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Meeting

Un viaggio nella memoria dell'industrializzazione cittadina

Incontro in streaming con Lucio Gregoretti
Monfalcone

26/11/20
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Nel settembre del 1980, esattamene quarant’anni fa, veniva demolito completamente l’edificio del Cotonificio Triestino. Una struttura realizzata nel 1884, di pregio architettonico nello stile neogotico del tempo che comprendeva tre edifici contigui disposti a “L”, quello più importante su tre piani e connotato da due torrette, come quella della sede dell’Autorità portuale di Trieste.

Lo aveva realizzato la famiglia triestina Brunner, a cui faceva capo un importante gruppo finanziario, noto a livello internazionale per le vaste proprietà patrimoniali.

Di quel manufatto sono rimasti soltanto ricordi fotografici e solo ora, dopo tanto tempo di distanza si è trovato un possibile utilizzo del nuovo brutto edificio moderno realizzato dopo traversie durate vent’anni. Un viaggio fra le memorie dello sviluppo industriale cittadino è il tema del tradizionale appuntamento via streaming con il ciclo del giovedì di Storia e Storie organizzato dall’Unione ufficiali. Un itinerario a cinque tappe che comincia con due aziende di cui non rimangono più tracce: oltre al Cotonificio le Officine Grafiche Monfalconesi, più note come Passero, inaugurate nel 1907, una delle più importanti stamperie di latta d’Italia, sostituite negli anni Ottanta da palazzine d’abitazione, su un’area di oltre 16 mila metri quadrati. Poi due strutture di cui sono stati conservati i segni: la Gaslini, di cui rimangono le due ciminiere, in una graziosa piazzetta fra le nuove case d’abitazione e la Fabbrica di prodotti chimici Breitner, del 1873 poi diventata Gamma Ruberoid.

Alla fine degli anni Ottanta venne approvato il piano di lottizzazione dell’intera area del vecchio stabilimento con edifici di uso pubblico e privato fra cui il commissariato di polizia. Nell’area verde rimasta sono collocati alcuni reperti come elementi di ricordo e di arredo, fra cui una singolare locomobile, una caldaia mobile utilizzata per la produzione di calore. Infine, ultima tappa, la ferrovia dismessa fra i cantieri e la stazione di Ronchi Sud che si avvia ai cent’anni dalla sua inaugurazione avvenuta nel 1921, in coincidenza con la realizzazione delle Officine ferroviarie, volute dai Cosulich per far fronte alla riduzione di commesse.

A ripercorrere la memoria di questi manufatti del passato sarà Lucio Gregoretti, alle ore 18 sul canale 647 e su facebook di Teleantenna.

Paolo Posarelli