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SUMMARY:L’arte visionaria di Zimoun a Villa Manin
DESCRIPTION:Mostra prorogata fino al 7 aprile\nOrari\nda martedì a domenica 10.00 – 19.00 – il lunedì chiuso\nSperimentatore, visionario, creatore di suoni. Villa Manin presenta l’artista svizzero Zimoun (Berna, 1977), autore di installazioni visive e sonore dal fascino ipnotico.\nRealizzate con materiali semplici come scatole di cartone, sacchetti, aste metalliche o di legno, le installazioni dell’artista appaiono come organismi viventi che ci incantano tanto per la dinamica dei movimenti che per i suoni che producono.\nL’esposizione, a cura di Guido Comis, direttore di Villa Manin, è realizzata dall’Ente regionale per il patrimonio culturale che gestisce la villa e sarà aperta al pubblico dal 28 ottobre 2023 fino al 17 marzo 2024. Sostenuta dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, la mostra si è avvalsa anche del fondamentale contributo degli studenti dell’istituto ISIA Roma Design di Pordenone, con cui Erpac ha sottoscritto un protocollo di collaborazione.\nIl percorso si sviluppa attraverso nove grandi installazioni che occupano altrettante sale della villa.\nLe installazioni di Zimoun sono allo stesso tempo opere cinetiche e grandi strumenti sonori. Ognuna delle creazioni dell’artista si compone di elementi modulari che, azionati da motori elettrici, producono suoni o ritmi ricorrenti. Le installazioni così realizzate sono in bilico fra creazione naturale e invenzione dell’ingegno, fra studio e caso, fra geometria e astrazione. Le opere appaiono come affascinanti creature naturali tanto che chi le osserva è indotto a cercare il principio logico che ne governa il funzionamento come si trovasse di fronte a un nuovo fenomeno della natura.\nIn quanto strumenti sonori le opere generano ognuna, senza l’intervento dell’uomo, rumori o ritmi distintivi che siamo indotti, così come i loro movimenti, ad associare a un fenomeno naturale.\nLe opere, come evidenzia il curatore, sono in bilico fra creazione naturale e invenzione dell’ingegno, fra studio e caso, fra geometria e astrazione. “Appaiono – spiega Comis – come affascinanti creature naturali tanto che chi le osserva è sollecitato a cercare il principio logico che ne governa il funzionamento, come si trovasse di fronte a un nuovo fenomeno della natura”.\nLe installazioni ospitate nelle sale di Villa Manin danno vita a un dialogo per affinità o per contrasto con l’architettura della villa, con gli stucchi e con gli affreschi alle pareti. Le decorazioni della dimora di Passariano sono caratterizzate sia da forme geometriche che trovano un rimando negli elementi ripetitivi delle installazioni che da profili sinuosi e colori che contrastano con il carattere seriale delle creazioni di Zimoun.\n“La situazione della Villa è davvero unica – sottolinea Zimoun – e diversi aspetti vi confluiranno. Un’altra cosa fantastica è che un numero maggiore di installazioni site-specific saranno esposte nella stessa location e il pubblico potrà semplicemente passeggiare per la Villa da un’installazione all’altra. Le mie opere contengono molti contrasti, come semplicità e complessità, individualità e massa, precisione e caos, artificiale e organico. Questi contrasti danno origine anche a varie giustapposizioni, influenzate dal luogo e da noi stessi”.\nIn occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo con fotografie delle installazioni scattate nel contesto di Villa Manin.\n \nZimoun è nato a Berna, dove vive e lavora, nel 1977. La sua ricerca visiva si sviluppa a partire dalla musica elettronica e dalla sperimentazione sonora che lo conduce alla creazione di macchine che generano ritmi e rumori. La sua opera è stata presentata in tutto il mondo. Fra le sue recenti mostre personali quelle tenute al Museum Haus Konstruktiv di Zurigo (2021), alla Collection Lambert, Avignone (2020) al Museo de arte contemporáneo di Santiago del Cile (2019), alla NYUAD Arts Gallery di Abu Dhabi (2019).\n
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