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Classic art

Per una biografia della fame

(ph. comunalegiuseppeverdi.it)
Pordenone
Teatro Verdi, via Martelli 2
15/01/16
20.45

“Biografia della fame” è un romanzo di Amélie Nothomb, eccentrica autobiografia in cui una personalità ironica e caustica racconta una vita intensa piena di viaggio e di incontri. Una esistenza famelica di esperienze e desideri per arrivare a raccontare il paradosso della fame ovvero l'anoressia e lasciarla poi alle spalle con un sapere rinnovato. Una drammaturgia per attrice sola, chiara, ironica ed illuminante sull'esistenza. Tratta da uno di quei romanzi che vanno letti perché cambiano la vita. Ne scaturisce uno spettacolo che parla di una donna che ha molta fame. Una donna che diventa adolescente e non smette di avere molta fame. Una donna che quando ha fame, decide di smettere di mangiare. La fame ovviamente non è solo di cibo ma di amore, di vita, di storie, di riconoscimento. La fame è un paesaggio che ci accomuna tutti. Amélie, la protagonista di questa storia, adora in particolare due cose: zucchero ed alcool. A quattro anni volteggia in giardino ubriaca sentendosi Dio. A tredici anni vede il proprio corpo trasformarsi e sente i primi istinti erotici accendersi e non si riconosce più. Le amazzoni si tagliavano il seno per tirare meglio con l'arco, prendendone ispirazione, Amélie prova a dargli fuoco con l'accendino ma non funziona...

E più cresce, più si attacca alla bottiglia. Ma non è una storia di alcolismo quella che vogliamo raccontare...è una storia d'amore. Dell'amore verso se stessi così difficile da imparare. Amélie dipinge un quadro familiare molto interessante: una madre bellissima e altera, un padre bulimico alimentare e una sorella che sogna di fare la fata. La prima cosa che ci è tornata alla mente è l'apertura di un grande romanzo russo: ogni famiglia felice si assomiglia, ogni famiglia è infelice a suo modo. Sul palco oltre all'universo interiore, trovano espressione anche i personaggi dell'universo familiare. Uno spettacolo dedicato a tutte quelle donne che non si sentono abbastanza belle, che non si sentono abbastanza amate, che non credono di bastarsi abbastanza per essere felici. Uno spettacolo adatto a tutti quegli uomini che vogliono capire qualcosa delle donne che hanno accanto. Ed infine un lavoro necessario a far conoscere un testo da non perdere. Un romanzo che deve avere voce, soprattutto in teatro.