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Meeting

Italiani di Crimea. Il genocidio dimenticato

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Trieste
Palazzo Gopcevich, via Rossini 4
19/03 e fino al 30/03
10-17 (chiuso il lunedì)

Giunti sulle rive del Mar Nero nel corso dell’Ottocento, gli italiani – quasi tutti pugliesi e in gran parte concentrati nella cittadina di Kerč – si inserirono perfettamente nel tessuto locale e anzi, in pochi decenni, dettero vita alla comunità straniera più fiorente e rispettata, capace di affermarsi in tutti i settori della vita economica, dal commercio all’agricoltura, dalle attività legate alla pesca all’artigianato, dalla piccola imprenditoria alle libere professioni.

Con la Rivoluzione d’Ottobre e la collettivizzazione, tutti i loro beni furono requisiti. Poi, negli Anni Trenta, arrivarono le carestie e quindi, nel ’37-’38, il Grande Terrore delle purghe staliniane, coi processi sommari e le condanne a morte o ai lavori forzati. Alcune famiglie riuscirono ad espatriare e a raggiungere proprio la città di Trieste, dove si stabilirono e dove ancora oggi vivono.

Per chi rimase, il 29 gennaio del 1942 fu la catastrofe: per il solo fatto di essere italiani, i circa 2.000 connazionali di Kerč furono rastrellati casa per casa e deportati in massa nei Gulag, come ritorsione contro l’invasione dell’Unione Sovietica da parte dell’Armir. Una pulizia etnica in piena regola, ignorata dai libri di storia. In pochi anni la comunità italiana di Crimea fu quasi totalmente spazzata via dal freddo, dalla fame, dalle malattie, dalle fucilazioni, dalle condizioni carcerarie disumane e dai lavori forzati.

Nel dopoguerra il silenzioso ritorno a Kerč dei circa 200 sopravvissuti, che dovettero ricominciare tutto da zero: senza casa, senza soldi, senza lavoro, con la paura di parlare italiano e additati come traditori.

Una storia angosciante che oggi sta faticosamente tornando alla luce. Una storia di dolore ma anche di grande dignità e di speranza, con l’amore per l’Italia che non è mai venuto meno come dimostra l’attaccamento dei superstiti alla lingua e alle tradizioni degli antenati.

E ora che l’Italia ufficiale incominciava a mostrare un minimo di attenzione per loro, sta subentrando la grandissima preoccupazione per il futuro e la paura di essere abbandonati un’altra volta.

Partita con grande successo di pubblico dall’università Ca’ Foscari di Venezia, dopo Trieste la mostra proseguirà il suo giro d’Italia per raccontare a tutti questa tragedia e per aiutare concretamente le poche famiglie di origine italiana ancora presenti in Crimea attraverso la vendita del catalogo stampato gratuitamente dalla Libreria Editrice Goriziana.