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Classic art

Ognun la conte a so mût

Colloredo di Monte Albano
Mels
Centro Polifunzionale
24/03/18
20.45

In scena il Gruppo teatrale “Pari Opportunità della Carnia – Amelia Artico” con Ognun la conte a so mût, ovvero: satira, radici, tradizioni, costume, canto spontaneo, varianti orali, ironia, autoironia, ricerca e… risate.
«Innovazione e originalità sono senza dubbio gli ingredienti che caratterizzano questo spettacolo» afferma Dino Persello, ideatore e curatore della regia di Ognun la conte a so mût, che vede come assolute protagoniste alcune donne carniche provenienti da altrettante vallate della loro terra.
«Il fulcro della società carnica – continua Persello – sono sempre state le donne, con il loro buonsenso, la loro saggezza, il loro faticoso impegno e il loro universo di pensieri, sentimenti, emozioni e affetti». E queste grintose, originali e meravigliose donne carniche prenderanno per mano gli spettatori cullandoli tra le varianti orali della Carnia, ossia quegli idiomi che nella loro musicalità, celano e manifestano il costume e le tradizioni, ovvero le storie della gente di montagna.
«Un percorso assolutamente peculiare per questa costruzione drammaturgica – afferma ancora Persello –. Ho optato, infatti, per una struttura da laboratorio teatrale in verticale, sempre aperto dunque, di massima flessibilità, dove tematiche e recitazione si scelgono e si costruiscono un po’ alla volta. Insieme. Così facendo a fronte di impegnativi ma proficui incontri per le prove in quel di Tolmezzo, tenendo conto delle provenienze delle componenti il gruppo, fantasia e creatività corrono, anzi galoppano se respirate insieme e con loro ti generi ti rigeneri, ti attrai, ti diverti, sorridi ma… anche pensi».
Partendo da una “Carnia di ieri” rappresentata non con nostalgia, ma come di un qualche cosa di importante e soprattutto ancora vivo, che regala colorati affetti, si arriva quindi ad una raffinata descrizione della “Carnia di oggi”. Il messaggio a questo punto diventa “forte e chiaro” e si traduce in un sola parola che diventa coralmente un grido di speranza «Restare!».
Ingresso libero.