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Discovery

I presepi di Umberto Valentinis

Traduzioni in immagini miniaturizzate del racconto della Natività
Sesto al Reghena

Salone Abbaziale Santa Maria in Silvis
06/01/23
10-12/15-18

Si inaugura sabato 3 dicembre, alle 17 nel salone Abbaziale Santa Maria in Silvis di Sesto al Reghena, la mostra “Nativitas. I presepi di Umberto Valentinis”, allestita nell’ambito della 31^ edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra per iniziativa del Comune di Sesto al Reghena con Presenza e Cultura e con il Centro Iniziative Culturali Pordenone, in collaborazione con la Casa dello Studente Antonio Zanussi di Pordenone e con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. All’inaugurazione interverranno il curatore della mostra Giancarlo Pauletto e il musicologo Eddi De Nadai, condirettore artistico del Festival internazionale di Musica Sacra. Previsto un intermezzo con le musiche eseguite dal vivo alla zampogna e alla cornamusa dal musicista friulano Giovanni Floreani.

La mostra resterà visitabile fino al 15 gennaio 2023. Info e dettagli https://www.musicapordenone.it/eventi/nativitas/

I presepi di Umberto Valentinis sono traduzioni in immagini miniaturizzate del racconto della Natività, si presentano come paesaggi fantastici, le cui forme nascono dall’assemblaggio di elementi naturali: radici, cortecce, funghi, licheni, frammenti di pietra. Alcuni sono racchiusi in teche, al modo di antichi altaroli portatili o di reliquari; altri si dispongono liberamente su basi lignee. Predominano gli ambienti naturali montani fortemente accidentati, incisi da anfratti, scavati da gole e cavità. La narrazione creata dall'artista si ispira ai Vangeli canonici, ma attinge anche ai Vangeli apocrifi e alla devozione popolare. «Quest’anno il Festival di Musica Sacra affronta il tema del “Filius”, che segue quelli del “Pater” e della “Mater” – osserva il Presidente PEC Luciano Padovese - Con il titolo Nativitas, attraverso la terza mostra allestita nell’ambito del Festival, vengono adesso esposti a Sesto al Reghena i presepi ideati e costruiti da Umberto Valentinis, noto poeta e incisore udinese che sente profondamente il fascino del Natale, il suo affondare in una densa tradizione di cultura e di costume, la sua capacità di rinnovare, venuto il tempo, un’attrazione che appunto al tempo sembra in grado di resistere indefinitamente».

«Questi Presepi – spiega il curatore della mostra, Giancarlo Pauletto - si potrebbero definire “Scenografie della Natività”: luoghi dove si dispiega il racconto della Nascita. Due tipologie si alternano, talvolta combinandosi. Alla prima appartengono i presepi dove l’elemento paesistico prevale, mentre nella seconda è l’elemento architettonico a dominare, in molti vi è un’alternanza delle due tipologie. C’è un presepio dedicato a Novella Cantarutti e ai suoi paesi: Navarons, Pofabro, Frisanco. Rappresenta un tentativo di ricostruire atmosfere di quel mondo, che l’artefice ha conosciuto solo  molto tardi, dopo la sua scomparsa, facendo emergere le immagini dagli scritti della Cantarutti, continuando ad accompagnare il suono della sua voce, seguendola di anfratto in anfratto, di vicolo in vicolo, entrando con lei nelle camere silenziose delle case, scivolando sul ghiaccio delle ripide vie acciottolate, mentre si accendono i lampioni... È tra tutti i presepi, il più minuziosamente costruito».

Umberto Valentinis è nato ad Artegna nel 1938. Vive a Udine. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie in friulano, da Salustri nel 1968, premiato in un concorso della Società Filologica Friulana da una giuria formata da Biangio Marin, Novella Cantarutti e Andreina Ciceri a Tiere di ombre del 2009; tra i testi in prosa si ricordano Breviari pal Avent e Paîs cun figures uscito nel 2013. Quasi tutte le raccolte sono state pubblicate dal Circolo Menocchio di Montereale Valcellina. È presente nelle migliori Antologie della Poesia friulana e in alcune Antologie della Poesia dialettale italiana, tra cui quella curata da Franco Brevini per i Meridiani Mondadori nel 1999. Da tempo si dedica con passione all’allestimento di piccoli Presepi portatili in forma di altaroli o di paesaggi fantastici. Si è dedicato anche all’incisione su metallo, dall’acquaforte alla combinazione di tecniche diverse, compiendo anche interessanti esperimenti di stampa su carta preparata.