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Music

Tempo di Chet

A Monfalcone rivive la leggenda di Chet Baker
(© Tommaso Le Pera)
Monfalcone

28/02/19
20.45
Monfalcone
corso del Popolo 20
Monfalcone

Chet Baker, fra i miti musicali più controversi del Novecento, rivive grazie alla musica di Paolo Fresu nello spettacolo Tempo di Chet – La versione di Chet Baker. Diretto da Leo Muscato (che firma anche il testo insieme a Laura Perini), lo spettacolo vede in scena Paolo Fresu (autore delle musiche originali), Dino Rubino al piano, Marco Bardoscia al contrabbasso e gli attori del Teatro Stabile di Bolzano (Alessandro Averone, Rufin Doh, Simone Luglio, Debora Mancini, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Graziano Piazza, Laura Pozone).

Scrittura drammaturgica e partitura musicale si fondono in un unico flusso di parole, immagini e musica, per ripercorrere la vita del trombettista americano, dall’infanzia alla morte, in un incessante oscillare fra passato e presente che rievoca lo stile lirico del jazzista maledetto e leggendario. Un’altalena che mette in scena episodi disseminati lungo l’arco della sua esistenza: da quando, bambino, suo padre gli regalò la prima tromba fino al momento in cui volò giù dalla finestra di un albergo ad Amsterdam. Il jazz fu la sua via di fuga, il sogno d’una vita diversa. La sua parabola ha i lineamenti dell’ascesa e caduta di un mito: il successo, le copertine, le donne pescate dal mazzo come carte da gioco, ma anche l’eroina, l’andirivieni dalle carceri, i processi, l’estradizione da mezza Europa. Nella pièce di Muscato affiorano, da luoghi dimenticati nel tempo, persone che aprono sipari sulla vita di Baker: i genitori, le amanti, gli amici della giovinezza, i colleghi musicisti, i critici.

Nella colonna sonora a cura di Paolo Fresu si intrecciano standard cari a Chet Baker (fra gli altri Basin’ Street BluesSummertimeArrivederciBlue RoomMy Funny Valentine), brani originali di Fresu composti appositamente per lo spettacolo (soprattutto ballate melodiche, che prendono i nomi da alcuni luoghi in cui Chet Baker ha vissuto) e brani originali di Rubino e Bardoscia. Scrive Fresu: “se la sua vita e la sua morte sono ancora oggi avvolte dal mistero, la sua musica era straordinariamente limpida, logica e trasparente. Forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz”.

 

Alle 20.00, al Bar del Teatro, nell'ambito di "Dietro le quinte", avrà luogo una breve presentazione dello spettacolo a cura di Roberta Sodomaco.