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Classic art

Le Marocchinate

A Trieste la storia di 50 ore di "diritto di preda" dei soldati marocchini
Trieste
via dei Fabbri 2/a
Teatro dei Fabbri
20/11/17
20.30

Lo spettacolo racconta i terribili giorni decisivi e successivi allo sfondamento da parte degli Alleati della linea di Montecassino, ultimo baluardo tedesco. Apparentemente la guerra è finita e l’Italia è libera, ma non per le popolazioni di gran parte del basso Lazio. Siamo in un paese della Ciociaria e Angelino, pastore locale, racconta della semplice, ma faticosa, vita contadina della sua zona prima della guerra. Vita che viene sconvolta con l’arrivo delle truppe Marocchine, aggregate agli Alleati, ai quali viene affidato il compito di entrare nella rocciosa difesa tedesca. Ottemperano il loro compito, “le truppe di colore” come ricompensa ottengono il “diritto di preda” contro la popolazione civile. 50 ore di carta bianca, 50 ore in cui fanno razzia di tutto quello che trovano: oro, case, vino, bestie, ma soprattutto donne. Sono migliaia le donne che verranno stuprate e uccise nella primavera del ’44, dai soldati marocchini. Tra queste c’è Silvina la moglie di Angelino, che diventerà anch’essa una “Marocchinata”.

Ariele Vincenti lo racconta in dialetto, lo stesso del nonno che impersona, con passione e devozione verso un fatto familiare che si erge a simbolo. Nella spoglia cornice campagnola, tratteggiata solo da due balle di fieno e da un bastone che egli brandisce per custodire le pecore si sentono delle melodie, popolari e colte, attraverso il canto malinconico di un violino, splendidamente imbracciato da Marcello Corvino: nella finzione scenica, caro amico del protagonista. Uno spettacolo per ricordare, con orgoglio e senza vergogna, i soprusi subiti da parte delle truppe marocchine.

Con Ariele Vincenti

Marcello Corvino al violino

Regia Nicola Pistoia

Costume Sandra Cardini

Disegno luci Marco Laudando

Aiuto regia Teodora Mammoliti