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Classic art

Il romanzo di Stuparich prende forma a Trieste

In scena nell'adattamento di Alessandro Marinuzzi e Davide Rossi
02/12/22
Trieste
viale XX Settembre 45
Trieste

Debutta venerdì 25 novembre la nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, “Quell’anno di scuola” tratta dal romanzo di Giani Stuparich “Un anno di scuola”, nell’adattamento (e regia) di Alessandro Marinuzzi e Davide Rossi.

Il progetto nasce nell’estate 2021 quando il Teatro Stabile organizza tre maratone letterarie nel Giardino di Piazza Hortis a Trieste: attori e semplici lettori appassionati si passano il testimone nella lettura integrale di tre romanzi di autori triestini, un modo - per il direttore Paolo Valerio - di valorizzare gli inestimabili giacimenti culturali di questa regione.

Fra i tre romanzi c’è “Un anno di scuola”: dalle emozioni vissute in quel pomeriggio di lettura, l’idea di portarlo sul palcoscenico sgorga immediata.

La messinscena viene affidata dunque ad Alessandro Marinuzzi - regista e formatore teatrale triestino che in passato ha già collaborato con lo Stabile.

“Quell’anno di scuola” è ambientato a Trieste, Impero austro-ungarico, 1909. Per la prima volta una ragazza ottiene laccesso allottavo anno del Ginnasio Comunale Superiore, da cui il viatico per l’Università e per poter ambire all’indipendenza. Antesignana e coraggiosa, fragile e forte al tempo stesso, sola femmina ammessa in una scuola da sempre tutta maschile, Edda ambisce a essere considerata semplicemente come “uno fra i molti compagni di classe”, ma diviene suo malgrado lincarnazione dolce e irriverente di un ideale femminile, provocando inevitabilmente nei suoi nuovi giovani amici coetanei profondi turbamenti che in un vortice drammatico tra amore e morte accompagneranno la classe verso gli esami. Un profilo di donna che nella letteratura italiana del primo Novecento forse soltanto a Trieste si poteva immaginare.

«“Un anno di scuola” di Giani Stuparich è una struggente rivisitazione dispirazione autobiografica della Trieste di primo Novecento, della sua gioventù e del suo ambiente culturale, a pochi anni dallo scoppio di quella prima guerra mondiale che cambiò molti destini collettivi e individuali, ma è anche uno strumento per mettere criticamente a confronto la società e i giovani di allora con quelli di oggi» spiega Alessandro Marinuzzi che rievoca i diversi punti di vista di una generazione di giovani studenti, alle soglie della maturità prima della prima guerra mondiale, mettendoli a confronto con quelli di una compagnia di giovani attori e con le diverse generazioni viventi nel presente odierno, ma anche riconnettendoli con i suoi personali ricordi di adolescente al tempo della sua partecipazione allomonimo film per la RAI realizzato da Franco Giraldi nel 1977. Fu il più giovane attore del cast, nel ruolo di Momi.

Interpretano lo spettacolo, diretti da Alessandro Marinuzzi, oltre a Ester Galazzi e Riccardo Maranzana - attori dello Stabile regionale - gli attori della Compagnia Giovani del progetto TeSeO del Teatro Stabile del Veneto, in un’elaborazione drammaturgica del testo di Stuparich firmata da Marinuzzi insieme a Davide Rossi: una scelta che rifletterà in scena la venatura dinquietudine ed emotività giovanile che palpita nelle pagine del romanzo e lo rende così universale.

Come scrive Sabrina Fava in “Inquietudine e disincanto tra i banchi: Un anno di scuola di Giani Stuparich dal racconto al film”: «”Un anno di scuola” è esito di un processo di costruzione di memoria individuale dellautore in dialogo con la memoria collettiva giovanile del primo Novecento. I ricordi personali e condivisi nella temperie culturale della Trieste mitteleuropea e irredentista si sedimentano nellopera letteraria e si dilatano nel tempo attraverso le molteplici edizioni del testo (…) Nella storia piano biografico, letterario e cinematografico - e ora teatrale in “Quell’anno di scuola” (ndr) - s’intrecciano e si rincorrono, ma nella loro complessità di scritture e riscritture tramandano e costruiscono una memoria scolastica dinamica. Essa va modificandosi nel tempo in virtù di contaminazioni progressive che lopera ha accolto ma che allo stesso tempo ha offerto alla cultura, attraversando il Novecento e giungendo sino a noi oggi».

Giovedì 1 dicembre alle ore 18, in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste, si terrà alla Sala Bartoli una conversazione su “Quell’anno di scuola” a cura della professoressa Cristina Benussi a cui prenderà parte il regista Alessandro Marinuzzi.

“Quell’anno di scuola” debutta alla Sala Bartoli venerdì 25 novembre alle 19.30 e replica alla stessa ora tutti i martedì e venerdì, di mercoledì e sabato lo spettacolo inizia alle ore 21; giovedì 1 dicembre si va in scena alle 21.30, l’8 dicembre e tutte le domeniche alle ore 17. Le repliche si protraggono fino a domenica 11 dicembre.