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Classic art

32''16 - Trentadue secondi e sedici

Con Tindaro Granata, Valentina Picello, Chiara Stoppa
(ph. comunalegiuseppeverdi.it)
Pordenone

30/03 e fino al 31/03
20.45
Pordenone
via Martelli 2
Pordenone

32 secondi e 16 è il tempo ottenuto dall'atleta somala Samia Yusuf Omar nei 200 metri alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Nel 2012 morirà su un barcone nel tentativo di raggiungere Lampedusa. A partire da questa storia, il tentativo di affrontare il difficile tema dell'immigrazione.

Ho incrociato la storia di Samia Yusuf Omar. Una giovane donna somala che ha partecipato alle olimpiadi a Pechino nel 2008, avrebbe voluto partecipare a quelle di Londra nel 2012, è morta vicino Lampedusa. Mi è sembrata subito esemplare di una serie di speranze comuni, di un tempo quotidiano nel quale viviamo, dell’attualità ma anche di qualcosa di ancestrale che è il desiderio di vivere una vita migliore. Ho cominciato a raccontare la sua storia ma mi sono accorto che il mio sguardo sarebbe stato parziale. E poi in Italia la storia di Samia è già stata raccontata sia in un romanzo sia in televisione. Non era questo dunque l’obiettivo che questo testo doveva porsi. L’obiettivo non doveva essere solo il racconto di quella storia. Era, e l’ho capito durante un percorso faticoso e il più possibile onesto, far diventare quella storia uno specchio, che ci mostrasse cosa siamo diventati noi. D’altro canto, è stato ancora una volta Eduardo a indicarmi la strada: bisogna mettere in scena personaggi tra cui lo spettatore possa riconoscersi. Per me, il senso di scrivere questa storia non è solo raccontare una vicenda legata all’immigrazione. È provare a capire cosa facciamo noi mentre il Mediterraneo si riempie di occhi aperti, cosa siamo diventati, ciascuno sulla sua isola a decidere, purtroppo, non soltanto della propria vita. Così, Samia è ridiventata preziosa per me, che ho potuto chiedermi cosa sia diventato io nel tempo del suo viaggio, nel tempo di tutti questi viaggi che ormai somigliano a semplici notizie con le quali riempire tempo e pagine. La domanda è stata: noi che cataloghiamo le vite di chi muore in statistiche e flussi, noi, cosa siamo diventati? Questo mi ha raccontato Samia, mentre mi accostavo in punta di piedi alla sua memoria, a lei, al suo tempo: 32 secondi e 16. Ne è venuto fuori un atto unico in tre capitoli, che con la preziosa e costante collaborazione di Serena, mi ha mostrato aspetti, paure e desideri che prima non conoscevo. 

Michele Santeramo