è stata possibile grazie a una collaborazione internazionale di studiosi e al collegamento tra l’Università nazionale somala, l’Accademia delle Scienze della Cultura e delle Arti di Mogadiscio, l’Università “Roma Tre”, il Politecnico di Torino, l’Università di Bologna, la “Sapienza” Università di Roma, l’Università di Camerino e il Politecnico di Milano.\nInaugurata una prima volta il 10 dicembre 2018, nella sede del Municipio di Mogadiscio, alla presenza dell’allora Vice Ministra degli Affari Esteri Emanuela Del Re, «Mogadiscio e la sua evoluzione storico-urbanistica: pagine di storia della città» è stata accolta l’anno successivo fra le mura dell’ex Convento del Colle dell’Annunziata di Ascoli Piceno, a beneficio della Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino.\nL’obiettivo della mostra\nNonostante gran parte dei suoi monumenti siano andati distrutti a causa della lunga guerra civile e molte opere siano state trafugate, Mogadiscio conserva ancora importanti memorie del suo millenario passato che meritano di essere salvaguardate e tramandate. E in tal senso la mostra – guidata dal Comitato scientifico cui fanno capo: Susanna Bortolotto, Gentucca Canella, Lucio Carbonara, Bernardino Chiaia, Spiridione Alessandro Curuni, Daniela Esposito, Mohamed Ahmed Faghi, Pier Giorgio Massaretti, Mario Micheli, Nuredin Hagi Scikei, Annarita Puglielli, Renzo Riboldazzi, Elio Trusiani, Alessandro Volterra – si prefigge lo scopo di:\n– avviare processi di sensibilizzazione delle Autorità somale, della cittadinanza e degli studiosi italiani nei confronti delle varie tematiche connesse con la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale della capitale e delle altre città della costa somala;\n– scongiurare il pericolo della distruzione indiscriminata degli edifici storici, ancora esistenti nel centro storico di Mogadiscio, cercando anche di arginare la speculazione edilizia messa in atto dalle grandi imprese internazionali;\n– creare un archivio digitale del patrimonio architettonico e urbanistico della Somalia con le riproduzioni digitali dei documenti fotografici, cartografici e video custoditi nei vari archivi d’Italia.\nGli itinerari virtuali\nCosì, attraverso quattro itinerari virtuali – basati sulle guide del Touring Club del secolo scorso (1929 e 1938) – i 47 pannelli esposti permettono di ripercorrere le strade principali di Mogadiscio, osservando le trasformazioni che ne hanno mutato l’assetto urbanistico nel corso degli anni, grazie a fotografie d’epoca, cartografie, planimetrie e assonometrie.\n“Edifici della città medievale”, il primo dei quattro itinerari proposti, è dedicato agli antichi quartieri di Shingaani e Hamarweyne, nuclei originari della città e sedi di importanti monumenti.\nIl secondo itinerario, “La città nei resoconti di viaggiatori e geografi”, è incentrato invece sulle descrizioni fornite da coloro che, nel corso dei loro viaggi, sono approdati sulle coste somale: a partire da Yāqūt Abd Allāh al-Rūmī al-Hamawī (secc. XII-XIII), per finire a Roberto Robecchi Bricchetti (sec. XIX).\nIl terzo itinerario, dal titolo “Spazi della modernità”, si concentra soprattutto sulle aree urbane che più hanno subito trasformazioni durante gli anni Venti e Trenta.\nIl quarto e ultimo itinerario, “Attrezzature e infrastrutture urbane ed extraurbane”, offre infine il panorama completo delle infrastrutture costruite a Mogadiscio tra prima e seconda metà del Novecento, volgendo uno sguardo attento anche alla lunga rete di canali che alimentava la Società Agricola Italo Somala.\nAlla mostra hanno dato il loro patrocinio: l’Ambasciata d’Italia a Mogadiscio, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, l’Università degli Studi di Trieste, l’Università nazionale somala, l’Accademia somala delle Scienze della Cultura e delle Arti, il Centro di Studi Somali  dell’Università “Roma Tre”, l’Archivio storico dell’Università di Bologna, il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, la Scuola di Ateneo di Architettura e Design “Eduardo Vittoria” dell’Università di Camerino, il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, l’Istituto Nazionale di Architettura-In/Arch del Triveneto e  l’Università degli Studi di Udine.\n \n
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