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Classic art

Testimone d’accusa

Delitti, intrighi, misteri nell'opera tratta da Agatha Christie
Vanessa Gravina e Giulio Corso
28/03 e fino al 30/03
20.45 (giovedì ore 19.30)
Udine
via Trento 4
Udine

Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine si tinge di giallo con l’arrivo, dal 28 al 30 marzo 2023, di Testimone d’accusa di Agatha Christie. A firmare la regia di questo magistrale dramma giudiziario mai messo in scena in Italia in un grande allestimento, accuratissimo nel rendere le procedure e il gergo avvocatizio, è Geppy Gleijeses che ha affidato i ruoli dei protagonisti a tre attori di particolare appeal: Vanessa Gravina, Giulio Corso e Paolo Triestino. A rendere ancor più alta la suspence dello spettacolo sarà anche coinvolgimento diretto del pubblico: ogni sera il infatti sei spettatori diventeranno “giurati” e saranno chiamati a pronunciare il verdetto finale.

Mercoledì 29 marzo alle 17.30 la Compagnia dello spettacolo Testimone d’accusa incontrerà il pubblico in un nuovo appuntamento di Casa Teatro dal titolo Colpevol – mente. Interviene l’avvocato Francesca Orazi, direttore amministrativo del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, conduce la giornalista e scrittrice Fabiana Dallavalle (ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili).

Nato come racconto nel 1925 e trasformato in commedia teatrale nel 1953, Testimone d’accusa è fra i capolavori di Agatha Christie. Il giovane Leonard Vole viene arrestato per l’omicidio della benestante Emily French. Poco prima di morire l’anziana signora, ignara del fatto che l’uomo fosse sposato, lo aveva nominato suo principale erede: naturale dunque che sia proprio Leonard il maggiore sospettato dell’efferato delitto. A travolgerlo sarà però la testimonianza della moglie Romaine… Intrighi, misteri tratteggiati con l’inarrivabile capacità di sparigliare le carte di cui l’autrice inglese fu assoluta maestra e, soprattutto, il doppio colpo di scena imitato più volte e rimasto insuperato sono il sale di questa splendida partitura dell’inganno.

“Il gioco non verte tanto sulla psicologia dei personaggi (ci aggiriamo tra simulatori occulti, assassini, grandi avvocati) quanto sulla perfezione del meccanismo – spiega Geppy Gleijeses nelle note di regia -:  infernale, con un colpo di scena dopo l’altro, in un crescendo raveliano. E la costruzione giudiziaria? Impressionante per precisione e verità, come se l’avesse scritta il più grande giudice inglese del secolo scorso. Lo spunto, come spesso accade nelle opere della Christie, parte dalla storia di una donna tradita dal marito più giovane, ed è uno spunto autobiografico. Agatha Christie è un genio e tale per sempre resterà. Qui, più che in Trappola per topi, più che in Dieci piccoli indiani questo diamante luccica in tutto il suo splendore. Naturalmente metterlo in scena richiede un cast di livello superiore e un realismo (non certo naturalismo) rigidissimi. E una dovizia di mezzi scenografici e recitativi”.

In scena accanto a Vanessa Gravina, Giulio Corso e Paolo Triestino troveremo Erika Puddu, Bruno Crucitti, Antonio Tallura, Michele Demaria, Yaser Mohamed, Sergio Mancinelli, Paola Sambo, Michele Demaria e Lorenzo Vanità. Scene Roberto Crea, costumi Chiara Donato, artigiano della luce Luigi Ascione. Musiche Matteo D’Amico, produzione Gitiesse Artisti Riuniti.