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Meeting

Il canto della pietra. Armenia 2005

Una quarantina di scatti raccolti nel 2005 dal grande fotografo paesaggista
(ph. Ufficio stampa Volpe Sain)
Sesto al Reghena
Abbazia di Santa Maria in Sylvis
18/11 e fino al 20/11
10-12/15-18

“Elio Ciol. Il canto della pietra. Armenia 2005” riporta a un territorio dove tutto è costruito con le pietre delle sue montagne, sempre con una precisa continuità visiva tra territorio ed edificio, con strutture che hanno il colore delle montagne e che paiono esserne parte integrante.  Le croci scolpite, o khatchkar, sostanziano buona parte della mostra. L’Armenia aderì al Cristianesimo sin dai primissimi anni del III secolo, senza mai aver completamente soppiantato gli antichissimi culti pagani. Si scolpirono croci ovunque e fiorì un’iconografia che, piuttosto che alla passione di Cristo, dava ampio spazio ai riferimenti alla resurrezione, con un’abbondanza degli elementi che si rifanno all’Albero della vita, quali i frutti del melograno e della vite, o il seme da cui ha origine l’Albero, raffigurato daldisco scolpito tradizionalmente sotto la croce dei khatchkar. Spiega il critico Giancarlo Pauletto che «le croci scolpite su colonne e pareti architettoniche, oppure isolate e poi come steli di cimitero oppure guida in salita ai luoghi sacri, sono tutte diverse, e di diversi tempi, dai primi secoli dell’era cristiana all’era moderna. Ogni croce indicava una presenza sostanziale, rappresentava un fedele materialmente presente, pellegrino a fronte del suo Dio, a chiedere‘personale’ misericordia. Ogni khatchkar così costituiva un’identità sacrale, con la preghiera, per ciascuno diversa, riassunta nella croce, tramite di salvezza per tutti e per ognuno di noi. Ciol è maestro nel mettere in evidenza, con il suoobiettivo, questa preziosità. Si veda per esempio il khatchkar “del Salvatore”, risalente al XVI secolo, o l’altro riferito al maestro Pogos (1291) presso la chiesa di San Gregorio l’Illuminatore, a Goshavank: incredibile lavoro di ricamo inpietra che in nulla cede ai più alti esempi di oreficeria dell’epoca».