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Classic art

Il canto dell'anima

Parole di Luciano Santin ed esecuzioni della pianista Cristina Santin e della soprano Ilaria Zanetti.
(ph. Comune di Trieste)
Trieste
Palazzo Gopcevich, via Rossini 4
07/09/15
17.30

In “Vita e opere di un cacciatore di antiche melodie”, ricorda Luciano Santin, «Pier Paolo Sancin ha compulsato la cospicua mole diaristica del maestro, traendone una biografia che raccomanderei a tutti, perché, oltre a raccontare di lui, rappresenta un interessantissimo “carotaggio” di quel Novecento che ha devastato Trieste”.

“Attraversando quegli anni tormentati - osserva ancora Santin - Claudio Noliani, in origine il cognome era Noulian, della triestinità è stato un campione. Di lontane origini dalmato armene da parte di padre, mentre la nonna materna era di Smirne – il che gli conferisce i quattro quarti di nobiltà patoca - è sempre stato aperto e affettuosamente interessato alle diverse realtà del mélange cittadino ricercando attivamente il contatto, il dialogo, senza chiudersi in nessuna nicchia. E’ stato un erudito di antico stampo e un musicista e musicologo di caratura non trascurabile, ma la qualità e l’azione per cui oggi la città gli tributa l’onore di cittadino illustre è stata quella di aver cercato di salvaguardare il folklore canoro di tradizione orale. “Chi restituisce al popolo i suoi canti che svaniscono, gli restituisce l’anima”, ebbe a scrivere in prefazione a uno dei suoi libri. Svolse un’attività instancabile, animata da un sincero e profondo amore per la sua città. Lo so, perché ho avuto il piacere e il privilegio di conoscerlo, ho lavorato un po’ con lui, mi sono abbeverato alla sua fonte, tanti anni fa, in lunghi pomeriggi passati nel suo studio, quando ancora abitava in via Rossini, sul Canale di Ponterosso. E mi è rimasto il rimpianto di non averne passati di più…”.