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Meeting

Monfalcone, la prima volta di una mostra immateriale

I volti fisici dei personaggi del passato ricostruiti grazie alle più recenti tecnologie
Preparazione di una maschera
Monfalcone

Palazzetto Veneto
10/09 e fino al 10/10

“Volti della storia” è il titolo di una mostra immateriale che sarà ospitata nella Sala Mostre al secondo piano del Palazzetto Veneto a Monfalcone, e che verrà inaugurata sabato 25 settembre, alle ore 18 per rimanere fruibile fino al 10 ottobre con i seguenti orari: lunedì e venerdì, dalle 14.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 17.50), sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.50).
“L’esposizione di Monfalcone, curata dall’Accademia Jaufrè Rudel di Studi Medievali di Gradisca d’Isonzo insieme a un team tecnico scientifico che fa parte di una rete internazionale di studiosi di cui l’Accademia è partner – afferma Marialuisa Cecere, curatrice insieme a Fabio Cavalli, ricordando che la mostra è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia – è un’anteprima assoluta di questa particolare modalità espositiva e rappresenta al momento un unicum per il suo bellissimo allestimento. L’oggetto di studio – Cecere – è la ricostruzione di volti fisici di personaggi appartenenti al passato per mezzo delle più recenti tecnologie diagnostiche e fotogrammetriche 3D. Il percorso espositivo si snoda attraverso un itinerario geo-storico che va da Aquileia all’Asia Minore, passando per il Danubio e il Delta del Nilo, iniziando dalla preistoria per arrivare al tardo Medioevo”.
La mostra è strutturata come un percorso che si compone di sette postazioni tematiche. Mediante la dimensione immateriale del digitale i volti dei diversi personaggi riprenderanno le loro fattezze fisiognomiche e racconteranno la propria storia.
La mostra è concepita anche come un evento didattico / divulgativo che metta insieme scienza, archeologia, bioarcheologia e storia. Un percorso scandito da "volti" di personaggi e popoli che, affacciati sul Mare Nostrum, nei millenni hanno avuto rapporti diretti e indiretti con le nostre terre.
I soggetti, oltre a svelare le fattezze del proprio volto sia in forma virtuale che analogica, raccontano "storie" o la propria storia direttamente al visitatore. Nessun manufatto archeologico verrà esposto in quanto non si tratta di una mostra "archeologica" sensu stricto ma di una serie di installazioni tridimensionali (stampa 3D, videomapping, olographic fan...) che rappresentano la rielaborazione virtuale di uno specifico materiale archeologico: i volti, desunti dai resti biologici o scultorei, di persone vissute secoli e millenni fa.
Il visitatore potrà scegliere il livello di approfondimento utilizzando i codici QR disseminati lungo la mostra (e riuniti in un "catalogo virtuale" consegnato all'ingresso) fruibili anche in un secondo momento.

 

Percorso della mostra:

Sezione 1 Facies: lo sfondo immutabile del volto

Questa sezione è finalizzata alla comprensione dei presupposti teorici e tecnici che sottostanno alla ricostruzione facciale che, realizzata attraverso l’applicazione delle tecniche forensi, consente di attribuire un volto “fisico” a persone appartenenti ad un passato più o meno remoto, dando la possibilità al visitatore, anche quello più giovane, di dare concretezza alla storia, annullando le “distanze” temporali e permettendo di notare quelle che sono le differenze o le somiglianze tra passato e presente.

Sezione 2: Vultus: l’essenza dell’uomo

Plinio il Vecchio e Gaio Valerio Vesto, due volti ipotetici, dialogano sui volti "scomparsi" e sul perché si debbano ricostruire i volti delle persone che ci hanno preceduto.

Sezione 3: Le sacerdotesse di Vucedol

Una storia dalla tarda età del rame sulle rive del Danubio: volti dalla civiltà di Vucedol

Sezione 4: I volti di un Impero

Da Aquileia, il grande porto cosmopolita del Caput Adriae, alle genti di tutto il Mediterraneo orientale

Sezione 5: Iuliopoli, una città ritrovata

Da Aquileia all'Oriente attraverso la Tabula Putingeriana fino alla città anatolica di Iuliopoli.  

Sezione 6: I nuovi padroni

Un villaggio dell'ager aquileiense al tempo dei Longobardi: due volti dalla necropoli di Romans d'Isonzo

Sezione 7: L’ultimo racconto di Sofia

La storia dei Conti di Prata di Pordenone raccontata dalla contessa Sofia, l’ultima discendente della nobile e potente casata.