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Classic art

Klavierquartett

Klavier4et.jpg
Pordenone
Ex Convento di S. Francesco, piazza della Motta
22/08/14
21

Anna Baratella - pianoforte; Michele Toffoli - violino; Domenico Mason - viola; Riccardo Pes -  violoncello

 

Programma

W.A.Mozart, Klavierquartett in Sol minore K 478

Allegro Andante Rondeau

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R.Schumann

Klavierquartett in Mi bemolle Maggiore, op.45

Sostenuto assai-Allegro ma non troppo

Scherzo: Molto vivace

Andante cantabile

Finale: Vivace

 

Stando a un celebre adagio schumanniano, la musica da camera rappresenterebbe il vertice dei generi strumentali. Ai suoi occhi di attento lettore della vita concertistica europea dei primi decenni del secolo diciannovesimo, trii, quartetti e quintetti richiedevano un pubblico attento e partecipe al fine di poter cogliere le ricchezze che si nascondevano nelle pagine di questi repertori che non sempre il pubblico era in grado di apprezzare.

Il Klavierquartett, da questo punto di vista, era sicuramente una formazione privilegiata e, non a caso, già nel corso del Settecento gli erano state dedicate opere d'incomparabile bellezza da Wolfgang Amadeus Mozart e, via via nel corso del tempo, da Johannes Brahms, Schumann stesso per poi approdare ai capolavori di Gabriel Fauré, Antonin Dvorak e altri maestri del Novecento.

La sua formazione "classica", che vede il pianoforte interagire con il trio d'archi, rende il Klavierquartett aperto e disponibile a molte soluzioni stilistiche ed espressive, privilegiando il ruolo del pianoforte come interlocutore attivo e non di semplice strumento accompagnatore. Il concerto di questa sera "tiene a battesimo" una formazione pordenonese nata con l'esplicita finalità di promuovere questa letteratura che non sempre trova accoglienza nelle comuni stagioni concertistiche.

I quattro musicisti (Anna Baratella, Michele Toffoli, Domenico Mason e Riccardo Pes), provenienti da esperienze didattiche e concertistiche differenti, si sono ritrovati nel comune amore verso la musica da camera e verso il piacere della ricerca musicale.

La gioia di suonare assieme - quella situazione emotiva che i tedeschi definivano come "Gemutlich" e che proprio in simili situazioni trova la sua massima realizzazione - guida i loro incontri e le loro scelte.