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Classic art

FVG Mitteleuropa Orchestra

Con i pianisti Chiara Opalio e Giuseppe Guarrera.
La FVG Mitteleuropa Orchestra (© Michele Crosera)
Monfalcone
Teatro Comunale, corso del Popolo 20
20/03/15
20.45

La FVG Mitteleuropa Orchestra nasce, per volontà e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, allo scopo di valorizzare i talenti musicali del territorio, sia quelli di comprovata professionalità che i giovani professori d'orchestra diplomati nei Conservatori della regione. Obiettivo dell’Orchestra è diventare un'istituzione musicale di riferimento della nuova Europa, nell’ottica che vede il Friuli Venezia Giulia quale centro nevralgico di un nuovo assetto sociale, culturale ed economico. L'Orchestra, che affonda le sue radici nella tradizione musicale europea, vuole infatti rappresentare un testimonial di eccellenza della regione sotto il profilo culturale e di promozione del territorio, in Italia e all’Estero. Il suo repertorio spazia, nel segno della più ampia versatilità, dalla musica sinfonico-cameristica a quella contemporanea, passando per l’opera, l’operetta e il musical, senza escludere collaborazioni e contaminazioni con la produzione pop.

Direttore stabile della FVG Mitteleuropa Orchestra è Giovanni Pacor, diplomatosi col massimo dei voti in direzione d’orchestra presso l’Accademia di Musica di Vienna. Già direttore musicale della Budapest Chamber Orchestra (con la quale ha inciso 3 CD vincendo il premio per la miglior incisione dell’anno), ha collaborato con il Teatro Lirico Sperimentale “Belli” di Spoleto e diretto numerose formazioni (fra cui la Camerata Fiorentina, l’Orchestra Filarmonica di Stato Ungherese, l’Orchestra del Baden-Württemberg di Stoccarda, la Niederoesterreich Tonkünstler Orchester di Vienna).

Ad aprire il concerto monfalconese è l’esecuzione, ad opera della FVG Mitteleuropa Orchestra, della Sinfonia n. 2 op. 36 di Beethoven. Sebbene scritta in un periodo difficile per il compositore di Bonn, tormentato dal manifestarsi della sordità, nella Seconda Sinfonia nulla tradisce il suo tormentato stato d’animo. Con quest’opera Beethoven abbandona il vecchio mondo compositivo, dimostrando una creatività nuova e lasciando scorgere i semi di un linguaggio che fiorirà nella Terza Sinfonia: è una pagina colossale, in cui si manifesta la potenza del suo genio, la ricchezza del suo pensiero musicale, l’originalità del suo trattamento.

È quindi la volta dei Concerti per pianoforte e orchestra. I 5 Concerti per pianoforte di Beethoven, scritti nell’arco di poco più di quindici anni, esprimono al meglio la ricerca di uno stile e l’evoluzione di un linguaggio tesi a superare lo schema ereditato dalla tradizione classica per aprirsi a una nuova dinamica fra strumento solista e orchestra, dove la tecnica pianistica si fa virtuosismo al servizio dell’espressione, toccando un nuovo, sublime equilibrio tra il “sinfonico” e il “concertante”.

Il Concerto in si bemolle maggiore (il futuro n. 2 op. 19, composto nel 1795) è stato definito mozartiano “nell’entrata del solista, che non espone subito il primo tema ma inizia a fantasia”; nel Concerto n. 4 op. 58, composto fra il 1805 e il 1806, il tono timbrico del pianoforte rappresenta la risposta di Beethoven alla forte spinta del nascente virtuosismo pianistico del primo Ottocento: è in questa pagina che sono gettate definitivamente le basi del concerto moderno per pianoforte e orchestra.