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Meeting

Camera con vista su Trieste

I capolavori di uno dei maggiori esponenti dell’arte del ‘900 a Trieste
Trieste

Civico Museo Sartorio
09/10/22
10-17

Promossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo, la mostra è curata dalle storiche dell’arte Alessandra Tiddia, curatore e conservatore al Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e Lorenza Resciniti, conservatore del Civico Museo Sartorio di Trieste.

La mostra propone i momenti salienti dell’opera di Marussig: quello triestino raccolto nella villa di Chiadino e quello milanese in cui l’artista è protagonista della stagione di Novecento Italiano.

Le opere degli anni trascorsi a Trieste (dal 1906 al 1919) riflettono la sua percezione di un «macrocosmo racchiuso nel microcosmo della sua casa, dove interno ed esterno, natura e città, vita privata e vita sociale coincidevano.  Siesta (1912), Serata a Trieste (1914), Concertino nel parco (1916) sono solo alcune delle opere presenti in mostra riferite a questa tematica. 

Il progetto di allestimento si sofferma poi sul periodo milanese, iniziato nel 1919 con la prima mostra personale alla Galleria Vinciana a Milano, che apre all’artista le porte della critica e quelle del salotto di Margherita Sarfatti, introducendolo di fatto nel milieu artistico italiano. Nel 1920 Marussig si trasferisce nella città lombarda e da quel momento in poi espone a fianco di quei pittori che credono nella traduzione delle modalità classiche italiane in un linguaggio moderno: Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Emilio Malerba, Ubaldo Oppi, Mario Sironi.

Accostando la propria ricerca a quella dei colleghi, Piero Marussig abbandona il colore espressivo e dà maggiore solidità alle sue figure, trasformando quella intima quotidianità tipica delle opere “triestine”, in una dimensione sospesa e idealizzata.