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Meeting

Lame in battaglia a Monfalcone

L’evoluzione dell’arma che ha fatto la storia
Monfalcone

Palazzetto Veneto
17/10 e fino al 07/11
Da lunedì a venerdì 14.30-18.30, sbato e domenica 9.30-13/14.30-19.30

Raccontare la storia delle “lame” implica parlare di battaglie, di scontri tra popoli, di vincitori e vinti.

Ma significa anche parlare di scambi culturali e conquiste tecnologiche che, nel bene e nel male, possono essere considerati gli antefatti della nostra società. Lama per eccellenza dai molteplici risvolti simbolici e leggendari è sicuramente la spada, la cui storia fonda le sue radici nell’età del rame quando l'utilizzo sistematico ed esteso della metallurgia, caratterizzante questo periodo storico, permise di sostituire i pugnali di selce, che per la natura stessa del materiale non potevano avere grandi dimensioni, con un’arma forse più fragile ma sicuramente più lunga, con tutto ciò che ne consegue da un punto di vista tattico.

Nei suoi oltre 5000 anni di storia la spada, che nell’immaginario si identifica con l’arma bianca, ha subito diverse modificazioni sia per adattarsi alle esigenze determinate dalle diverse modalità di combattimento sia per vanificare i sistemi di protezione individuali.

L’intento della mostra “Lame in battaglia” è duplice: da un lato quello di ripercorrere questa lunga storia attraverso la presentazione di 21 armi, riproduzioni di originali, rappresentative di periodi storici che vanno dall’epoca romana al XVI secolo; dall’altro quello di sottolineare come fogge e dimensioni delle armi non siano casuali o legate a criteri estetici ma riconducibili a specifiche esigenze tattiche e di offesa in battaglia.

Si tratta esclusivamente di armi bianche, cioè di tutte quelle armi la cui destinazione è l’offesa alla persona e che si usano mediante l’energia e l’abilità dell’uomo. Esse possono provocare ferite per mezzo di punte (come i pugnali), forme contundenti (come mazze e martelli) o lame di metallo (come spade e sciabole). Sono considerate armi bianche sia i meccanismi finalizzati al lancio di oggetti bellici (come archi, balestre e catapulte) sia quelle inastate, munite cioè di un manico lungo che, superando normalmente i due metri, consentivano di ingaggiare l’avversario a distanze più lunghe. Anche i sistemi che fungono da difesa da esse (come scudi e armature) sono considerate armi bianche.

Previste visite guidate con dimostrazioni, sabato e domenica alle ore 16.00 e alle ore 18.00 (massimo 15 persone). Nelle mattinate dei giorni feriali (da lunedì a venerdì) la mostra può essere visitabile, su prenotazione, dalle scolaresche o da gruppi di almeno 10 persone.