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SUMMARY:Confessione sull’insostenibile bisogno di ammirazione
DESCRIPTION:Prosegue in Friuli Venezia Giulia l’anteprima della ventesima edizione della rassegna “La Scena delle donne” diretta da Bruna Braidotti, organizzata dalla Compagnia di Arti&Mestieri.\nArriva giovedì 14 marzo a Pordenone, al Capitol, Lucia Raffaella Mariani, giovane talento della scena teatrale italiana, vincitrice nel 2018, a soli 18 anni, del prestigioso Premio Hystrio alla vocazione-Ugo Ronfani. Alle 20.45 va in scena il suo primo monologo, arrivato semifinalista al Premio Scenario 2023, “Freevola – confessione sull’insostenibile bisogno di ammirazione”, uno spettacolo che dà voce a una generazione di donne libere di essere se stesse, senza condizionamenti o l’obbligo di piacere.\nEssere donna è come essere due dentro un corpo. Quella che esiste e quella che si guarda esistere, la sorvegliante e la sorvegliata, il soggetto e l’oggetto. La voce della sorvegliante sussurra: “Devi piacere a tutti. Devi essere ammirata, piacevole, piacente. Devi piacere!”.\nE la sorvegliata non sa se è d’accordo. Sente, come tutti, che vuole essere felice, e amata. Come si gestisce questo conflitto? È attraverso l’ammirazione che si ottiene l’amore?\nLo spettacolo estremizza l’insostenibile bisogno di ammirazione. La signorina Mariani entra sul palco per partecipare a un concorso, sorride a pieni denti, disperata e dice: “Se ho capito bene il concorso funziona così. Ho un’ora di tempo per farmi amare da voi, per quello che sono“.\nParte il timer. Si dà il via ad un gioco aperto con il pubblico, che è chiamato ad essere responsabile dei propri giudizi sulla signorina: può usare un pollice in giù nel caso in cui la signorina non sia di suo gradimento, un pollice in su nel caso lo sia, può lanciare sul palco una rosa trovata sotto la sua sedia se sente un moto d’amore.\nDall’altra parte, sul palco, la signorina Mariani, nel tentativo di essere irresistibile e di ricevere tutte le rose che la giuria possiede, si fa sopraffare dalle sue insicurezze e fragilità, e non può fare altro che dare il via ad una confessione tragicomica, frammentata, poetica sul dovere di piacere.\nLa libertà di sguardo, in particolare in riferimento all’essere e al non essere donna, per una visione allargata del femminile oltre ogni preconcetto, sarà ancora al centro de “La Scena delle donne” sabato 16 marzo. Presso la sede della Compagnia di Arti&Mestieri (Largo Cervignano 71, Pordenone), alle 18.00, sarà ospitata una performance di Playback Theatre, forma speciale di teatro in cui i partecipanti narrano i propri vissuti e poi li rivedono messi in scena da altri in un clima di non-giudizio e di parità.\n
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