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Classic art

Sogno di una notte di mezza estate

Con la Mitteleuropa Orchestra diretta da Michele Carulli
(ph. Luca d'Agostino)
Monfalcone

17/03/17
20.45
Monfalcone
corso del Popolo 20
Monfalcone

Ad affiancare la Mitteleuropa Orchestra, diretta per l’occasione da Michele Carulli, sono il Piccolo Coro Artemìa diretto da Denis Monte, gli attori della compagnia del Teatro Stabile del FVG Adriano Braidotti, Ester Galazzi e Francesco Migliaccio e le cantanti Nika Kožar (soprano) e Verena Apfelböck (mezzosoprano). In scena le musiche che Mendelssohn scrisse per il Sogno di una notte di mezza estate, la splendida commedia fantastica di Shakespeare: l'Ouverture op. 21 e le Musiche di scena op. 61, nella versione a cura di Franco Però e Michele Carulli.

Il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare esercitò un grandissimo fascino sul giovane Mendelssohn, anche grazie alla traduzione di Schlegel. A 17 anni, insieme alla sorella Fanny, Mendelssohn ne vide a Berlino una recita e nel 1826 scrisse l’Ouverture op. 21 (prima per pianoforte a quattro mani, poi orchestrata nel 1827), uno dei frutti più prodigiosi (insieme all’Ottetto op. 20) del suo precocissimo talento. Del 1843 sono invece le Musiche di scena op. 61 che Mendelssohn compose su richiesta del Re di Prussia per una rappresentazione della commedia a Potsdam, nella traduzione di Ludwig Tieck.

Nella produzione orchestrale di Mendelssohn le ouverture occupano un posto di grande rilevanza, in particolare per la loro originale impostazione tematica, che rivela l’intenzione del compositore di aprire a nuove strade questo genere. Più che una traduzione in termini musicali, l’ouverture è per Mendelssohn la trasfigurazione di un suo particolare modo di vedere la realtà.

Presentata nel 1843, Sommernachtstraum (Sogno di una notte di mezza estate) è l’opera più significativa del compositore. L’origine di questa composizione va ricondotto al 1826, anno in cui il giovanissimo Mendelssohn scrive, probabilmente dopo assidue letture shakespeariane, Sogno di una notte di mezza estate, Ouverture op. 21, rivelando da subito il suo genio creativo. L’Ouverture costituì per il compositore il primo grande successo, rimanendo per diverso tempo la sua composizione più nota. Dai motivi e disegni principali di questo capolavoro, che per il suo nuovissimo trattamento orchestrale avrebbe fatto epoca, aprendo a una nuova sensibilità romantica, nascono le Musiche di scena op. 61. L’ammirazione suscitata nei contemporanei fu tale che il re di Prussia, dopo aver ripristinato le rappresentazioni teatrali nella Reggia di Potsdam, commissionò a Mendelssohn le musiche di scena per la commedia shakespeariana curata da Ludwig Tieck, la cui prima esecuzione ebbe luogo a Potsdam il 14 ottobre 1843.

Nelle mani di Mendelssohn la musica si fonde perfettamente all’intreccio teatrale, esprimendo con linguaggio poetico l’ambiente e le suggestioni fiabesche delle scene shakespeariane.