La mostra fotografica “Il secolo italiano. 1918-2018: Com'è cambiata la città a cent'anni dalla fine della Prima guerra mondiale”, a cura di Andrea Vezzà. Realizzata nell'ambito degli eventi e delle iniziative collegate al Centenario della Grande Guerra - prevede manifestazioni connesse con la storia e la cultura del territorio, attuate anche sviluppando relazioni con reti e sistemi museali, istituti, associazioni e altri soggetti privati - la mostra su “Il secolo italiano” espone materiale fotografico proveniente da archivi pubblici e privati e dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte sulle opere che l'Italia ha realizzato a Trieste dal 1918 ai giorni nostri.
“Questa mostra racconta con immagini bellissime un importante periodo di storia e di straordinario cambiamento della città che ha lasciato il segno – afferma il sindaco Roberto Dipiazza –. Una Trieste com'era, com'è stata conservata e costruita che mi riempie di orgoglio, e di cui in parte ai giorni nostri mi fa sentire protagonista con la realizzazione di opere importanti: dalla Grande Viabilità alle Rive, al Salone degli Incanti, all'abbattimento e poi alla ricostruzione della piscina Bruno Bianchi, al progetto Urban fino al Castello di San Giusto che nel 2017 ha raddoppiato i visitatori, da 50mila del 2016 a 100mila, registrando un incremento dei flussi turistici. E grandi sono le prospettive di sviluppo di Trieste per il futuro”.
Un'esposizione che in 5 sezioni (L'Italia dell'istruzione, delle opere pubbliche, del tempo libero, dello sviluppo e l'Italia della città nuova) attraverso 50 immagini - ma il numero probabilmente aumenterà - ci mostra quanto accaduto durante il centenario italiano e vuole dimostrare quanto l'Italia abbia investito in molte opere pubbliche e in termini industriali. “Un secolo d'Italia che ha lasciato una visibile eredità non soltanto materiale – spiega il curatore Andrea Vezzà – di cui la città continua a giovare e che conta nel corso degli anni numerosi e generosi interventi avvenuti a sostegno della crescita e del benessere cittadino: da soluzioni abitative, a opere pubbliche, infrastrutture nodali, complessi industriali, edilizia scolastica, impianti sportivi, edifici sacri, spazi di aggregazione sociale e centri di ricerca scientifica. Ma anche un piano di ridefinizione architettonica che ha trasformato il volto del centro urbano e i rioni periferici, concreti testimoni del centenario e dell'impegno profuso nella costruzione del futuro”.