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Meeting

FilmForum Festival

Maurizio Ferraris (ph. Ufficio stampa Volpe Sain)
09/03 e fino al 15/03

FilmForum Festival torna tra il 9 e il 15 marzo con sette giornate di proiezioni, incontri con esperti e personalità di fama internazionale, convegni, workshop, pubblicazioni ed eventi intorno al cinema. L’edizione 2016 - sempre promosso dall’Università di Udine con l’Associazione Culturale Lent e un partenariato di atenei internazionali (dall’Université de Montréal all’Università di Postdam, passando per l’Università di Malta e la Sorbonne Nouvelle – Parigi 3) - sarà interamente programmata nella città di Gorizia in ragione del sostegno accordato al festival dalle istituzioni cittadine.

FilmForum Festival, coordinato dal professor Leonardo Quaresima e dal ricercatore Federico Zecca, festeggia quest’anno la sua 23esima edizione e conferma la sua originalissima formula che intercetta il pubblico e gli studiosi nel segno della valorizzazione della cultura cinematografica, dalle origini ai nuovi media.

Anche quest’anno il festival si articolerà in due momenti, a partire dal grande Convegno internazionale di studi dedicato a Una storia del cinema senza nomi (tra il 9 e l’11 marzo), dove alcuni tra i massimi studiosi del panorama internazionale esporranno i risultati di un ambizioso progetto di rivisitazione della Storia del Cinema inaugurato proprio durante la scorsa edizione del FilmForum. I lavori del Convegno saranno aperti nella sede della Fondazione Carigo da due attesi interventi, quello di Pierre Bayard, autore e professore di letteratura francese all’Università di Parigi, noto per il bestseller Come parlare di un libro senza averlo mai letto (edito in Italia da Excelsior nel 2006) e il filosofo Maurizio Ferraris, autore di un testo fondamentale del pensiero contemporaneo come il Manifesto del Nuovo Realismo. A Gorizia riprenderà la riflessione iniziata con un suo volume del 2007 La Fidanzata Automatica, l’opera d’arte come “compagna inanimata” capace di corrispondere i nostri sentimenti.

A precedere questi interventi i saluti istituzionali dell’Assessore regionale alla Cultura, Sport e Solidarietà Gianni Torrenti, del Sindaco di Gorizia Ettore Romoli, del Presidente Fondazione Cassa di Risparmio Gorizia Gianluigi Chiozza, dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Gorizia Federico Portelli, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici e Patrimonio Culturale dell’Università di Udine Andrea Zannini, del Presidente Consorzio Universitario di Gorizia Emilio Sgarlata, del Direttore Centro Polifunzionale di Gorizia Nicoletta Vasta, dell coordinatore del Corso di laurea magistrale in Scienze e Pratiche del Patrimonio Audiovisivo / International Master in Cinema and Audiovisual Studies (IMACS) Simone Venturini, con l’introduzione generale di Leonardo Quaresima dell’Università degli Studi di Udine.

 

OSPITI INTERNAZIONALI_SEZIONI_PROIEZIONI_EVENTI

Già dalla serata di mercoledì 9 marzo si apriranno al Kinemax di Gorizia le proiezioni pubbliche che ruoteranno intorno al tema portante della seconda sezione del festival, i lavori della Spring School, che si avvieranno in parallelo ai lavori del convegno internazionale per proseguire fino al 15 marzo. Come consuetudine, la Spring School indaga i rapporti fra cinema e arti visive contemporanee, oltre alla nuova frontiera del post cinema (videogame, animazione, fumetto), la scena dei porn studies e il film heritage, ovvero la preservazione del patrimonio cinematografico. FilmForum Festival assegnerà, inoltre, i prestigiosi Limina Award 2015 per il miglior libro di cinema nazionale e per il miglior libro di cinema internazionale, giunto alla 14^ edizione.

Tema della Spring School 2016 un argomento di stretta attualità: Bodifications – Mapping the Body in Media Culture. Studiosi e ricercatori da tutto il mondo si riuniranno per riflettere su come media e tecnologie cambiano il modo in cui guardiamo al nostro corpo, influenzando la percezione nell’immaginario culturale e la conoscenza medico-scientifica fino a trasformare il nostro aspetto fisico.

Atteso ospite della prima serata di proiezioni per il grande pubblico (Kinemax, ore 21.00) il regista britannico Kevin Brownlow, premio Oscar alla carriera nel 2011, tra i protagonisti della sezione Film Heritage. Al centro dell’omaggio le Hollywood Series, serie televisiva documentaria del 1980 narrata dal celebre attore James Mason, in cui si ripercorre la storia del cinema muto statunitense, dall’epoca dei penny arcade al primo film sonoro. Nel pomeriggio di mercoledì, Brownlow sarà anche protagonista di un workshop il Film Heritage nel Polo di Santa Chiara e di una sessione di incontro nella mattinata di giovedì presso la Fondazione Cassa di Risparmio.

Tra i protagonisti della Spring School anche i cineasti sperimentali Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, esperti delle forme più radicali del cinema contemporaneo. Dopo la retrospettiva a loro dedicata dal Centre Pompidou di Parigi, a FilmForum la proiezione in prima assoluta per l’Italia (giovedì 10 marzo, Kinemax ore 21.00 con l’introduzione della professoressa Cosetta Saba dell’Università degli Studi di Udine ) dei risultati del restauro condotto dai laboratori de La Camera Ottica di Gorizia sul catalogo dei loro Film Profumati: pellicole in 8 e 16mm realizzate per interagire con l’emanazione di odori e profumi, in un’idea di “cinema espanso” dove performance e arte d’ambiente si incontrano. Proprio per la particolarità del loro uso originario, il recupero di questi film ha richiesto un lavoro di documentazione e attualizzazione supervisionato dagli stessi artisti e condotto da eccellenze professionali nel campo del restauro.

Degli stessi autori, in proiezione anche Oh! Uomo (2004), lavoro centrale di una trilogia che recupera materiali d’archivio risalenti alla prima metà del Novecento per lavorare sulle immagini che formano la nostra memoria collettiva. Guerre, campagne coloniali, esodi e grandi migrazioni sono i “fantasmi” dello scorso secolo che abitano il cinema della coppia, inconfondibile per cura artigianale e sensibilità pittorica.

Nel pomeriggio di venerdì 11 marzo (dalle 18.00 alle 19.00), il pubblico di Gorizia potrà assistere all’atelier VeloKIno. L’eclettico artista canadese Guillaume Arsenault, da sempre al lavoro con pixel, fotoni e onde magnetiche per dare vita a esperienze interattive, costruirà in tempo reale un’installazione audiovisiva...a pedali. Grazie a un complesso sistema di sensori che collega una bicicletta allo schermo, ogni movimento del “ciclista virtuale” produrrà una fantasia cinetica di immagini e suoni. Già presentata al festival MASSIVart di Montréal, la performance arriva al FilmForum per la sua anteprima italiana.

La mattina di sabato 12 marzo sarà la volta di un altro “big” di questa edizione, il docente dell’Università di Montreal Bernard Perron, massimo esperto mondiale di videogiochi horror, che proverà a spiegarci perché e come ci sia un’attenzione così profonda a rappresentare i corpi degli zombie nel videogioco e nei media contemporanei.

La Spring School ospiterà inoltre quest’anno la fondatrice degli studi sul porno, Linda Williams, che terrà una lectio magistralis presso la Fondazione Carigo domenica 13 marzo. Docente di cinema e retorica a Berkeley (California) è stata in effetti la prima studiosa a considerare la pornografia come una forma culturale, dando di fatto origine ai cosiddetti porn studies alla fine degli anni ’80 con il suo libro Hard Core: Power, Pleasure, and the “Frenzy of the Visible”, diventato oggi uno dei testi basilari della disciplina. Ampio spazio verrà dedicato anche da FilmForum Festival alla questione mediorientale: Noam Yuram (dell’Università Ben Gurion del Negev) ci parlerà infatti del rapporto tra sesso e Stato nella nascita del porno in Israele, mentre Giuseppe Previtali (dell’Università degli Studi di Bergamo) dedicherà una riflessione alla diffusione di un’iconografia ispirata al terrorismo nella pornografia occidentale.

Nella mattina di domenica 13 marzo attesa la relazione di Laura U. Marks, professoressa alla canadese “Simon Fraser University”: fautrice di una teoria multisensoriale del cinema con il suo testo The Skin of Film, e acuta osservatrice della media art nell’era digitale, ha di recente rivolto la sua attenzione verso le arti visive del mondo islamico. A Gorizia aggiornerà uno dei suoi interventi più noti, intitolato I Feel Like an Abstract Line.

Altre due serate, il 12 e il 13 marzo, saranno invece curate con la collaborazione dell’associazione bolognese Home Movies – Archivio Internazionale del Film di Famiglia, uno tra i partner più longevi del festival. All’omaggio al regista sperimentale Boris Lehmann seguirà la proiezione di 14 Reels, film di montaggio nato durante il progetto della tesi di laurea al DAMS di Gorizia di Luca Chinaglia che raccoglie le scene girate da quattordici registi per le strade di quattordici città nel mondo. Si chiude Domenica 13 Marzo con Miss Cinema – Archivio Mossina, i provini per lo schermo girati in pellicola 16 mm tra il 1942 e il 1952 dalle partecipanti a concorsi di bellezza o aspiranti attrici, un ritratto collettivo dell’Italia dell’epoca. Entrambe le serate finali verranno sonorizzate dal vivo dai musicisti Rocco Marchi, Francesca Baccolini e Renato Rinaldi

Lunedì 14 marzo toccherà a Jackie Stacey e Jack Halberstam portare la discussione sul dibattuto e attualissimo tema dell’identità e non-identità di genere e l’identità di genere nel Cinema. La docente inglese, titolare alcuni dei più importanti studi sulla spettatorialità femminile (Star Gazing: Hollywood Cinema and Female Spectatorship) e il cosiddetto cinema queer (la raccolta Queer Screen), tratterà nel suo intervento di un’icona cinematografica “fuori dai generi” come l’attrice Tilda Swinton, protagonista di un film “cult” sull’identità di genere, come l’Orlando di Sally Potter, tratto dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf.

Lo studioso dell’Università del Sud della California Jack Halberstham è, invece, divenuto noto alla comunità accademica soprattutto per le sue teorie sulla “mascolinità femminile”: nella relazione Queer Times/Queer Space, Transgender Lives ritroveremo uno dei più brillanti analisti politici del concetto di Queer al lavoro su un tema che gli è caro. Il tema dell’appartenenza di genere sarà trattato già nella serata di proiezione di venerdì 11 marzo con Performing the Border e Writing Desire, titoli dalla produzione storica di Ursula Biemann, una video maker e saggista svizzera da sempre impegnata sui temi sociali della migrazione e della tecnologia in relazione proprio all’appartenenza di genere.

Martedì 15 marzo chiuderà il festival il docente dell’Università di Los Angeles Erkki Huhtamo, “archeologo dei media” e tra i principali animatori di un filone di studi che va via via interessando sempre più la ricerca accademica internazionale.